<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-34671688</id><updated>2012-01-27T04:06:34.691+01:00</updated><category term='Sondaggi'/><category term='Fiere'/><category term='Free Drink'/><category term='Domande inevase'/><category term='Food'/><category term='Birra ai Fornelli'/><category term='Birra'/><category term='Libri'/><category term='Personale'/><category term='Eventi'/><category term='Tasting'/><category term='Politica'/><category term='Comunicazione'/><category term='Locali'/><category term='Viaggi'/><category term='Vino'/><title type='text'>Birragenda</title><subtitle type='html'>Notizie e commenti dal mondo della birra. E non solo...</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://birragenda.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34671688/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://birragenda.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34671688/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>Maurizio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13295032408835029637</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_k3bLVn67CUg/TEcY0aabAlI/AAAAAAAAATM/q8erfa4Kxx0/S220/P1040872.JPG'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>228</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34671688.post-7178642833380103963</id><published>2012-01-26T19:18:00.000+01:00</published><updated>2012-01-26T19:18:06.653+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Birra'/><title type='text'>Unionbirrai new frontier...</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: right; margin-left: 1em; text-align: right;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-VQii1tuPJlI/TyGQYzaqdxI/AAAAAAAAAjc/X7xNwTeyxgc/s1600/images-1.jpeg" imageanchor="1" style="clear: right; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="154" src="http://3.bp.blogspot.com/-VQii1tuPJlI/TyGQYzaqdxI/AAAAAAAAAjc/X7xNwTeyxgc/s320/images-1.jpeg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Selezione Birra beverage &amp;amp; Co.&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;Mi ci devo abituare, lo so, ma sono un po' conservatore nell'anima e faccio fatica a non chiamare Pianeta Birra quello che oggi va invece menzionato come&amp;nbsp;&lt;a href="http://www.saporerimini.it/index.asp"&gt;Sapore - Tasting Experience&lt;/a&gt;, ovvero l'appuntamento riminese che prevede, al suo interno, Selezione Birra Beverage &amp;amp; Co, "ovverodue" la rassegna dedicata alle birre artigianali italiane e a Interbrau. C'è solo un filo di ironia, ma credo non abbia più senso continuare nella polemica sul passato della fiera di Rimini e sul suo futuro (abbastanza misterioso secondo me). Prendo atto della cosa e, da bravo soldatino, mi adeguo. Anche perché, in effetti, la presenza di moltissimi birrifici e del più grosso importatore italiano di birre speciali giustifica ampiamente la discesa in terra romagnola (almeno per una giornata). Discesa che, anche questa volta, anticiperò di qualche giorno per partecipare alla giuria di &lt;a href="http://www.unionbirrai.it/index.php?option=com_content&amp;amp;view=article&amp;amp;id=223:birra-dellanno-2012aperte-le-iscrizioni&amp;amp;catid=37:news"&gt;Birra dell'Anno&lt;/a&gt;, il concorso per birre artigianali voluto da Unionbirrai. La giuria è stata resa nota e a me appare più che convincente. La pattuglia straniera è di tutto rispetto e su di loro credo ci sia poco da discutere. Al di là di chi vince e di chi perde, che resta senza dubbio il "pepe" sul quale partiranno molte discussioni a seguire, il concorso è un'ottima occasione per tentare di comprendere lo stato dell'arte della birra artigianale italiana. Personalmente, durante l'anno, mi ritrovo a bere delle etichette che considero dei classici. Sarà pigrizia, sarà istinto ad andare sul sicuro, sarà che esco poco la sera, ma normalmente assaggio in dosi minute le novità e ordino pinte o boccali delle birre che amo. In fin dei conti, esco per bere mica per dare giudizi e scrivere impressioni.&lt;br /&gt;&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: left; margin-right: 1em; text-align: left;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-k8-w5_bN_EY/TyGUG5ApPFI/AAAAAAAAAjk/R2qA1GPW6vk/s1600/Unknown.jpeg" imageanchor="1" style="clear: left; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" src="http://2.bp.blogspot.com/-k8-w5_bN_EY/TyGUG5ApPFI/AAAAAAAAAjk/R2qA1GPW6vk/s1600/Unknown.jpeg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Il noto logo di UB&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;Quindi ben venga, da parte mia, Birra dell'Anno e ben venga l'ultima operazione firmata Unionbirrai, ovvero (e tre...) l'apertura a nuove categorie di &lt;a href="http://www.unionbirrai.it/index.php?option=com_content&amp;amp;view=article&amp;amp;id=224:nuova-categoria-associati-unionbirrai&amp;amp;catid=37:news"&gt;soci professionali non produttori&lt;/a&gt;. Sono d'accordo che il fenomeno birra artigianale abbia anche una dimensione culturale e di conseguenza non posso essere contrario all'ingresso di nuovi operatori professionali (publican, consulenti e produttori di impianti). Ho qualche perplessità invece alla voce distributori che considero più degli interlocutori, così come i consumatori, più che dei partner. Questo perché ritengo il distributore, come ruolo, una figura dominante sul mercato dei piccoli produttori (una volta era dominante anche per i grandi che, guarda caso, hanno cominciato a comprarseli) e in grado quindi di esercitare delle pressioni indebite all'interno di un'associazione come UB. Allo stesso tempo, i distributori sono un anello fondamentale per la filiera e senza di loro non si va lontano. Ma, ripeto, portarseli in casa non mi sembra, così a istinto, la scelta migliore. Insomma, rafforzare il rapporto con tutti, prediligendo gli indipendenti, ma restare sui due lati del tavolo.&lt;br /&gt;Il grande limite di Unionbirrai, credo di averlo già scritto ma lo ripeto, è costituito dall'esiguità delle risorse. Economiche e umane (ovviamente con il massimo rispetto e plauso a chi si adopera per l'associazione). Se in via Celoria non si decide che A) bisogna aprire maggiormente il portafoglio B) si deve pretendere un maggiore sforzo individuale da parte dei singoli aderenti, molti bei sogni rimarranno tali. Scrivo queste cose non certo perché mi auguro il naufragio di un'esperienza storica e decisiva per la crescita del fenomeno artigianale, anzi. Tuttavia lo scenario nazionale è radicalmente cambiato dai bei tempi antichi e se è vero, come è vero, che molti birrifici sono cresciuti nel frattempo, altrettanto dovrebbe crescere (o dovrebbero far crescere) l'associazione di riferimento.... Perché, per l'affermazione definitiva della birra artigianale italiana sul mercato nazionale il momento decisivo non è stato il 1996 o il 2001... No, il momento decisivo è adesso...&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34671688-7178642833380103963?l=birragenda.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://birragenda.blogspot.com/feeds/7178642833380103963/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34671688&amp;postID=7178642833380103963' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34671688/posts/default/7178642833380103963'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34671688/posts/default/7178642833380103963'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://birragenda.blogspot.com/2012/01/unionbirrai-new-frontier.html' title='Unionbirrai new frontier...'/><author><name>Maurizio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13295032408835029637</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_k3bLVn67CUg/TEcY0aabAlI/AAAAAAAAATM/q8erfa4Kxx0/S220/P1040872.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-VQii1tuPJlI/TyGQYzaqdxI/AAAAAAAAAjc/X7xNwTeyxgc/s72-c/images-1.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34671688.post-787064343999772677</id><published>2012-01-24T19:37:00.000+01:00</published><updated>2012-01-24T19:37:48.563+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Birra'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Comunicazione'/><title type='text'>Questione di etichetta - Approfondimento</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: right; margin-left: 1em; text-align: right;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-JdpNvtiFe0s/Tx7y9gpnMoI/AAAAAAAAAjM/U6YMHTlQOtE/s1600/ReHop.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://2.bp.blogspot.com/-JdpNvtiFe0s/Tx7y9gpnMoI/AAAAAAAAAjM/U6YMHTlQOtE/s320/ReHop.jpg" width="130" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;La Re Hop di Toccalmatto&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;"Battere il ferro finché è caldo". Vale spesso nella vita, vale sempre in ambito giornalistico. Quando un argomento tira è praticamente scontato tornarci sopra. In verità ci si dovrebbe tornare subito e non con dei giorni di ritardo, ma tant'è... Allora, iniziamo con il dire che nel post precedente (mi riferisco a &lt;a href="http://birragenda.blogspot.com/2012/01/questione-di-etichetta.html"&gt;questo&lt;/a&gt;) avevo posto delle domande più che dare delle risposte. Mi sembra evidente che ci fosse un po' di retorica nelle domande perché credo sia chiaro, per averlo sostenuto molte volte e per il mio ruolo, che sono il primo a credere nel valore della comunicazione genericamente intesa.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Tra le risposte arrivate mi trovo concorde con quanto scritto da Paolo Turco (fratello di &lt;a href="http://www.cronachedibirra.it/"&gt;Andrea&lt;/a&gt;), soprattutto &amp;nbsp;mi ritrovo anche io a scegliere delle birre dall'aspetto esteriore.&amp;nbsp;Certo, prima arriva la conoscenza della birra, poi la fiducia nel produttore e ancora, i giudizi degli esperti che leggo in rete o il suggerimento di qualcuno di cui mi fido. Tuttavia è sotto gli occhi di tutti la moltiplicazione vertiginosa di marchi stranieri fino a qualche anno fa totalmente sconosciuti in Italia e la moltiplicazione di etichette italiane (sarebbe al riguardo interessante calcolare la media per birrificio e capire se c'è una ragione o se è solo per il piacere di sfornare novità). Dal mio punto di vista, se qualche anno fa non avevo problemi a individuare birrifici e birre da segnalare sulla stampa, oggi è un bel potpourri con il quale stare al passo non è sempre facile. Sgombriamo subito eventuali incomprensioni: io sono felicissimo della moltiplicazione che si traduce in scelta, concorrenza e, perché no, chance di lavoro per chi fa il mio mestiere. Ma la moltiplicazione comporta di conseguenza una maggiore "lotta" per mettersi in luce sul mercato.&lt;br /&gt;Siamo proprio sicuri che la qualità basti? Io mi guardo in giro e vedo che la maggior parte dei prodotti di qualità ha anche una bella immagine e non credo sia un caso. Immagine significa una bella confezione, una grafica azzeccata, ma immagine significa anche trovare un modo per far parlare di sé e per colpire il pubblico "non consapevole". Ovvero quel pubblico, che è la maggioranza, che entra in un beershop (ma consideriamo anche le enoteche e i negozi "gourmet") per curiosità e, certo magari si fa consigliare dal titolare, ma magari pesca la bottiglia che più l'acchiappa... Se capita a Paolo Turco e a me, capiterà pure a qualcun altro... O no? In questo senso quindi sposo anche la causa di Massimo Cardellini, in prima linea nella promozione di &lt;a href="http://apecchiocittadellabirra.com/"&gt;Apecchio Città della Birra&lt;/a&gt;, che sottolinea con forza il potere dell'immagine e della comunicazione.&lt;br /&gt;&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: left; margin-right: 1em; text-align: left;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-BpgCpR9oOgM/Tx72zfGED5I/AAAAAAAAAjU/X9sfD9tt3Nk/s1600/aba.png" imageanchor="1" style="clear: left; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://1.bp.blogspot.com/-BpgCpR9oOgM/Tx72zfGED5I/AAAAAAAAAjU/X9sfD9tt3Nk/s320/aba.png" width="160" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Un'etichetta che si ricorda...&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;Investire in questa direzione significa avere la volontà, e i nervi saldi, di decidere quante risorse destinare al parametro "immagine e comunicazione" e lavorarci sopra. E, per essere del tutto chiari, all'inizio non servono dei grandi capitali. Parlerò per esperienza personale. Gli articoli che mi vengono commissionati sono quasi tutti ordinati all'ultimo minuto utile. Il lavoro ultimamente va così, lo dico per chi ancora fosse ottimista sul mestiere del giornalista-comunicatore, e l'argomento probabilmente lo riprenderò a breve. Ma questo è quanto. Se la commissione arriva io tendo a prenderla al volo (i freelance sono pagati a cottimo) e altrettanto al volo faccio richiesta di immagini in alta definizione. Spesso, non sempre, ma spesso, la mia richiesta cade nel vuoto oppure arrivano foto che sembrano fatte in cortile dalla nonna che soffre di un maledetto tremolio alla mano. E quindi? E quindi niente foto, niente pezzo o salti mortali tripli per portarlo a casa. E' brutale, è concreto, ma è così. Cosa costa organizzarsi per avere un pacchetto di foto decenti (non serve Helmut Newton) di bottiglie, impianto e birraio pronte da inviare al malcapitato giornalista di turno che le richiede?&lt;br /&gt;Con questo siamo davvero all'ABC della comunicazione d'azienda, eppure un numero notevole di birrifici non considera proprio questa elementare accortezza. Quindi non è solo una questione di mera etichetta (ripeto, quella che non piace a me può piacere ad altri e discutendo di questo non andiamo da nessuna parte), è una questione più ampia di essere sul mercato con raziocinio. Almeno basico. Soprattutto considerando due elementi incontrovertibili: la birra artigianale "tira" e nella birra artigianale la competizione si sta infiammando. C'è quindi ancora del tempo per darsi da fare, ma non credo sia un tempo illimitato. Non lo è mai del resto...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34671688-787064343999772677?l=birragenda.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://birragenda.blogspot.com/feeds/787064343999772677/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34671688&amp;postID=787064343999772677' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34671688/posts/default/787064343999772677'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34671688/posts/default/787064343999772677'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://birragenda.blogspot.com/2012/01/questione-di-etichetta-approfondimento.html' title='Questione di etichetta - Approfondimento'/><author><name>Maurizio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13295032408835029637</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_k3bLVn67CUg/TEcY0aabAlI/AAAAAAAAATM/q8erfa4Kxx0/S220/P1040872.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-JdpNvtiFe0s/Tx7y9gpnMoI/AAAAAAAAAjM/U6YMHTlQOtE/s72-c/ReHop.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34671688.post-7987457567751154464</id><published>2012-01-23T11:34:00.000+01:00</published><updated>2012-01-23T11:34:12.495+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Birra'/><title type='text'>Le mie birre "cult" su Style.it...</title><content type='html'>&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: right; margin-left: 1em; text-align: right;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-eJ0gqkGW-pA/Tx02MbQcBGI/AAAAAAAAAjE/ToerF5GO4xg/s1600/images.jpeg" imageanchor="1" style="clear: right; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" src="http://3.bp.blogspot.com/-eJ0gqkGW-pA/Tx02MbQcBGI/AAAAAAAAAjE/ToerF5GO4xg/s1600/images.jpeg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Style.it - Una homepage&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://Style.it/"&gt;Style.it&lt;/a&gt; è il website del gruppo Condé Nast ovvero il gigante editoriale che pubblica un nutrito numero di riviste come GQ, Glamour, Vanity Fair, Wired, Vogue e altre. Per questo motivo, e pur continuando a preferire la carta stampata alla scrittura digitale, non ho potuto dire di no alla loro richiesta di compilare, in tempi davvero rapidi, una mia cult-list di birre da non perdere. La potete sfogliare &lt;a href="http://www.style.it/shopping/scelti-per-te/cucina/2012/01/20/birra--17-etichette-cult.aspx#?refresh=ce"&gt;qui&lt;/a&gt;. Le birre sono diciassette (sono scaramantico) e risentono anche delle mie passioni del momento. Tuttavia, considerato che ho sempre sostenuto la discutibilità delle guide di settore così come delle liste e delle classifiche, al mio posto... che birre avreste inserito? Sono convinto che le birre cult (su scala planetaria) siano centinaia, quindi (semmai ci fosse una seconda chance birraria su un sito che conta oltre 74mila "mi piace" su Facebook e centinaia di migliaia di "visite" al mese), se avete voglia e tempo, fatevi sentire!&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34671688-7987457567751154464?l=birragenda.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://birragenda.blogspot.com/feeds/7987457567751154464/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34671688&amp;postID=7987457567751154464' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34671688/posts/default/7987457567751154464'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34671688/posts/default/7987457567751154464'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://birragenda.blogspot.com/2012/01/le-mie-birre-cult-su-styleit.html' title='Le mie birre &quot;cult&quot; su Style.it...'/><author><name>Maurizio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13295032408835029637</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_k3bLVn67CUg/TEcY0aabAlI/AAAAAAAAATM/q8erfa4Kxx0/S220/P1040872.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-eJ0gqkGW-pA/Tx02MbQcBGI/AAAAAAAAAjE/ToerF5GO4xg/s72-c/images.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34671688.post-2406758217829981868</id><published>2012-01-21T16:24:00.000+01:00</published><updated>2012-01-21T16:24:23.521+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Birra'/><title type='text'>Quella birra di Bersani...</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: right; margin-left: 1em; text-align: right;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-GGevqZWfn4c/TxrOIcleUgI/AAAAAAAAAic/IeyZyo_slGg/s1600/bersa--620x420.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="216" src="http://4.bp.blogspot.com/-GGevqZWfn4c/TxrOIcleUgI/AAAAAAAAAic/IeyZyo_slGg/s320/bersa--620x420.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;La foto "notizia": Bersani all'Open Baladin di Roma&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;Stavo buttando giù alcune righe per la seconda parte del mio post "Questione di etichetta", anche in virtù dei commenti che sono arrivati, quando ecco la notizia di &lt;a href="http://www.repubblica.it/politica/2012/01/20/foto/bersani_beve_da_solo-28463621/1/?ref=HREC1-12"&gt;Pierluigi Bersani, segretario del PD, che sorseggia una birra all'Open Baladin di Roma&lt;/a&gt; mentre, presumibilmente, lavora alla sua relazione per l'imminente assemblea nazionale del partito. La notizia rimbalza sui maggiori siti, il Corriere della Sera e Repubblica, e scatena la discussione non tanto tra gli appassionati di birra (beh, da qualche parte anche quello...) ma tra "cittadini" che si dividono tra chi plaude a un politico preso a fare una cosa normalissima (lavorare e farsi una birra nello stesso tempo) e chi ironizza sulla solitudine del leader e amenità del genere... Io mi iscrivo di getto nella prima categoria e mica perché voto per il PD (onestamente in Italia trovo attualmente difficile votare per chiunque), ma perché l'immagine trasmette simpatia, condivisibilità dell'esperienza, normalità. Esatto, normalità. Che in un Paese come il nostro è cosa quasi rara, considerato che abbiamo uno dei ceti politici più sconclusionati, circensi, pressapochisti e incompetenti del globo (speravo di non trasformare il post in un sermone politico, ma dubito di farcela). Quindi Bersani in birreria è una foto rasserenante. E, soprattutto, Bersani da solo in birreria. Ovvio, dubito che gli appunti non siano stati visti, integrati, lavorati da una squadra di collaboratori, ma dubito anche che Bersani abbia deciso di farsi fotografare apposta per lanciare un messaggio di "normalità" al Paese.&lt;br /&gt;&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: left; margin-right: 1em; text-align: left;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-tuTnjxGWeh8/TxrQFPT3rhI/AAAAAAAAAik/ZVtf8DAcHZE/s1600/images.jpeg" imageanchor="1" style="clear: left; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" src="http://2.bp.blogspot.com/-tuTnjxGWeh8/TxrQFPT3rhI/AAAAAAAAAik/ZVtf8DAcHZE/s1600/images.jpeg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Havel e Clinton allo U Zlatého Tygra&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;Resta poi il fatto che, stranamente, la birra sembra essere un trait d'union tra vari leader democratici. &lt;a href="http://www.cronachedibirra.it/"&gt;Andrea Turco&lt;/a&gt; mi ha ricordato via Twitter la famosa foto esposta a Praga all'interno del famoso &lt;a href="http://www.uzlatehotygra.cz/uzlatehotygra.cz/Pivnice.html"&gt;U Zlatého Tygra&lt;/a&gt;. Quella che ritrae il democratico Bill Clinton insieme a Vaclav Havel e, appunto, una birra. L'attuale presidente Usa, Obama, non ha mai fatto mistero del piacere provato a sorseggiare una birra e basta una rapida ricerchina in rete per trovare decine di foto che lo ritraggono con la pinta o il boccale in mano...&lt;br /&gt;&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: right; margin-left: 1em; text-align: right;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-x2MGbJWGT8g/TxrRj-wYjJI/AAAAAAAAAis/aec15yqBCog/s1600/images.jpeg" imageanchor="1" style="clear: right; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" src="http://3.bp.blogspot.com/-x2MGbJWGT8g/TxrRj-wYjJI/AAAAAAAAAis/aec15yqBCog/s1600/images.jpeg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Stout o porter per Cameron?&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;Allora, chi beve birra vota PD e democratici negli Stati Uniti? Per niente, ecco sempre Santa Rete rivelare come anche il primo ministro britannico David Cameron, leader conservatore, non disdegni affatto la nobile bevanda... Per non parlare di Carlo d'Inghilterra che, qualche Salone del Gusto fa, si mise personalmente a spillare dietro il bancone dell'allora Real Ale Society. D'accordo, sono inglesi direte voi.... Nessun inglese con responsabilità pubbliche oserebbe dire che non ama la birra. Ma appare chiaro che la birra si candida a una vera e propria trasversalità: geografica, generazionale e adesso anche politica.&lt;br /&gt;Non ne siete ancora del tutto convinti? Perché allora non andare a vedere cosa succede in Russia, dove tutti dovrebbero brindare a vodka, per rispetto alla tradizione o, almeno, per rispetto ai luoghi comuni imposti da enne film di James Bond...&lt;br /&gt;&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: left; margin-right: 1em; text-align: left;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-mdGZuCOdEm8/TxrVFzTBx_I/AAAAAAAAAi0/WxUVQuZQyMU/s1600/Putin.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://4.bp.blogspot.com/-mdGZuCOdEm8/TxrVFzTBx_I/AAAAAAAAAi0/WxUVQuZQyMU/s320/Putin.jpg" width="199" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Un brindisi per Putin&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;E invece, fresca fresca, ecco apparire in rete un simpatico Vladimir Putin, sorridente e con tanto di boccale sollevato. Sono anche sicuro che in Russia nessuno si sarebbe messo a discutere sulla liceità del suo gesto, sul senso di solitudine del leader o su qualsiasi altra cosa come si è fatto per Bersani in Italia. E' vero che da noi quasi tutti i giornalisti hanno una bruciante passione per gli argomenti "cazzata" e tendono invece a lasciarsi sfuggire, diciamo così, quelli seri e concreti, ma che lo "zar" capace di farsi rieleggere a oltranza possa apprezzare la birra ci fa pensare che, almeno, al prossimo incontro con Obama sapranno entrambi cosa bere...&lt;br /&gt;Il tono del post è volutamente leggero, a tratti pure un po' gossipparo, più che altro perché mi ha semplicemente meravigliato tutto questo battage mediatico su un tizio che si beve una birra al pub. Però, tiriamo le conclusioni: bevono birra Bersani, Obama, Clinton, Havel, Cameron e Putin.... La domanda è: cosa devi bere per diventare un leader politico? Birra? Sembrerebbe proprio di sì e semplicemente perché la birra ha un'immagine popolare e se un leader la beve significa che vuole lanciare un messaggio di vicinanza al suo popolo. Che il messaggio sia sincero o meno, questo non lo so. Ma certo farsi beccare a tracannare Champagne non ti fa passare per un vero "democratico" e roteare cubetti di ghiaccio in un single malt potrebbe apparire pericoloso... Il vino rosso può essere troppo trash o troppo radical chic, dipende dall'etichetta.... No, la birra è la scelta giusta....&lt;br /&gt;Adesso però spiegatemi la foto qui sotto.... :-)&lt;br /&gt;&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-_1U8xq1QiAE/TxrYMATLE8I/AAAAAAAAAi8/6fhOdPr7200/s1600/images.jpeg" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" src="http://1.bp.blogspot.com/-_1U8xq1QiAE/TxrYMATLE8I/AAAAAAAAAi8/6fhOdPr7200/s1600/images.jpeg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Berlusconi brinda ad acqua!&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34671688-2406758217829981868?l=birragenda.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://birragenda.blogspot.com/feeds/2406758217829981868/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34671688&amp;postID=2406758217829981868' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34671688/posts/default/2406758217829981868'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34671688/posts/default/2406758217829981868'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://birragenda.blogspot.com/2012/01/quella-birra-di-bersani.html' title='Quella birra di Bersani...'/><author><name>Maurizio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13295032408835029637</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_k3bLVn67CUg/TEcY0aabAlI/AAAAAAAAATM/q8erfa4Kxx0/S220/P1040872.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-GGevqZWfn4c/TxrOIcleUgI/AAAAAAAAAic/IeyZyo_slGg/s72-c/bersa--620x420.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34671688.post-3714533996914383246</id><published>2012-01-16T15:43:00.000+01:00</published><updated>2012-01-16T15:43:31.538+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Birra'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Comunicazione'/><title type='text'>Questione di etichetta...</title><content type='html'>&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: right; margin-left: 1em; text-align: right;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-_JKkTR_Osg4/TxQzRASGo8I/AAAAAAAAAiM/yXv-hLUH748/s1600/Brighella.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" src="http://1.bp.blogspot.com/-_JKkTR_Osg4/TxQzRASGo8I/AAAAAAAAAiM/yXv-hLUH748/s1600/Brighella.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Il new look della Brighella&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Per un lavoro che sto cercando di chiudere al volo ho dovuto in questi giorni fare richiesta di alcune bottiglie di birra. Purtroppo mi bastavano solo le fotografie (anche per la solita questione di tempi di consegna al cardiopalma...), ma vorrei dire grazie pubblicamente alle persone che ho contattato per le loro rapide risposte. In altre occasioni, a dire il vero, i tempi di riscontro erano stati quasi biblici, a parte i soliti noti. &lt;i&gt;Sign o' the times&lt;/i&gt;, come direbbe Prince? Forse sì. Io sono sempre lo stesso, non ho dato nessuna indicazione in merito a dove sarà pubblicato il pezzo e non ho nemmeno sottolineato nella mail un'urgenza da fine del mondo.... Chissà: forse i birrifici italiani (almeno quelli coinvolti) si stanno un po' svegliando dal punto di vista "comunicazione"? Forse stanno imparando che è sempre bene avere nel cassetto almeno le foto in alta definizione delle singole bottiglie (fatte come Dio comanda, possibilmente) oltre a qualche immagine dell'impianto e del birraio o del titolare? Che se mai un giornalista qualsiasi chiedesse non si dovrebbe scatenare il panico o un bel che ci frega a noi? Se è davvero così, complimenti... Certo la strada è molto lunga per arrivare al livello di una microbirreria londinese che si può permettere un "social media manager", però anche i piccoli passi iniziali contano...&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Guardando poi le foto che mi sono arrivate nella mail sono stato colpito dalle etichette. Molte le trovo davvero belle. Prendiamo Lambrate, ad esempio. Il loro restyling è uno dei migliori che mi sia capitato di vedere in giro ultimamente. Non ho mai fatto mistero poi, che quelle di Toccalmatto fossero, da subito, tra le mie preferite. Extraomnes, a dispetto di una certa semplicità stilistica, come dire, "bucano lo schermo". Nel senso che, viste una volta, te le ricordi... Per non dare l'idea che mi piacciano solo quelle "fumettose" ricordo anche la grafica pulita e semplice di Almond '22, quella un po' caotica e giovanile di Brewfist, quella anarcoide e graffitara di Bad Attitude, quella minimalista di 32 Via dei Birrai, quella ormai classicheggiante di Baladin e altre che adesso non mi vengono in mente...&lt;/div&gt;&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: left; margin-right: 1em; text-align: left;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-eGhbsyhyeQY/TxQ1hlEP8wI/AAAAAAAAAiU/PXiG9_6AxYI/s1600/Magut.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" src="http://3.bp.blogspot.com/-eGhbsyhyeQY/TxQ1hlEP8wI/AAAAAAAAAiU/PXiG9_6AxYI/s1600/Magut.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;E quello della Magut&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ci sono anche le etichette che mi piacciono meno e non solo per un gusto estetico mio (il quale è tranquillamente non condivisibile), ma perché mi danno l'idea di poca attenzione e immagine debole. Metto qui dentro, ad esempio, quelle di Birra del Borgo e quelle del BiDu (migliorate comunque rispetto a qualche anno fa). Cioè due birrifici che fanno birre eccezionali e da sempre.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ripeto, qualora non si fosse capito, i gusti sono gusti. Ci mancherebbe. E le birre buone con etichetta brutta le bevo molto più contento delle birre brutte con etichetta "buona". Resterebbe però da stabilire quanto conti l'etichetta, soprattutto in termini di primo impatto su consumatori neofiti... Poco? Tanto? Niente?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E in generale, quanto conta, davvero, la comunicazione per un birrificio italiano oggi? Etichette a parte io vedo qualche segnale positivo in circolazione, ma vedo anche che i birrifici maggiormente in salute sono quelli che hanno investito maggiormente nella comunicazione (e per investito non intendo solo denaro, ma tempo e la propria persona...). Quindi, tornando a bomba, quanto conta la comunicazione? Quanto si è disposti ad investirci? A partire dalle etichette per finire a uffici stampa, social media, video, eventi, press kit e chi più ne ha più ne metta...&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34671688-3714533996914383246?l=birragenda.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://birragenda.blogspot.com/feeds/3714533996914383246/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34671688&amp;postID=3714533996914383246' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34671688/posts/default/3714533996914383246'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34671688/posts/default/3714533996914383246'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://birragenda.blogspot.com/2012/01/questione-di-etichetta.html' title='Questione di etichetta...'/><author><name>Maurizio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13295032408835029637</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_k3bLVn67CUg/TEcY0aabAlI/AAAAAAAAATM/q8erfa4Kxx0/S220/P1040872.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-_JKkTR_Osg4/TxQzRASGo8I/AAAAAAAAAiM/yXv-hLUH748/s72-c/Brighella.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34671688.post-5437260389517017196</id><published>2012-01-13T21:09:00.000+01:00</published><updated>2012-01-13T21:09:18.977+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Birra'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Food'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Comunicazione'/><title type='text'>Eat's vs Eataly</title><content type='html'>&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: right; margin-left: 1em; text-align: right;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-gIrLm0ckHYU/TxBLcTDkcyI/AAAAAAAAAh0/_09t9vDjrK0/s1600/Eat%2527s.gif" imageanchor="1" style="clear: right; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" src="http://2.bp.blogspot.com/-gIrLm0ckHYU/TxBLcTDkcyI/AAAAAAAAAh0/_09t9vDjrK0/s1600/Eat%2527s.gif" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Il logo di Eat's&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nomi (quasi) simili, contenuti pressoché siamesi. &lt;a href="http://www.eataly.it/"&gt;Eataly&lt;/a&gt; e Eat's, &lt;a href="http://www.eatstore.it/"&gt;Eat's&lt;/a&gt; e Eataly. La somiglianza è quasi inquietante: stessa filosofia dedicata ai piccoli produttori di buoni cibi e, in qualche caso stessi produttori. Banchi di formaggi selezionati (e ottimi), salumi scelti, carni attraenti, pesci che quasi sembrano strizzarti l'occhio. Tutto presentato in stile simil-boutique, perfino le conserve di pomodori che, da Eat's o da Eataly, assumono un'aria molto "Acqua di Parma".&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E' bello andare da Eat's-Eataly. Bello per gli occhi, bello per l'olfatto, bello perché rivivi le sensazioni di quando, da bambino, ti portavano in una pasticceria. Al tempo mi emozionavo per la paste di riso (a Venezia le chiamavamo così), oggi il mio cuore palpita per lo Shropshire Blue, per i &lt;a href="http://www.krumirirossi.it/ita/home.htm"&gt;Krumiri Rossi&lt;/a&gt; o per qualche altra delizia firmata dalla nuova generazione di stilisti del cibo...&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Stilisti, appunto. Perché ho provato anche un'altra sensazione quando, una settimana fa, ho messo piede nello Eat's Store di Milano, a due passi dal Duomo. Una sensazione un po' acida di esclusività, di ricchi signori annoiati che, non potendo ostentare pellicce per via degli animalisti e/o macchinoni per via della Guardia di Finanza, ostentano il cibo di lusso, quello a provenienza certificata, quello firmato. Le uova di galline che vivono libere e magari ascoltano jazz, la carne di vitelli selezionati che ruminano erba selezionata nei giorni selezionati, orate e branzini pescati (ma sono sicuro che si sottintende che si sono lasciati volontariamente pescare...) in mari puliti al largo dalla pazza folla e dagli ombrelloni-oni-oni di Giuni Russo (questa è per gli over 40, ndr.)...&lt;/div&gt;&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: left; margin-right: 1em; text-align: left;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-tNHBP_KumyM/TxBOYUxn1WI/AAAAAAAAAh8/dyQuwMhVpNg/s1600/Eataly.jpeg" imageanchor="1" style="clear: left; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" src="http://1.bp.blogspot.com/-tNHBP_KumyM/TxBOYUxn1WI/AAAAAAAAAh8/dyQuwMhVpNg/s1600/Eataly.jpeg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;E quello di Eataly...&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Si esagera, è chiaro. Però la stessa sensazione mi è tornata capitando per caso da Eataly in piazza 5 Giornate, sempre qui a Milano. Stessa aria da pochi eletti, radical chic con cabina a Capalbio e tanta comprensione per i clandestini (a patto di tenerli alla larga da dove si trovano loro). Prezzi alti, c'è poco da discutere... Certo, bisogna valorizzare la qualità, certo il lavoro artigianale costa, certo tutto quello che volete ma i prezzi restano alti. E fanno selezione.&lt;br /&gt;&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: right; margin-left: 1em; text-align: right;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-04FOvO7eYbQ/TxCO4h2EVII/AAAAAAAAAiE/Mh1pgVoIDZE/s1600/images.jpeg" imageanchor="1" style="clear: right; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="175" src="http://4.bp.blogspot.com/-04FOvO7eYbQ/TxCO4h2EVII/AAAAAAAAAiE/Mh1pgVoIDZE/s200/images.jpeg" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;La "bufala" del KMZERO&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;Ergo, sarà il cibo il nuovo parametro della stratificazione prossima ventura? Popolino alla Lidl, classe media all'Esselunga, buona borghesia da Eat's-Eataly? Probabile. Non ho nulla contro queste avventure gastronomico-commerciali, ho scritto e continuo a sostenere che Farinetti abbia il carisma del genio e Eat's mi è piaciuto molto (e, sì, non solo ho comprato lo Shropshire Blue, ma pure una bottiglia di Magnificentia Uberti) ma, perdio, non venitemi a dire che questo è portare il cibo di qualità verso tutti. Non ammantate di retorica buonista una geniale intuizione commerciale. Lo so, se fai finta di essere buono piaci di più, se fai discorsi progressisti il pubblico pensa che tu voglia lavorare a un mondo migliore (come quelli che si battono per il Kilometro zero quando si tratta di produzione, e kilometro diecimila quando si tratta di vendita...), ma la realtà va guardata negli occhi. Guardatela e vi accorgerete che dietro l'iride azzurro, da principe o da principessa, si mimetizzano venuzze rosse di sangue... Poi, io per primo, ci si ricasca. Penso che solo un pirla potrebbe pagare 22 euro per tre etti di biscotti, ma in un paio di occasioni quel pirla aveva la mia carta d'identità... Che ci devo fare... Predico bene e razzolo male? Forse, ma anche questo non mi toglie la possibilità di dire "aprite gli occhi e siate consapevoli". Anche perché una soluzione alternativa la si può trovare: a Milano, e non solo, esistono i &lt;a href="http://www.mercatidellaterra.it/"&gt;mercati della terra&lt;/a&gt; e appena fuori Milano (sorry, ma per ora abito qui) ci sono, incredibile ma vero, dei contadini che, facendosi adeguatamente il mazzo, ti vendono il latte crudo, ottima carne (anche se ne devi comprare delle adeguate quantità e pigliarti un po' di tutto), salumi e formaggi, verze ancora intrise di brina e patate tanto brutte quanto buone (e sono brutte forte...)... Insomma, tra il discount di prodotti germanici e le Eat's-Eataly ci sono ancora i produttori.... Andateveli a cercare...&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34671688-5437260389517017196?l=birragenda.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://birragenda.blogspot.com/feeds/5437260389517017196/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34671688&amp;postID=5437260389517017196' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34671688/posts/default/5437260389517017196'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34671688/posts/default/5437260389517017196'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://birragenda.blogspot.com/2012/01/eats-vs-eataly.html' title='Eat&apos;s vs Eataly'/><author><name>Maurizio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13295032408835029637</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_k3bLVn67CUg/TEcY0aabAlI/AAAAAAAAATM/q8erfa4Kxx0/S220/P1040872.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-gIrLm0ckHYU/TxBLcTDkcyI/AAAAAAAAAh0/_09t9vDjrK0/s72-c/Eat%2527s.gif' height='72' width='72'/><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34671688.post-6235142319927293589</id><published>2012-01-10T18:31:00.000+01:00</published><updated>2012-01-10T18:31:00.458+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Birra'/><title type='text'>Il vademecum di Jurij</title><content type='html'>&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: right; margin-left: 1em; text-align: right;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-UaXdGVNzXaI/Twx0VkOawQI/AAAAAAAAAhs/fKW1uddjNmQ/s1600/Foto-Jurj-Luce-e-birra_g.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="254" src="http://2.bp.blogspot.com/-UaXdGVNzXaI/Twx0VkOawQI/AAAAAAAAAhs/fKW1uddjNmQ/s320/Foto-Jurj-Luce-e-birra_g.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Jurij Ferri, Almond '22, al lavoro&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://www.birraalmond.com/"&gt;Jurij Ferri&lt;/a&gt; rientra da quando lo conosco nella mia nutrita ma non "obesa" lista dei birrai italiani per cui vale la pena "mettere la mano sul fuoco". Non è solo per una questione di birre ben fatte, di originalità creativa e di costanza. E' proprio la persona: un inedito e riuscito assemblaggio di rigore nordico, fuoco della passione mediterranea e un pizzico di sano integralismo calvinista. Insomma, di quelli che gli impediscono spesso di fare le scelte più facili o maggiormente in discesa.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;Per questo, quando qualche ora fa e su Facebook, Jurij ha pubblicato alcune considerazioni da birraio "per aspiranti birrai" non solo ho condiviso al volo il suo pensiero, ma gli ho pure proposto di rilanciarlo sulla mia piccola webtribuna. In fondo, non è la velocità l'elemento caratterizzante della scrittura sul web? D'accordo con Jurij ve lo copio-incollo qui sotto, senza ulteriori miei commenti (che eventualmente andranno a finire nella sezione apposita). Vorrei dire solo una cosa: un conto è l'allarmismo, un conto il realismo. Una cosa è "remare contro", un'altra "fare finta che va tutto bene perché altrimenti sei un disfattista" e un'altra ancora "mettere in luce certe problematiche, possibilmente prima che esplodano". Non c'è una soluzione, facile o difficile che sia, agli indiscutibili problemi nati dallo sviluppo accelerato di un fenomeno ormai di larghe proporzioni come quello che riguarda la birra artigianale italiana. Le cose andranno come devono andare. Ma, forse, chi è consapevole della realtà, anche del lato oscuro della luna, andrà più avanti di altri.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;Ho scritto anche troppo. La parola a Jurij e al suo intelligente e lungimirante vademecum...&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;M.M.&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;u&gt;&lt;b&gt;PICCOLE CONSIDERAZIONI, DA BIRRAIO, AD ASPIRANTI BIRRAI PROFESSIONISTI&lt;/b&gt;&lt;/u&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;1.&lt;/b&gt; E' difficile fare una birra buona&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;2.&lt;/b&gt; E' ancora più difficile farla sempre buona&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;3.&lt;/b&gt; E' più difficile vendere una birra che fare una birra buona&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;4.&lt;/b&gt; Fuori, tra quelli che vendono, bevono o distribuiscono il tuo prodotto sono davvero pochi quelli che comprendono davvero ciò che hanno tra le mani&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;5.&lt;/b&gt; Chi compra il tuo prodotto molto spesso guarda principalmente al prezzo, il resto è meno importante.... "sì, favolosa. Ma quella di Tizio e Caio costa un euro in meno..."&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;6.&lt;/b&gt; I maniaci del rating molto spesso non hanno né la competenza né la sobrietà necessaria a descrivere una birra... Poi, in realtà, più che descriverla la giudicano. Rating di questo genere fanno danni. Siano essi positivi o negativi&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;7.&lt;/b&gt; Mentre tra grandi vini e pessimi vini ci sono delle grandi differenze di prezzo, tristemente nel mondo della birra ci si batte su pochi centesimi&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;8.&lt;/b&gt; Siamo ancora giovani, ma soffriamo già delle malattie del vino. Dai problemi di distribuzione alla carneficina delle guide&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;9.&lt;/b&gt; Prima di pensare a fare una grande birra, trovatevi un grande commerciale. Poi preoccupatevi di fare una discreta birra&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;b&gt;Jurij Ferri&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34671688-6235142319927293589?l=birragenda.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://birragenda.blogspot.com/feeds/6235142319927293589/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34671688&amp;postID=6235142319927293589' title='12 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34671688/posts/default/6235142319927293589'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34671688/posts/default/6235142319927293589'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://birragenda.blogspot.com/2012/01/il-vademecum-di-jurij.html' title='Il vademecum di Jurij'/><author><name>Maurizio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13295032408835029637</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_k3bLVn67CUg/TEcY0aabAlI/AAAAAAAAATM/q8erfa4Kxx0/S220/P1040872.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-UaXdGVNzXaI/Twx0VkOawQI/AAAAAAAAAhs/fKW1uddjNmQ/s72-c/Foto-Jurj-Luce-e-birra_g.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>12</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34671688.post-3039588377396305517</id><published>2012-01-06T18:19:00.000+01:00</published><updated>2012-01-06T18:19:02.124+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Birra'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Comunicazione'/><title type='text'>Beer Hunter: The Movie</title><content type='html'>&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: right; margin-left: 1em; text-align: right;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-v_71DRVzxf0/TwcoYlbz9kI/AAAAAAAAAhc/VJAhKp4ARv0/s1600/images.jpeg" imageanchor="1" style="clear: right; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" src="http://3.bp.blogspot.com/-v_71DRVzxf0/TwcoYlbz9kI/AAAAAAAAAhc/VJAhKp4ARv0/s1600/images.jpeg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Michael Jackson&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La decisione l'ho presa d'impulso, ma anche se ci avessi ragionato su qualche giorno, la mia scelta sarebbe stata la stessa. Ho deciso infatti di sostenere economicamente il progetto di &lt;a href="http://www.kickstarter.com/projects/wandermedia/beer-hunter-the-movie"&gt;&lt;b&gt;Beer Hunter: The Movie&lt;/b&gt;&lt;/a&gt; ovvero il film che John Richards sta portando a termine e per il quale ha avviato una raccolta fondi necessaria al suo completamento e alla sua realizzazione. Mi piacerebbe che tutta la comunità birraria italiana, talebana o meno, facesse altrettanto. Non è necessario sborsare cifre folli, almeno io non l'ho fatto, ma solo dare un contributo. Se non altro credo che ognuno di noi lo debba al nostro padre putativo. Un padre di cui, spesso, si sente la mancanza. Ora non sto qua a tediarvi con la biografia ufficiale di Michael, con l'elenco dei libri che ha scritto e con il suo fondamentale contributo alla rinascita della diversità birraria mondiale. Lo saprete meglio di me... Non so nemmeno dirvi con sicurezza se, mancando lui, le cose sarebbero andate diversamente. Forse no. Ma, avendo avuto la fortuna di incontrare Michael Jackson in qualche circostanza, ho il perfetto ricordo della sua incredibile amabilità, del suo spiccato sense of humor, di quel suo fantastico "understatement" che, durante una affollatissima fiera di Rimini di circa dieci anni fa, e di fronte a dei ragazzi che gli facevano firmare dei sottobicchieri, lo fece esclamare: "forse mi stanno scambiando per qualcun altro!".&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ho avuto la fortuna, perché è stata davvero una fortuna, di godere di una serata a tu per tu con lui in quella occasione. Incaricato, da neofita, di fargli compagnia, portarlo fuori a cena e assicurarmi che tornasse in albergo per la notte. Ed è stata una serata difficile da dimenticare: Michael non aveva atteggiamenti da prima donna, era seriamente affascinato da tutto il mondo di aromi e sapori che le birre, e non solo quelle&amp;nbsp;(per mezz'ora mi interrogò sulle origini dello spritz...), potevano offrire, era un uomo curioso con una straordinaria brillantezza sia come oratore sia come scrittore.&lt;/div&gt;&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: left; margin-right: 1em; text-align: left;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-HOOZmM58dzY/TwcppWA9zhI/AAAAAAAAAhk/ibTZtHtc0-w/s1600/Con+MJ.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://2.bp.blogspot.com/-HOOZmM58dzY/TwcppWA9zhI/AAAAAAAAAhk/ibTZtHtc0-w/s320/Con+MJ.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Con MJ - Great British Beer Festival 2006&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Io sono convinto che tutti coloro che amano la birra gli debbano qualcosa, fosse solo il suggerimento di un locale o l'ispirazione "totale". Sempre nell'occasione riminese, scortandolo come un bodyguard nella ressa, vedevo con quale adorante "appetito" gli espositori lo volevano a tutti costi per una foto, per una degustazione improvvisata, per poter dire "Michael Jackson è stato qui e ha bevuto le nostre birre". Ora non è il mio ruolo quello di fare il collettore di denaro altrui, ma credo che sostenere il progetto di &lt;b&gt;The Beer Hunter: The Movie&lt;/b&gt; sia il modo per dire grazie a Michael, per quello che ha fatto e per il fatto di esserci stato. I contributi economici sono a cifra variabile (da un dollaro a 10.000 dollari) e i soldi saranno effettivamente utilizzati solo se la cifra complessiva e necessaria verrà raggiunta. Io me lo auguro fortemente e non vedo l'ora di vedere questo film...&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34671688-3039588377396305517?l=birragenda.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://birragenda.blogspot.com/feeds/3039588377396305517/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34671688&amp;postID=3039588377396305517' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34671688/posts/default/3039588377396305517'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34671688/posts/default/3039588377396305517'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://birragenda.blogspot.com/2012/01/beer-hunter-movie.html' title='Beer Hunter: The Movie'/><author><name>Maurizio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13295032408835029637</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_k3bLVn67CUg/TEcY0aabAlI/AAAAAAAAATM/q8erfa4Kxx0/S220/P1040872.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-v_71DRVzxf0/TwcoYlbz9kI/AAAAAAAAAhc/VJAhKp4ARv0/s72-c/images.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34671688.post-9134605338035061215</id><published>2012-01-02T12:54:00.000+01:00</published><updated>2012-01-02T12:54:53.189+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Birra'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sondaggi'/><title type='text'>Capodanno smemorato</title><content type='html'>&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: right; margin-left: 1em; text-align: right;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-6K1PuPnHYpM/TwGawPiwT7I/AAAAAAAAAhU/JRUi5VzR6to/s1600/images.jpeg" imageanchor="1" style="clear: right; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="200" src="http://2.bp.blogspot.com/-6K1PuPnHYpM/TwGawPiwT7I/AAAAAAAAAhU/JRUi5VzR6to/s200/images.jpeg" width="184" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Al voto!&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Fantastico... Carico il post dell'ultimo dell'anno già sentendo il profumo delle lenticchie, annuncio il sondaggino "birrificio rivelazione 2011", carico il tutto, chiudo e mi metto il cappotto. Peccato che in tutto questo io mi sia dimenticato di caricare pure il sondaggio... Per punizione divina siamo rimasti bloccati tre ore in autostrada tra Fiorenzuola e Piacenza causa incidente. Dormicchiando un po' e accendendo il motore per evitare di congelare come dei bastoncini Findus (il freddo comunque rassoda e stira le rughe).&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Insomma, mi sono dimenticato in soli 30 secondi (tanto il tempo tra scrivere le ultime righe del post e spegnere tutto) del mio sondaggio, per cui rimedio oggi e allungo le votazioni fino al 18 gennaio (con uno stile "democratico" alla Putin) invece che al previsto 15 gennaio. Come sempre non si vince nulla. Chi invece vuole votare per birrifici non compresi nella mia quaterna, può tranquillamente farlo nei commenti. Gliene sarò grato...&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34671688-9134605338035061215?l=birragenda.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://birragenda.blogspot.com/feeds/9134605338035061215/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34671688&amp;postID=9134605338035061215' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34671688/posts/default/9134605338035061215'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34671688/posts/default/9134605338035061215'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://birragenda.blogspot.com/2012/01/capodanno-smemorato.html' title='Capodanno smemorato'/><author><name>Maurizio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13295032408835029637</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_k3bLVn67CUg/TEcY0aabAlI/AAAAAAAAATM/q8erfa4Kxx0/S220/P1040872.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-6K1PuPnHYpM/TwGawPiwT7I/AAAAAAAAAhU/JRUi5VzR6to/s72-c/images.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34671688.post-5278794871153303456</id><published>2011-12-31T15:29:00.000+01:00</published><updated>2011-12-31T15:29:10.891+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Birra'/><title type='text'>Le mie "rivelazioni" 2011</title><content type='html'>&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: right; margin-left: 1em; text-align: right;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-WdiCkUsshN8/Tv8X2jkxmHI/AAAAAAAAAg8/dUro0tEjRR8/s1600/images.jpeg" imageanchor="1" style="clear: right; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="200" src="http://3.bp.blogspot.com/-WdiCkUsshN8/Tv8X2jkxmHI/AAAAAAAAAg8/dUro0tEjRR8/s200/images.jpeg" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Il logo di Brewfist&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Visto che manca ancora qualche ora all'accensione motori dell'ultima cena (solo in senso temporale), mi diletto a buttare giù due righe al volo ancora in tema birrario. A dire il vero è da qualche giorno che rimugino sul tema: quale giovane birrificio italiano mi ha colpito di più durante l'anno? Giovane in senso di fondazione, certo non di età del birraio. Ho sempre rimandato il post sul tema per il fatto che non posso dire di aver assaggiato di tutto e di più, quindi mi mancano molti dati concreti, in termini di assaggio, di birrifici di cui, comunque, ho sentito parlare piuttosto bene. Ergo, ero tentato di lasciar perdere l'argomento. Ma non ho la pretesa di essere esaustivo e comunque lo spazio commenti è sempre aperto per integrazioni, osservazioni, contestazioni.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quindi mi butto è dico che sono due i giovani birrifici che mi hanno colpito maggiormente nell'arco del 2011. Un primo posto ex aequo che si spartiscono &lt;a href="http://www.brewfist.com/"&gt;Brewfist&lt;/a&gt; ed &lt;a href="http://www.extraomnes.com/"&gt;Extraomnes&lt;/a&gt;. Confesso di aver avuto maggiori opportunità di bere le loro birre rispetto ad altri, quindi il mio è giudizio parziale ma almeno irrobustito da conferme sparse nel corso dell'anno. E, onestamente, preferisco ragionare sul tempo e le ripetizioni che sul "colpo di fulmine" del momento. Ogni volta che ho provato una birra di Brewfist ne ho apprezzato l'estrema bevibilità, da pub insomma, il loro carattere deciso ma non irruento, tanta concretezza e niente voli pindarici per delle birre che, avessi un pub, metterei tranquillamente al bancone. Di Extraomnes, o almeno delle birre di Extraomnes che ho assaggiato, ho invece sempre apprezzato l'eleganza e la pulizia, una notevole fragranza di profumi che me le ha sempre fatte scegliere con fiducia e con relativa soddisfazione.&lt;/div&gt;&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: left; margin-right: 1em; text-align: left;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-_2S0IVQB5oc/Tv8Z1oyKezI/AAAAAAAAAhI/FNLJkvyCcBQ/s1600/images-1.jpeg" imageanchor="1" style="clear: left; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" src="http://3.bp.blogspot.com/-_2S0IVQB5oc/Tv8Z1oyKezI/AAAAAAAAAhI/FNLJkvyCcBQ/s1600/images-1.jpeg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Il logo di Extraomnes&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dovessi insomma piazzare un euro, anche due via, su un birrificio che farà parlare di sé nel prossimo futuro direi uno di questi due. Non conosco molto, sarebbe meglio dire niente, della loro organizzazione commerciale né dei volumi di produzione. Posso dire che hanno dei bei siti web, cosa non del tutto scontata in campo birrario, con una mia leggera preferenza per quello di Brewfist e una grafica, nelle etichette, che si fa ricordare. Elementi, di questi tempi, importanti quasi quanto la birra...&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A questo punto potrei lanciare il secondo sondaggio di Birragenda per vedere quale birrificio prende più voti tra la mia trentina di affezionati lettori. Un bieco trucchetto per vedere di registrare qualche contatto in più su questo blog, ma anche uno sfizio che mi va di togliermi visto che, lurkando in giro, ho notato che sia Brewfist sia Extraomnes hanno registrato, nel corso del 2011, parecchi consensi. Se la giocheranno allora testa a testa, ma con altri due birrifici che ho assaggiato quest'anno con piacere ma con poca perseveranza (ed è solo per questo che li metto un gradino sotto i primi due). Ovvero con &lt;a href="http://www.endorama.it/"&gt;Endorama&lt;/a&gt; e con &lt;a href="http://www.birrificioviapriula.it/"&gt;Via Priula&lt;/a&gt;. Il sondaggio è un gioco, quindi prendetelo per quello che può valere. Si vota fino al 15 gennaio...&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Buon Anno a tutti!&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34671688-5278794871153303456?l=birragenda.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://birragenda.blogspot.com/feeds/5278794871153303456/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34671688&amp;postID=5278794871153303456' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34671688/posts/default/5278794871153303456'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34671688/posts/default/5278794871153303456'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://birragenda.blogspot.com/2011/12/le-mie-rivelazioni-2011.html' title='Le mie &quot;rivelazioni&quot; 2011'/><author><name>Maurizio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13295032408835029637</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_k3bLVn67CUg/TEcY0aabAlI/AAAAAAAAATM/q8erfa4Kxx0/S220/P1040872.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-WdiCkUsshN8/Tv8X2jkxmHI/AAAAAAAAAg8/dUro0tEjRR8/s72-c/images.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34671688.post-6961245847730979808</id><published>2011-12-30T11:27:00.000+01:00</published><updated>2011-12-30T11:27:05.076+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Birra'/><title type='text'>2012: anno spartiacque?</title><content type='html'>&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: right; margin-left: 1em; text-align: right;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-WussuBDnJYs/Tv2Qi4rOEJI/AAAAAAAAAgk/LG_KLt6AURI/s1600/images-1.jpeg" imageanchor="1" style="clear: right; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" src="http://1.bp.blogspot.com/-WussuBDnJYs/Tv2Qi4rOEJI/AAAAAAAAAgk/LG_KLt6AURI/s1600/images-1.jpeg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Comunque vada... Un brindisi al 2012!&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Gli ultimi giorni del mio 2011 lavorativo sono dedicati alla stesura dei capitoli finali della Grande Pasticceria d'Autore, enciclopedia in venti volumi di cui, fortunatamente, ho gestito solo la parte riguardante &amp;nbsp;vini e distillati da accompagnare ai dessert. Un lavoraccio che ha avuto ripercussioni, come sempre accade, sul blog lasciato un po' a sonnecchiare in vista di tempi migliori (o peggiori, dipende da come la si vede). Tuttavia un post di fine anno è quantomeno doveroso sebbene, &lt;a href="http://www.cronachedibirra.it/altro/5297/che-2012-birrario-sara/?utm_source=feedburner&amp;amp;utm_medium=feed&amp;amp;utm_campaign=Feed%3A+CronacheDiBirra+%28Cronache+di+Birra+-+Articoli%29"&gt;qui&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://www.movimentobirra.it/forum/forum_posts.asp?TID=4860"&gt;là&lt;/a&gt;, siano già spuntati degli argomenti simili. Il rischio che si corre quando si arriva dopo è di fare delle brutte copie, ma "ci sono delle battaglie che si devono combattere anche se non si possono vincere" (credo l'abbia detto qualcuno, ma non ricordo chi).&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ergo vorrei partire da una dichiarazione intercettata su Facebook qualche mese fa che raccontava di 408 microbirrifici sul territorio nazionale di cui 41 a produzione sospesa. Ora controllando &lt;a href="http://www.microbirrifici.org/default.aspx"&gt;Microbirrifici&lt;/a&gt; ne risultano 421, ma il discorso cambia poco. Il fenomeno "birra artigianale" può dirsi definitivamente esploso in Italia, credo ci sia poco da discutere su questo aspetto, semmai può far riflettere il dato dei 41 birrifici "sospesi" (termine interlocutorio che, a mio avviso, va tradotto in chiusi). Rumors intercettati in giro fanno intendere che il prossimo anno altre chiusure, o sospensioni vedete voi, siano in arrivo, sebbene io mi attenda ancora nuove aperture e qualcuna di sicuro effetto anche a livello mediatico. Che, insomma, ci siano in giro dei primi segnali che la "marea" stia per rallentare? Boh, non ho gli elementi necessari per sparare sentenze, la mia è solo una sensazione.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Certo però mi sembra che il mercato della birra artigianale non stia crescendo al ritmo dei nuovi imprenditori. Mi spiego meglio: in Italia esiste una ristretta fascia di consumatori estremamente consapevole del prodotto birra inteso anche come produzioni di nicchia e di valore, persone in grado di discutere su produzioni estreme in arrivo dagli Stati Uniti, nuovi birrifici del Belgio e "bières de garage" londinesi. Questa è la parte viva e trainante del "movimento", piccola quanto vogliamo ma agguerrita. Esiste poi una fascia poco più ampia di curiosi, neofiti e futuri appassionati mescolata alla rappresentanza dei "consumatori di tendenze" ovvero di quelli che bevono qualunque cosa abbia il sapore della novità, appunto, di tendenza. Questi sono quelli che magari qualche anno fa inghiottivano alcopop, oggi quasi in via di estinzione, e oggi si buttano, a prescindere, sulle ipa, sui luppoli della Nuova Guinea, sulle triple fermentazioni in botti di legno diverso con lieviti di champagne vattelapesca. Affascinati più dall'alone di esclusività per intenditori che dalla qualità vera e propria della birra. Un po' come, quando andavano di moda i vini barricati, quei bevitori che non andavano oltre il primo sorso se il vino non esprimeva tannini con le grip (anche se poi magari non raggiungevano il terzo, di sorsi). Infine, il mare magnum dei consumatori generici, di quelli che la vogliono "bionda, ma non amara", di quelli che dicono no alle "scure, perché sono troppo alcoliche" e via dicendo. Insomma, il mercato è una specie di piramide poco equilibrata, con un vertice piccolo e una base enorme. Su quale fascia di mercato giocano i birrifici artigianali italiani? Sulle prime due, io credo. Bastano per oltre 400 impianti che non solo devono rintuzzare la concorrenza tra loro ma anche quella con le birre "artigianali" d'importazione (che non solo stanno crescendo di numero, ma che sembrano essere anche quelle più performanti, parola terribile scusate, sul mercato)? Forse no, soprattutto in una prospettiva 2012 che si annuncia difficile per tutti, con meno soldi in tasca e poca voglia di spenderli (smartphone di ultima generazione a parte).&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-D6C-WVPPi4g/Tv2R49Z3UKI/AAAAAAAAAgw/8sYIx3qWSek/s1600/images.jpeg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://1.bp.blogspot.com/-D6C-WVPPi4g/Tv2R49Z3UKI/AAAAAAAAAgw/8sYIx3qWSek/s1600/images.jpeg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ora, sia chiaro, io non faccio il tifo per le chiusure. Non lo faccio per motivi affettivi, ho iniziato a scrivere di birra perché mi piaceva berla, e non lo faccio per motivi professionali. Sarei scemo altrimenti. Tuttavia un campanello d'allarme va fatto suonare e, in parte, credo stia già suonando nella testa di molti birrai. Dietro le nuove birre, le produzioni one shot, le feste, gli incontri, le collaborazioni tra birrai e chi più ne ha più ne metta si nasconde il golem del mercato. Oggi davvero poco amichevole verso chiunque. Ed è per questo motivo che, ritengo, il 2012 possa essere un anno importante, nel bene e nel male. L'anno in cui sarà chiaro per tutti che la sfida della birra artigianale italiana non sarà più giocata solo sugli ingredienti, sulla tecnica e sulla fantasia del birraio, ma piuttosto sulle risorse da mettere in campo, su una distribuzione mirata, sull'azzeccato mix fusti-bottiglie, sul prezzo e sulla comunicazione...&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34671688-6961245847730979808?l=birragenda.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://birragenda.blogspot.com/feeds/6961245847730979808/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34671688&amp;postID=6961245847730979808' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34671688/posts/default/6961245847730979808'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34671688/posts/default/6961245847730979808'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://birragenda.blogspot.com/2011/12/2012-anno-spartiacque.html' title='2012: anno spartiacque?'/><author><name>Maurizio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13295032408835029637</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_k3bLVn67CUg/TEcY0aabAlI/AAAAAAAAATM/q8erfa4Kxx0/S220/P1040872.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-WussuBDnJYs/Tv2Qi4rOEJI/AAAAAAAAAgk/LG_KLt6AURI/s72-c/images-1.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34671688.post-5955795617457012324</id><published>2011-12-20T15:41:00.000+01:00</published><updated>2011-12-20T15:41:55.983+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Birra'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Locali'/><title type='text'>Milano si merita due Lambrate</title><content type='html'>&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: right; margin-left: 1em; text-align: right;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-kdW2hrR9z-M/TvCbrhdIdPI/AAAAAAAAAgY/UvZMi3j9s3I/s1600/Lambrate+Esterno.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="239" src="http://1.bp.blogspot.com/-kdW2hrR9z-M/TvCbrhdIdPI/AAAAAAAAAgY/UvZMi3j9s3I/s320/Lambrate+Esterno.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;La ressa all'esterno del nuovo Lambrate&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non avere la stoffa. Uno si rende conto di non essere più un ragazzino quando: 1) non capisce come cazzo si vestono i ventenni di oggi 2) quando accusa un leggero stato febbrile il giorno dopo aver fatto l'inaugurazione di un locale. A me sono capitate entrambe le cose, anche se a dire il vero la prima è qualche anno che mi succede. La seconda invece mi è arrivata il giorno dopo l'inaugurazione del &lt;b&gt;"secondo" &lt;a href="http://birrificiolambrate.com/html/home.php?lang=ita"&gt;Lambrate Pub&lt;/a&gt; in Milano&lt;/b&gt;. Inaugurazione attesa e strenuamente voluta, come partecipazione intendo, a dispetto della frenesia da ultimo regalo di Natale che mi ha portato a tentare l'arrivo in pieno centro in auto (parcheggio della Rinascente raggiunto con la stessa velocità di un pellegrinaggio a piedi nudi a Santiago de Compostela) per poi poter raggiungere, sempre in auto,&amp;nbsp;&lt;b&gt;via Golgi 60&lt;/b&gt; dove la "tribù", definizione kuaskiana, ha aperto il suo secondo "spaccio" di ottima birra made in Milan. Il tam tam mediatico, benché della cosa si sentisse parlare da mesi, era iniziato appena il martedì prima, come mi ha confessato Alessandra (ovvero la persona del Lambrate con cui parlo quando voglio notizie attendibili), tramite Facebook e mail, ma nemmeno loro (e nemmeno io) si aspettavano la ressa da saldi sulla Quinta Avenue che riempiva il posto e il relativo marciapiede dopo pochi minuti dal'orario ufficiale di apertura spine (le 18). Una torma di persone, tutte con il bicchiere in mano, era il biglietto da visita per un ingresso in stile metropolitana di Tokio (a spinta, insomma) poi, ecco il primo sguardo sul bancone con una raffica di spine e relativi nomi di battaglia ormai famosi: Montestella, Domm, Ligera, Ortiga... E dietro il banco lo staff del Lambrate che lavoravano come dei tarantolati. Considerato il tweet letto poi, grazie &lt;a href="http://hoppy-hour.blogspot.com/"&gt;Leo&lt;/a&gt;, dei 70 kegs in otto ore, mi è diventato tutto più chiaro.&lt;/div&gt;&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: left; margin-right: 1em; text-align: left;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-S0jXH409Ouk/TvCbcFm4lSI/AAAAAAAAAgQ/O2rUNX9Rg78/s1600/Giampa.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://2.bp.blogspot.com/-S0jXH409Ouk/TvCbcFm4lSI/AAAAAAAAAgQ/O2rUNX9Rg78/s320/Giampa.jpg" width="239" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Giampaolo al suo meglio&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Guadagnato mezzo metro quadrato di spazio e bevuta la prima &lt;b&gt;Montestella&lt;/b&gt;, ho cercato di guardarmi intorno. Difficile dare un giudizio su un posto il giorno dell'inaugurazione. Dapprincipio ho notato solo un mare di teste e di braccia tese ad afferrare pinte, una specie di gruppo laocoontico alcolico, però poi impostando la retina in versione "sniper" mi sono accorto dei bei pannelli scuri alle pareti, delle riproduzioni delle nuove etichette delle birre Lambrate (che mi piacciono davvero tanto) e dello spazio che il posto può offrire nelle giornate normali. Certo, per avere l'atmosfera da "covo urbano" del primo Lambrate ci vorrà del tempo ma così, di primo acchito, il nuovo Lambrate non credo deluderà le aspettative. Molto, secondo me, sarà deciso dalla tipologia dello staff che lavorerà in via Golgi, dalla presenza di qualche "vecchio", necessaria per dare la giusta prospettiva a un posto il cui fascino non è semplicemente determinato dalla qualità delle birre. Qualità indiscutibile, come prova anche la &lt;b&gt;Vun&lt;/b&gt;, birra "one shot", adesso si dice così, elaborata da Fabio Brocca per la serata.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Insomma, credo che il nuovo Lambrate abbia tutte le carte in regola per diventare un punto fisso d'attrazione per tutti gli appassionati. Se pochi giorni di "comunicazione" hanno creato quella folla, la collocazione strategica (è a due passi da alcuni istituti universitari) e il nome strafamoso, dovrebbero fare il resto. Certo, i nostalgici probabilmente resteranno fedeli a via Adelchi (e anche quelli, come me, che sono più comodi a raggiungere il vecchio Skunky piuttosto del nuovo), ma nuovi potenziali clienti si aggregheranno alla comitiva dei Lambrate's aficionados. Ne guadagnerà la tribù e ne guadagnerà la città di Milano. Che, sì, si merita davvero due Lambrate. Forse forse... anche tre.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34671688-5955795617457012324?l=birragenda.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://birragenda.blogspot.com/feeds/5955795617457012324/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34671688&amp;postID=5955795617457012324' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34671688/posts/default/5955795617457012324'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34671688/posts/default/5955795617457012324'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://birragenda.blogspot.com/2011/12/milano-si-merita-due-lambrate.html' title='Milano si merita due Lambrate'/><author><name>Maurizio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13295032408835029637</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_k3bLVn67CUg/TEcY0aabAlI/AAAAAAAAATM/q8erfa4Kxx0/S220/P1040872.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-kdW2hrR9z-M/TvCbrhdIdPI/AAAAAAAAAgY/UvZMi3j9s3I/s72-c/Lambrate+Esterno.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34671688.post-5941991024125620519</id><published>2011-12-15T16:21:00.000+01:00</published><updated>2011-12-15T16:21:47.973+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Birra'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sondaggi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Viaggi'/><title type='text'>Bruxelles! Così parlò il primo sondaggio...</title><content type='html'>&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: right; margin-left: 1em; text-align: right;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-feAqDKYYksg/TuoOqr5UCCI/AAAAAAAAAgI/D59e2CtQKuI/s1600/Moeder.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="213" src="http://4.bp.blogspot.com/-feAqDKYYksg/TuoOqr5UCCI/AAAAAAAAAgI/D59e2CtQKuI/s320/Moeder.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;L'interno del Moeder Lambic&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Per qualche giorno ero sicuro che la mia amata Londra avrebbe trionfato ma, con un colpo di reni, alla fine l'ha spuntata Bruxelles come destinazione birraria preferita dei 58 volenterosi che si sono prestati al primo sondaggio di Birragenda. Parliamoci chiaro, 58 votanti non li considero un "popolo in cammino" e il sondaggio vale per quello che vale. Però è anche vero che non contavo su centinaia di voti e il giochino è stato divertente comunque. Se ci sono delle conclusioni da tirare direi che, forse perché non sono Mannheimer (e, mio Dio, non desidero nemmeno diventarlo), più che la città e i suoi locali hanno vinto gli stili e le tipologie birrarie. Insomma, meglio blonde, blanche, tripel e lambic piuttosto che ale, ipa e compagnia. Mi hanno colpito i sette voti per Bamberga, segno che le rauchbier sono un motivo fondante per spararsi il viaggio fin lassù e mi ha colpito ancora di più l'assenza di voti per Monaco di Baviera che, dopotutto, può contare sull'Oktoberfest e su alcune birrerie molto famose. A secco sono rimaste anche le "nuove frontiere" della birra europea ovvero Stoccolma (Akkurat e Oliver Twist) e Copenhagen per le quali invece confidavo in qualche voto. Chissà, magari il fatto di dover fare una scelta fa pendere il piatto della bilancia verso destinazioni più "sicure" rispetto a quelle emergenti certo, ma magari ancora non così gratificanti a tutto tondo... Comunque i commenti sono aperti per contribuire a dare una spiegazione più convincente della mia al risultato... Io intanto provo a elaborare il secondo...&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34671688-5941991024125620519?l=birragenda.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://birragenda.blogspot.com/feeds/5941991024125620519/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34671688&amp;postID=5941991024125620519' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34671688/posts/default/5941991024125620519'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34671688/posts/default/5941991024125620519'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://birragenda.blogspot.com/2011/12/bruxelles-cosi-parlo-il-primo-sondaggio.html' title='Bruxelles! Così parlò il primo sondaggio...'/><author><name>Maurizio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13295032408835029637</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_k3bLVn67CUg/TEcY0aabAlI/AAAAAAAAATM/q8erfa4Kxx0/S220/P1040872.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-feAqDKYYksg/TuoOqr5UCCI/AAAAAAAAAgI/D59e2CtQKuI/s72-c/Moeder.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34671688.post-2870538011981101594</id><published>2011-12-13T16:54:00.000+01:00</published><updated>2011-12-13T16:54:20.620+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Birra'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Locali'/><title type='text'>Il Panegirico dello Sherwood</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: right; margin-left: 1em; text-align: right;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-_qOX38Px8k0/TudtGlyLGJI/AAAAAAAAAfw/s_jRjehFZMA/s1600/ressa.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="213" src="http://2.bp.blogspot.com/-_qOX38Px8k0/TudtGlyLGJI/AAAAAAAAAfw/s_jRjehFZMA/s320/ressa.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;La ressa davanti alle spine&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;Panegirico che? Ma come diavolo scrivo? Se uno titola un post in questo modo perlomeno rivela di avere un'età databile con il Carbonio14 o forse che avrebbe preferito vivere in un'altra epoca... Comunque il panegirico non ha nulla a che vedere con il pane, ma identifica un componimento scritto estremamente favorevole a una persona che è l'oggetto del panegirico stesso. Sostanzialmente lo usavano scrittori e poeti latini per incensare l'imperatore di turno in attesa, spesso, di incensare quello successivo. Io non ho questa ambizione ovviamente, non sono un poeta e non conosco nessun imperatore. Più semplicemente provo gusto a usare termini passati di moda e, nel caso specifico, sono certo che il termine, un po' iperbolico lo ammetto, stia bene addosso a un locale e al suo titolare. Che, tanto per chiuderla con questa premessa, rispondono ai nomi dello &lt;a href="http://www.sherwoodpub.it/"&gt;Sherwood Music Pub&lt;/a&gt; di Nicorvo (Pavia) e ad Antonio "Nino" Maiorano. La festa per il 15° anniversario è stata memorabile sotto tanti punti di vista. Innanzitutto per la temperatura, tropicale all'interno e quasi siberiana all'esterno, poi per le birre presenti, un'incredibile rassegna di produzioni italiane e straniere, poi e soprattutto, per la presenza di quasi tutte le facce note della birra artigianale italiana. Non credo di riuscire a citare tutti, e forse non è nemmeno così importante, ma fare due chiacchiere con Nicola Perra del Barley, che ti racconta della sua prossima birra "sardoenologica" (questa volta con il mosto cotto di Malvasia di Bosa), guardare (dal basso in alto) Claudio Cerullo e poi trovare la sua Orange Hops uno dei migliori assaggi della serata, annusare e prendere un microsorso della nuova "creatura" di Teo Musso (ho trovato la Lune letteralmente stupefacente, soprattutto ricordando com'era quando l'avevo provata dalla botte qualche tempo fa), è stato molto bello (aggettivo banale e corrispondente per difetto alla mia sensazione). Così come incontrare, in un'atmosfera di quasi cameratismo, Kuaska, Schigi e il suo incredibile Tripel, Alessio e Anna, Stefano Ricci, Raimondo Cetani, Bruno Carilli, Manuele Colonna, Giampaolo Sangiorgi, Luca Giaccone e tutti gli altri con cui ho scambiato due parole o appena uno sguardo.&lt;br /&gt;&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: left; margin-right: 1em; text-align: left;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-yxUpRx1Yknc/Tudu0jLKNXI/AAAAAAAAAgA/VHaHbNMXdA4/s1600/nino.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://2.bp.blogspot.com/-yxUpRx1Yknc/Tudu0jLKNXI/AAAAAAAAAgA/VHaHbNMXdA4/s320/nino.jpg" width="213" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Nino al lavoro&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;Serate come quella dello Sherwood mi riconciliano con lo spirito più autentico della birra artigianale italiana. Certo, avendo superato da qualche tempo l'età dell'adolescenza, sono consapevole che le diversità di opinioni restano, che critiche o flame (credo si dica così in linguaggio web) si scateneranno di nuovo, presto o tardi, tuttavia se metti insieme della gente con una buona birra in mano, tutto sembra più allegro, sereno e... istruttivo. Già, istruttivo, perché bere birre diverse, ascoltare le opinioni di chi ne sa qualcosa e/o confrontarsi con opinioni altrui, ti fa crescere cento volte di più che leggere blog e newsgroup o venire cazziati da qualche pseudo corte suprema. Anni fa, ricordo, dovevo intervistare, io ero alle prime armi nel settore, un enotecaro di Parma di lunghissimo corso. Bicchiere dopo bicchiere l'articolo prendeva forma, ma fu la sua ultima considerazione a colpirmi davvero: "Vuoi davvero conoscere il vino? Allora devi berne spesso...". E con questo non intendeva candidarmi alla presidenza degli Alcolisti Anonimi, solo avvertirmi che la teoria, le parole, avevano valore solo se supportate da una conoscenza concreta, pratica ed effettiva dell'argomento. Una conoscenza, ovviamente, sviluppata con cervello e non solo con il palato e lo stomaco.&lt;br /&gt;Ma, tornando allo Sherwood, ho ancora due immagini vividamente stampate nella mente. La prima è la microconversazione avuta con Giorgione del Mastro Titta di Roma. Non lo consideravo una semplice leggenda solo perché l'avevo già visto dal vivo a Rimini in qualche Pianeta Birra, ma incontrarlo è stato quanto meno scombussolante. E poi sentire Nino quasi commosso dall'affetto dimostratogli da tutti i presenti con la loro presenza (questo è un passaggio stilisticamente fantastico...). Una persona come lui è più preziosa per la birra artigianale italiana di quanto potrebbe sembrare. E così, dopo un giorno di decantazione, ecco due idee "brillanti" post Sherwood che mi sono venute in testa. La prima è quella di creare la nazionale di rugby della birra artigianale italiana. Con Giorgione, Claudio Cerullo e Riccardino Franzosi abbiamo già un bel pacchetto di mischia. Poi diamo la palla a Giovanni Campari, che mi sembra quello più in forma, e speriamo bene. Tutti gli altri a dare man forte come possono. La seconda idea è invece quella di convocare una sorta di "Stati Generali" della birra artigianale italiana, una volta l'anno, allo Sherwood (c'è pure il parcheggio!). Si beve, e quello mi pare scontato, si mangia il risotto perfetto che ho forchettato prima di andare via (complimenti allo chef) e si discute in commissioni suddivise per argomento (produzione, distribuzione, comunicazione, affari economici...). Credo che una due giorni così potrebbe valere più di qualunque Rimini. E allora... lunga vita allo Sherwood e a Nino!&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34671688-2870538011981101594?l=birragenda.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://birragenda.blogspot.com/feeds/2870538011981101594/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34671688&amp;postID=2870538011981101594' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34671688/posts/default/2870538011981101594'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34671688/posts/default/2870538011981101594'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://birragenda.blogspot.com/2011/12/il-panegirico-dello-sherwood.html' title='Il Panegirico dello Sherwood'/><author><name>Maurizio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13295032408835029637</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_k3bLVn67CUg/TEcY0aabAlI/AAAAAAAAATM/q8erfa4Kxx0/S220/P1040872.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-_qOX38Px8k0/TudtGlyLGJI/AAAAAAAAAfw/s_jRjehFZMA/s72-c/ressa.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34671688.post-3458103959616199040</id><published>2011-12-08T17:33:00.000+01:00</published><updated>2011-12-08T17:33:34.659+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Birra'/><title type='text'>Io, il Beppe, le birre...</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: right; margin-left: 1em; text-align: right;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-t7hX5I09TYo/TuDRSCIziNI/AAAAAAAAAfg/T5UZRM0wSQc/s1600/BiDu.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="187" src="http://3.bp.blogspot.com/-t7hX5I09TYo/TuDRSCIziNI/AAAAAAAAAfg/T5UZRM0wSQc/s200/BiDu.jpg" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;RE-VO-LU-TION!&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Andare a trovare Beppe Vento, artefice del &lt;a href="http://www.microbirrifici.org/Bi-Du_birrificio.aspx"&gt;Birrificio Bi-Du&lt;/a&gt; di Olgiate Comasco, non è mai una scelta razionale. Arrivi come giornalista che ha deciso di scrivere di lui, della sua attività e delle sue birre, e dopo soli cinque minuti sei un semplice bevitore che si fa due chiacchiere tra una Rodersch e una Artigianale. Semplice, certo, ma felice. L'intervista che pensavo di realizzare, con tanto di videocamera, è andata in vacca con una velocità quasi stupefacente. Vabbé, vorrà dire che l'avvento di BirragendaTV è rimandato a data da destinarsi... Tuttavia, sebbene non abbia scritto una riga di appunti della fumosa conversazione avuta con Beppe, ho imparato molte cose. O meglio, molte me ne sono ricordate. Innanzitutto la semplicità che c'è nel bere birra, così, senza elucubrazioni e senza voler a tutti i costi indagare sul perché e sul percome. Le birre buone le bevi perché hai sete, le ribevi perché non ti hanno stancato e la soddisfazione che ti hanno regalato è una soddisfazione "non cerebrale", ma di pancia. I luppoli? Si, vabbé. Le scelte distributive? Ok, d'accordo. L'immagine del Bi-Du? Ma quando mai... Mi bevo la prima &lt;b&gt;Rodersch&lt;/b&gt; e dimentico tutto. Va giù che è una meraviglia. E' buona, è dannatamente buona. Come l'ultima volta che l'ho bevuta. Passiamo all'&lt;b&gt;Artigianale&lt;/b&gt;, il carattere aumenta, l'amaro ti resta in bocca e ti fa venir voglia di bere un altro sorso. E' la birra per fare tutta la sera e riesco solo a pensare che non ce ne sono molte in giro così, ultimamente. Ho provato birre eccezionali, di primo acchito migliori delle sue, ma dopo un po' le lascio lì e me ne dimentico pure il nome. Ahimé, la birra successiva è ancora meglio. La &lt;b&gt;Superanale&lt;/b&gt;, nome che dice quanto Beppe pensi alla comunicazione quando fa una birra, è perfetta. Una cascatella di profumi intriganti e agrumati che ti strappa il sorriso. Poi chiudo con la &lt;b&gt;Xtrem&lt;/b&gt; che mi taglia le gambe come se avessi fatto qualche curva in neve fresca. Ho la responsabilità di guidare fino a casa, con il cane che mi scruta un po' perplesso dal posto del passeggero, e quindi acchiappo qualche bottiglia e filo via.&lt;/div&gt;&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: left; margin-right: 1em; text-align: left;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-ngPet8rTcaA/TuDRe8tT7HI/AAAAAAAAAfo/6PrsfFsH69M/s1600/Beppe.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="200" src="http://4.bp.blogspot.com/-ngPet8rTcaA/TuDRe8tT7HI/AAAAAAAAAfo/6PrsfFsH69M/s200/Beppe.jpg" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Dietro la pinta... il Beppe&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sì, non è mai una scelta razionale andare a trovare Beppe Vento, ma ti permette di ricordare perché hai iniziato a scrivere di birra, perché hai continuato a bere dopo la prima birra che ti è piaciuta davvero e quanto affascinante sia questo mondo quando ne dimentichi gli orpelli e le sovrastrutture, gli incasinamenti e le, a volte grazie a Dio non sempre, convulse discussioni. Certo, quando mi troverò a scrivere del Bi-Du per la carta stampata, scriverò in modo più ortodosso perché un birraio e la sua attività meritano di essere raccontati ai lettori non come una sorta di diario-confessione personale, ma per quanto valgono, per la qualità del loro lavoro e per &amp;nbsp;la reperibilità delle bottiglie o dei fusti. Ma questo è il mio dannato blog e ci scrivo le mie sensazioni, se poi faccio anche informazione è un di più, non un webmagazine o chissà cos'altro. Così, quando mi capita di bere una birra con Beppe Vento, raro caso di "soggetto alpha" birrario, è per me come tuffarsi nella memoria delle lunghe serate passate al bancone di un pub, a chiacchierare con gente di cui non ricordo il nome, e a ordinare il secondo giro quando ancora restava un sorso nel bicchiere. La quintessenza della vera passione per la birra.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34671688-3458103959616199040?l=birragenda.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://birragenda.blogspot.com/feeds/3458103959616199040/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34671688&amp;postID=3458103959616199040' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34671688/posts/default/3458103959616199040'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34671688/posts/default/3458103959616199040'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://birragenda.blogspot.com/2011/12/io-il-beppe-le-birre.html' title='Io, il Beppe, le birre...'/><author><name>Maurizio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13295032408835029637</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_k3bLVn67CUg/TEcY0aabAlI/AAAAAAAAATM/q8erfa4Kxx0/S220/P1040872.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-t7hX5I09TYo/TuDRSCIziNI/AAAAAAAAAfg/T5UZRM0wSQc/s72-c/BiDu.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34671688.post-4929804539218280993</id><published>2011-11-30T16:14:00.000+01:00</published><updated>2011-11-30T16:14:52.451+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Birra'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sondaggi'/><title type='text'>Ecco, io pure tengo il sondaggio...</title><content type='html'>&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: right; margin-left: 1em; text-align: right;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-9rVtRooOmxg/TtZDWXyTdlI/AAAAAAAAAfA/PG_gYrxbE5A/s1600/Oliver+Twist.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="150" src="http://4.bp.blogspot.com/-9rVtRooOmxg/TtZDWXyTdlI/AAAAAAAAAfA/PG_gYrxbE5A/s200/Oliver+Twist.jpg" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;L'Oliver Twist di Stoccolma (con "intruso")&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Stimolato dalla visione di sondaggi altrui ho dedicato qualche minuto a sfrucugliare nelle pagine di gestione del mio blog per scoprire che, olé, la possibilità di pubblicare i sondaggi l'ho anche io... Per un nerd della rete quale ancora mi ritengo, e presumo che questa mia situazione personale durerà ancora a lungo, la trovo una cosa fantastica. Prima di tutto perché ho sempre trovato divertente partecipare ai sondaggi (solo quelli a risposta secca, è chiaro) e poi perché alcuni sondaggi raccontano certe cose meglio di tanti discorsi e dichiarazioni d'intenti. Il sondaggino proposto qui a fianco dovrebbe, nelle intenzioni, esserne un esempio... Indicare infatti la destinazione birraria preferita serve anche a indicare, almeno a grandi linee, quali stili di birra si amano maggiormente. Non solo, ma dalla scelta della città si possono anche desumere i locali birrari più famosi e preferiti. Ad esempio, se non si può fare a meno dell'Oliver Twist e dell'Akkurat si voterà Stoccolma, se invece trovate che il Moeder Lambic sia il nuovo faro illuminante dell'universo birra allora voterete Bruxelles.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: left; margin-right: 1em; text-align: left;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-Hpak-6aoVkk/TtZGYNvkJdI/AAAAAAAAAfI/W_OXeXIFZ5I/s1600/Poechenellekelder.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="133" src="http://2.bp.blogspot.com/-Hpak-6aoVkk/TtZGYNvkJdI/AAAAAAAAAfI/W_OXeXIFZ5I/s200/Poechenellekelder.jpg" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;L'esterno del Poechenellekelder a Bruxelles&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Queste, almeno, le mie supposizioni perché il dibattito è ovviamente aperto. Ho deciso di escludere le località italiane e quelle americane, magari ci sarà un secondo sondaggio in futuro sull'argomento anche se le mete negli States potrebbero essere un po' fuori mano, e di lasciar tenere dentro solo le grandi città di riferimento. Prendendomi quindi il diritto di tralasciare piccoli villaggi inglesi o belgi con pub fenomenali. Il diritto, esatto... Perché se è divertente partecipare ai sondaggi è ancora più divertente organizzarli. Detto questo ricordo solo che si vota fino al 15 dicembre a mezzanotte e che si può votare una sola volta. Francamente, essendo la mia prima volta, non ne ho idea, ma così dovrebbe funzionare. Adesso mi manca solo fare la mia scelta. Se solo riuscissi a decidermi, ovviamente...&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34671688-4929804539218280993?l=birragenda.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://birragenda.blogspot.com/feeds/4929804539218280993/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34671688&amp;postID=4929804539218280993' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34671688/posts/default/4929804539218280993'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34671688/posts/default/4929804539218280993'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://birragenda.blogspot.com/2011/11/ecco-io-pure-tengo-il-sondaggio.html' title='Ecco, io pure tengo il sondaggio...'/><author><name>Maurizio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13295032408835029637</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_k3bLVn67CUg/TEcY0aabAlI/AAAAAAAAATM/q8erfa4Kxx0/S220/P1040872.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-9rVtRooOmxg/TtZDWXyTdlI/AAAAAAAAAfA/PG_gYrxbE5A/s72-c/Oliver+Twist.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34671688.post-1109823532325228436</id><published>2011-11-28T13:28:00.000+01:00</published><updated>2011-11-28T13:28:17.320+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Birra'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Locali'/><title type='text'>Milanobevebirra</title><content type='html'>&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: right; margin-left: 1em; text-align: right;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-UeQtrxZDQrY/TtN9kfkdTSI/AAAAAAAAAew/jSABG_CXsRg/s1600/Spine+dell%2527Hop.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="239" src="http://3.bp.blogspot.com/-UeQtrxZDQrY/TtN9kfkdTSI/AAAAAAAAAew/jSABG_CXsRg/s320/Spine+dell%2527Hop.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;La batteria di spine dell'Hop&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E dopo l'esperienza romana, adesso parlo di Milano visto che, nel giro di pochi giorni, ho bevuto in ben quattro locali. Un numero quasi straordinario per il sottoscritto che, di norma, arriva a sera piallato da ore di scrittura frenetica e, qualche volta, pure un po' nevrotica. Però le coincidenze questa volta mi hanno aiutato così, complice una serata sui Navigli per l'inaugurazione del nuovo ristorante di &lt;a href="http://www.frantoicelletti.com/indexi.html"&gt;Gino Celletti&lt;/a&gt;, vera autorità in fatto di oli extravergine che vi consiglio di andare a trovare, eccomi a due passi varcare la soglia del &lt;a href="http://www.lenottidimilano.com/categorie-locali/locali/pub_birrerie/fun_cool.html"&gt;Fun&amp;amp;Cool&lt;/a&gt;. Il locale, a dispetto dal nome un po' "surfista", coltiva una bella passione per le birre artigianali: alla spina erano presenti Bi-Du e Birrificio Italiano. Sembra essere ancora un po' in mezzo al guado (Red Erik in bottiglia), ma il desiderio di crescere c'è. Meriterebbe di essere supportato maggiormente dagli aficionados anche per dare un riscontro economico alle sue scelte ideali.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dopo mesi da una promessa fatta su questo stesso blog ho invece rimesso piede all'&lt;a href="http://www.ratebeer.com/Place/italy/milano/hop/8395.htm"&gt;Hop&lt;/a&gt;, "terra consacrata" delle craft beers sulla piazza milanese. Al bancone ho provato la H10OP5 del Bi-Du che non bevevo, credo, da un annetto buono. Non possedendo un computer al posto del cervello, posso dire con beneficio d'inventario, di averla trovata forse un po' meno "incazzata" dal punto di vista della luppolatura rispetto alla mia prima volta. Detto questo, è semplicemente magnifica. Due pinte una dietro l'altra mi capita solo in qualche locale londinese, per cui posso dire con assoluta certezza che mi è piaciuta senza se e senza ma. Perplesso invece di fronte alla Lampogna, sempre del Bi-Du: interessante assaggio, ma scevro da moti del cuore. L'Hop è ambiente essenziale ma accogliente, i piattini di assaggi serviti con la birra tenevano il passo come oggi a Milano è raro. Meglio stare su triangoli di pizza calda che avventarsi in paste e riso dal terrificante sapore cartonato o plasticoso...&lt;/div&gt;&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: left; margin-right: 1em; text-align: left;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-qFBFGoJVCY0/TtN92KC_puI/AAAAAAAAAe4/s4A1_5rBuGk/s1600/bq-navigli-4.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" src="http://3.bp.blogspot.com/-qFBFGoJVCY0/TtN92KC_puI/AAAAAAAAAe4/s4A1_5rBuGk/s1600/bq-navigli-4.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Il BQ sui Navigli&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nuovo di pacca invece il &lt;a href="http://tizzysbarandgrill.com/"&gt;Tizzy's N.Y. Bar&amp;amp;Grill&lt;/a&gt;. Si trova in Alzaia Naviglio Grande, 46 ed è l'invenzione di una giovane newyorchese trasferitasi a Milano come fotografa di moda e oggi titolare di un locale dove si spillano esclusivamente le birre della &lt;a href="http://www.brooklynbrewery.com/"&gt;Brooklyn Brewery&lt;/a&gt;. Lager e East India Pale Ale alla spina, le due Local e, a breve, la Sorachi Ace e la Black Chocolate Stout. Birre a parte, i miniburgers sono davvero buoni e pertanto il Tizzy's si candida ad area nostalgica per tutti coloro che soffrono di lontananza dalla Statua della Libertà (io, ad esempio, provo dolore ogni volta che ricevo su Facebook un invito da parte del &lt;a href="http://www.blindtigeralehouse.com/"&gt;Blind Tiger&lt;/a&gt;...). Tuttavia, a dieci metri dieci dal Tizzy's c'è il &lt;a href="http://birreriabq.wordpress.com/"&gt;BQ&lt;/a&gt; di Paolo Polli. Difficile quindi non rimbalzarci dentro vista la batteria di spine di ottimo livello. Il mio ultimo giro mi ha visto provare la Spaceman e la Burocracy di &lt;a href="http://www.brewfist.com/"&gt;Brewfist&lt;/a&gt;, uscendone con l'idea che questo birrificio ha tutte le carte in regola per entrare stabilmente nell'Olimpo dei grandi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Insomma, questa la mia mini-tournée meneghina un po' casuale e un po' voluta. Ora il mio obiettivo è arrivare puntuale all'evento dell'anno ovvero il compleanno dello &lt;a href="http://www.sherwoodpub.it/"&gt;Sherwood&lt;/a&gt; di Nicorvo. Girano voci di un imperdibile "sabba" birrario e, nebbia o non nebbia, andrò a fare i complimenti a Nino per la sua professionalità e la sua passione autentica. L'appuntamento con birre e birrai da tutta Europa è per l'11 dicembre, l'appuntamento con me stesso (per vedere se mi ritrovo) è invece per la mattina dopo...&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34671688-1109823532325228436?l=birragenda.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://birragenda.blogspot.com/feeds/1109823532325228436/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34671688&amp;postID=1109823532325228436' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34671688/posts/default/1109823532325228436'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34671688/posts/default/1109823532325228436'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://birragenda.blogspot.com/2011/11/milanobevebirra.html' title='Milanobevebirra'/><author><name>Maurizio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13295032408835029637</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_k3bLVn67CUg/TEcY0aabAlI/AAAAAAAAATM/q8erfa4Kxx0/S220/P1040872.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-UeQtrxZDQrY/TtN9kfkdTSI/AAAAAAAAAew/jSABG_CXsRg/s72-c/Spine+dell%2527Hop.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34671688.post-2960832130131098701</id><published>2011-11-26T12:42:00.000+01:00</published><updated>2011-11-26T12:42:05.981+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Birra'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Locali'/><title type='text'>The 4:20 Experiment</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: right; margin-left: 1em; text-align: right;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-Yk4dtwfZIlE/TtAiL5cVJPI/AAAAAAAAAeg/_A4mK3pQ83M/s1600/4-20+Interno.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://1.bp.blogspot.com/-Yk4dtwfZIlE/TtAiL5cVJPI/AAAAAAAAAeg/_A4mK3pQ83M/s320/4-20+Interno.jpg" width="240" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;L'interno del 4:20&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;La mia ultima spedizione lavorativa nella capitale, lo scorso 14 novembre, è iniziata con un certo numero di errori. Il primo è stato quello di prendere il trenino che da Fiumicino ti porta a Roma Termini. Inutile, come ho scoperto poi, perché se devi andare alla &lt;a href="http://www.gamberorosso.it/index.php"&gt;Città del Gusto&lt;/a&gt;, è meglio prendere un taxi direttamente dall'aeroporto. Il secondo errore è stato prendere un taxi all'uscita laterale della stazione e non, come faccio di solito, all'uscita principale. Nel momento in cui ho risposto "boh" alla domanda del tassista che mi chiedeva "via Enrico Fermi sta dalla parte dell'Eur?", ho capito di aver fatto una cazzata. La "tariffa fissa" millantata dal nostro era di 40 euro. Solo parlando con una collega, evidentemente più intuitiva di me, ho compreso che, in realtà, il tragitto valeva solo 16 euro.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Comunque, dopo aver intonato un canto di ringraziamento al servizio taxi della capitale, ho seguito &lt;a href="http://www.fuoridiluppolo.it/2011/11/22/la-sfida-ai-fornelli-di-birra-moretti/"&gt;la sfavillante finale del Premio Birra Moretti Grand Cru&lt;/a&gt; e in tarda serata ho raggiunto il mio albergo. Dieci minuti di riflessione per decidere se schiantarmi in branda e poi, guizzo inaspettato, altro taxi con &lt;a href="http://www.impexbeer.com/index.php?option=com_content&amp;amp;view=article&amp;amp;id=60&amp;amp;Itemid=75"&gt;la Brasserie 4:20&lt;/a&gt; nel mirino.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;Del locale avevo sentito parlare quasi allo sfinimento, così come avevo sentito parlare del suo vulcanico creatore, Alex Liberati, &amp;nbsp;e della sua formidabile selezione di birre. Che dire? Sono arrivato solitario come un ramingo e ho guadagnato un posto al bancone dove ho potuto cenare (morivo dalla fame e sedermi da solo al tavolo mi mette una certa depressione addosso). Quindi sono partito subito con una &lt;a href="http://www.ramsgatebrewery.co.uk/no7.html"&gt;Gadds n°7&lt;/a&gt;, "pale bitter ale" a me sconosciuta e che ho trovato più che piacevole sebbene non da innamoramento fulminante. Sfogliando la carta delle birre ho potuto rendermi conto di cosa significa, letteralmente, “formidabile selezione". Birrifici neozelandesi, giapponesi, americani... Ho ritrovato perfino una mia vecchia conoscenza canadese, quel &lt;a href="http://www.dieuduciel.com/"&gt;Dieu du Ciel&lt;/a&gt; che &lt;a href="http://birragenda.blogspot.com/2007/12/montreal-da-bere.html"&gt;mi era sembrato&lt;/a&gt; il miglior produttore di Montreal. Insomma, una solida conferma alle voci che mi erano giunte. Una sorpresa invece inaspettata è stata la qualità complessiva della cucina. Ora, il 4:20 ha tutti gli elementi d'arredo per essere un pub sic et simpliciter: look da caverna, banco di spillatura dominante, semplici tavoli in legno, pubblico giovanile. Ma gli spaghetti cacio e pepe alla tripel rivelavano una mano non da pub (è un complimento). E sia dal punto di vista della sostanza sia da quello dell'estetica. Ottimi, a mio parere, e bella la presentazione, la spolverata di pepe sul bordo del piatto, e la scelta del piatto stesso. Estremamente convincente pure, anche se di dimensioni da "sepoltura", il Brownie alla Haandbryggeriet Imperial Stout e gelato ai due cioccolati. Un dolce-dolce che ti mette ko (da qui la definizione "sepoltura"), ma lasciandoti un sorriso di beatitudine in faccia.&lt;br /&gt;&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: left; margin-right: 1em; text-align: left;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-a9ctJ_WQhMM/TtDMeAGSsvI/AAAAAAAAAeo/JbQePTU290U/s1600/4-20+Spillatura.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://3.bp.blogspot.com/-a9ctJ_WQhMM/TtDMeAGSsvI/AAAAAAAAAeo/JbQePTU290U/s320/4-20+Spillatura.jpg" width="240" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Spillatura al 4:20&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;Tornando alle birre ho provato e trovato molto buona la Revelation Cat Ipa. Dovunque faccia le birre Liberati, non gli si può certo dire che non abbia fatto una scelta azzeccata. E altrettanto notevole la Imperial Stout dell'impronunciabile &lt;a href="http://haandbryggeriet.net/"&gt;Haandbryggeriet&lt;/a&gt;, che ha segnato la mia breve storia di assaggi. Di certo c'è che al 4:20 conto di tornare in future trasferte romane (tassisti permettendo), senza per questo tradire le altre "urban legends"... Sono rimasto impressionato dai ragazzini che si avvicinavano al banco e chiedevano "una birra bella amara" oppure "me ne fai una così e una cosà". Niente nomi, niente marchi. Segno che se di feticismo birrario romano si deve parlare, forse non siamo ancora al livello degli ultras di una birreria piuttosto di un'altra. La mia è una considerazione parziale e limitata, sia chiaro. Potrebbe pure essere che ormai le birrerie presenti in questa nicchia di mercato sono talmente tante che a ricordarsele tutte per nome bisogna quanto meno essere stati, prima o in un'altra vita, dei collezionisti di francobolli. Accetto opinioni diverse e/o suggerimenti...&lt;br /&gt;Quando infine sono uscito nella notte romana, in attesa del taxi, ecco alcuni tizi che si cimentano in un gioco che oserei definire da pub britannico very aged, oppure da crociera sul Nilo, fate voi. Ci provano gusto e ci metto qualche minuto a focalizzare che tra loro c'è pure Liberati. Sembra divertirsi sul serio. Ma mai quanto deve divertirsi con il 4:20....&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34671688-2960832130131098701?l=birragenda.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://birragenda.blogspot.com/feeds/2960832130131098701/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34671688&amp;postID=2960832130131098701' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34671688/posts/default/2960832130131098701'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34671688/posts/default/2960832130131098701'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://birragenda.blogspot.com/2011/11/420-experiment.html' title='The 4:20 Experiment'/><author><name>Maurizio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13295032408835029637</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_k3bLVn67CUg/TEcY0aabAlI/AAAAAAAAATM/q8erfa4Kxx0/S220/P1040872.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-Yk4dtwfZIlE/TtAiL5cVJPI/AAAAAAAAAeg/_A4mK3pQ83M/s72-c/4-20+Interno.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34671688.post-2543146509721262262</id><published>2011-11-22T17:33:00.000+01:00</published><updated>2011-11-22T17:33:39.086+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Birra'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Comunicazione'/><title type='text'>Il "gioco" della bottiglia</title><content type='html'>&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: right; margin-left: 1em; text-align: right;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-hgu3KZX6YgY/TsvOg5_PiXI/AAAAAAAAAeQ/iPY5ad3geUU/s1600/bottiglie.jpeg" imageanchor="1" style="clear: right; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="200" src="http://4.bp.blogspot.com/-hgu3KZX6YgY/TsvOg5_PiXI/AAAAAAAAAeQ/iPY5ad3geUU/s200/bottiglie.jpeg" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Il "gioco" della bottiglia&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Beati gli ultimi. Arrivo adesso a commentare la nascita ufficiale della bottiglia, altrettanto ufficiale, di &lt;a href="http://www.unionbirrai.it/index.php?option=com_content&amp;amp;view=article&amp;amp;id=207:la-bottiglia-qbirra-artigianaleq-e-realta&amp;amp;catid=37:news&amp;amp;Itemid=162"&gt;Unionbirrai&lt;/a&gt; per la "birra artigianale". Fuori tempo, lo so. Ma, oltre ai soliti motivi che già sapete e che non mi sembra il caso di ricordare per l'ennesima volta, il ritardo è imputabile a un periodo di tentennamento sulla posizione da prendere. Io so che, a differenza della maggior parte dei miei colleghi o pseudocolleghi, non vivo di certezze assolute e coltivo il dubbio come una piantina di basilico sul terrazzo (ovvero con costante apprensione).&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La prima volta che ho visto il prototipo della bottiglia, credo fosse prima dell'estate, non mi aveva convinto granché. Mica per una questione di design, materia di discussione che lascio volentieri agli esperti. Per quanto mi riguarda mi basta che una bottiglia sia funzionale e assomigli a una bottiglia. Ricordo bene la piega psicoticocreativa che aveva preso certi grappaioli che si facevano disegnare delle bottglie-lampadario da brivido. Pertanto, bordolese o champagnotta, per me pari sono. Le mie perplessità riguardavano i veri motivi della bottiglia unica. Per carità, è il contenuto che conta, si dice sempre. Ma è una balla solenne. Tutto il nostro consumistico mondo si regge sull'immagine e anche i sostenitori della svolta pauperistica fanno delle scelte d'immagine. Eco-chic, green, recycle, chiamatela come volete... La bottiglia di vetro è un biglietto da visita che introduce il prodotto e ne trasferisce la prima percezione. Dalla forma della bottiglia si può già intuire la qualità presunta e la destinazione commerciale. Ergo, credo che ogni birrificio debba avere la sua. Possibilmente, ragionata sui due parametri (almeno sul secondo) che si vogliono possedere.&lt;/div&gt;&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: left; margin-right: 1em; text-align: left;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-DsvB9q1JHPM/TsvOuIKUopI/AAAAAAAAAeY/jSyJZZCTtZ0/s1600/Bottiglia+UB.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="118" src="http://4.bp.blogspot.com/-DsvB9q1JHPM/TsvOuIKUopI/AAAAAAAAAeY/jSyJZZCTtZ0/s200/Bottiglia+UB.jpg" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Le prime bottiglie Unionbirrai&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ma, perché c'è un ma, il vantaggio della bottiglia unica non mi sfugge. Un solo fornitore e una quantità maggiore dovrebbe abbattere i costi (da verificare prossimamente in che misura...) e quindi portare una boccata d'ossigeno a molti birrifici. E di questi tempi, di una boccata d'ossigeno abbiamo tutti bisogno. Dubito che la bottiglia unica faccia l'en plein ovvero che tutti, ma proprio tutti, l'adottino. Di conseguenza dubito che darà un contributo fondamentale all'immagine univoca della birra artigianale italiana, anche perché (oltre alle immaginabili, e importanti, defezioni) le etichette manterranno la loro personalità e il loro stile.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In conclusione, se la bottiglia è bella oppure brutta poco m'importa. Che diventi una sorta di codice identificativo della birra artigianale italiana ho seri dubbi. Che comporti un vantaggio economico per chi aderirà all'impresa mi sembra chiaro. Ecco, vista in questi termini, ovvero depotenziata da eventuali proclami, annunci di rivoluzioni copernicane e trattati faidate di estetica applicata, la bottiglia unica firmata Unionbirrai mi piace. Se vi sembra poco accontentavi. A me basta, scrivendo di essermi chiarito qualche dubbio...&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34671688-2543146509721262262?l=birragenda.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://birragenda.blogspot.com/feeds/2543146509721262262/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34671688&amp;postID=2543146509721262262' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34671688/posts/default/2543146509721262262'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34671688/posts/default/2543146509721262262'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://birragenda.blogspot.com/2011/11/il-gioco-della-bottiglia.html' title='Il &quot;gioco&quot; della bottiglia'/><author><name>Maurizio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13295032408835029637</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_k3bLVn67CUg/TEcY0aabAlI/AAAAAAAAATM/q8erfa4Kxx0/S220/P1040872.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-hgu3KZX6YgY/TsvOg5_PiXI/AAAAAAAAAeQ/iPY5ad3geUU/s72-c/bottiglie.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34671688.post-2175343292407947690</id><published>2011-11-18T15:53:00.001+01:00</published><updated>2011-11-18T15:57:32.837+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Birra'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Eventi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Comunicazione'/><title type='text'>Vallonia gastronomica 2012</title><content type='html'>&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: right; margin-left: 1em; text-align: right;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-jjhMduZC-II/TsZqhGrMZOI/AAAAAAAAAeA/nbKmkLbyK9U/s1600/pagethemesartnouveau.png" imageanchor="1" style="clear: right; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="113" src="http://4.bp.blogspot.com/-jjhMduZC-II/TsZqhGrMZOI/AAAAAAAAAeA/nbKmkLbyK9U/s320/pagethemesartnouveau.png" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Art Nouveau a Bruxelles&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Per quanto si possa diversamente immaginare, buona parte dei cosiddetti "eventi" ai quali i giornalisti "food&amp;amp;beverage" sono invitati si risolvono in qualche ora di noia distillata. Si salutano colleghi che non vedono l'ora di monopolizzare qualsiasi conversazione raccontando la loro brillantissima carriera (il più delle volte gonfiata ad hoc) e celebrare il loro "superomismo", si fanno gare di equilibrismo per tenere, in una sola mano, piattino, forchetta, bicchiere colmo e tovagliolino di carta, fondamentalmente si sta in piedi. Al massimo si tenta di fare due domande a qualcuno che non ha voglia di risponderti, magari uno chef pluristellato che ha appena installato lo sguardo di Maria Antonietta, quando ancora non le avevano dato la notizia che l'attendeva la ghigliottina.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Insomma, dico questo perché ogni tanto ho paura che l'esercito di futuri giornalisti, critici gastronomici, comunicatori che sta bussando alle porte del mestiere grazie alla moltiplicazione "modello conigliera" di corsi, master, contromaster, seminari e scuole per corrispondenza, non sappia bene a cosa sta andando incontro.&lt;/div&gt;&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: left; margin-right: 1em; text-align: left;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-ap_yzerjTyc/TsZsJtkD26I/AAAAAAAAAeI/5FPyYVa94Aw/s1600/pagebiererougeblondebrune.png" imageanchor="1" style="clear: left; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="113" src="http://2.bp.blogspot.com/-ap_yzerjTyc/TsZsJtkD26I/AAAAAAAAAeI/5FPyYVa94Aw/s320/pagebiererougeblondebrune.png" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Copyright: Ufficio Belga per il Turismo&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Tuttavia ci sono delle eccezioni. Ieri sera, ad esempio, era una di queste. Certo, il fatto che l'ente organizzatore (l'&lt;a href="http://www.belgioturismo.it/accueil/it/index.html"&gt;Ufficio Belga per il Turismo - Bruxelles e Vallonia&lt;/a&gt;) avesse con sé una nutrita pattuglia di birre deponeva già a suo favore. Aggiungiamoci una rassegna di formaggi (ottimi quelli di &lt;a href="http://www.chimay.com/it/it.html?IDC=53"&gt;Chimay&lt;/a&gt;), un filetto di manzo (l'autoctono vallone Blanc-Bleu), cozze, patatine fritte, praline e &lt;a href="http://www.waffleitalia.it/azienda.html"&gt;gaufre&lt;/a&gt; (le migliori mai mangiate) ed ero già nella condizione di sopportare qualunque forma di Ego in libera uscita. La serata, passata tra un sorso di Cantillon Lambic Bio, uno di Taras Boulba, uno di &lt;a href="http://www.interbrau.it/"&gt;Rulles Triple&lt;/a&gt;, uno di Chimay Reserve (un sacco di sorsi, insomma) e chiacchiere simpatiche portava con sé una notizia assai interessante. Ovvero che il prossimo anno, Vallonia e Bruxelles celebreranno la gastronomia locale. Il che significa certamente birre, cozze e patatine, ma anche tutta una serie di eccellenze meno note di questa terra. Come ad esempio i boudin. Il nome gentile non deve trarre in inganno, si tratta di sanguinaccio verso il quale io ho sempre dimostrato una certa freddezza (chiamiamola così) da quando una gentile signora dello Yorkshire decise di servirmelo a colazione in proporzioni da minatore gallese. Il boudin invece ha sapore morbido e gentile, in alcune versioni (ne ho provato uno amalgamato con uvetta) è quantomeno delizioso e, insieme al prosciutto delle Ardenne, dà un valore aggiunto al viaggio in Vallonia. Perché, d'accordo che alla maggior parte di chi legge questo blog le birre bastano e avanzano, ma spesso a furia di praticare una specie di "monoteismo" alimentare si corre il rischio di diventare degli integralisti fastidiosi fino all'ilarità (altrui). Se poi del "monoteismo" si comincia anche a scriverne, il passo verso la trasformazione nell'ennesimo clone del "io so io, e voi nun siete n'cazzo" (Marchese del Grillo docet) è questione di pochi secondi...&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34671688-2175343292407947690?l=birragenda.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://birragenda.blogspot.com/feeds/2175343292407947690/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34671688&amp;postID=2175343292407947690' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34671688/posts/default/2175343292407947690'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34671688/posts/default/2175343292407947690'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://birragenda.blogspot.com/2011/11/vallonia-gastronomica-2012.html' title='Vallonia gastronomica 2012'/><author><name>Maurizio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13295032408835029637</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_k3bLVn67CUg/TEcY0aabAlI/AAAAAAAAATM/q8erfa4Kxx0/S220/P1040872.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-jjhMduZC-II/TsZqhGrMZOI/AAAAAAAAAeA/nbKmkLbyK9U/s72-c/pagethemesartnouveau.png' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34671688.post-3430420474780676298</id><published>2011-11-09T15:44:00.002+01:00</published><updated>2011-11-09T16:07:38.270+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Birra'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Free Drink'/><title type='text'>Scozzesi a Milano...</title><content type='html'>&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: right; margin-left: 1em; text-align: right;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-5MEgJll7i00/TrqIGxsCBNI/AAAAAAAAAdo/9CmOLkgb-cs/s1600/134.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="213" src="http://1.bp.blogspot.com/-5MEgJll7i00/TrqIGxsCBNI/AAAAAAAAAdo/9CmOLkgb-cs/s320/134.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Il salone del Marriott Hotel&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Per la serie: se le idee sono buone, vanno avanti anche senza "padrini" e patrocini vari. Una serie a tiratura limitatissima in Italia dove nulla sembra muoversi senza avere conoscenze, amicizie, parentele, appoggi, tutele e via di questo passo. E' per questo che ho deciso di buttare giù due righe sul &lt;a href="http://www.whiskyfestival.it/"&gt;Milano Whisky Festival&lt;/a&gt; che si è concluso da un paio di giorni. Perché questa iniziativa è partita da due appassionati milanesi che l'hanno lanciata nel 2006 coinvolgendo aziende grandi e piccole, collezionisti e imbottigliatori e tutto quel variegato mondo che ruota attorno al whisky. Che tuttavia, quando hanno lanciato il festival, si poteva solo presumere che esistesse. Insomma, la loro è stata una bella scommessa, priva di benedizioni slowfoodiane o di qualsiasi altra associazione, ed è stata una scommessa vinta. Trecento persone nel 2006 ("più o meno i nostri amici", hanno detto gli organizzatori), oltre 1500 l'edizione 2010. Non si tratta di numeri monstre, sia chiaro, ma una crescita effettiva è sotto gli occhi di tutti.&lt;/div&gt;&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: left; margin-right: 1em; text-align: left;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-AmRx8F-XU3c/TrqOKNZAPOI/AAAAAAAAAdw/Fh3Zms2N8l4/s1600/Glenrothes.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="212" src="http://1.bp.blogspot.com/-AmRx8F-XU3c/TrqOKNZAPOI/AAAAAAAAAdw/Fh3Zms2N8l4/s320/Glenrothes.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Glenrothes Memories&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Numeri a parte, il Whisky Festival ha molti pregi (tranne forse quello della location, il Marriott di viale Washington è davvero complicato da raggiungere con i mezzi pubblici): gente appassionata senza eccessi e isterismi, folla contenuta e pertanto atmosfera vivibile, prestigio assoluto di certe etichette e poi le birre. Esatto, un piccolo spazio l'anno avuto anche le birre e non solo per "parentela di malto", ma per via degli invecchiamenti in botti già destinate al whisky. Brewdog, Dark Island, Harviestoun Ola Dubh, Birrificio del Ducato. Un mix di &lt;a href="http://www.alesandco.it/"&gt;Ales&amp;amp;Co.&lt;/a&gt; più "roncoliani" gestito da Stefano Allera, insomma. A me è piaciuta la Dark Island Reserve, solo a me però, e me ne sono pure pigliata una bottiglia. Birra impegnativa, non c'è che dire. All'inizio mi ha asfaltato la lingua ma, dopo un secondo o due, mi ha lasciato una positiva impressione di grande profondità, struttura, leggera astringenza. Comunque sia, una bottiglia basterà per una tavolata di amici.&lt;/div&gt;&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: right; margin-left: 1em; text-align: right;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-QcPFHuhdqv8/TrqQqR7szeI/AAAAAAAAAd4/hpnbnNQx5GE/s1600/Port+Dundas+20yo+con+Bourgol+2.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://3.bp.blogspot.com/-QcPFHuhdqv8/TrqQqR7szeI/AAAAAAAAAd4/hpnbnNQx5GE/s320/Port+Dundas+20yo+con+Bourgol+2.jpg" width="213" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Port Dundas e Bulghur&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Devo ammettere comunque che, benché il festival mi sia piaciuto molto, di whisky in realtà ne ho assaggiati pochissimi. Colpa mia, colpa delle birre (alle quali mi sono invece dedicato con più dedizione), colpa delle quattro chiacchiere con &lt;a href="http://www.extraomnes.com/"&gt;Schigi&lt;/a&gt; e Stefano Ricci, ma alla fine ho provato solo due vintage di &lt;a href="http://www.theglenrothes.com/uk/"&gt;Glenrothes&lt;/a&gt;, distilleria dello Speyside alla quale sarò sempre grato per avermi &lt;a href="http://birragenda.blogspot.com/2009/06/speyside-break.html"&gt;fatto vedere di persona&lt;/a&gt; alambicchi e paesaggi mozzafiato. Un aspetto, non mi stancherò mai di ripetere, che tutte le distillerie dovrebbero coltivare con maggiore attenzione rispetto alle, comunque valide e interessanti, degustazioni milanesi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E in tema di degustazioni, coincidenza astrale, eccomi due giorni dopo alla serata delle Special Releases organizzata da &lt;a href="http://www.diageo.com/it-it/pages/default.aspx"&gt;Diageo&lt;/a&gt;, gruppo che controlla, oltre alla beneamata Guinness, un pacchetto sfavillante di distillerie scozzesi. Quattro i single malt in degustazione (Talisker 18 anni, Port Dundas 20 anni, Rosebank 21 anni e Clynelish Distillers Edition) abbinati a piatti della cucina libanese. Abbinamenti perfetti e quasi stupefacenti (su tutti il Port Dundas con il Bulghur, piatto di grano tenero scuro cotto con verdure fresche e spezie dolci) e distillati fuoriclasse. Su tutti, a mio parere, svettava comunque il Talisker dagli unici profumi di torba e di alghe salate. Le stesse che avevo avuto modo di vedere quando ero stato sull'isola di Skye in visita alla distilleria. Che dire? Sarà un caso se ho un debole per i distillati che ho potuto bere sul posto?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34671688-3430420474780676298?l=birragenda.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://birragenda.blogspot.com/feeds/3430420474780676298/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34671688&amp;postID=3430420474780676298' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34671688/posts/default/3430420474780676298'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34671688/posts/default/3430420474780676298'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://birragenda.blogspot.com/2011/11/scozzesi-milano.html' title='Scozzesi a Milano...'/><author><name>Maurizio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13295032408835029637</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_k3bLVn67CUg/TEcY0aabAlI/AAAAAAAAATM/q8erfa4Kxx0/S220/P1040872.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-5MEgJll7i00/TrqIGxsCBNI/AAAAAAAAAdo/9CmOLkgb-cs/s72-c/134.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34671688.post-2461170323241433277</id><published>2011-10-13T16:34:00.000+02:00</published><updated>2011-10-13T16:34:18.091+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Birra'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Eventi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tasting'/><title type='text'>I like Montegioco</title><content type='html'>&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: right; margin-left: 1em; text-align: right;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/--F0XSFjCVno/Tpb2eTiDtjI/AAAAAAAAAdY/-5CkkThTm1Y/s1600/Unknown.jpeg" imageanchor="1" style="clear: right; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" src="http://3.bp.blogspot.com/--F0XSFjCVno/Tpb2eTiDtjI/AAAAAAAAAdY/-5CkkThTm1Y/s1600/Unknown.jpeg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Riccardo Franzosi e le sue botti&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Titolo facebookiano ma pertinente alla nuova linea editoriale (detta così sembro il direttore dell'Economist) di Birragenda. Ovvero, parlare di birra. Mi sono reso conto che gli ultimi post suonavano un po' troppo tra il depresso e il menagramo, oltre a interessare poco i lettori ai margini del giro più stretto. Ergo vi racconto in prima persona un minievento che mi ha visto gaudente comparsa qualche giorno fa al &lt;a href="http://www.thehubhotel.com/"&gt;The Hub Hotel&lt;/a&gt; di Milano. E lo faccio per un semplice motivo: se alla fine della lettura vi avrò convinto spero andiate a cercare queste birre per bervele e, se volete, dirmi cosa ne pensate. Le birre sono quelle di Riccardo Franzosi, detto eufemisticamente Riccardino (è tutto tranne che piccolo e mingherlino), birraio del &lt;a href="http://www.birrificiomontegioco.com/"&gt;Birrificio Montegioco&lt;/a&gt; in provincia di Alessandria. Un nome noto e non solo al circolo degli eletti ma che non ho bevuto con la costanza che meriterebbe. Il che comporta due tipi di conseguenza: quella negativa è che mi sono perso delle birre davvero notevoli, quella però positiva è che quando le ritrovo mi commuovo...&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La serata al The Hub fa parte di una serie di microeventi organizzati dalla Divisione Il Gusto delle &lt;a href="http://www.gribaudo.it/"&gt;Edizioni Gribaudo&lt;/a&gt; con partecipazione di birrifici e birrai in un'atmosfera intima (fino a un certo punto...) e rilassata. Non riesco ovviamente a esserci sempre (per lo stesso motivo per il quale non riesco a bere con continuità ovvero da quando ho scoperto che scrivere e scrivere da sobri, checché ne dicano i poeti beat, è molto più redditizio), ma quando vado vengo ampiamente ripagato. Come appunto nel caso di Riccardo che ho scoperto essere un personaggio con il quale è divertente scambiare opinioni e considerazioni, serie e facete. Se lui quindi è simpatico, le sue birre sono eccellenti. Sono partito con la Runa Bianca, una blanche elegante e leggermente speziata, tranquilla a sufficienza per permettermi di parlare (e comprendere) anche un produttore di riso del Pavese che mi ha edotto, almeno superficialmente, sulle problematiche del suo lavoro: dalla quasi assenza delle rane (e questa non è una cazzata, ma un problema serio) alla immutata esistenza delle mondine. Per me che ricordo ancora le gambe della Mangano (mia nonna d'accordo, ma quando ero piccolo ancora non lo sapevo) in Riso Amaro, è stata una bella sorpresa.&lt;/div&gt;&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: left; margin-right: 1em; text-align: left;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-49bVcGNLg3U/Tpb2sa2msRI/AAAAAAAAAdg/kLFJmNzPYxc/s1600/images.jpeg" imageanchor="1" style="clear: left; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" src="http://4.bp.blogspot.com/-49bVcGNLg3U/Tpb2sa2msRI/AAAAAAAAAdg/kLFJmNzPYxc/s1600/images.jpeg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Il logo del Birrificio Montegioco&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Come sorprendente ho trovato la Demon Hunter. Il nome, lo posso confessare, mi ha sempre fatto venire in mente atmosfere gothic-metal (genere che non amo proprio alla follia), ma l'impatto aromatico è stato memorabile. Un bouquet quasi marmellatoso, di pesche, equilibrato da una vena fresca di liquirizia. Rotonda e persistente, era la birra per fare tutta la serata approfittando dei comodi divani dell'hotel. Tuttavia sono passato alla Open Mind, prodotta con mosto di Barbera, e qui sono entrato in confusione (con quale delle due andare avanti?). Qui i profumi erano più delicati e articolati, ma assolutamente intriganti, e al palato la Barbera, presumo, conferiva una bella acidità che ti faceva sempre tornare la voglia. Ho chiuso comunque con la Runa, sbagliando così la sequenza degli assaggi, per confermare che Riccardo Franzosi è un grande birraio. Sono certo di aver scoperto l'acqua calda, ma mi faceva piacere dirvelo, proprio perché in mezzo a tante elucubrazioni su definizioni di "artigianale", movimenti e associazioni e i destini del mondo, un'incensata a un bravo birraio mi pareva ci stesse proprio bene. :-)&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34671688-2461170323241433277?l=birragenda.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://birragenda.blogspot.com/feeds/2461170323241433277/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34671688&amp;postID=2461170323241433277' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34671688/posts/default/2461170323241433277'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34671688/posts/default/2461170323241433277'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://birragenda.blogspot.com/2011/10/i-like-montegioco.html' title='I like Montegioco'/><author><name>Maurizio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13295032408835029637</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_k3bLVn67CUg/TEcY0aabAlI/AAAAAAAAATM/q8erfa4Kxx0/S220/P1040872.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/--F0XSFjCVno/Tpb2eTiDtjI/AAAAAAAAAdY/-5CkkThTm1Y/s72-c/Unknown.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34671688.post-5946930092107960961</id><published>2011-10-10T16:15:00.001+02:00</published><updated>2011-10-10T16:22:23.834+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Birra'/><title type='text'>M'interessa solo la birra...</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-kcM6JpF8SO8/TpL91u74S7I/AAAAAAAAAdU/mk-rPik9sK8/s1600/rissa.gif" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://2.bp.blogspot.com/-kcM6JpF8SO8/TpL91u74S7I/AAAAAAAAAdU/mk-rPik9sK8/s320/rissa.gif" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ultimamente tira un'aria gelida di tramontana nel variegato, in termini meramente birrari, e variopinto, in termini umani, mondo della birra artigianale italiana. Non metterò link e riferimenti vari, perché gli habitué della lettura birrario-forumistica-bloggarola sanno già tutto e, presumo, anche meglio di me. Per questo ultimo motivo eviterei pure di prendere posizione (non per paura, ma per conoscenza non abbastanza approfondita), tuttavia la cosa mi appare sempre più allarmante. Chi passa di qua una volta al mese, chi si tiene fuori dalle beghe pur amando o essendo semplicemente interessato alla materia della birra artigianale, può pure terminare la sua lettura qui. Sappia però che lo invidio un po' perché, alla fine della fiera, è lui il vero motore del fenomeno artigianalbirrario. Lui, il consumatore che ne capisce poco, ma è curioso, quello che dice "ma dai... è una birra cruda?", quello che la incontra, non la cerca ossessivamente, quello che, forse, gliene frega poco dei luppoli indopacifici o dell'eticità della produzione artigianale contro il bieco capitalismo degli industriali...&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A me sembra, ma è un'opinione, che la birra artigianale stia bruciando un po' troppo le tappe. E non mi riferisco alle nuove aperture (che continuano a ritmo notevole). Quanto alle virulente chiacchiere da ring che si svolgono in rete. Non faccio il papa né il paciere per mestiere e, in tutta onestà, mi si potrebbe pure obiettare "a te chettifrega?", ma mi sembra sempre più un dato di fatto che quello della birra sia un webluogo che, in questo senso, ha abbondantemente superato il vino. La differenza è che il vino muove miliardi, il vino è uno dei sostegni della nostra economia nazionale (almeno per l'export), mentre la birra artigianale resta una parrocchietta dove i boyscout fanno a cazzotti con i ragazzini dell'Azione Cattolica.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Io lo trovo deprimente. Di più, comincio a trovarlo noioso. E quando mi annoio tendo a diversificare ovvero sposto il mio interesse su altro. Se il web è una fonte d'informazione (e in parte lo è), il web birrario è una pallosissima Royal Rumble dove, tra l'altro, non si capisce mai quando le botte sono vere o per scena.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ecco quindi le ragioni del titolo di questo post. M'interessa solo la birra, per davvero. Non me ne frega assolutamente nulla di questo "brutal-gossip" da Famiglia Addams che ammorba l'aria e fa perdere di vista il fascino, la creatività, l'originalità delle birre artigianali. E che forse fa perdere di vista un sacco di altre cose. Nel frattempo, non ho letto da nessuna parte (microbirrifici.org a parte) della "produzione sospesa" per il Birrificio Freccia. Il giovanissimo Michele Montani ha mollato, non so se per riprendere da un'altra parte o se definitivamente. Ma io me lo ricordo quando era lanciato come "il birraio più giovane d'Italia"... E questa cosa mi mette un po' di tristezza addosso, anche se per uno che chiude ne aprono altri cinque.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Qualcuno di molto vicino a me, dopo aver letto questo post, mi direbbe: "E' solo colpa tua che perdi un sacco di tempo a leggere tutte quelle cose inutili...". Ragionamento che, effettivamente, non fa una grinza. Da oggi vorrei provare a dare, a questa persona, ragione...&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34671688-5946930092107960961?l=birragenda.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://birragenda.blogspot.com/feeds/5946930092107960961/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34671688&amp;postID=5946930092107960961' title='10 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34671688/posts/default/5946930092107960961'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34671688/posts/default/5946930092107960961'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://birragenda.blogspot.com/2011/10/minteressa-solo-la-birra.html' title='M&apos;interessa solo la birra...'/><author><name>Maurizio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13295032408835029637</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_k3bLVn67CUg/TEcY0aabAlI/AAAAAAAAATM/q8erfa4Kxx0/S220/P1040872.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-kcM6JpF8SO8/TpL91u74S7I/AAAAAAAAAdU/mk-rPik9sK8/s72-c/rissa.gif' height='72' width='72'/><thr:total>10</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34671688.post-5352294249407237056</id><published>2011-09-27T18:32:00.000+02:00</published><updated>2011-09-27T18:32:45.266+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Birra'/><title type='text'>Dove eravamo rimasti?</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Toh, chi si rivede... Il mio blog personale.... Vabbé, un post al mese non toglierà il medico di torno ma se non altro nessuno potrà dirmi che gli dò l'assillo con pistolotti inutili. I miei saranno anche inutili, ma l'assillo quello proprio no. Dunque: dove eravamo rimasti? Titolo copiato, orgoglio copione, da un grande editoriale di Montanelli al debutto sulla Voce dopo la sua dipartita dal Giornale. D'accordo, forse l'aveva usato anche Tortora al rientro in televisione, ma preferisco abbarbicarmi all'ombra del grande Indro, uno degli ultimi giornalisti veri di questo martoriato e triste Paese.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Comunque, l'ultimo post era di agosto. Faccio questo e con settembre siamo a posto. E visto che non ho un argomento ben preciso procediamo random... Torniamo innanzitutto a bomba sulla classifica Wikio dei blog birrari che avevo menzionato, con tono gnégné lo ammetto, recentemente. Beh, udite udite, &lt;a href="http://www.labussoladellabirra.it/component/content/article/15-storie-di-ordinaria-birrofilia/208-classifica-wikio-settembre.html"&gt;la classifica di settembre&lt;/a&gt; mi vede addirittura al quinto posto con un recupero di ben undici posizioni. Qualcuno si chiederà come ho fatto visto che in agosto ho postato una sola volta e che il numero di contatti è stato di 2752 ovvero più di luglio (2638) ma meno di giugno (3850) - e poi non venitemi a dire che non sono per la trasparenza delle informazioni -, vero? Ve lo chiedete? Beh, mettetevi in coda perché ci sono prima io...&lt;br /&gt;Classifica a parte gli ultimi tempi mi hanno visto giudice all'&lt;a href="http://www.ibc-awards.com/"&gt;International Beer Challenge&lt;/a&gt; di Londra, di nuovo a Londra per il GBBF e un giro per nuovi locali, poi ad Apecchio che è diventata la prima "&lt;a href="http://apecchiocittadellabirra.com/"&gt;città della birra in Italia&lt;/a&gt;", grazie alla presenza del birrificio &lt;a href="http://www.collesi.com/"&gt;Tenute Collesi&lt;/a&gt; e del &lt;a href="http://www.birraamarcord.it/"&gt;Birrificio Amarcord&lt;/a&gt;. Su questi argomenti spero di tornare presto (non domani è chiaro), ma sintetizzando posso dire che&lt;br /&gt;&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: right; margin-left: 1em; text-align: right;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-xsTa4lW4JhI/ToH6SUGosCI/AAAAAAAAAdQ/yHXwoR_LZIE/s1600/slider_outside1.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="134" src="http://1.bp.blogspot.com/-xsTa4lW4JhI/ToH6SUGosCI/AAAAAAAAAdQ/yHXwoR_LZIE/s320/slider_outside1.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;L'esterno del Craft Beer Co. (dal loro sito)&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;1) l'International Beer Challenge ha un panel di giudici autorevoli, sebbene a forte ma comprensibile presenza britannica. Sorrido di fronte a battute del tipo "quest'anno non abbiamo vinto niente, ma gli abbiamo mandato su le seconde linee". Sorrido perché significa aver capito fin troppo bene a cosa servono questi concorsi. A fare da cassa di risonanza. Ma, è il mio parere, se non si vince è meglio stare zitti. Il gnégné lasciatelo fare a me su questo blog.&lt;br /&gt;2) Il &lt;a href="http://gbbf.camra.org.uk/home"&gt;GBBF&lt;/a&gt; è sempre una manifestazione fantastica dove bevo sempre meno di quello che vorrei. Onestamente potrei vivere di real ale e il clima festaiolo è coinvolgente. Tutti gli anni mi ripropongo di versare l'obolo per diventare Life Member del Camra e tutti gli anni sbianco al cospetto della cifra (ed è tremendo fare i conti se quei soldi li ammortizzerò o meno. E' come chiedersi quanto mi aspetto di campare....). Sui locali londinesi dico un gran bene del &lt;a href="http://thecraftbeerco.com/"&gt;Craft Beer Co.&lt;/a&gt;, posto piccolo ed essenziale ma con una batteria di birre impressionante dove trovi "paradiso", alcune ale come quelle di DarkStar, e "inferno", la 1000 Ibu di Mikkeller. Buona la cucina del &lt;a href="http://www.caskpubandkitchen.com/"&gt;Cask Pub&amp;amp;Kitchen&lt;/a&gt;, meno buoni i tempi di attesa (mi ero convinto che l'agnello lo avessero ammazzato nel retro...)&lt;br /&gt;3) I miei complimenti invece ai ragazzi di Apecchio e non solo perché mi hanno voluto con loro al convegno (ok, anche per quello). Il paese è di una bellezza amena, i birrifici sembrano andare d'accordo, alle parole fanno seguire dei fatti (elemento di incredibile valore e rarità di questi tempi). Gli auguro di tutto cuore le migliori fortune e gli auguro anche di non entrare nel vortice radical-chic che ogni tanto mi sembra prendere il mondo della birra artigianale e dei piccoli birrifici. Che aspetto di capire come saranno definiti nel prossimo futuro: artigianali, indipendenti, liberi? Liberti (schiavi liberati), in affidamento, single?&lt;br /&gt;Ci si vede a ottobre....&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34671688-5352294249407237056?l=birragenda.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://birragenda.blogspot.com/feeds/5352294249407237056/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34671688&amp;postID=5352294249407237056' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34671688/posts/default/5352294249407237056'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34671688/posts/default/5352294249407237056'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://birragenda.blogspot.com/2011/09/dove-eravamo-rimasti.html' title='Dove eravamo rimasti?'/><author><name>Maurizio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13295032408835029637</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_k3bLVn67CUg/TEcY0aabAlI/AAAAAAAAATM/q8erfa4Kxx0/S220/P1040872.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-xsTa4lW4JhI/ToH6SUGosCI/AAAAAAAAAdQ/yHXwoR_LZIE/s72-c/slider_outside1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34671688.post-8863488055841510669</id><published>2011-08-11T12:15:00.000+02:00</published><updated>2011-08-11T12:15:28.052+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Birra'/><title type='text'>L'età dell'innocenza (perduta)</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;!--StartFragment--&gt;  &lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-IZR2zSBELLw/TkOpPbgjHVI/AAAAAAAAAdI/pbbQTsJ9Lh0/s1600/images.jpeg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://2.bp.blogspot.com/-IZR2zSBELLw/TkOpPbgjHVI/AAAAAAAAAdI/pbbQTsJ9Lh0/s1600/images.jpeg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman'; line-height: 150%;"&gt;Tre indizi fanno un sospetto? Forse sì. Ricapitoliamo: da qualche mese a questa parte il &lt;a href="http://www.birrificio.it/"&gt;Birrificio Italiano&lt;/a&gt; ha arruolato un ufficio stampa esperto e professionale come &lt;a href="http://www.rossiebianchi.it/"&gt;Rossi&amp;amp;Bianchi&lt;/a&gt; di Milano; il &lt;a href="http://www.birrificiodelducato.it/"&gt;Birrificio del Ducato&lt;/a&gt; ha “buttato fuori” Emanuele Aimi con uno stile e un comunicato che nemmeno le multinazionali, notoriamente assetate di sangue, si potrebbero permettere; infine, sfogliando velocemente l’Annual Report 2011 di &lt;a href="http://www.assobirra.it/"&gt;Assobirra&lt;/a&gt;, ecco spuntare il nome di &lt;a href="http://www.birradelborgo.it/"&gt;Leonardo Di Vincenzo&lt;/a&gt; nel consiglio direttivo, ma fa più figo dire board, della stessa associazione. Tre indizi, un sospetto.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman'; line-height: 150%;"&gt;Il sospetto che per la birra artigianale italiana si sia chiusa la stagione del “dilettanti allo sbaraglio”, del “volemose bene”, del “siamo tutti un movimento” e abbia decisamente imboccato il percorso aziendale e imprenditoriale che le compete. Insomma, meno poesia e più prosa. I tre indizi ovviamente, ci tengo a precisarlo, sono scelte legittime e poco discutibili, anche se forse la durezza dei toni nel caso Ducato-Aimi ha lasciato perplessi molti (un messaggio di “eliminazione” più duro me lo ricordo solo nel Padrino quando Sonny Corleone apprende che &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=cWHu1UpRAFY"&gt;Luca Brasi “dorme con i pesci”&lt;/a&gt;), ma è una mera questione stilistica e non essendo al corrente dei retroscena, la prendo per quella che è. Ma non sono tanto i singoli episodi che mi interessano, quanto piuttosto l’atmosfera generale o l’aria che tira. Essendo agosto, mese del cazzeggio supremo, fare i Nostradamus de noantri è divertente. Ergo, mi sembra abbastanza chiaro che la fase rivoluzionaria della birra artigianale italiana sia giunta al termine. Ora si gioca sul serio. Dalle visioni ispiratrici di Lenin si è giunti alla realpolitik, con molti meno morti è chiaro, di Stalin.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman'; line-height: 150%;"&gt;Tutto sommato, io dico, bene così. La chiarezza di ruoli, di politiche e di ambizioni è sempre meglio della confusione e dell’ipocrisia. I birrai artigiani non sono solo degli imprenditori che vogliono crescere (è ironico notare che questa definizione calzava perfettamente anche al giovane Guinness e al giovane Heineken quando partirono per la loro avventura), ma giocano tutte le carte a loro disposizione per farlo: c’è chi percorre le strade dell’export, chi si allea con grossi distributori, chi sdoppia le linee produttive… Tutto lecito, ma tutto sintomatico di un cambio di passo dettato da una sana voglia di emergere e forse anche dalla sensazione che, presto o tardi, nell’ambiente verrà fatta una selezione “naturale” della specie. Teo Musso, con le doti da precursore che gli sono proprie, &lt;a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2011/08/08/cosi-la-grande-industria.html"&gt;lo va ripetendo da qualche mese&lt;/a&gt; e francamente non credo abbia senso discutere sul numero dei “sopravviventi” o se Teo, tra le altre qualità, abbia anche quella del menagramo. Che, prima o poi, un taglio ci sarà è desumibile da diversi fattori: la crescita esponenziale dell’ultimo periodo, la notevole improvvisazione da parte di molti dei nuovi arrivati, il fattore “moda”, l’ingresso di imprenditori ai quali sembra di aver colto il “business” del decennio, l’attenzione, a dire il vero un po’ caotica e pressappochista, degli interlocutori “danarosi”, leggesi chef, l’estremizzazione spinta da parte di un certo tipo di pubblico al quale sembra non solo fare schifo una birra industriale qualsiasi, ma pure molte artigianali, per così dire, non da veri intenditori.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-HNFXa0usUsg/TkOpexF3EtI/AAAAAAAAAdM/6jlee7zYf94/s1600/images-1.jpeg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://4.bp.blogspot.com/-HNFXa0usUsg/TkOpexF3EtI/AAAAAAAAAdM/6jlee7zYf94/s1600/images-1.jpeg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman'; line-height: 150%;"&gt;Tutti elementi che è facile capire come, presto a tardi, siano destinati a sgonfiarsi. Le mode, come l’idea di business facile e vincente, passano, i ragazzini crescono e magari si trasferiscono in massa a deglutire Nero d’Avola “tripla barricatura”, gli chef potrebbero passare alla cucina con fave di cacao monorigine… Ergo, ecco che i più brillanti, intuitivi e sagaci imprenditori del settore artigianale hanno iniziato a fare i loro conti. E se li fanno loro, dovremmo cominciare a farli anche noi. Consumatori, appassionati non dell’ultima ora e operatori vari. Che tipo di conti: bah, innanzitutto facendo selezione tra birre artigianali buone e birre artigianali da buttare, esistono entrambe le categorie, tra imprenditori che sanno fare il loro mestiere e altri che invece lo stanno ancora imparando, tra quelli che predicano bene e razzolano male. La patente di produttore di birra artigianale non assicura ormai nessuna verginità, nessun alone di santità, nemmeno contro gli orchi delle lager. Credo che vada detto e ricordato. L’età dell’innocenza è finita. E io, in parte, tiro un sospiro di sollievo…&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;!--EndFragment--&gt;   &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34671688-8863488055841510669?l=birragenda.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://birragenda.blogspot.com/feeds/8863488055841510669/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34671688&amp;postID=8863488055841510669' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34671688/posts/default/8863488055841510669'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34671688/posts/default/8863488055841510669'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://birragenda.blogspot.com/2011/08/leta-dellinnocenza-perduta.html' title='L&apos;età dell&apos;innocenza (perduta)'/><author><name>Maurizio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13295032408835029637</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_k3bLVn67CUg/TEcY0aabAlI/AAAAAAAAATM/q8erfa4Kxx0/S220/P1040872.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-IZR2zSBELLw/TkOpPbgjHVI/AAAAAAAAAdI/pbbQTsJ9Lh0/s72-c/images.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34671688.post-8103650797003241928</id><published>2011-07-13T20:30:00.000+02:00</published><updated>2011-07-13T20:30:45.207+02:00</updated><title type='text'>Maledetto blog! (Potete anche non leggere)</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-ZeeHqSWnRnk/Th3aEJVaaII/AAAAAAAAAdA/OZRNBNUk29M/s1600/images-1.jpeg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://1.bp.blogspot.com/-ZeeHqSWnRnk/Th3aEJVaaII/AAAAAAAAAdA/OZRNBNUk29M/s1600/images-1.jpeg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Esatto, maledetto blog! In primo luogo perché faccio una fatica del diavolo a starci dietro, a dargli un minimo di continuità. In secondo luogo perché da quando esiste quella classifica su &lt;a href="http://www.wikio.it/blogs/top/birra"&gt;Wikio&lt;/a&gt;, il narcisismo che si nasconde in ogni blogger viene mensilmente, e nel mio caso dolorosamente, solleticato. E infine perché la cazzata, sul blog ma non solo, è sempre dietro l'angolo. Infida e tignosa come poche. Perché seppur si dica che la comunicazione su internet è veloce come il vento, smart come un quartiere emergente di Londra e democratica come Pericle (ma solo quando tutti erano d'accordo con lui), in realtà scrivere sul web è come scolpire la nuda roccia. Resta per sempre. Almeno così sembrerebbe. Sembrerebbe appunto, perché in realtà blog, forum, social network, twitter e compagnia "webbando" durano lo spazio della vita di una farfalla (un giorno? due? Questa non prendetela come un'affermazione, ma solo una supposizione che altrimenti Danilo Mainardi mi querela). &lt;a href="http://www.cronachedibirra.it/notizie/4623/sono-i-blog-birrari-lobiettivo-della-prossima-caccia-alle-streghe/"&gt;Cronache&lt;/a&gt; è già intervenuto sulla questione, nata da un'altra &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=whOb8IjStlQ&amp;amp;feature=share"&gt;questione&lt;/a&gt;, per cui chi me lo fa fare a riprendere, appunto, la "questione"? Boh, come boh potrebbe essere la risposta a chi me lo fa fare di scrivere questo blog... Non ho un banner che sia uno (c'è stata un'occasione a dire il vero in cui un'azienda me l'ha chiesto, ma quando gli ho risposto che non sapevo come fare a mettere i banner non si sono più fatti sentire...) e mi barcameno all'undicesimo posto della suddetta classifica Wikio (oddio, e mi sa che tra luglio e agosto affonderò come il Titanic - rapidamente e "freddamente"). Insomma, se penso che mi pagano per scrivere e io perdo del tempo a scrivere gratis dovrei prendere due pastiglie di stricnina, mandarle giù con un sorso di birra e aspettare sorridendo sul divano che mi ghermisca lo spirito di Hemingway (spero arrivi lui, almeno quello!).&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-i89j3EPpMw4/Th3diLHrI7I/AAAAAAAAAdE/nly0evjpiF8/s1600/images-2.jpeg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://3.bp.blogspot.com/-i89j3EPpMw4/Th3diLHrI7I/AAAAAAAAAdE/nly0evjpiF8/s1600/images-2.jpeg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Poi però penso che io il blog lo scrivo per me. Non me ne frega nulla dell'audience e nemmeno della classifica (vabbé, un pelino mi frega), non mi frega se non ho i banner o centinaia di commenti. Io adoro il rumore che fanno le mie dita quando picchiettano agili sulla tastiera (è una delle poche cose agili che mi è rimasta del resto), adoro il fluire delle parole come fossero una cascatella d'acqua fresca e adoro rileggermi, anche se in realtà non lo faccio mai, nemmeno all'esame da giornalista a Roma che ebbene sì, a riprova che in Italia va tutto a rotoli, ho superato. Ecco, esatto, l'esame da giornalista... Qualcuno mi vorrebbe spiegare (la rete è zeppa di "spiegazionisti", pronti a dirti la loro, nemmeno come una tonnara di Mazara prima che arrivassero i giapponesi) perché diavolo uno si deve sobbarcare la duplice trasferta a Roma, una notte all'Ergife Hotel che ha molti inquietanti elementi in comune con il più famoso Overlook Hotel di Shining, delle domande di diritto raggelanti, lo studio di due tomi da due kili l'uno per poi scoprire che, cazzo, in Italia scrivono tutti? E per tutti intendo proprio tutti. Il sommelier scrive di vino sulla rivista aggratis (me l'ha chiesto il direttore, sai è un amico), il produttore manda le lettere che nessun giornale oserebbe cestinare (sai, è un investitore e poi, vuoi mettere, due paginette già belle che pronte), &amp;nbsp;e il figlio del giornalistone famoso ti dice che lui, ma solo lui sia chiaro, non ha mai avuto problemi a essere pubblicato e pagato... Dovessi rinascere non avrei dubbi: andrei a trovarmi un lavoro da scaldasedia qualunque, ce ne sono a vagonate, e poi mi troverei una bella passione, non la birra per carità ma magari le melanzane, e via di blog, articoli, dibattiti. Vogliamo mettere tutti gli abbinamenti possibili con la melanzana? E le diverse forme e origini delle melanzane? Avrei materiale da vendere...&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Oppure, meglio ancora. Farei il direttore commerciale, no è troppo magari un venditore qualunque, e poi scriverei dello stesso argomento nel quale rientrano i prodotti che vendo. Tanto, in Italia, a chi gli frega? Bah, mestiere davvero difficile il mio (non tanto quanto lavorare in banca o in qualche megazienda come impiegatino, sia chiaro), mi sa che mi tocca cambiare. Poi però risento il ticchettio (sempre agile) sulla tastiera, le parole che sgorgano in un senso più o meno logico e penso... Massì, voglio far parte della massa, della ggente, del popolo italiano tutto.... Scrivo anche io. Olé!&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34671688-8103650797003241928?l=birragenda.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://birragenda.blogspot.com/feeds/8103650797003241928/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34671688&amp;postID=8103650797003241928' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34671688/posts/default/8103650797003241928'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34671688/posts/default/8103650797003241928'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://birragenda.blogspot.com/2011/07/maledetto-blog-potete-anche-non-leggere.html' title='Maledetto blog! (Potete anche non leggere)'/><author><name>Maurizio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13295032408835029637</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_k3bLVn67CUg/TEcY0aabAlI/AAAAAAAAATM/q8erfa4Kxx0/S220/P1040872.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-ZeeHqSWnRnk/Th3aEJVaaII/AAAAAAAAAdA/OZRNBNUk29M/s72-c/images-1.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34671688.post-3751600556791696464</id><published>2011-06-27T12:24:00.000+02:00</published><updated>2011-06-27T12:24:46.096+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Birra'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Comunicazione'/><title type='text'>Tempo di lasciare il nido?</title><content type='html'>&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: right; margin-left: 1em; text-align: right;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-fOVZIvdgeTo/TghVU0hnXZI/AAAAAAAAAc4/Y-5Wc26QbE4/s1600/banner-default.png" imageanchor="1" style="clear: right; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="90" src="http://4.bp.blogspot.com/-fOVZIvdgeTo/TghVU0hnXZI/AAAAAAAAAc4/Y-5Wc26QbE4/s320/banner-default.png" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;La testata di Ale Street News&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E' un editoriale molto interessante &lt;a href="http://www.alestreetnews.com/features/532-from-the-editor-time-to-leave-the-nest.html"&gt;quello&lt;/a&gt; di Tony Forder, direttore di &lt;a href="http://www.alestreetnews.com/"&gt;Ale Street News&lt;/a&gt;, pubblicazione "arraffata" quando ero al Blind Tiger di New York e, credo, considerata tra le riviste birrarie più autorevoli degli States. Nel pezzo intitolato "Time to leave the Nest", Forder prende spunto da due recenti pubblicità televisive: la prima è di una grande catena di locali a stelle e strisce, i &lt;a href="http://www.tgifridays.com/home/welcome.aspx"&gt;Friday's&lt;/a&gt;, che reclamizza alcuni piatti preparati con la &lt;a href="http://www.harpoonbrewery.com/index.cfm?pid=28507"&gt;Harpoon Ipa&lt;/a&gt;, l'altra è di &lt;a href="http://www.samueladams.com/age-gate.aspx?ReturnUrl=%2findex.aspx"&gt;Samuel Adams&lt;/a&gt; e parla di dry hopping. La prima considerazione che fa Forder è "game over, we won". E quel "we" è da considerarsi come la birra artigianale americana che, con lo sbarco sui media generalisti ha superato lo spartiacque della nicchia e ormai parla alla massa di consumatori senza timori...&lt;/div&gt;&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: left; margin-right: 1em; text-align: left;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-yR5gmPFt6mA/TghYCVJ-J0I/AAAAAAAAAc8/AxFUc12vRBo/s1600/p1smalljunejuly.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" src="http://4.bp.blogspot.com/-yR5gmPFt6mA/TghYCVJ-J0I/AAAAAAAAAc8/AxFUc12vRBo/s1600/p1smalljunejuly.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;La copertina di ASN Giugno - Luglio 2011&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sembra tuttavia esserci una specie di preoccupazione tra i produttori: alcuni hanno da sempre sposato le politiche di espansione del proprio prodotto, Samuel Adams è un esempio come lo è Sierra Nevada, altri invece preferiscono restare nelle loro, spesso però già ragguardevoli, dimensioni temendo che la crescita possa portare al rischio omogeneizzazione/globalizzazione che ha già contraddistinto il percorso delle grandi birrerie diventate, con il tempo, vere e proprie multinazionali. Insomma, è il tema caldo del momento che gli americani, con proporzioni enormemente diverse, vivono come noi. Pubblicità televisive a parte, ricordiamo che da noi il tema luppoli è stato affrontato da Birra Poretti &lt;a href="http://birragenda.blogspot.com/2010/07/i-tre-luppoli.html"&gt;in maniera alquanto discutibile&lt;/a&gt;, quello della crescita della birra artigianale come quote di mercato, fenomeno che in Usa è ben evidente rischierebbe di mettere a repentaglio la qualità della birra stessa. Peggio sarebbe se il rischio fosse quello di mettere a repentaglio l'immagine di prodotti esclusivi, per pochi eletti intenditori o, peggio ancora, per acquirenti danarosi. Che, per certi aspetti è quello che anche la birra artigianale in Italia. Conforta sapere che in America si stanno ponendo certe domande, ma conforta per il tristanzuolo "mal comune, mezzo gaudio". Forder alla fine si schiera per la crescita e per la diffusione anche perché, ritiene, sia un fenomeno inarrestabile. E io sono tentato a schierarmi con lui, in un'ottica italiana ovviamente. C'è bisogno di crescere e c'è bisogno di allargare le schiere di consumatori, anche a costo di correre dei rischi che cerco di sintetizzare: prodotti non sempre in forma per problematiche legate alla distribuzione e/o alla gestione da parte dei publican, maggiore diffusione di birre "normali" ovvero adatte ai palati dei più. La continua ricerca dello "stupefacente" comporta spesso ottime recensioni da parte della critica, professionale e non, ma spinge costantemente verso il vertice che, per essere tale, è di piccole dimensioni quantitative. Ultraluppolature, barrique, blend possono andare bene per il consumatore evoluto, sicuramente per il beer geek, non credo molto per quella larga fetta di pubblico che vuole bere birra buona, gusto e profumi integri e caratterizzati, e che esiste. Ne sono sicuro. Insomma, tra il mass market e il lavoro di cesello artistico-creativo, c'è spazio per tante ottima birra senza elucubrazioni o masturbazioni mentali. Ed è su questo tipo di birra che i birrai italiani dovrebbero puntare...&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34671688-3751600556791696464?l=birragenda.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://birragenda.blogspot.com/feeds/3751600556791696464/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34671688&amp;postID=3751600556791696464' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34671688/posts/default/3751600556791696464'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34671688/posts/default/3751600556791696464'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://birragenda.blogspot.com/2011/06/tempo-di-lasciare-il-nido.html' title='Tempo di lasciare il nido?'/><author><name>Maurizio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13295032408835029637</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_k3bLVn67CUg/TEcY0aabAlI/AAAAAAAAATM/q8erfa4Kxx0/S220/P1040872.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-fOVZIvdgeTo/TghVU0hnXZI/AAAAAAAAAc4/Y-5Wc26QbE4/s72-c/banner-default.png' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34671688.post-4064481299001989788</id><published>2011-06-22T08:00:00.005+02:00</published><updated>2011-06-22T08:00:02.203+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Birra ai Fornelli'/><title type='text'>Involtini di carne salada alla Achel Blonde</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;Ritorna su Birragenda &lt;/i&gt;&lt;a href="http://www.laratera.it/"&gt;&lt;i&gt;Salvatore Garofalo&lt;/i&gt;&lt;/a&gt;&lt;i&gt;, il mio chef a la bière preferito, con una ricetta che mi aveva girato qualche tempo fa e che, colpa mia, avevo perso nel "dedalo" del mio Mac. Faccio pubblica ammenda e privata acquolina però per questo piatto perché, da un lato, vado matto per la carne salada, dall'altro trovo la Achel Blonde una birra notevole, senza iperboli e senza "follie". Anzi, forse la trovo notevole proprio per questo. Ergo, basta indugi e spazio alla ricetta: ingredienti e preparazione. Come sempre, grazie Salvatore!&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;b&gt;M.M.&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;!--StartFragment--&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;span lang="EN-US" style="font-size: 14.0pt; mso-ansi-language: EN-US; mso-bidi-font-family: &amp;quot;Tempus Sans ITC&amp;quot;; mso-bidi-font-size: 20.0pt; mso-bidi-font-style: italic; mso-bidi-font-weight: bold;"&gt;&lt;i&gt;INVOLTINI DI CARNE SALADA&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;span lang="EN-US" style="font-size: 14.0pt; mso-ansi-language: EN-US; mso-bidi-font-family: &amp;quot;Tempus Sans ITC&amp;quot;; mso-bidi-font-size: 20.0pt; mso-bidi-font-style: italic; mso-bidi-font-weight: bold;"&gt;&lt;i&gt;CON SEDANO BIANCO CROCCANTE&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;span lang="EN-US" style="font-size: 14.0pt; mso-ansi-language: EN-US; mso-bidi-font-family: &amp;quot;Tempus Sans ITC&amp;quot;; mso-bidi-font-size: 20.0pt; mso-bidi-font-style: italic; mso-bidi-font-weight: bold;"&gt;&lt;i&gt;E FONDUTA DI PARMIGIANO &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;span lang="EN-US" style="font-size: 14.0pt; mso-ansi-language: EN-US; mso-bidi-font-family: &amp;quot;Tempus Sans ITC&amp;quot;; mso-bidi-font-size: 20.0pt; mso-bidi-font-style: italic; mso-bidi-font-weight: bold;"&gt;&lt;i&gt;ALLA “ACHEL BLONDE”&lt;/i&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;span lang="EN-US" style="font-size: 14.0pt; mso-ansi-language: EN-US; mso-bidi-font-family: &amp;quot;Tempus Sans ITC&amp;quot;; mso-bidi-font-size: 20.0pt; mso-bidi-font-style: italic; mso-bidi-font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-YGeRZ8KqtNM/Tf91bSKeSBI/AAAAAAAAAc0/JjOsQ_YS7MI/s1600/MANZO+MARINATO.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="213" src="http://2.bp.blogspot.com/-YGeRZ8KqtNM/Tf91bSKeSBI/AAAAAAAAAc0/JjOsQ_YS7MI/s320/MANZO+MARINATO.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Il manzo marinato nella Achel Blonde&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span lang="EN-US" style="font-size: 14.0pt; mso-ansi-language: EN-US; mso-bidi-font-family: &amp;quot;Tempus Sans ITC&amp;quot;; mso-bidi-font-size: 20.0pt; mso-bidi-font-style: italic; mso-bidi-font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span lang="EN-US" style="font-size: 14.0pt; mso-ansi-language: EN-US; mso-bidi-font-family: &amp;quot;Tempus Sans ITC&amp;quot;; mso-bidi-font-size: 20.0pt; mso-bidi-font-style: italic; mso-bidi-font-weight: bold;"&gt; &lt;!--StartFragment--&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="EN-US"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;INGREDIENTI PER 2 PORZIONI:&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="EN-US"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;b&gt;8 fette di carne salada non troppo sottili&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="EN-US"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;b&gt;2 coste di sedano bianco&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="EN-US"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;b&gt;50 g di Parmigiano Reggiano&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="EN-US"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;b&gt;100 dl di latte&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="EN-US"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;b&gt;½ cucchiaino di Maizena&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="EN-US"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;b&gt;Una Achel Blonde&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="EN-US"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;b&gt;Una noce di burro&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="EN-US"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;b&gt;Olio e succo di limone, sale&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="EN-US"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="EN-US"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt; &lt;!--StartFragment--&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="EN-US"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;PROCEDIMENTO:&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="EN-US"&gt;Per la fonduta di parmigiano:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="EN-US"&gt;Sciogliere in poca acqua la Maizena e versarla in un pentolino assieme al latte. Unirvi la birra e la noce di burro e un pizzico di sale.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="EN-US"&gt;Portare a ebollizione mescolando continuamente.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="EN-US"&gt;Togliere dal fuoco il pentolino, unire al latte il parmigiano grattuggiato e mescolare bene.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="EN-US"&gt;Lasciar raffreddare.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="EN-US"&gt;Pelare con l’aiuto di un pelapatate il sedano.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="EN-US"&gt;Tagliarlo a losanghe (quindi per il lungo) abbastanza finemente.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="EN-US"&gt;Porlo in una ciotola con acqua e ghiaccio e lasciarvelo per almeno mezz’ora. Questo accorgimento farà arricciare il sedano tagliato e gli conferirà la giusta croccantezza.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="EN-US"&gt;Stendere su un tagliere le fette di carne salada a coppia.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="EN-US"&gt;Scolare il sedano dall’acqua e asciugarlo tamponandolo con della carta. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="EN-US"&gt;Condire il sedano con un po’ di olio, limone e sale e porlo&amp;nbsp; al centro di ogni coppia di fette di carne salada. Arrotolare la carne salada per ottenere così gli involtini.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="EN-US"&gt;Disporre gli involtini sul piatto di portata.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="EN-US"&gt;Intiepidire la fonduta al parmigiano e versarla sugli involtini.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="EN-US"&gt;Guarnire con delle erbe a piacere.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 14.0pt; mso-bidi-font-size: 10.0pt;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;!--EndFragment--&gt;   &lt;br /&gt;&lt;!--EndFragment--&gt;   &lt;br /&gt;&lt;!--EndFragment--&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34671688-4064481299001989788?l=birragenda.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://birragenda.blogspot.com/feeds/4064481299001989788/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34671688&amp;postID=4064481299001989788' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34671688/posts/default/4064481299001989788'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34671688/posts/default/4064481299001989788'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://birragenda.blogspot.com/2011/06/involtini-di-carne-salada-alla-achel.html' title='Involtini di carne salada alla Achel Blonde'/><author><name>Maurizio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13295032408835029637</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_k3bLVn67CUg/TEcY0aabAlI/AAAAAAAAATM/q8erfa4Kxx0/S220/P1040872.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-YGeRZ8KqtNM/Tf91bSKeSBI/AAAAAAAAAc0/JjOsQ_YS7MI/s72-c/MANZO+MARINATO.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34671688.post-1131753137132259022</id><published>2011-06-21T08:00:00.002+02:00</published><updated>2011-06-21T08:00:03.098+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Birra'/><title type='text'>Non chiedete cosa possa fare Unionbirrai per voi...</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;"Non chiedete cosa possa fare il paese per voi: chiedete cosa potete fare voi per il paese". Ecco questa era la frase giusta, detta da John Fitzgerald Kennedy al discorso inaugurale della sua presidenza. Ora, io ho pensato di applicarla a &lt;a href="http://www.unionbirrai.it/"&gt;Unionbirrai&lt;/a&gt; perché Google Alert mi ha fatto leggere un articolo de Il Giornale, che per inciso non leggo più dal 1994 ovvero quando Montanelli dovette abbandonare, dove &lt;a href="http://www.ilgiornale.it/interni/quante_lobby_luce_sole_ben_rappresentate_parlamento/18-06-2011/articolo-id=529902-page=0-comments=1"&gt;veniva citata&lt;/a&gt; nientepopodimenoche la storica associazione di birrifici artigianali made in Italy. L'articolo è un po' lungo, e Unionbirrai è citata più per scherzo che per altro motivo, ma l'argomento non è di nessun interesse perché mette a fuoco la secolare questione delle lobby che, in Italia, ci sono sempre state ma sempre, come dire, coperte. Uno dei tanti, innumerevoli, esempi dell'ipocrisia all'italiana, del "si fa, ma non si dice".&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-IcY0UlHwaJE/Tf9Y1uV9tVI/AAAAAAAAAcw/nUgNieIS65c/s1600/images.jpeg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://4.bp.blogspot.com/-IcY0UlHwaJE/Tf9Y1uV9tVI/AAAAAAAAAcw/nUgNieIS65c/s1600/images.jpeg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Invece fare lobby, in altri paesi di più consolidata tradizione democratica come gli Usa, è pratica ammessa ma regolata. Soprattutto la si fa alla luce del sole. Tuttavia la mia non è una dissertazione sulle lobby, semmai una mini dissertazione su Unionbirrai che potrebbe fare di più di quello che fa. Non solo, meriterebbe di fare di più di quello che fa. L'ho pensato anche qualche giorno fa, alla serata di consegna diplomi Unionbirrai Beer Tasters allo &lt;a href="http://www.scottjoplin.it/"&gt;Scott Joplin&lt;/a&gt; di Milano, presenti Simone Monetti, arrivato da Bologna, e l'inossidabile Marco Giannasso. Persone che hanno tutta la mia stima.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quello che tuttavia sento è che, mentre i singoli birrifici si stanno facendo strada, chi più chi meno, nel mare magnum del mercato, l'associazione stenta a trovare un proprio ruolo da protagonista. Premetto che parlo da esterno, quindi molte cose non le conosco e ribadisco che le mie sono sensazioni, non certezze. Tuttavia trovo, ad esempio, che 300 euro l'anno d'iscrizione a UB per un birrificio siano niente, se il birrificio è avviato e di comprovato successo, appena il minimo indispensabile se si tratta di una nuova attività. Perché non si stabilisce una cifra in base agli ettolitri prodotti? Non sono un economista né un ragioniere, ma una cifra fissa mi appare ridicola soprattutto se, come sembra, UB ha sempre il budget ridotto al lumicino. La questione economica è la cartina di tornasole della volontà dei soci di far crescere UB come associazione che tutela gli interessi dei microbirrifici aderenti e promuove la cultura artigianalbirraria in generale. A meno che non si confidi sempre e comunque nel volontariato a macchia di leopardo. Volontariato che si poteva giustificare quando la birra artigianale italiana muoveva i primi passi, un po' meno oggi che i birrai, o almeno una parte di essi, godono di buona salute.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;UB è una realtà storica, se definiamo storico il movimento della birra artigianale italiana, ma un po' impalpabile. Tuttavia non credo sia da imputarsi all'inefficienza dei suoi coordinatori, direttori o comunque li vogliate chiamare. Credo sia una responsabilità condivisa da tutti gli aderenti. E allora forse si dovrebbe cominciare a parlarsi chiaro: ci si crede o no? A parole, ne sono certo, sarà un coro di sì (oddio, un coro proprio unanime magari no), ma nei fatti? I fatti si misurano anche in euro, ai quali seguono i controlli di spesa e la responsabilità che deriva da qualunque rapporto di lavoro. Ribadisco, parlo da esterno, e sono pronto alle smentite. Non ho parlato con Simone di questo mio post che è frutto di una coincidenza giornalistica, di un paio di birre bevute in un pub e di qualche riflessione. Ma negli ultimi mesi ho letto e ascoltato torrenti di parole, ad alcuni ho pure dato il mio contributo, con UB a volte incensata, a volte messa sulla graticola, chi spara a zero su quelli di UB che sono entrati anche in &lt;a href="http://www.assobirra.it/"&gt;Assobirra&lt;/a&gt;, chi vuole (o voleva? boh?) fare un'associazione alternativa. Parole, parole, parole. Nel frattempo, credetemi, c'è già chi è passato all'azione...&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34671688-1131753137132259022?l=birragenda.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://birragenda.blogspot.com/feeds/1131753137132259022/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34671688&amp;postID=1131753137132259022' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34671688/posts/default/1131753137132259022'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34671688/posts/default/1131753137132259022'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://birragenda.blogspot.com/2011/06/non-chiedete-cosa-possa-fare.html' title='Non chiedete cosa possa fare Unionbirrai per voi...'/><author><name>Maurizio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13295032408835029637</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_k3bLVn67CUg/TEcY0aabAlI/AAAAAAAAATM/q8erfa4Kxx0/S220/P1040872.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-IcY0UlHwaJE/Tf9Y1uV9tVI/AAAAAAAAAcw/nUgNieIS65c/s72-c/images.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34671688.post-1310170516644482784</id><published>2011-06-20T13:38:00.000+02:00</published><updated>2011-06-20T13:38:15.363+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Birra'/><title type='text'>Affezionarsi a una birra. Si può?</title><content type='html'>&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: right; margin-left: 1em; text-align: right;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-ZeNU-IhirB4/Tf8xA29RRHI/AAAAAAAAAcs/FNrbC-UDhP8/s1600/Berlina.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://3.bp.blogspot.com/-ZeNU-IhirB4/Tf8xA29RRHI/AAAAAAAAAcs/FNrbC-UDhP8/s320/Berlina.jpg" width="239" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Berlina, una Ipa in Patagonia&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Mi capita sempre più spesso, ma credo che tra Belgio e Stati Uniti la cosa abba preso dei risvolti quasi drammatici. Non faccio in tempo a dire quanto mi piace una certa birra che subito mi ritrovo a berne una diversa. E' colpa mia, ovviamente. Ma da un lato sono attratto dalle novità, dalle birre che non ho mai provato, da quelle che trovo solo sul posto perché la distribuzione è prettamente locale. Dall'altro però ho nostalgia di quando bevevo una pinta dietro l'altra di Guinness, in Italia, o di Courage Best Bitter, nelle vacanze studio in Inghilterra. Mi mancano insomma le birre "d'affetto", quelle che ti davano una certa sicurezza, quelle del "vado al pub a farmi una ...".&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Oggi, vuoi per mestiere vuoi per passione, provo questa e quella. Passo da una stout a una saison, quando riesco a rimanere negli stili certi, assaggiando e assaggiando. Di rado, riprovando. La mia cantina rispecchia i tempi: non credo di avere più di due etichette uguali e se qualcuno mi chiede quale è la mia birra preferita, mi rifugio nella risposta classica anche se vera "è impossibile da dire, dipende dal momento, dall'umore, dall'abbinamento, etc...". Oppure in quella, meno classica ma altrettanto vera: "la miglior ultima birra che ho bevuto".&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Certo, credo che la moltiplicazione di etichette birrarie che c'è stata negli ultimi anni in Italia sia una fortuna per tutti gli appassionati e per chi, come me, scrive per mestiere di birra. L'ampliamento della scelta è sotto gli occhi di tutti e si va da importazioni organizzate e continuative di piccoli birrifici a singoli fusti "extrafantaspecial edition" che arrivano una volta l'anno e in selezionatissimi locali. Ma se dovessi dire quale è la "mia" birra.... In tutta onestà, dovrei allargare le braccia. Non si stava meglio quando si stava peggio, questo è chiaro. E' solo un pizzico di saudade che ogni tanto mi piglia...&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34671688-1310170516644482784?l=birragenda.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://birragenda.blogspot.com/feeds/1310170516644482784/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34671688&amp;postID=1310170516644482784' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34671688/posts/default/1310170516644482784'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34671688/posts/default/1310170516644482784'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://birragenda.blogspot.com/2011/06/affezionarsi-una-birra-si-puo.html' title='Affezionarsi a una birra. Si può?'/><author><name>Maurizio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13295032408835029637</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_k3bLVn67CUg/TEcY0aabAlI/AAAAAAAAATM/q8erfa4Kxx0/S220/P1040872.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-ZeNU-IhirB4/Tf8xA29RRHI/AAAAAAAAAcs/FNrbC-UDhP8/s72-c/Berlina.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34671688.post-7584270063330074100</id><published>2011-06-16T07:57:00.003+02:00</published><updated>2011-06-16T07:57:00.498+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Birra'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Viaggi'/><title type='text'>Drinking in New York City</title><content type='html'>&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: right; margin-left: 1em; text-align: right;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-iUPbgRkl618/Tfj2GJV2meI/AAAAAAAAAck/br_4rycHU20/s1600/Blind+Tiger.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="212" src="http://4.bp.blogspot.com/-iUPbgRkl618/Tfj2GJV2meI/AAAAAAAAAck/br_4rycHU20/s320/Blind+Tiger.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;L'interno del Blind Tiger&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Due giorni a New York sono davvero pochissimi, però perché buttarli via. Indi per cui siamo sbarcati nella Grande Mela principalmente per fare i turisti, poi per sopravvivere a un caldo record che non ci saremmo mai aspettati (37 gradi trasformano Manhattan in un deserto rovente che nemmeno l'ombra di Central Park riesce a mitigare) e infine per berci qualche birra che in Italia non ci è mai capitato di trovare. Prima tappa dunque in un pub di cui avevo sentito parlare ma che, l'ultima volta a NYC &lt;a href="http://birragenda.blogspot.com/2010/11/new-york-new-york.html"&gt;avevo tralasciato&lt;/a&gt; per privilegiare il più noto &lt;a href="http://www.gingerman-ny.com/"&gt;Gingerman&lt;/a&gt;. Trattasi del &lt;a href="http://www.blindtigeralehouse.com/"&gt;Blind Tiger&lt;/a&gt; di Bleecker Street, nel Village ovvero il quartiere diventato famoso negli anni Sessanta per gli artisti (pochi) che sarebbero diventati famosi e gli artisti (la maggior parte) che sarebbero rimasti tale almeno nelle loro speranze. Il Village è comunque un posto strano, diverso dalla Manhattan verticale dei grandi palazzi e delle megavetrine. A me è sempre piaciuto. Qui trovi tutte le cucine etniche del mondo (noi abbiamo cenato all'&lt;a href="http://www.hummusplace.com/?categoryId=45485"&gt;Hummus Place&lt;/a&gt;) e si respira un'atmosfera da media città di provincia. Il Blind Tiger è una specie di antro oscuro )come dimostra anche la foto fatta senza flash per non rompere...), molto raccolto e credo frequentato solo da gente che, prima di entrare, sa già di non essere in cerca di una semplice Bud Light. La nostra serata, ad esempio, è stata ravvivata da una Blast Double (o Imperial) Ipa di &lt;a href="http://www.brooklynbrewery.com/"&gt;Brooklyn Brewery&lt;/a&gt; dal profumo fantastico di luppoli freschi e da una scorrevolezza in gola tremenda. Da berne a litri, tanto poi si chiama un taxi o si prende la metro. Tuttavia, visto che la lista "on tap" era assai interessante, e abbiamo volutamente tralasciato i vari vintage inglesi e belgi, io mi sono lanciato su &lt;a href="http://www.stonebrew.com/"&gt;Stone Brewing&lt;/a&gt; e sulla loro Sublimely Self-Righthouse Double Ipa. L'ho scelta anche per il nome da menu di alta classe (tipo "raviolini tirati a mano farciti di carne d'oca allevata in cortile sotto il sole e conditi con timo della Lunigiana, radici di zenzero della Manciuria liberata e bla bla bla...), ma dopo il primo sorso l'ho trovata pazzescamente buona, una formidabile Black Ipa che non si lascia capire immediatamente e che, forse proprio per questo, è da amore vero.&lt;/div&gt;&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: left; margin-right: 1em; text-align: left;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-x26fmtetGPk/TfkcTnwDoVI/AAAAAAAAAco/NcNvCKPdpRM/s1600/Heartland+Brewery.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="212" src="http://3.bp.blogspot.com/-x26fmtetGPk/TfkcTnwDoVI/AAAAAAAAAco/NcNvCKPdpRM/s320/Heartland+Brewery.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Interno dell'Heartland Brewery a due passi dal Pier 17&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ergo, credo sia chiaro che raccomando vivamente un passaggio dal Blind Tiger se si va a New York. Tuttavia raccomando con (quasi) la stessa convinzione anche la &lt;a href="http://www.heartlandbrewery.com/"&gt;Heartland Brewery&lt;/a&gt; di cui &lt;a href="http://birragenda.blogspot.com/2010/11/new-york-new-york.html"&gt;ho già avuto modo di parlare&lt;/a&gt;. Ho deciso di tornarci anche questa volta perché da un lato ero consapevole di aver lasciato le cose incompiute, dall'altro perché i nachos presenti tra gli "starter" del menu erano quanto di meglio ci potesse essere per dare una giustificazione alle troppe birre ordinate. Comunque questa volta ho tagliato corto e benché detesti cordialmente i bicchierini sampler da due sorsi (già trovo un po' irritante la mezza pinta) ho chiesto il "full sampler" ovvero sette birre in formato mignon, tutte le regolari più una stagionale. L'elenco completo lo trovate &lt;a href="http://www.heartlandbrewery.com/beer.php"&gt;qui&lt;/a&gt;, ma ho trovato molto interessante per i suoi chiari profumi agrumati d'arancia la Indian River Light, molto buona anche la Farmer Jon's Oatmeal stout, caffettosissima che sembrerebbe quasi fatta in collaborazione con Starbucks, forse la migliore del gruppo, insieme alla stagionale Belgian Ipa, molto pulita e caratterizzata. Discrete comunque la Indiana Pale Ale Ipa, ma inferiore alla Belgian, la Red Rooster Ale e la Harvest Wheat Beer. Da dimenticare invece la Cornhusker Lager. Insomma, qualche alto, alcuni medi, qualche basso, ma una sosta, magari a pranzo o verso metà pomeriggio, in una Heartland Brewery di New York non è tempo buttato via. Come, del resto, non è mai tempo buttato via fare un salto sotto l'ombra dell'Empire State Building...&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34671688-7584270063330074100?l=birragenda.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://birragenda.blogspot.com/feeds/7584270063330074100/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34671688&amp;postID=7584270063330074100' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34671688/posts/default/7584270063330074100'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34671688/posts/default/7584270063330074100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://birragenda.blogspot.com/2011/06/drinking-in-new-york-city.html' title='Drinking in New York City'/><author><name>Maurizio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13295032408835029637</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_k3bLVn67CUg/TEcY0aabAlI/AAAAAAAAATM/q8erfa4Kxx0/S220/P1040872.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-iUPbgRkl618/Tfj2GJV2meI/AAAAAAAAAck/br_4rycHU20/s72-c/Blind+Tiger.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34671688.post-717100770907322313</id><published>2011-06-14T16:36:00.002+02:00</published><updated>2011-06-15T13:31:56.455+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Birra'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Viaggi'/><title type='text'>Una città da bere - Philadelphia Beer Week</title><content type='html'>&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: right; margin-left: 1em; text-align: right;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-NYACDmj4fNs/TfduCGkvgLI/AAAAAAAAAcY/siq2zDou26U/s1600/Nodding+Head+Brewery.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="200" src="http://2.bp.blogspot.com/-NYACDmj4fNs/TfduCGkvgLI/AAAAAAAAAcY/siq2zDou26U/s200/Nodding+Head+Brewery.jpg" width="132" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;The Nodding Head Brewery&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Me l’avessero detto prima, forse, non ci avrei creduto. Oddio, quel minimo di esperienza nordamericana fatta lo scorso ottobre mi aveva insegnato che, città Usa che vai, ottimi locali che trovi. Ma &lt;a href="http://www.philadelphiausa.travel/international/italiano"&gt;Filadelfia&lt;/a&gt; si distingue da San Francisco o da New York per alcuni aspetti: in primo luogo la quantità di posti dove si possono trovare un bel “pacchetto di mischia” di birre artigianali (chissà questa parola cosa vorrà dire in America?). In gran parte prodotte nella East Cost, ma con una bella presenza pure di birrifici californiani e dintorni. In secondo luogo, Filadelfia possiede un centro storico di dimensioni limitate, per gli standard statunitensi, facile quindi da girare a piedi e considerato che molti dei locali più interessanti sono proprio nel centro storico, ecco che la cosa assume un significato ancora più piacevole…&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: left; margin-right: 1em; text-align: left;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-ZwOuCXuSwDw/TfdvzEp9YsI/AAAAAAAAAcg/HI133TWaqwQ/s1600/Mc+Gillin%2527s+Old+Ale+House.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="200" src="http://2.bp.blogspot.com/-ZwOuCXuSwDw/TfdvzEp9YsI/AAAAAAAAAcg/HI133TWaqwQ/s200/Mc+Gillin%2527s+Old+Ale+House.jpg" width="132" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Il Mc Gillin's Old Ale House&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Infine Filadelfia presenta, in città, alcuni microbirrifici e brewpub di tutto rispetto. Dalla &lt;a href="http://www.philadelphiabrewing.com/"&gt;Philadelphia Brewing&lt;/a&gt; alla &lt;a href="http://www.yardsbrewing.com/"&gt;Yard’s Brewing&lt;/a&gt;, di cui mantengo il ricordo soprattutto della loro Brawler, fino alla &lt;a href="http://www.ripsneakers.com/nodding/"&gt;Nodding Head Brewery&lt;/a&gt;, un brewpub dove la “perla” mi è sembrata essere una brown ale chiamata Grog.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Tra i locali, se il &lt;a href="http://www.monkscafe.com/"&gt;Monk’s Cafe&lt;/a&gt; brilla soprattutto per la grande passione “belgofila” del suo titolare che ha fatto dire a Michael Jackson “è semplicemente il miglior belgian cafe degli Stati Uniti”, io mi sono trovato molto bene anche al &lt;a href="http://www.thefarmerscabinet.com/"&gt;Farmer’s Cabinet&lt;/a&gt;, scoperto su suggerimento di &lt;a href="http://www.joesixpack.net/"&gt;Joe Sixpack&lt;/a&gt;, al &lt;a href="http://philadelphiabarandrestaurant.com/"&gt;Philadelphia bar &amp;amp; restaurant&lt;/a&gt;, dove mi hanno un po’ "piallato" a forza di ipa e double ipa, e al &lt;a href="http://www.mcgillins.com/"&gt;Mc Gillin’s Old Ale House&lt;/a&gt; che si vanta di essere la più vecchia insegna birraria della città di Benjamin Franklin. Il quale, tra l’altro, apprezzava in modo particolare la birra.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: right; margin-left: 1em; text-align: right;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-hcRywLaFrtQ/TfduThkYF_I/AAAAAAAAAcc/KtbIT63AKVk/s1600/Insegna+Monk%2527s.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="149" src="http://4.bp.blogspot.com/-hcRywLaFrtQ/TfduThkYF_I/AAAAAAAAAcc/KtbIT63AKVk/s200/Insegna+Monk%2527s.jpg" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Luci nella notte: l'insegna del Monk's Cafe&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Ora, se mettete insieme tutti questi locali, e molti altri ancora, e ne moltiplicate il potenziale per il coefficiente dato da una settimana, la &lt;a href="http://www.phillybeerweek.org/"&gt;Philly Beer Week&lt;/a&gt;, dove tutta o quasi la città è sembrata essere coinvolta (è stato addirittura organizzato &lt;a href="http://www.urbanadventures.com/Philadelphia_tour_philly_on_tap"&gt;un pub crawl a piedi&lt;/a&gt; con guide turistiche che raccontavano edifici e monumenti e poi ti portavano nei pub), il risultato è stato quello di un'assoluta goduria dei sensi. Mi è difficile ricordare tutte le birre bevute, dalla tarda mattinata fino a sera, anche se da qualche parte sono sicuro di essermele segnate. Ma non credo sia questa la cosa più importante da raccontare. La cosa più importante è aver vissuto una città che si vanta di essere la più "birraria" degli Stati Uniti (anche se il newyorchese Garrett Oliver della Brooklyn Brewery non si è detto d'accordo), una città soprattutto dove la birra entra anche nei ristoranti più blasonati e negli hotel di lusso, la cerimonia d'apertura prevede una "corsa" a tappe di locale in locale e si passa da una taverna rumorosa e quasi sordida all'immacolata atmosfera dell'hotel Four Seasons. Una città che, se nella Philly Beer Week sfiora quasi la vertigine da appuntamenti birrari, come ho cercato di spiegare &lt;a href="http://www.fuoridiluppolo.it/2011/06/06/cronache-dalla-filadelfia-beer-week/"&gt;qui&lt;/a&gt;, è secondo me una delle più interessanti da visitare e vivere tutto l'anno.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34671688-717100770907322313?l=birragenda.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://birragenda.blogspot.com/feeds/717100770907322313/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34671688&amp;postID=717100770907322313' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34671688/posts/default/717100770907322313'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34671688/posts/default/717100770907322313'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://birragenda.blogspot.com/2011/06/una-citta-da-bere-philadelphia-beer.html' title='Una città da bere - Philadelphia Beer Week'/><author><name>Maurizio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13295032408835029637</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_k3bLVn67CUg/TEcY0aabAlI/AAAAAAAAATM/q8erfa4Kxx0/S220/P1040872.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-NYACDmj4fNs/TfduCGkvgLI/AAAAAAAAAcY/siq2zDou26U/s72-c/Nodding+Head+Brewery.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34671688.post-4986559569709577441</id><published>2011-05-31T11:36:00.001+02:00</published><updated>2011-07-10T20:19:18.718+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Birra'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Viaggi'/><title type='text'>Cantillon Redemption</title><content type='html'>&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: right; margin-left: 1em; text-align: right;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-cm4OpNQrN0I/TeSwhEiMwKI/AAAAAAAAAcQ/ZMbsP2S_YcE/s1600/Jean+Van+Roy.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://4.bp.blogspot.com/-cm4OpNQrN0I/TeSwhEiMwKI/AAAAAAAAAcQ/ZMbsP2S_YcE/s320/Jean+Van+Roy.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;A tu per tu con Jean Van Roy&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L'ho confessato, credo, più volte. Anche su questo blog. Il lambic non mi ha mai esaltato molto. Un po' meglio forse la gueuze, ma in tutta onestà la fermentazione spontanea la trovavo sempre come un assortito mix di profumi assurdi, poco affascinanti, spesso ostili. Detto questo sono sempre stato convinto che gli ultimi esempi di fermentazione spontanea, la tradizionale produzione di lambic tanto per intenderci, andassero difesi a spada tratta contro tutti i rischi di estinzione. E questo semplicemente perché la differenza è sempre sinonimo di ricchezza. E poco importava se, qualora avessi dovuto portare con me una sola bottiglia di birra su un'isola deserta, non avrei mai e poi mai scelto una bottiglia di lambic, gueuze, kriek. Nemmeno di &lt;a href="http://www.cantillon.be/"&gt;Cantillon&lt;/a&gt;, ovvero del "mostro sacro" in tema di lieviti selvaggi. Fatto sta che andare sul posto ti offre l'opportunità di crescere e cambiare, almeno in parte, idea. Quindi, una tre giorni a Bruxelles, mi ha dato l'opportunità di fare il pellegrinaggio in rue Gheude e visitare la suggestiva, "ragnatelosa" birreria fondata all'inizio del secolo scorso. Conosco bene i meccanismi psicologici del contesto in cui si beve una cosa: il whisky scozzese sembra più buono nelle Highlands o nello Speyside, lo Champagne è più effervescente tra i vigneti nei paraggi di Reims e pure il crudo di Parma ha tutto un altro profumo se lo guardi da Torrechiara. Però io sono andato da Cantillon con tutte le mie prevenzioni strette sotto braccio e l'ho fatto innanzitutto per espiare il senso di colpa che avevo per non esserci mai stato prima. Insomma più o meno come sono stato a vedere i quadri di &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lucio_Fontana"&gt;Lucio Fontana&lt;/a&gt;. Avevo voglia di conoscerli, ma non mi piacevano prima e non mi sono piaciuti dopo.&lt;/div&gt;&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: left; margin-right: 1em; text-align: left;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-d5t86dnrMj4/TeSyvjP02lI/AAAAAAAAAcU/TmJT02pmIMA/s1600/La+vasca.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="212" src="http://1.bp.blogspot.com/-d5t86dnrMj4/TeSyvjP02lI/AAAAAAAAAcU/TmJT02pmIMA/s320/La+vasca.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;La vasca di raffreddamento&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Invece, al termine di una visita con interessante conversazione con l'amico Alberto Cardoso, ho incontrato Jean Van Roy, il titolare, e con lui ho iniziato a bere. Ed è stato come se partisse un tappo di spumante. Un "bop" cerebrale che ha stupito me in primo luogo. Certo, ho apprezzato il fascino della vecchia fabbrica, l'attaccamento alla tradizione interpretata in modo rigoroso, la sottile e giustificata polemica con chi fa gueuze per modo di dire. "Politicamente", se vogliamo dirla così, mi ero allineato, ma questo non ammetteva come conseguenza ineluttabile il fatto che mi dovessero anche piacere le birre. Ero insomma nell'atteggiamento gustativo di chi ama la frase, &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tolleranza"&gt;falsamente attribuita a Voltaire&lt;/a&gt;, "Disapprovo quello che dite, ma difenderò fino alla morte il vostro diritto di dirlo". Questo almeno fino al primo sorso. Poi, appunto, mi sono fatto avviluppare da profumo e sapore. Non li ho più trovati ostili, solo complessi. Quasi ti costringessero a pensare a quello che stavi bevendo. Ed è stato, lo confesso, molto esaltante. Tanto che la sera stessa mi sono ritrovato a bere Cantillon anche al &lt;a href="http://www.moederlambic.eu/"&gt;Moeder Lambic&lt;/a&gt; di place Fontainas. Certo, non "a secchiate" come ogni tanto mi capita di leggere, ma con più passione emotiva. Non solo con il semplice rispetto che si deve a chi fa della sua attività economica una vera e propria missione.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34671688-4986559569709577441?l=birragenda.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://birragenda.blogspot.com/feeds/4986559569709577441/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34671688&amp;postID=4986559569709577441' title='16 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34671688/posts/default/4986559569709577441'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34671688/posts/default/4986559569709577441'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://birragenda.blogspot.com/2011/05/cantillon-redemption.html' title='Cantillon Redemption'/><author><name>Maurizio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13295032408835029637</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_k3bLVn67CUg/TEcY0aabAlI/AAAAAAAAATM/q8erfa4Kxx0/S220/P1040872.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-cm4OpNQrN0I/TeSwhEiMwKI/AAAAAAAAAcQ/ZMbsP2S_YcE/s72-c/Jean+Van+Roy.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>16</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34671688.post-6387076114871791989</id><published>2011-05-23T18:26:00.000+02:00</published><updated>2011-05-23T18:26:39.670+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Birra'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Viaggi'/><title type='text'>Streets (and beers) of Philadelphia</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: right; text-align: right;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-WCeOEUjfTQQ/Tdp7CwthTGI/AAAAAAAAAcM/CIN23y0h2Gw/s1600/pbwFullLogo.png" imageanchor="1" style="clear: right; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="200" src="http://2.bp.blogspot.com/-WCeOEUjfTQQ/Tdp7CwthTGI/AAAAAAAAAcM/CIN23y0h2Gw/s200/pbwFullLogo.png" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Philadelphia, here we go!&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;Philadelphia (Usa) è più Sylvester Stallone o Tom Hanks nell'omonimo film? Sondaggio non facile come potrebbe sembrare perché la nostalgia adolescenziale mi farebbe dire Rocky (i primi due, poi è stata una tragedia), il politically correct mi farebbe propendere per il secondo... Vabbé, allora decido che Filadelfia è birra. Fortissimamente birra, soprattutto nella decina di giorni che vanno dal 3 giugno al 12 giugno, quando in città si celebra la &lt;a href="http://www.phillybeerweek.org/"&gt;Philly Beer Week&lt;/a&gt; alla quale sono stato invitato e alla quale parteciperò con notevole gaudio anche nel marasma di impegni lavorativi che contraddistinguono il rush finale che porta all'estate. A dire il vero l'invito in terra americana e nella città dell'indipendenza è stato fatto a Valentina. Io mi sono agilmente imbucato e sono pronto a ritrovare le straordinarie birre di Deschutes Brewery, che avevo solo assaggiato allo European Beer Star dello scorso novembre, oppure&amp;nbsp;quelle della Flying Fish, di Saranac, della Harpoon, approfittandone anche per dare una ripassata a quelle della Dogfish Head, Sierra Nevada, Flying Dog. Insomma, dubito che morirò di sete nelle giornate a Filadelfia. La Beer Week si annuncia del resto straordinariamente intensa grazie anche al coinvolgimento di numerosi locali birrari cittadini che apriranno le porte a tasting vari organizzati dalle birrerie presenti alla manifestazione. Un'idea, quando vedrò in prima persona capirò se confermare o meno, che potrebbe essere importata anche in Italia. A me, ad esempio, la sperimentazione riminese fatta da &lt;a href="http://www.unionbirrai.it/"&gt;Unionbirrai&lt;/a&gt; qualche anno fa in occasione di Pianeta Birra mi era piaciuta...&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34671688-6387076114871791989?l=birragenda.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://birragenda.blogspot.com/feeds/6387076114871791989/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34671688&amp;postID=6387076114871791989' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34671688/posts/default/6387076114871791989'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34671688/posts/default/6387076114871791989'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://birragenda.blogspot.com/2011/05/streets-and-beers-of-philadelphia.html' title='Streets (and beers) of Philadelphia'/><author><name>Maurizio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13295032408835029637</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_k3bLVn67CUg/TEcY0aabAlI/AAAAAAAAATM/q8erfa4Kxx0/S220/P1040872.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-WCeOEUjfTQQ/Tdp7CwthTGI/AAAAAAAAAcM/CIN23y0h2Gw/s72-c/pbwFullLogo.png' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34671688.post-8998651555105118554</id><published>2011-05-19T17:42:00.001+02:00</published><updated>2011-05-23T14:52:56.481+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Birra'/><title type='text'>Il ritorno della bionda...</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Titolo balengo, lo ammetto. Visto che sono anni che contesto l'uso della parola "bionda" in riferimento alla birra e devo aver letto decine e decine di articoli dal triste titolo tipo "Una bionda sotto l'ombrellone" e via di questo passo. Ma il titolo si spiega con la presentazione di questa mattina a Milano della ricerca commissionata da &lt;a href="http://www.assobirra.it/"&gt;Assobirra&lt;/a&gt; e firmata &lt;a href="http://www.makno.it/sito/cont.php"&gt;Makno&lt;/a&gt;, una pratica annuale che solitamente precede la, per me, fondamentale pubblicazione dell'Annual Report e che serve per mettere in luce alcune tendenze o, come in questo caso, alcune conferme. Allora la notizia principale uscita dalla ricerca è che il 58,5% degli intervistati quando decidono di bere una birra la scelgono, 9 volte su 10, "bionda". In Italia, sempre secondo la ricerca, si consumano 15 milioni di ettolitri di birra chiara (in effetti è così che la chiamano in Assobirra) ovvero 25 dei 28 litri che sembrano essere il consumo medio pro capite. Inoltre sembra piacere soprattutto la chiara in bottiglia, tre quarti delle vendite, mentre alla spina resta solo il 15% e la lattina riveste il 10% finale.&lt;/div&gt;&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: right; margin-left: 1em; text-align: right;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-ACmtwrKYo8w/TdU3KoM-vTI/AAAAAAAAAcI/tfAT7_XC8hI/s1600/images.jpeg" imageanchor="1" style="clear: right; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" src="http://2.bp.blogspot.com/-ACmtwrKYo8w/TdU3KoM-vTI/AAAAAAAAAcI/tfAT7_XC8hI/s1600/images.jpeg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Dannata "bionda"&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Notizia che, onestamente e percentuali a parte, non mi sorprende più di tanto. Che lager e pils, o simil pils, dominino il mercato è un dato di fatto da quando Josef Groll decise di andare a Pilsen per vedere di risolvere i problemi. Che nell'immaginario collettivo la birra chiara sia la birra per eccellenza ci sta. E forse ci sta anche in queste percentuali. Che sono di tipo bulgaro quando in Bulgaria ci stava Ceausescu (che però stava in Romania, comunque il concetto è quello...) o, se preferite, di tipo socialista ai tempi di Craxi. Ma la cosa fa riflettere chi, e mi ci metto dentro anche io, è da qualche tempo che batte e ribatte sul chiodo dell'incredibile varietà di stili birrari, colori inclusi dunque, sulla ricchezza creativa che sta dietro il mondo delle birre, sull'originalità interpretativa dei piccoli produttori italiani, di quelli belgi e bla, bla, bla... Poi ecco che arriva questa ricerca ed ecco che siamo ancora alla birra chiara. Non ne faccio un dramma naturalmente, si può sopravvivere. Solo che quando leggo queste notizie mi chiedo quanto siano aderenti alla realtà dei fatti i successi dei microbirrifici, quanto la gente comune sappia di quello che in molti ambienti (giornali, web, forum e quant'altro) si da non solo per scontato, ma per ampiamente superato. Ovvero, in certi ambiti si spacca il capello, il luppolo forse, in quattro, si filosofeggia sul concetto di vintage e si fanno convegni sulle tecniche di affinamento in barrique, e su altri si spiega che gli italiani la vogliono chiara.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dove sta la verità? Forse da nessuna parte o da entrambe, forse il mercato oggi è entrambe le cose. Milioni di ettolitri di birra chiara e migliaia di ettolitri di tutto il resto. E forse la convivenza è pure possibile...&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34671688-8998651555105118554?l=birragenda.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://birragenda.blogspot.com/feeds/8998651555105118554/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34671688&amp;postID=8998651555105118554' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34671688/posts/default/8998651555105118554'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34671688/posts/default/8998651555105118554'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://birragenda.blogspot.com/2011/05/il-ritorno-della-bionda.html' title='Il ritorno della bionda...'/><author><name>Maurizio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13295032408835029637</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_k3bLVn67CUg/TEcY0aabAlI/AAAAAAAAATM/q8erfa4Kxx0/S220/P1040872.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-ACmtwrKYo8w/TdU3KoM-vTI/AAAAAAAAAcI/tfAT7_XC8hI/s72-c/images.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34671688.post-8940093117086497918</id><published>2011-05-10T19:30:00.004+02:00</published><updated>2011-05-10T21:35:54.002+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Birra'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fiere'/><title type='text'>Tuttofood e il "miglio verde"</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non ero mai stato a &lt;a href="http://www.tuttofood.it/"&gt;Tuttofood&lt;/a&gt;, la Fiera dell'Alimentare "per eccellenza" (addirittura!) che termina domani nella fantascientifica nuova fiera di Milano, in quel di Rho-Pero. In compenso quest'anno ho recuperato con presenza nella giornata di domenica e di lunedì. Allora, innanzitutto un avviso ai naviganti metropolitani: per qualche mistero forse comprensibile solo all'organizzazione i quattro padiglioni occupati da Tuttofood si trovano all'estremità opposta alla fermata della Metro con l'eccezionale risultato di doversi sciroppare sotto le lenti "moltiplicacalore" volute da Fuksas i quasi due kilometri di percorso a piedi prima di giungere alla meta. E' vero che il "miglio verde", non a caso romanzo firmato dal maestro dell'incubo Stephen King, è dotato di tapis roulant che dovrebbero accelerare l'esperienza pedatoria, ma evidentemente gli italiani concepiscono il congegno come una sorta di giostrina gratis e quindi, una volta messo piede sul tapis, ci si trova a dover essere ingolfati come dei polli in batteria inviati allo spiumamento. Ricorrendo a tecniche degne del miglior Tomba sono comunque riuscito a slalomare e risalire la corrente ed eccomi così nei padiglioni dove avevo appuntamenti di lavoro.&lt;/div&gt;&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: left; margin-right: 1em; text-align: left;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-aAj1WvGMECs/Tckf5dQKu3I/AAAAAAAAAcA/ZRZlhc92hWM/s1600/tuttofood.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://3.bp.blogspot.com/-aAj1WvGMECs/Tckf5dQKu3I/AAAAAAAAAcA/ZRZlhc92hWM/s320/tuttofood.jpg" width="240" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;La ReAle allo stand Interbrau&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Passato indenne attraverso le monumentali aree di accoglienza di salumifici e caseifici vari, sono riuscito a mettere piede nell'area chiamata Mixer Village che ospitava, credo per la prima volta, la sezione beverage di Tuttofood. Spazio quindi anche alla birra nelle rappresentanze, almeno quelle che ho visto io, di &lt;a href="http://www.birramenabrea.com/"&gt;Menabrea&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://www.forst.it/"&gt;Birra Forst&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://www.dibevit.com/"&gt;Dibevit Import&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://www.interbrau.it/"&gt;Interbrau&lt;/a&gt;. Quest'ultimo offriva alla spina alcune birre notevoli. Per la prima volta ho provato alla spina la Open Noir di Baladin che mi ha lasciato abbastanza perplesso per i profumi quasi nulli (forse troppo fredda), ma deliziato per il retrogusto netto di liquirizia che mi ha un po' riportato indietro nel tempo, quando ancora si provava piacere a masticare il legnetto fibroso ma saporito (detta così sembra che abbia un centinaio d'anni o suppergiù). Davvero tosta, non nel senso di tostatura, la Urthel Op-9: leggermente aggressiva, ma difficile da dimenticare subito. Solita conferma per la ReAle del Birrificio del Borgo spillata dal cask, morbida e aromatica, l'ho scelta come primo sorso per rimettermi un po' dalla scarpinata. Dietro le spine, nella foto qualcosa si intravede, una frigovetrina immensa con tutto il ben di dio che Interbrau distribuisce in Italia compresi nuovi arrivi da Sierra Nevada (la Glissade ad esempio). Considerata l'impossibilità di svaligiare almeno uno scaffale, mi sono voltato di 180° per indirizzarmi verso lo stand di Dibevit Import dove ho assaggiato ancora una volta la Pelforth Brune, mi piace sempre lo ribadisco, e ho trovato quasi stratosferica la Malheur Dark Brut, 12 gradi alcolici da scalare a cuore sereno.&lt;/div&gt;&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: right; margin-left: 1em; text-align: right;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-Ex7YiUIFzJ8/TclE7_2ijcI/AAAAAAAAAcE/Cok1ntchalI/s1600/tuttofood+2011+128.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://1.bp.blogspot.com/-Ex7YiUIFzJ8/TclE7_2ijcI/AAAAAAAAAcE/Cok1ntchalI/s320/tuttofood+2011+128.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Lo stand Dibevit con Danijel Lovrecic al lavoro&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L'ho trovata perfetta insieme a una pasta cioccolatosa che ho scippato dal bancone, ma sarei curioso di provarla anche su delle carni dal sapore forte. Tipo il cervo che compro in montagna dalle parti di Alleghe. Ancora qualche assaggio random e poi via di tapis roulant fino alla Metro. Nel complesso, convegni dagli orari ballerini a parte, lo spazio Mixer Village mi è piaciuto abbastanza. Poca gente, birre buone, clima rilassato. Quanto all'utilità concreta per le aziende, giudizio sospeso. Voci contrastanti e beneficio della prima volta non mi permettono di tirare delle conclusioni. Credo che sia stata un'occasione per incontrare clienti già fatti e, in misura minore, intercettarne di nuovi. Ma Tuttofood è ancora molto alimentare come fiera, pertanto le potenzialità Horeca di Milano e dintorni non credo si siano espresse al loro meglio. Va detto che dopo il catastrofico esperimento di MiWine di qualche anno fa, FieraMilano potrebbe voler andare con i piedi di piombo nel segmento beverage. Più probabile che, senza tanti proclami inutili, si punti a fare le scarpe a Cibus Parma. Dopo aver tentato, invano, di farle a Vinitaly.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34671688-8940093117086497918?l=birragenda.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://birragenda.blogspot.com/feeds/8940093117086497918/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34671688&amp;postID=8940093117086497918' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34671688/posts/default/8940093117086497918'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34671688/posts/default/8940093117086497918'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://birragenda.blogspot.com/2011/05/tuttofood-e-il-miglio-verde.html' title='Tuttofood e il &quot;miglio verde&quot;'/><author><name>Maurizio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13295032408835029637</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_k3bLVn67CUg/TEcY0aabAlI/AAAAAAAAATM/q8erfa4Kxx0/S220/P1040872.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-aAj1WvGMECs/Tckf5dQKu3I/AAAAAAAAAcA/ZRZlhc92hWM/s72-c/tuttofood.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34671688.post-3541321046620799963</id><published>2011-04-27T17:24:00.000+02:00</published><updated>2011-04-27T17:24:45.057+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Birra'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><title type='text'>Vichinghi contro bizantini</title><content type='html'>&lt;!--StartFragment--&gt;  &lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: right; margin-left: 1em; text-align: right;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-kMaGnoZH2aA/TbgwdbbFFRI/AAAAAAAAAb4/q3N-MA3G27E/s1600/Foto-Jurj-Luce-e-birra_p.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" src="http://3.bp.blogspot.com/-kMaGnoZH2aA/TbgwdbbFFRI/AAAAAAAAAb4/q3N-MA3G27E/s1600/Foto-Jurj-Luce-e-birra_p.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Jurij Ferri&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Times;"&gt;Definizione del termine "bizantinismo" su &lt;a href="http://sapere.it/"&gt;&lt;span style="color: #0000f5;"&gt;sapere.it&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;: "modo di pensare sottile e cavilloso o che si disperde in ragionamenti inutili e privi di risultato; compiacimento della complicazione fine a se stessa".&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Times;"&gt;Questo per spiegare almeno in parte il titolo criptico di questo post che non ha nulla a che vedere con qualche gioco di società stileRisiko, ma con la notizia apparsa ieri sera su Facebook, della multa comminata a Jurij Ferri, birraio e titolare dell'&lt;a href="http://www.birraalmond.com/"&gt;&lt;span style="color: #0000f5;"&gt;Almond '22&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; di Pescara, per il fatto di riportare, in etichetta, la dicitura "birra artigianale". Ora la questione, rilanciata in breve tempo in più webluoghi dell'etere birrario, da &lt;a href="http://www.cronachedibirra.it/"&gt;&lt;span style="color: #0000f5;"&gt;Cronache di Birra&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; al &lt;a href="http://leliobottero.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="color: #0000f5;"&gt;blog di Lelio&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;, dal &lt;a href="http://www.movimentobirra.it/forum/forum_posts.asp?TID=4055"&gt;&lt;span style="color: #0000f5;"&gt;forum di Mobi&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; a &lt;a href="http://www.unionbirrai.it/index.php?option=com_agora&amp;amp;task=topic&amp;amp;id=89&amp;amp;p=1&amp;amp;Itemid=126#p427"&gt;&lt;span style="color: #0000f5;"&gt;quello di UB&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; passando per il &lt;a href="http://badattitudebeer.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="color: #0000f5;"&gt;blog di Bad Attitude&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;, è stata raccontata un po' da tutte le angolature e con opinioni diverse restando peraltro condivisa la solidarietà, alla quale mi associo, verso Jurij per una multa che appare ridicola come una farsa se non fosse per il fatto che viviamo in un Paese dove la farsa è una costante pressoché quotidiana. Una farsa proprio perché, da tempo, sono convinto che la dizione "artigianale" per la birra sia una "non definizione" e una farsa perché in un Paese dove le frodi alimentari ti possono portare all'obitorio, come un &lt;a href="http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/cronaca/articolo/lstp/399347/"&gt;&lt;span style="color: #0000f5;"&gt;recente caso all'Auchan di Torino&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; dimostra, fare una multa perché una legge non prevede la dizione "artigianale" di fianco alla parola "birra" dovrebbe far sbellicare dalle risate. In campo alimentare ormai, è quasi tutto artigianale, qualsiasi cosa questa parola voglia dire. E quando tutto è artigianale, nella testa del consumatore, nulla lo è. E' un po' la tecnica cara a molti quotidiani su argomenti più seri e che si riassume nel "tutti colpevoli, nessun colpevole". Certo che poi, nel rispetto della più classica tradizione italiota, si potrà anche "trovare l'inganno". Come qualcuno ha già scritto, basterà mettere un punto, una virgola, chiamare la birra "artiggianale" o qualsiasi altra cosa.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-6f9-iBV7T6o/TbgwpvV2qHI/AAAAAAAAAb8/R_z4002y1WU/s1600/images.jpeg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://3.bp.blogspot.com/-6f9-iBV7T6o/TbgwpvV2qHI/AAAAAAAAAb8/R_z4002y1WU/s1600/images.jpeg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Times;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Times;"&gt;La legge in Italia non è una cosa seria. In primo luogo perché una Nazione paragonabile sotto molti aspetti alla Francia ha prodotto, dal dopoguerra a oggi, una mole di leggi e leggine decine di volte superiore a quella transalpina (immagino per la gioia di legulei e avvocati) con l'unico scopo di creare un tale casino che quasi sempre si può sostenere, in tribunale, tutto e il contrario di tutto, poi perché i tempi della giustizia civile sono letteralmente biblici (con tutta probabilità solo i nostri figli sapranno di come è andata a finire la storia di Almond '22), infine perché, appunto, "fatta la legge, trovato l'inganno". Insomma, un cambio di etichetta, anche fatto con il Tratto-Pen, e via andare. La battaglia con il Leviatano burocratico è da generazioni una sfibrante, ma a volte emozionante, guerriglia, un combattimento casa per casa. Tuttavia, forse, il nocciolo della questione sta proprio nell'uso del termine "artigianale". Lo so, sarebbe brutto metterlo in soffitta perché è un po' come ammettere che sia stato scippato da chi artigianale non è, ma visto che io mi sono da tempo iscritto alla sparuta pattuglia di chi non crede che artigianale sia sinonimo di qualità tout court, ecco che allora la vicenda Jurij (sulla quale però un po' di clamore mediatico bisogna pur farlo) potrebbe essere l'occasione per un ripensamento globale dell'intera faccenda. Nel senso che, posta la dizione spero incontestabile di "birra prodotta da birrificio artigianale" in quanto iscritto alla categoria artigiani (come mi sembra sia il caso di Jurij), ci si dovrebbe maggiormente concentrare sul valore della qualità costante, sulle materie prime, sull'interpretazione di birre riconducibili a un territorio e sulla creatività, la vera arma in più a mio avviso, dei piccoli birrifici. Piccoli esatto, la parola non è brutta né squalificante, piccoli per dimensione, piccoli per volumi, piccoli per personale e piccoli per distribuzione. Le microproduzioni sono sempre più spesso sinonimo di qualità perché quando fai poco, quanto è da stabilirsi, sei più sicuro che quello che vendi lo hai proprio fatto tu, che la distribuzione ce l'hai tutta sotto controllo, insomma che sei tu che decidi perché, è inevitabile, più deleghi e meno controlli. In definitiva, la battaglia tra il vichingo (Jurij) e i bizantini (lo Stato) potrebbe essere un casus belli interessante in senso più ampio. Anche per non sentirsi, un domani, definire come Teo Musso in questa notizia riportata dalla &lt;a href="http://genova.repubblica.it/cronaca/2011/04/25/news/salpa_soldini_show_di_don_gallo-15370151/"&gt;Repubblica edizione di Genova&lt;/a&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;!--EndFragment--&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34671688-3541321046620799963?l=birragenda.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://birragenda.blogspot.com/feeds/3541321046620799963/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34671688&amp;postID=3541321046620799963' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34671688/posts/default/3541321046620799963'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34671688/posts/default/3541321046620799963'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://birragenda.blogspot.com/2011/04/vichinghi-contro-bizantini.html' title='Vichinghi contro bizantini'/><author><name>Maurizio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13295032408835029637</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_k3bLVn67CUg/TEcY0aabAlI/AAAAAAAAATM/q8erfa4Kxx0/S220/P1040872.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-kMaGnoZH2aA/TbgwdbbFFRI/AAAAAAAAAb4/q3N-MA3G27E/s72-c/Foto-Jurj-Luce-e-birra_p.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34671688.post-615640320044973946</id><published>2011-04-26T17:11:00.000+02:00</published><updated>2011-04-26T17:11:42.921+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Birra'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Eventi'/><title type='text'>Mangiarsi le mani</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Odio questa sensazione. Quella, ad esempio, che mi prende sempre quando esco da una fiera e mi viene in mente che non sono stato a visitare quel produttore oppure non ho salutato quel tizio che vedo solo una volta l'anno. E' la sensazione che provo quando organizzo un viaggio di lavoro e poi, all'ultimo momento, salta fuori qualcosa che me lo fa annullare. Infine, è più o meno la stessa sensazione che ho quando organizzo una cosa e poi scopro che nello stesso periodo se ne fanno altre che mi interessano nella stessa misura. Tuttavia è una sensazione con la quale sto imparando a convivere, visto che non ho il potere di dettare i calendari. Ergo da giovedì 28 a lunedì 2 maggio sarò, saremo con Valentina, impegnati in un viaggio stampa nel Salento. Vista la foto presa a caso qui sotto, non ho proprio nulla da lamentarmi, lo so, ma ci tengo a dire&lt;/div&gt;&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-S-IWN97sHZg/TbbcigwFFGI/AAAAAAAAAbo/APip7M3zKrI/s1600/Salento1.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="196" src="http://2.bp.blogspot.com/-S-IWN97sHZg/TbbcigwFFGI/AAAAAAAAAbo/APip7M3zKrI/s320/Salento1.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Costa Salentina&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-UTdCzWnzgY0/TbbeSMewGUI/AAAAAAAAAbs/HPQRxu8QZYE/s1600/indipubs.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://1.bp.blogspot.com/-UTdCzWnzgY0/TbbeSMewGUI/AAAAAAAAAbs/HPQRxu8QZYE/s1600/indipubs.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;che, se fossi dotato di teletrasporto o avessi il dono dell'ubiquità, mi sparerei allegramente la tre giorni della &lt;a href="http://www.podereelisa.it/programma.pdf"&gt;United Indi Pubs&lt;/a&gt;, a Vezzano sul Crostolo in provincia di Reggio Emilia. Il primo maggio invece farei certamente un salto a Piozzo, per l'&lt;a href="http://www.mondobirra.org/articolo3205.htm"&gt;Open Day 2011&lt;/a&gt;. Nel primo caso, la &lt;a href="http://www.indipubs.com/2011/03/16/gli-indi-pubs/"&gt;lista delle birre presenti&lt;/a&gt; è sufficiente a stimolare qualche centinaio di kilometri anche se fossero servite su bancarelle poste sotto un ombrellone, in più la tavola rotonda sulla birra artigianale e i suoi canali distributivi si preannuncia quantomeno stimolante. Nel secondo caso, quello "piozzese", la presenza in contemporanea di Jean Van Roy - Cantillon, Greg Koch e Mitch Steele - Stone Brewing, Rudi Ghequire - Rodenbach e Rob Tod - Allagash per parlare insieme a Teo e Kuaska su "Affinamento e fermentazione in legno", basta e avanza per farmi il solito saliscendi per le colline langarole che portano al "villaggio Baladin". Insomma, chiunque abbia un minimo di passione birraria può capire il mio stato d'animo. Mi piacerebbe molto che qualcuno registrasse, traducesse e mettesse per iscritto gli atti del convegno di Piozzo (ho già provato a buttarla lì a qualcuno di Le Baladin) e potrebbe essere interessante se altrettanto si facesse per la tavola rotonda all'United Indi Pubs. Credo che cominci a essere importante, nel mondo della birra artigianale, fissare alcune tappe che potrebbero, uso il condizionale, essere utili in futuro. Intanto, io continuo a tenermi questa maledetta sensazione....&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34671688-615640320044973946?l=birragenda.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://birragenda.blogspot.com/feeds/615640320044973946/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34671688&amp;postID=615640320044973946' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34671688/posts/default/615640320044973946'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34671688/posts/default/615640320044973946'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://birragenda.blogspot.com/2011/04/mangiarsi-le-mani.html' title='Mangiarsi le mani'/><author><name>Maurizio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13295032408835029637</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_k3bLVn67CUg/TEcY0aabAlI/AAAAAAAAATM/q8erfa4Kxx0/S220/P1040872.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-S-IWN97sHZg/TbbcigwFFGI/AAAAAAAAAbo/APip7M3zKrI/s72-c/Salento1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34671688.post-6243916673127282171</id><published>2011-04-22T14:23:00.000+02:00</published><updated>2011-04-22T14:23:03.562+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Birra'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Comunicazione'/><title type='text'>Bad Attitude rocks!</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Mi piacciono i birrifici artigianali che si danno da fare con la comunicazione anche perché, è una battuta, sono talmente pochi... Per cui apprezzo la direzione che ha preso il &lt;a href="http://www.badattitude.ch/"&gt;Bad Attitude&lt;/a&gt; di Lorenzo Bottoni &amp;amp; Co., una direzione nettamente controtendenza rispetto ai tanti che sembrano guardare solo il mondo della ristorazione. Non che una strada sia più giusta dell'altra, solo che in entrambi i casi ci vuole della coerenza, capacità di "soffrire" (non è detto che i risultati arrivino subito) e una buona dose di lungimiranza. Bad Attitude, mi sbaglierò, mi sembra abbia le idee chiare sia sulla direzione sia sulle tappe da raggiungere.&lt;br /&gt;&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: left; margin-right: 1em; text-align: left;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-DiEkU71lwiQ/TbFycMsyIOI/AAAAAAAAAbc/NX6hYw_Jh8E/s1600/Kurt.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="239" src="http://1.bp.blogspot.com/-DiEkU71lwiQ/TbFycMsyIOI/AAAAAAAAAbc/NX6hYw_Jh8E/s320/Kurt.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Come as you are&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Scrivo questo perché sono stato nuovamente coinvolto, come altri blogger, nella cosiddetta &lt;a href="http://badattitudebeer.blogspot.com/"&gt;Tasting Room&lt;/a&gt; del birrificio svizzero dal cuore italiano con due nuovi prodotti: la Kurt e la Two Penny. Al di là del gentile omaggio, l'idea di &lt;a href="http://www.birrophilia.com/"&gt;far parlare il mondo web&lt;/a&gt; dedicato alla birra su prodotti concreti e non, semplicemente, su voli pindarici corrisponde a quell'idea di micromarketing e di microcomunicazione sulla quale dovrebbero puntare i microbirrifici. A una produzione di nicchia, almeno in termini di volumi, deve corrispondere una comunicazione di nicchia, se non altro in termini di budget. Chi è bravo e si dà da fare può crescere, chi si lamenta... Si lamenta e basta.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Delle impressioni di assaggio parlerò più avanti. Per ora devo dire che l'idea di una birra artigianale in lattina mi piace. Non ho saputo resistere e la Kurt, dopo un passaggio in frigo, l'ho aperta e il primo sorso l'ho bevuto direttamente dalla lattina. Erano anni che non mi capitava e l'ho goduto pienamente. Profumi e carattere sono evidenti e la differenziano subito, nettamente, dalla marea di lager in lattina. Il packaging è tra lo scanzonato e il, volutamente, approssimativo ma c'è una buona dose di creatività "ribelle" che mi sembra rispecchi la filosofia, birraria e di vita, di Lorenzo Marcos Bottoni. Quasi quasi, farei tutta la linea in lattina...&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-UjGki3Gtk8g/TbFyqNt8nhI/AAAAAAAAAbg/HYZeDcfxyRQ/s1600/Bad+Attitude.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://2.bp.blogspot.com/-UjGki3Gtk8g/TbFyqNt8nhI/AAAAAAAAAbg/HYZeDcfxyRQ/s320/Bad+Attitude.jpg" width="228" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-FTyEn2a40-s/TbFy5g8f7_I/AAAAAAAAAbk/mhthb6ZaO5I/s1600/Bad+Attitude+x.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://4.bp.blogspot.com/-FTyEn2a40-s/TbFy5g8f7_I/AAAAAAAAAbk/mhthb6ZaO5I/s320/Bad+Attitude+x.jpg" width="244" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi è piaciuto anche lo pseudo "bloc-notes" che accompagnava le birre. A dirla tutta, la prima sensazione è stata quasi un deja vu. Grafica, concetto, scrittura e citazioni mi facevano un po' Teo Musso style (non so Lorenzo come prenderà questa cosa), ma poi l'occhio mi è caduto sulla foto delle cuffie posizionate su quelli che credo essere dei manometri. E allora mi sono chiesto se è una citazione in stile "labour", le cuffie sono quelle da insonorizzazione del tipo "martello pneumatico", oppure una vaga, allusiva e ironica, citazione delle leggendarie cuffie per lieviti ballerini che contribuirono non poco a far parlare di Piozzo nel mondo della birra. Sia come sia, mi sembra che il Bad Attitude stia facendo un buon lavoro...&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34671688-6243916673127282171?l=birragenda.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://birragenda.blogspot.com/feeds/6243916673127282171/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34671688&amp;postID=6243916673127282171' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34671688/posts/default/6243916673127282171'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34671688/posts/default/6243916673127282171'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://birragenda.blogspot.com/2011/04/bad-attitude-rocks.html' title='Bad Attitude rocks!'/><author><name>Maurizio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13295032408835029637</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_k3bLVn67CUg/TEcY0aabAlI/AAAAAAAAATM/q8erfa4Kxx0/S220/P1040872.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-DiEkU71lwiQ/TbFycMsyIOI/AAAAAAAAAbc/NX6hYw_Jh8E/s72-c/Kurt.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34671688.post-1247348761279856125</id><published>2011-04-20T23:26:00.000+02:00</published><updated>2011-04-20T23:26:30.833+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Birra'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Comunicazione'/><title type='text'>Adesso, degustatemi questa</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Mi serviva proprio un input esterno per postare qualcosa su questo blog che naviga a vista tra una commissione di lavoro e l'altra (anche se ho avuto la brillante idea di affacciarmi come &lt;a href="http://twitter.com/?status=(birragenda)%20Un%20Vinitaly%20di%20birra...%20%3a%20http%3A%2F%2Fwik.io%2FxwCRu#!/search/Birragenda"&gt;Birragenda&lt;/a&gt; pure su &lt;a href="http://twitter.com/?status=(birragenda)%20Un%20Vinitaly%20di%20birra...%20%3a%20http%3A%2F%2Fwik.io%2FxwCRu#!/search/Birragenda"&gt;Twitter&lt;/a&gt;, tanto per vedere l'effetto che fa) e l'input è arrivato...&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;"&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'times new roman', 'new york', times, serif; font-size: 16px;"&gt;&lt;i&gt;Gentilissimi appassionati di Birra,&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'times new roman', 'new york', times, serif; font-size: 16px;"&gt;&lt;i&gt;vi invio il comunicato stampa riferito ad una simpatica iniziativa "di provocazione" organizzata da un birrificio e da un distributore per contrastare la mania di commentare una birra non per il suo valore oggettivo ma per la simpatia soggettiva verso il birraio, per un'amicizia comune o semplicemente per "vicinanza" del birrificio..."&lt;/i&gt;, questo era l'inizio della mail arrivata nel tardo pomeriggio. Lì per lì ho pensato a uno scherzo, passione che a volte prende i blogger con risultati imprevedibili soprattutto se qualche lettore, e parlo dei più "scafati", si fa cogliere dall'emozione, ma ora sono convinto che si tratti di una strategia di comunicazione interessante. Almeno per me che sto qui a scriverne.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'times new roman', 'new york', times, serif; font-size: 16px;"&gt;La mail proseguiva con un vero e proprio comunicato stampa dal titolo che ho copiato per questo post con un passaggio introduttivo a dir poco sintomatico: &lt;i&gt;"&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'times new roman', 'new york', times, serif; font-size: 16px;"&gt;&lt;i&gt;Nel giovane mondo della birra artigianale sta dilagando la Rater-mania.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'times new roman', 'new york', times, serif; font-size: 16px;"&gt;&lt;i&gt;&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'times new roman', 'new york', times, serif; font-size: 16px;"&gt;&lt;i&gt;Un avatar, un nickname, una passione che a volte va oltre i limiti del buonsenso.&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'times new roman', 'new york', times, serif; font-size: 16px;"&gt;&lt;i&gt;A creare i polveroni sono sempre quel gruppetto di persone che giocano a chi ce l'ha più grande (il commento), a chi la dice più grossa (la critica) e a chi sputa più lontano (la sentenza), tutto, a volte, per il gusto di fare gli estremisti, prendendosi troppo sul serio e spesso senza una vera motivazione.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'times new roman', 'new york', times, serif; font-size: 16px;"&gt;&lt;i&gt;&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'times new roman', 'new york', times, serif; font-size: 16px;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;Forse per “simpatia” verso il produttore? Forse per compiacere o divertire i propri amici?&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'times new roman', 'new york', times, serif; font-size: 16px; font-style: normal;"&gt;&lt;i&gt;Allora ecco che nasce un piccolo evento pensato per ironizzare su questa "mania" e scherzare con questi “estremisti”&lt;/i&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: left; margin-right: 1em; text-align: left;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-aZAFBVBEXmQ/Ta9KH3rlnOI/AAAAAAAAAbY/qVh-I-g7qvY/s1600/BB_PPINTA-ALE_jpg.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://1.bp.blogspot.com/-aZAFBVBEXmQ/Ta9KH3rlnOI/AAAAAAAAAbY/qVh-I-g7qvY/s320/BB_PPINTA-ALE_jpg.jpg" width="184" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;La birra "40"?&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'times new roman', 'new york', times, serif; font-size: 16px; font-style: normal;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/i&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'times new roman', 'new york', times, serif; font-size: 16px;"&gt;E il piccolo evento è una birra anonima per produttore e distributore, prodotta in soli 400 litri, una Bitter da 4% vol, &lt;i&gt;"luppoli normali, niente di modaiolo"&lt;/i&gt;, 40 Ibu di amaro, e una densità iniziale di 40. Numeri che non sono buttati lì a caso perché 40, che è pure il nome della birra, fa riferimento ai 40 "estremisti" accusati, anche se in maniera ironica, di "Rater-mania". La birra, conclude il comunicato stampa, avrà il suo debutto ufficiale il prossimo 28 aprile "nei migliori pub d'Italia" che saranno senza dubbio pochini se i litri saranno proprio solo 400. La lista dei pub dovrebbe essere comunicata a breve.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'times new roman', 'new york', times, serif; font-size: 16px;"&gt;Sia come sia, e ammesso che la cosa non sia una boutade e basta, voglio fare qualche considerazione. La prima è che questo tipo di comunicazione è simpatica e ha senza dubbio il merito di destare l'attenzione. La seconda è che la "provocazione" nasce da uno studio di comunicazione (&lt;a href="http://www.salsamentarius.it/"&gt;Salsamentarius&lt;/a&gt;) dove lavora, se non è addirittura titolare, Manila Benedetto, collega con passione per la birra, alla quale vanno i miei complimenti per un comunicato stampa davvero diverso dalle soliti tiritere che mi arrivano normalmente (e che durante Vinitaly stavano raggiungendo un livello di collasso). Ma la terza, e ultima, considerazione è l'immagine percepita degli appassionati di birra italiani... Ovvero, è davvero questa? Visti da fuori siamo o sono, vedete voi dove inserirmi, degli accalorati schiamazzatori, adoratori della rissa verbale, vivisezionatori della birra più strana, etc... Insomma, in nemmeno vent'anni abbiamo recuperato, e forse superato, i "fighettismi", termine in voga sul web, così terribilmente in vigore nel mondo del vino? Mi sa di sì, andando con la mente alle diverse letture fatte in questi mesi sul web birrario italiano e internazionale. Mi sembra ieri che quando si parlava di birra artigianale si ricordava sempre il "mitico" 1996 quando iniziò tutto, o quasi. Invece sono passati secoli. Ma non è tanto questo l'importante. Credo sia nel carattere italiota cadere in preda a raptus mistici dove dall'amore passionale si passa alla gelosia alla Otello. Oggi tocca alla birra, domani chissà. L'importante è, soprattutto per chi fa lavori noiosi che però ti tengono incollato al laptop tutto il giorno, coltivare una passione. E, nel frattempo, continuare anche a prendere uno stipendio. Ma il valore di questo comunicato, provocazione e birra a parte (incluso anonimato che non credo durerà a lungo) è che qualcuno, per la prima volta, ha giocato la carta degli "estremisti" per far parlare di sè. Significa che questa percezione, di "birrofighettismo", si sta diffondendo. Mi sembra l'inizio del percorso che ha fatto il vino, che dai documentari di Mario Soldati è passato alle prese per il culo di Antonio Albanese...&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34671688-1247348761279856125?l=birragenda.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://birragenda.blogspot.com/feeds/1247348761279856125/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34671688&amp;postID=1247348761279856125' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34671688/posts/default/1247348761279856125'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34671688/posts/default/1247348761279856125'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://birragenda.blogspot.com/2011/04/adesso-degustatemi-questa.html' title='Adesso, degustatemi questa'/><author><name>Maurizio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13295032408835029637</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_k3bLVn67CUg/TEcY0aabAlI/AAAAAAAAATM/q8erfa4Kxx0/S220/P1040872.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-aZAFBVBEXmQ/Ta9KH3rlnOI/AAAAAAAAAbY/qVh-I-g7qvY/s72-c/BB_PPINTA-ALE_jpg.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34671688.post-8353521569068140588</id><published>2011-04-11T18:28:00.000+02:00</published><updated>2011-04-11T18:28:00.170+02:00</updated><title type='text'>Luci e ombre da "Birritaly"</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Vabbé, punto primo: tentare di fare Vinitaly in un solo giorno è divertente, ma faticoso. Farlo poi sotto il solleone veronese può essere definitivo. Comunque, se non altro, ti aiuta a fare delle scelte. Per me, questo è stato il Vinitaly più birrario di sempre, non che ci volesse molto in effetti. Raggiunto subito di buona lena lo spazio Agrifood, un po' effettivamente tagliato fuori dalla kermesse dei padiglioni più imponenti, ho osservato l'angolino riservato ai birrifici artigianali che, come degli arditi, avevano deciso di varcare il sancta sanctorum del vino made in Italy. Non tutti gli stand, almeno al mio passaggio, avevano il birraio presente (ho visto solo Leonardo Di Vincenzo, Sergio Ormea e Agostino Arioli). Peccato, perché se si crede in una fiera delle proporzioni di Vinitaly bisogna esserci di persona, tuttavia Agrifood appariva davvero la panchina (se non la tribuna) dove le riserve delle riserve aspettano il loro turno. La differenza era ancora più evidente facendo un rapido giro al galoppo tra i padiglioni vinicoli.&lt;/div&gt;&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: right; margin-left: 1em; text-align: right;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-OEXOGlJ86c0/TaMibWdcp-I/AAAAAAAAAbQ/xYOrurMwt4A/s1600/Birritaly.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="239" src="http://3.bp.blogspot.com/-OEXOGlJ86c0/TaMibWdcp-I/AAAAAAAAAbQ/xYOrurMwt4A/s320/Birritaly.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Scene dal corner birre artigianali a Vinitaly&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Lamentele in questo senso mi sono giunte da Grado Plato e da Tenute Collesi. Quest'ultime sistemate, non so il perché, sempre ad Agrifood ma da tutt'altra parte. L'anno scorso, a detta dei produttori marchigiani, una sistemazione più a ridosso di aziende del vino e distillatori aveva di riflesso fatto arrivare un numero superiore di operatori, anche stranieri. Ne deduco quindi che, da sola, la birra artigianale a Vinitaly non attrae ancora così tanto. Ma se qualcuno ha mosso delle critiche altri sembravano più soddisfatti. Leonardo era in gran forma e faceva assaggiare a raffica tutta la sua produzione, con una &lt;a href="http://birradelborgo.it/"&gt;Sedicigradi&lt;/a&gt; in splendide condizioni. Da Le Baladin ho appreso, grazie Islaz, che la Erika ha cambiato nome causa proteste legali di un produttore tedesco che, come nello storico caso della Sangre de Toro di Beba diventata Toro per lettera del legale della spagnola Torres, ha fatto sapere di aver già registrato questo nome nel campo alimentare. La Erika di Le Baladin da oggi dunque si chiama Mielika: etichetta e bottiglia già bella che pronta per il birrificio piemontese che ormai pensa mondiale. Se infatti Teo è in partenza per &lt;a href="http://www.7mosse.it/"&gt;un giretto in barca a vela&lt;/a&gt; in compagnia di Giovanni Soldini, Oscar Farinetti, Matteo Marzotto, Moreno Cedroni e Giorgio Faletti, il suo direttore commerciale Franco "Cico" Fallarini confessa che ormai l'export vale il 20% del fatturato e che i mercati principali sono gli Usa (consolidati), l'Australia e l'emergente Brasile dove la birra artigianale made in Italy piace molto. Almeno quella firmata Baladin visto che prossimamente Teo e&lt;/div&gt;&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: left; margin-right: 1em; text-align: left;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-Y-JXLnhsIZY/TaMm7OQVx3I/AAAAAAAAAbU/9QvoIKDSdGo/s1600/Mielika.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://2.bp.blogspot.com/-Y-JXLnhsIZY/TaMm7OQVx3I/AAAAAAAAAbU/9QvoIKDSdGo/s320/Mielika.jpg" width="239" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Addio Erika, benvenuta Mielika&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Cico andranno in pellegrinaggio da quelle parti (in aereo presumo) per diffondere il verbo della birra made in Piozzo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://www.birraamarcord.it/"&gt;Amarcord&lt;/a&gt; invece resta in Italia, almeno di persona, perché gli stranieri li fa venire qui. Ha infatti visto la luce la prima collaborazione tra il brewmaster di &lt;a href="http://www.brooklynbrewery.com/"&gt;Brooklyn Brewer&lt;/a&gt;y, Garrett Oliver, e quello di Amarcord con la Riserva Speciale, etichetta disegnata da Tonino Guerra, che sarà presentata ufficialmente a giugno. In realtà questa birra è già stata assaggiata e &lt;a href="http://www.ratebeer.com/beer/amarcord-riserva-speciale/134875/"&gt;votata&lt;/a&gt;, ergo credo sia già in giro, ma io ci sono arrivato solo ieri a Verona. E mi è pure piaciuta...&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Per il resto, gradevole l'originale Weizentea di Grado Plato, fresca e leggerissima, accompagnata da una battuta al vetriolo da parte di Sergio sulle birre "strane" e buona come sempre la Ego di Tenute Collesi, una blanche corretta, profumata e che si lascia bere a lungo. Un particolare non indifferente, mi accorgo ultimamente, quando con birre artigianali che spuntano come funghi a ogni angolo (ultima in ordine di tempo la Gaita di &lt;a href="http://www.pratorosso.com/"&gt;Pratorosso&lt;/a&gt; comprata all'Esselunga), si inciampa sempre più spesso in prodotti anonimi, raffazzonati, magari interessanti di primo acchito ma che muoiono presto nel bicchiere. Un altro segno dei tempi, non c'è dubbio. Non so voi, ma io confesso che non riesco più a stare dietro all'esplosione di birre artigianali, non solo di birrifici, ma proprio di birre intese come etichette o, addirittura, variazioni di ricetta. Da Vinitaly sono tornato a casa con la Open Baladin versione Rolling Stone. Avevo chiesto speranzoso a Islaz se l'unica modifica riguardasse il tappo, invece è proprio una Open diversa. E allora stappiamo...&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34671688-8353521569068140588?l=birragenda.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://birragenda.blogspot.com/feeds/8353521569068140588/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34671688&amp;postID=8353521569068140588' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34671688/posts/default/8353521569068140588'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34671688/posts/default/8353521569068140588'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://birragenda.blogspot.com/2011/04/luci-e-ombre-da-birritaly.html' title='Luci e ombre da &quot;Birritaly&quot;'/><author><name>Maurizio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13295032408835029637</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_k3bLVn67CUg/TEcY0aabAlI/AAAAAAAAATM/q8erfa4Kxx0/S220/P1040872.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-OEXOGlJ86c0/TaMibWdcp-I/AAAAAAAAAbQ/xYOrurMwt4A/s72-c/Birritaly.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34671688.post-6948307209788521211</id><published>2011-04-06T09:50:00.000+02:00</published><updated>2011-04-06T09:50:37.256+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fiere'/><title type='text'>Un Vinitaly di birra...</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Eccoci dunque alla vigilia: domani scatta la quarantacinquesima edizione del &lt;a href="http://www.vinitaly.com/"&gt;Vinitaly&lt;/a&gt; a Verona. Croce e delizia per tutti coloro che si interessano al vino. Sia per venderlo, comprarlo, scriverne o semplicemente berlo. Di certo l'appuntamento è di quelli colossali, il circo Barnum della vitivinicoltura italiana. Quando lavoravo a &lt;a href="http://www.civiltadelbere.com/"&gt;Civiltà del Bere&lt;/a&gt; me lo sciroppavo tutto, dal primo all'ultimo sorso, ed era sempre una corsa contro il tempo per arrivare puntuali agli appuntamenti, saltare come un grillo impazzito dal padiglione del Piemonte a quello della Sicilia (che detta così potrebbe non significare nulla, ma chi conosce la location può immaginare le galoppate).&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-8_CH24U4Niw/TZt11v8yGqI/AAAAAAAAAbI/BPtkqDRZ7kM/s1600/Unknown.jpeg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://3.bp.blogspot.com/-8_CH24U4Niw/TZt11v8yGqI/AAAAAAAAAbI/BPtkqDRZ7kM/s1600/Unknown.jpeg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ogni giorno, bastava un ritardo qualsiasi in una conferenza stampa e il tuo programmino calcolato al minuto andava a farsi friggere. Bei tempi, ora a Vinitaly ci vado molto più rilassato. Per fortuna. Una giornata basta e avanza. Si va per salutare, assaggiare qualcosina, soprattutto far capire che sei ancora vivo. Quest'anno però una differenza sostanziale l'ho trovata. Ad &lt;a href="http://www.agrifoodclub.it/home.asp"&gt;Agrifood&lt;/a&gt;, la rassegna dell'agroalimentare di qualità che sta dentro al Vinitaly, saranno presenti una pattuglia di birrifici come mai si era visto prima. Certo, il Baladin aveva già varcato la soglia di Veronafiere già qualche anno fa, segno che Teo vede sempre le cose in anticipo, ma questa volta l'elenco (probabilmente solo parziale) recita, oltre a Selezione Baladin: Birra del Borgo e Amarcord (entrambi rappresentati da &lt;a href="http://www.interbrau.it/"&gt;Interbrau&lt;/a&gt;), Grado Plato, Birrificio del Ducato, Birra Abbà, Tenute Collesi, Birrificio Italiano, Birrificio Mani's, Birrificio San Gabriel, Società Agricola Pratorosso, Mastri Birrai Umbri, Theresianer...&lt;/div&gt;&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-zE3bSEf1C_k/TZt3tNU34nI/AAAAAAAAAbM/jt3CHhc2re0/s1600/birra-e-vino-nei-pub-inglesi2.png" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" src="http://1.bp.blogspot.com/-zE3bSEf1C_k/TZt3tNU34nI/AAAAAAAAAbM/jt3CHhc2re0/s1600/birra-e-vino-nei-pub-inglesi2.png" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Matrimonio d'intenti?&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Chissà, forse l'anno prossimo il loro numero potrebbe pur aumentare. Cosa vuol dire, a parer mio, questa presenza birraria nel regno consacrato del vino? Che parecchi birrifici si stanno rendendo conto che per crescere, o magari anche solo per sopravvivere, bisogna allargare i confini... Che finché si gioca basta dare da bere alla nicchia degli appassionati, ma quando si comincia a fare sul serio i consumatori bisogna andare a cercarseli. Anche al di fuori del circuito birrario in senso stretto, leggi pub e birrerie. Non ho mai incontrato al Vinitaly, in circa dieci anni di presenza, molti publican. Ristoratori, enotecari, buyer... Quelli sì, a iosa. E sono loro, e solo loro, gli interlocutori di chi paga dei soldi per avere lo stand al Vinitaly... Poi, certo, ricorderemo tutti insieme i vecchi tempi quando le birre si bevevano al pub e si discuteva per ore sulle differenze tra una bevanda e l'altra. Differenze, di vario genere, che ci sono e restano, senza dubbio, ma quella che è la tendenza attuale mette in evidenza che la birra, almeno quella artigianale, sta cercando con forza altre strade che non sono solo quella dei pub. Non solo, naturalmente, però sarebbe davvero un peccato se le birre artigianali (tante, troppe?) smarrissero la loro vocazione originale....&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34671688-6948307209788521211?l=birragenda.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://birragenda.blogspot.com/feeds/6948307209788521211/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34671688&amp;postID=6948307209788521211' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34671688/posts/default/6948307209788521211'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34671688/posts/default/6948307209788521211'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://birragenda.blogspot.com/2011/04/un-vinitaly-di-birra.html' title='Un Vinitaly di birra...'/><author><name>Maurizio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13295032408835029637</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_k3bLVn67CUg/TEcY0aabAlI/AAAAAAAAATM/q8erfa4Kxx0/S220/P1040872.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-8_CH24U4Niw/TZt11v8yGqI/AAAAAAAAAbI/BPtkqDRZ7kM/s72-c/Unknown.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34671688.post-6431315954950560184</id><published>2011-04-05T14:40:00.000+02:00</published><updated>2011-04-05T14:40:12.790+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Birra'/><title type='text'>Il birraio della Val di Fiemme</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In missione per il vino, mi capita sempre più spesso di trovarmi a bere birra. Mi è capitato anche qualche settimana fa, durante un giro in Trentino per andare a trovare gli amici di &lt;a href="http://www.la-vis.com/"&gt;Cantina La Vis&lt;/a&gt; e assaggiare nuovamente il loro Pinot Nero Vigna di Saosent che mi fa letteralmente impazzire e che per questioni di tiratura limitata posso bere, e comprare, solo in loco. Ma una digressione di qualche kilometro in cerca di carne salada mi ha fatto incontrare le birre del &lt;a href="http://www.birradifiemme.it/home.asp"&gt;birrificio Val di Fiemm&lt;/a&gt;e che, grazie alle indicazioni del macellaio, si trovava poco distante. In realtà le birre di Fiemme le avevo provate, alcune, &lt;a href="http://birragenda.blogspot.com/2010/08/assaggi-di-ferragosto.html"&gt;l'anno scorso in montagna dalle mie parti&lt;/a&gt; trovandole più che discrete. Ergo, la visita lampo al birrificio era d'obbligo. Ho potuto conoscere così Stefano Gilmozzi che, dal 1999, ha deciso di riportare in vita un'attività che in zona aveva già dei precedenti. Stefano produce cinque birre d'ispirazione tedesca. L'ultima in ordine di tempo, la Nòsa, è uscita a fine gennaio 2011, ed è prodotta ricorrendo a cinque varietà di luppolo che,&lt;/div&gt;&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-J7lvssx3MXU/TZrzkjhyUGI/AAAAAAAAAbA/sf1xN7K8sig/s1600/01.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="70" src="http://2.bp.blogspot.com/-J7lvssx3MXU/TZrzkjhyUGI/AAAAAAAAAbA/sf1xN7K8sig/s320/01.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Birra Val di Fiemme&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;combinate insieme, dovrebbero a detta del birraio rispecchiare il profilo aromatico del luppolo selvatico che una volta cresceva abbondante in valle e che veniva impiegato dalle birrerie di un tempo (nello specifico la vecchia birreria di Predazzo). Come le altre della gamma, anche la Nòsa è una birra da bere, ma non per questo banale o anonima. I profumi sono ben distinti, puliti e il primo sorso lascia la voglia di berne ancora. La filosofia di Gilmozzi, che sta già addestrando il figlio sul processo produttivo, è di quelle da "artigiano puro": buoni prodotti, target birrario, nel senso di pub e birrerie e solo in seconda battuta ristoranti, poca comunicazione, quasi niente marketing. Funziona? Credo di sì, visto che dopo dieci anni di lavoro non ci si può reggere solo sull'entusiasmo ed è la prova che le strade per raggiungere il successo, nel campo della birra artigianale, possono essere diverse. Si tratta solo di decidere prima dove si vuole arrivare e che tipo di vita, professionale ma non solo, si vuole vivere.&lt;/div&gt;&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: right; margin-left: 1em; text-align: right;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-VGlD0jcpHgQ/TZsF_e4vxBI/AAAAAAAAAbE/IpKAirfiyQY/s1600/fiemme0265t.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" src="http://4.bp.blogspot.com/-VGlD0jcpHgQ/TZsF_e4vxBI/AAAAAAAAAbE/IpKAirfiyQY/s1600/fiemme0265t.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Stefano Gilmozzi&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Abbastanza scontato dire che, a me, la personalità di Stefano è piaciuta parecchio. Niente tirate filosofiche sulla birra artigianale come ideologia e molta sostanza. Sostanza anche nella sua Lupinus, birra che mi era apparsa misteriosa la prima volta che ne avevo sentito parlare e che avevo cominciato a comprendere un po' grazie a contributi esterni. Ero stato messo fuori strada dalla menzione in etichetta del "caffè di Anterivo" che in realtà identifica un particolare tipo di lupino, quindi un legume, coltivato storicamente nella omonima, piccola località di montagna e utilizzato, in tempi grami, come succedaneo del caffè. Il gusto di questo Lupino ricorda in effetti più il caffè d'orzo che il caffè vero e proprio, ma ha un sapore gradevole, non invadente né particolarmente amaro. La birra è molto buona, sia al naso sia al palato dove lascia una vaga traccia di cacao ma anche quella specie di dolcezza tipica proprio dei legumi. Per certi versi ricorda un po' alla lontana la &lt;a href="http://www.artebirraia.it/pdf/SCHEDA%20BORLOTTA.pdf"&gt;Borlotta&lt;/a&gt; di ArteBirraia, ma è più convincente.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ultima nota, e sincero consiglio qualora vi trovaste a passare da quelle parti, è per lo Zirmo, un'acquavite aromatizzata al cirmolo che Gilmozzi fa più per passione che per altri motivi, ma che è davvero deliziosa. Come un po' tutte le grappe al cirmolo che ho assaggiato e che tuttavia, non so se per questioni legali o per difficile reperibilità della materia prima, sono difficili da trovare in giro per le Alpi. Il &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pinus_cembra"&gt;cirmolo&lt;/a&gt; è un pino molto noto per i tipici mobili in stile "montanaro", ma le sue pignette donano un profumo e un aroma incredibile al distillato, con un immediato deja vu di baita alpina, caminetto acceso e neve fresca fuori dalla finestra...&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34671688-6431315954950560184?l=birragenda.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://birragenda.blogspot.com/feeds/6431315954950560184/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34671688&amp;postID=6431315954950560184' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34671688/posts/default/6431315954950560184'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34671688/posts/default/6431315954950560184'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://birragenda.blogspot.com/2011/04/il-birraio-della-val-di-fiemme.html' title='Il birraio della Val di Fiemme'/><author><name>Maurizio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13295032408835029637</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_k3bLVn67CUg/TEcY0aabAlI/AAAAAAAAATM/q8erfa4Kxx0/S220/P1040872.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-J7lvssx3MXU/TZrzkjhyUGI/AAAAAAAAAbA/sf1xN7K8sig/s72-c/01.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34671688.post-4282967463101438226</id><published>2011-04-02T16:20:00.001+02:00</published><updated>2011-04-02T16:21:07.230+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Birra'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Viaggi'/><title type='text'>Patagonia Brewing</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ho sempre sostenuto che parte del fascino della birra risiede anche nel fatto che non ha limiti imposti dalle latitudini, come ad esempio, il vino. Tuttavia, andandomene in giro una settimana per la Patagonia argentina (i report quotidiani del viaggio, se li volete leggere, li trovate &lt;a href="http://www.fuoridiluppolo.it/"&gt;qui&lt;/a&gt;) mi sono stupito della quantità di piccole produzioni birrarie in un luogo considerato, per certi versi a buona ragione, "dimenticato da Dio". Di Argentina, in termini birrari confesso che non andavo oltre il marchio commerciale più conosciuto, ovvero la &lt;a href="http://www.quilmes.com.ar/"&gt;Quilmes&lt;/a&gt; che, tra l'altro, è presente pure in Italia.&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-KTygu-0ICrk/TZcdw_RAreI/AAAAAAAAAa0/QADlzWlJ1vY/s1600/Quilmes.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://2.bp.blogspot.com/-KTygu-0ICrk/TZcdw_RAreI/AAAAAAAAAa0/QADlzWlJ1vY/s320/Quilmes.jpg" width="239" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Ora, la &lt;b&gt;Quilmes&lt;/b&gt; la si trova dovunque in Argentina e la sua caratteristica bottiglia da mezzo litro dall'imboccatura particolarmente larga è una presenza abituale sulle tavole di pub e ristoranti (i favolosi "asador" dove si mangia agnello allo spiedo e grigliate di carne che da sole valgono il viaggio). Non solo, ma Quilmes in Argentina significa anche la variante Stout e Bock. Peccato solo che da queste parti, sebbene il freddo possa essere davvero intenso, abbiano l'abitudine di refrigerare i boccali prima di riempirli di birra. Refrigerarli al punto tale che una sottile crosticina di ghiaccio adornava il mio pieno di Stout che del resto è una stout un po' sui generis: scura ovviamente, ma poco corpo e note più che altro caramellose. Tuttavia, strana usanza a parte, la Quilmes non è la scelta unica e obbligata, lasciando perdere la triste Isenbeck assaggiata in volo tra Roma e Buenos Aires, se si vuole ordinare una birra in Patagonia. A El Calafate ad esempio, esiste la &lt;b&gt;Cerveceria Sholken&lt;/b&gt; dove due ragazzi, Matias e Favio, producono tre birre (la Rubia, la Roja e la Nera) con luppolo coltivato in Argentina, ma più a nord. Delle tre, tutte non filtrate, ho apprezzato la Rubia, una chiara abbastanza profumata, e la Nera che sembra ispirata alle rauchbier di Bamberga con profumi leggeri di affumicatura. Niente di esaltante, sia chiaro, ma un percorso originale che merita di essere incoraggiato. Scendendo poi verso Ushuaia, che è considerata la città più australe del mondo, ecco spuntare come funghi birre a me totalmente sconosciute.&lt;br /&gt;&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: right; margin-left: 1em; text-align: right;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-rTxdObQCWJI/TZcpbvB_nyI/AAAAAAAAAa4/jCAZYWPwmK8/s1600/Birreria.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" src="http://1.bp.blogspot.com/-rTxdObQCWJI/TZcpbvB_nyI/AAAAAAAAAa4/jCAZYWPwmK8/s1600/Birreria.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;La Cerveceria Sholken a El Calafate&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;Alcune discrete India Pale Ale, alcune Bock, molte birre scure, anche se quasi tutte anonime, ma una scelta assai ampia per essere in un territorio poco popolato e dove la vita non presenta tutte le comodità di una moderna città occidentale. A Ushuaia sono stato in un ristorante chiamato Placeres Patagonicos che, oltre ad alcuni grandi marchi commerciali, aveva oltre una decina di birre locali, dal trittico (pilsen, pale ale e stout) della&amp;nbsp;&lt;b&gt;Cerveceria Cape Horn&lt;/b&gt; alla quasi infinita gamma proposta dalla &lt;b&gt;&lt;a href="http://www.cervezaselbolson.com/"&gt;Cerveceria El Bolson&lt;/a&gt;&lt;/b&gt; che passa dalla serie classica alla birra al miele, a quella al cioccolato (notevole, con un profilo aromatico molto caratterizzato) fino a quella al peperoncino (forse la più interessante al naso, per delle note vegetali molto fresche e una gradevole persistenza pungente al palato). Insomma, un itinerario quello fatto nella Patagonia argentina molto interessante anche sotto il profilo birrario, una presenza che seppure qualitativamente non indimenticabile mi fa riflettere sul fatto che in questo ambito c'è davvero spazio per tutti, anche all'interno dello stesso locale. La mia permanenza in Argentina si è infatti conclusa in un pub irlandese di Buenos Aires. A fianco della Guinness, che forse andava per la maggiore, c'era anche una scura e una pale ale locale di un piccolo produttore che adesso si è perso nei meandri dei miei appunti. Io ho optato per la pale ale, qualcuno al mio tavolo ha preferito la Guinness. Libertà di scelta, gran bella cosa...&lt;br /&gt;&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-_JcKD6mPcRk/TZcwvwsVFCI/AAAAAAAAAa8/0kEzkYWTi2w/s1600/Panorama+Birre.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="213" src="http://3.bp.blogspot.com/-_JcKD6mPcRk/TZcwvwsVFCI/AAAAAAAAAa8/0kEzkYWTi2w/s320/Panorama+Birre.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Scelta birraria in Patagonia&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34671688-4282967463101438226?l=birragenda.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://birragenda.blogspot.com/feeds/4282967463101438226/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34671688&amp;postID=4282967463101438226' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34671688/posts/default/4282967463101438226'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34671688/posts/default/4282967463101438226'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://birragenda.blogspot.com/2011/04/patagonia-brewing.html' title='Patagonia Brewing'/><author><name>Maurizio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13295032408835029637</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_k3bLVn67CUg/TEcY0aabAlI/AAAAAAAAATM/q8erfa4Kxx0/S220/P1040872.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-KTygu-0ICrk/TZcdw_RAreI/AAAAAAAAAa0/QADlzWlJ1vY/s72-c/Quilmes.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34671688.post-8970235091273066004</id><published>2011-03-15T14:51:00.001+01:00</published><updated>2011-03-15T15:34:24.478+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Birra ai Fornelli'/><title type='text'>Torta Mimosa alla Bloemenbier</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;Lievemente in ritardo sulla festa dell'8 marzo, ma noi apparteniamo a quelli che non credono molto in queste ricorrenze, ecco il secondo appuntamento con le ricette di &lt;/i&gt;&lt;a href="http://www.laratera.it/"&gt;&lt;i&gt;Salvatore Garofalo&lt;/i&gt;&lt;/a&gt;&lt;i&gt; ovvero la Torta Mimosa. Ma, Mimosa in versione birraria naturalmente, quindi con la &lt;/i&gt;&lt;a href="http://inbirrerya.blogspot.com/2009/06/bloemen-bier.html"&gt;&lt;i&gt;Bloemenbier&lt;/i&gt;&lt;/a&gt;&lt;i&gt;, una birra belga aromatizzata con fiori che la rendono particolarmente dolce. A mio gusto, perfino troppo, nel senso che non riesco a berne più di qualche sorso. Ma così, in versione "aromatizzante" di una torta, credo abbia tutto un altro senso. Complimenti dunque a Salvatore, chef de La Ratera di Milano, che come sempre apre nuove porte alla scoperta delle birre speciali.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;M.M.&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="EN-US" style="font-family: 'Tempus Sans ITC'; font-size: 20pt;"&gt;TORTA MIMOSA ALLA BLOEMENBIER&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Tempus Sans ITC';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 27px;"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="https://lh5.googleusercontent.com/-lZS8yEEbfbo/TX9thwHCWkI/AAAAAAAAAaw/Wwj8FW4N-7M/s1600/MIMOSA+copia.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="213" src="https://lh5.googleusercontent.com/-lZS8yEEbfbo/TX9thwHCWkI/AAAAAAAAAaw/Wwj8FW4N-7M/s320/MIMOSA+copia.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;La Torta Mimosa alla Bloemenbier&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Tempus Sans ITC';"&gt;   &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Tempus Sans ITC';"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Tempus Sans ITC';"&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="EN-US" style="font-family: 'Tempus Sans ITC';"&gt;INGREDIENTI&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;b&gt;&lt;span lang="EN-US" style="font-family: 'Tempus Sans ITC';"&gt;4 dischi di pan di spagna&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;b&gt;&lt;span lang="EN-US" style="font-family: 'Tempus Sans ITC';"&gt;2 vaschette di fragole o 1 vasetto di ananas sciroppato&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;b&gt;&lt;span lang="EN-US" style="font-family: 'Tempus Sans ITC';"&gt;50 cc di Bloemenbier&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;b&gt;&lt;span lang="EN-US" style="font-family: 'Tempus Sans ITC';"&gt;250 dl di panna fresca&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;b&gt;&lt;span lang="EN-US" style="font-family: 'Tempus Sans ITC';"&gt;Per la crema pasticcera:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;b&gt;&lt;span lang="EN-US" style="font-family: 'Tempus Sans ITC';"&gt;7 tuorli &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;b&gt;&lt;span lang="EN-US" style="font-family: 'Tempus Sans ITC';"&gt;150 g di zucchero&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;b&gt;&lt;span lang="EN-US" style="font-family: 'Tempus Sans ITC';"&gt;45 g di farina&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;b&gt;&lt;span lang="EN-US" style="font-family: 'Tempus Sans ITC';"&gt;650 dl di latte&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;b&gt;&lt;span lang="EN-US" style="font-family: 'Tempus Sans ITC';"&gt;100 cc di Bloemenbier&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-large;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 19px;"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-large;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 19px;"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;   &lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-large;"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="EN-US" style="font-family: 'Tempus Sans ITC';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;PROCEDIMENTO:&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="EN-US" style="font-family: 'Tempus Sans ITC';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;Battere i tuorli con lo zucchero e la farina, versarvi parte del latte freddo e i 1000 cc di Bloemenbier; amalgamare bene.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="EN-US" style="font-family: 'Tempus Sans ITC';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;Porre sul fuoco la restante parte del latte e portare a ebollizione.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="EN-US" style="font-family: 'Tempus Sans ITC';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;Versare il latte caldo sulle uova unite allo zucchero, al latte e alla farina, mescolare bene e versare in un tegamino.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="EN-US" style="font-family: 'Tempus Sans ITC';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;Portare il tegamino sul fuoco e, mescolando continuamente per evitare che la crema attacchi sul fondo, portare a ebollizione.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="EN-US" style="font-family: 'Tempus Sans ITC';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;Lasciar raffreddare la crema.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="EN-US" style="font-family: 'Tempus Sans ITC';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;Montare la panna fresca e unirla alla crema, una volta raffreddatasi.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="EN-US" style="font-family: 'Tempus Sans ITC';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;Con l’aiuto di un pennello, bagnare i dischi di pan di spagna con i 50 cc di Bloemenbier.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="EN-US" style="font-family: 'Tempus Sans ITC';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;Tagliare a spicchi le fragole o a cubetti le fette di ananas sciroppato (esistono in commercio vasetti di ananas sciroppato, già tagliato a cubetti).&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="EN-US" style="font-family: 'Tempus Sans ITC';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;Su un primo disco di pan di spagna, sistemare la crema alla Bloemenbier e un terzo della frutta; ricoprire col secondo disco di pan di spagna e ripetere l’operazione. Completare con l’ultimo disco di pan di spagna, sistemare la crema e la frutta anche su quest’ultimo disco.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="EN-US" style="font-family: 'Tempus Sans ITC';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;Tagliare a cubetti il disco di pan di spagna rimasto e guarnire con questi cubetti la torta. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="EN-US" style="font-family: 'Tempus Sans ITC';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;Lasciar riposare almeno un paio d’ore in frigorifero prima di servire.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34671688-8970235091273066004?l=birragenda.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://birragenda.blogspot.com/feeds/8970235091273066004/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34671688&amp;postID=8970235091273066004' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34671688/posts/default/8970235091273066004'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34671688/posts/default/8970235091273066004'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://birragenda.blogspot.com/2011/03/torta-mimosa-alla-bloemenbier.html' title='Torta Mimosa alla Bloemenbier'/><author><name>Maurizio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13295032408835029637</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_k3bLVn67CUg/TEcY0aabAlI/AAAAAAAAATM/q8erfa4Kxx0/S220/P1040872.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='https://lh5.googleusercontent.com/-lZS8yEEbfbo/TX9thwHCWkI/AAAAAAAAAaw/Wwj8FW4N-7M/s72-c/MIMOSA+copia.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34671688.post-4365943388182769765</id><published>2011-03-10T16:07:00.001+01:00</published><updated>2011-03-10T16:26:48.617+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Birra'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fiere'/><title type='text'>Basta che sia autoctono?</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Mi cospargo il capo di cenere per aver millantato che sarei passato all'&lt;a href="http://www.degustatoribirra.it/news.php"&gt;Italian Beer Festival&lt;/a&gt; la domenica. Ma, ahimé, la chiusura adrenalinica di un lavoro per la Regione Lombardia mi ha costretto a fare i doppi turni alla tastiera. Leggendo qua e là mi sono reso conto di essermi perso una kermesse importante e interessante, soprattutto la possibilità di incontrare parecchi produttori in un unico luogo (che per chi ha poco tempo è particolare non indifferente). Poi, certo, il mio lato "perverso" avrebbe tanto voluto conoscere i campioni dello yo-yo che, per certi assurdi versi, mi ricordano un po' alcuni web-commentatori. Comunque, sia come sia e Ibf ormai archiviato, butto giù qualche riflessione dopo aver acquistato e assaggiato la &lt;a href="http://www.birrastelvio.it/"&gt;Birra Stelvio&lt;/a&gt; Saraceno, produzione valtellinese localizzata in quel di Sondrio e nota per essere proprietà degli stessi artefici del famoso &lt;a href="http://www.amarobraulio.com/"&gt;Amaro Braulio&lt;/a&gt;. La birra in sé è abbastanza anonima, evidentemente il grano saraceno, una delle produzioni più caratteristiche della zona (i pizzoccheri tanto per fare un esempio), non contribuisce a renderne particolare il profilo aromatico. Oppure il birraio ne mette troppo poco. Boh...&lt;br /&gt;&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="https://lh6.googleusercontent.com/-NzeDf2Tjd8Y/TXjl5CkVDqI/AAAAAAAAAas/-Sngf7yAzJE/s1600/Birra+Stelvio+3.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" src="https://lh6.googleusercontent.com/-NzeDf2Tjd8Y/TXjl5CkVDqI/AAAAAAAAAas/-Sngf7yAzJE/s1600/Birra+Stelvio+3.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Birra Stelvio&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;br /&gt;Ma la questione mi ha fatto pensare a questa tendenza tutta italiana di "tipicizzare" le birre con prodotti vari del territorio. Sia chiaro alcune cose sono state delle intuizioni, e realizzazioni, particolarmente felici. Penso ad esempio al &lt;a href="http://www.birrificiomontegioco.com/"&gt;Birrificio Montegioco&lt;/a&gt;, al &lt;a href="http://www.barley.it/"&gt;Birrificio Barley&lt;/a&gt;, a &lt;a href="http://birradelborgo.it/"&gt;Birra del Borgo&lt;/a&gt;, al &lt;a href="http://www.birra-amiata.it/"&gt;Birrificio Amiata&lt;/a&gt;, ma in altri casi l'aggiunta dell'ingrediente "di zona" poco ha fatto per la birra. Insomma, a parer mio è più una trovata di marketing che altro. Il problema è che se si decide di fare una birra "autoctona" si dovrebbe tentare in tutti i modi di riuscire a esprimere il carattere dell'ingrediente "autoctono". In che modo io non lo so, ma questa tendenza ha senso solo se si schiaccia l'acceleratore della caratterizzazione. A costo di buttare via tutto. Altrimenti meglio lasciar perdere, dopo un po' sembra quasi una presa in giro. Bisognerebbe anche iniziare a convincersi che non tutto ciò che è autoctono è sinonimo di qualità. O, almeno, non tutto vale l'immissione in una birra. Molto meglio lavorare bene su lieviti, cereali, luppolo e acqua che, a dirla tutta, non è cosa facile. Passato lo stupore e la curiosità della birra "al rapanello di Fondi" (spero non esista sul serio una birra così), sembrerà che i birrai sono degli improvvisatori o, peggio, dei bambini alle prese con Il piccolo alchimista. E le cose, pensando ancora a Montegioco &amp;amp; Co., non stanno così. Almeno per ora...&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34671688-4365943388182769765?l=birragenda.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://birragenda.blogspot.com/feeds/4365943388182769765/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34671688&amp;postID=4365943388182769765' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34671688/posts/default/4365943388182769765'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34671688/posts/default/4365943388182769765'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://birragenda.blogspot.com/2011/03/basta-che-sia-autoctono.html' title='Basta che sia autoctono?'/><author><name>Maurizio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13295032408835029637</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_k3bLVn67CUg/TEcY0aabAlI/AAAAAAAAATM/q8erfa4Kxx0/S220/P1040872.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='https://lh6.googleusercontent.com/-NzeDf2Tjd8Y/TXjl5CkVDqI/AAAAAAAAAas/-Sngf7yAzJE/s72-c/Birra+Stelvio+3.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34671688.post-5917165113779563543</id><published>2011-03-03T13:28:00.001+01:00</published><updated>2011-03-03T14:15:58.819+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Birra'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Libri'/><title type='text'>Birra Fare &amp; Gustare</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;﻿Si preannuncia come una lettura interessante l'ultima fatica letteraria di Daniele Fajner e Mirco Marconi. Il titolo è &lt;a href="http://www.bol.it/libri/Birra.-Fare-gustare/Daniele-Fajner-Mirco-Marconi/ea978885065342/"&gt;Birra fare &amp;amp; Gustare&lt;/a&gt;, edizioni Edagricole per 15 euro da pagare alla cassa. Sui due autori non credo ci siano molte parole da spendere perché ben conosciuti nell'ambiente birrario italiano. Marconi, insieme a Tullio Zangrando, aveva dato qualche anno fa alle stampe Il libro della Birra e, più recentemente, insieme a Fajner il molto interessante &lt;a href="http://www.edagricole.it/libri_dettaglio.asp?libri_id=594"&gt;Dentro al gusto&lt;/a&gt; dove alla birra si dedicava un capitolo insieme a vino, olio, caffè, tè ma anche pasta, riso e cioccolato. Nella vita Fajner è responsabile di laboratorio al Dipartimento di Ingegneria Chimica dell'Università di Bologna, collabora inoltre con Slow Food. Marconi invece è un insegnante di chimica agraria, assaggiatore Onav, collaboratore di Slow Food e un sacco di altre cose.&lt;/div&gt;﻿ &lt;br /&gt;&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="https://lh3.googleusercontent.com/-uUJiD-ol9ic/TW-G8SY6ZZI/AAAAAAAAAao/5NF7wYLBAQM/s1600/libro+birra+1+-+Copia.jpeg" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="320" l6="true" src="https://lh3.googleusercontent.com/-uUJiD-ol9ic/TW-G8SY6ZZI/AAAAAAAAAao/5NF7wYLBAQM/s320/libro+birra+1+-+Copia.jpeg" width="226" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;La copertina del libro&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il taglio è abbastanza tecnico professionale e molto rivolto a chi vuole mettersi in campo come birraio casalingo﻿, quindi un sacco di nozioni scientifiche descritte con meticolosità dai due autori. Che del resto hanno entrambi una formazione "chimica". A tal proposito, un passaggio a pagina 143 è emblematico: "Degustatori e beerwriters ci deliziano spesso con descrizioni degli aromi delle birre molto fantasiose e colorite, dove sono presenti profumi a volte del tutto inaspettati. Ovviamente queste percezioni del profumo della birra sono del tutto personali, frutto della propria memoria olfattiva e creatività, ma di difficile riscontro su base scientifica". Che dire? Lo sappiamo, ma un pizzico di poesia ci vuole... Comunque tra citazioni di feniletanolo e butoanoato di etile, che mi dimenticherò sicuramente di aver letto dopo nemmeno dieci secondi, restano molte cose interessanti per cui vale la pena sfogliare con cura il libro. Come ad esempio il fatto che "il profilo aromatico del luppolo statunitense differisce completamente dagli altri, dominato da un profumo di ribes nero, la cui causa è stata identificata con la presenza del 4-metil-4-sulfanil-pentan-2-one (MSP)". Vabbé, ribes nero, d'accordo. Questo me lo posso ricordare...&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34671688-5917165113779563543?l=birragenda.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://birragenda.blogspot.com/feeds/5917165113779563543/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34671688&amp;postID=5917165113779563543' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34671688/posts/default/5917165113779563543'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34671688/posts/default/5917165113779563543'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://birragenda.blogspot.com/2011/03/birra-fare-gustare.html' title='Birra Fare &amp; Gustare'/><author><name>Maurizio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13295032408835029637</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_k3bLVn67CUg/TEcY0aabAlI/AAAAAAAAATM/q8erfa4Kxx0/S220/P1040872.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='https://lh3.googleusercontent.com/-uUJiD-ol9ic/TW-G8SY6ZZI/AAAAAAAAAao/5NF7wYLBAQM/s72-c/libro+birra+1+-+Copia.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34671688.post-3371027721763877760</id><published>2011-03-01T14:44:00.002+01:00</published><updated>2011-03-01T14:56:24.777+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Birra'/><title type='text'>Prendila "sfusa"...</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;﻿La nuova frontiera della birra artigianale potrebbe passare da Spinea (Venezia)? Me lo sono chiesto quando i fari dell'auto hanno illuminato per un attimo questo cartello lungo la strada che mi riporta a casa (quella "natale". Mi sono incuriosito parecchio&amp;nbsp;per quel termine "sfusa" che per la prima volta vedevo applicato alla birra e, per di più, in un'enoteca. Così il giorno dopo eccomi alla porta di un'enoteca che conoscevo da anni&amp;nbsp;per&amp;nbsp;l'onesto Merlot del Piave venduto, per l'appunto, sfuso. La proposta oggi si è arricchita pur restando ancorata al buono senza pretese. Niente SuperTuscan o etichette blasonate, ma del vino decente per chi ne fa un consumo quotidiano (ebbene sì, esistono ancora), poi qualche salume, dei formaggi, delle confetture e, incredibile ma vero, delle birre artigianali. Bottiglie del birrificio trevigiano &lt;a href="http://www.sangabriel.it/"&gt;San Gabriel&lt;/a&gt;, del beneventano &lt;a href="http://www.saintjohnsbier.com/"&gt;Saint John's&lt;/a&gt; e parmense pluripremiato &lt;a href="http://www.birrificiodelducato.it/"&gt;Birrificio del Ducato&lt;/a&gt;. Fin qui tutto bene, convengo con il gestore che, di questi tempi" non puoi proprio non tenere delle birre artigianali. Ma allo stesso tempo resto perplesso per il&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="https://lh4.googleusercontent.com/-1jcttxzWSKU/TWzw3xCwh1I/AAAAAAAAAag/noQkE_ClZzY/s1600/Cartello.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" l6="true" src="https://lh4.googleusercontent.com/-1jcttxzWSKU/TWzw3xCwh1I/AAAAAAAAAag/noQkE_ClZzY/s320/Cartello.JPG" width="248" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;fatto che di rappresentanti di birra artigianale "se ne vedono ormai tutte le settimane". Quello che si dice: conseguenze concrete del fenomeno del momento. Ma, bottiglie a parte (la Viaemilia da 33 cl va via a 4,90 euro), la mia attenzione si concentra sulla questione della "birra artigianale sfusa". Il trucco è facile facile, soprattutto forse perché io mi aspettavo chissà che cosa, e si concretizza in un impianto mobile alla spina fornito dal birrificio San Gabriel e da enne bottiglie, tappo metallico, sempre firmate San Gabriel. le bottiglie le prendi in comodato d'uso a 2,50 euro; il litro di birra, per ora solo la chiara ma si pensa presto ad aggiungere un'ambrata, costa 4,90. Tanto quanto una Viaemilia da 33. I paragoni economici mi interessano poco (sono convinto che sia il mercato a fare il prezzo), ma trovo tutto sommato simpatica questa idea della birra sfusa.&lt;/div&gt;﻿ &lt;br /&gt;&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="https://lh5.googleusercontent.com/-SJQjBxq9MpQ/TWz2BNowXaI/AAAAAAAAAak/qtdQNEg2nv4/s1600/Titolare.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="320" l6="true" src="https://lh5.googleusercontent.com/-SJQjBxq9MpQ/TWz2BNowXaI/AAAAAAAAAak/qtdQNEg2nv4/s320/Titolare.JPG" width="240" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Il titolare e l'impianto della "birra sfusa"&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;﻿ &lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Mi ricorda la vecchia abitudine, tuttora credo in vigore, di fare un salto alla &lt;a href="http://www.labirreriapedavena.com/"&gt;Birreria Pedavena&lt;/a&gt;, quella storica dell'omonima fabbrica di birra, per bersi la Centenario, non pastorizzata e non filtrata, ed eventualmente farsi riempire un bottiglione da due litri per esigenze future. Bottiglione, come all'enoteca di Spinea, concesso in comodato d'uso. Insomma, è un'iniziativa che fotografa il momento di straordinaria vitalità per le birre artigianali. Se, da un lato infatti, Unionbirrai propone la "bottiglia unica", e ci torneremo sopra su questo argomento, alcuni birrifici propongono la "sfusa". Se alcuni birrifici cominciano a puntare su prezzi più bassi e, presumo, diffusione più allargata, altri invece tengono prezzi più elevati e diffusione più ristretta. Scelte diverse, indubbiamente. Non saprei dire, in tutta onestà, chi vincerà. In realtà, mi piacerebbe che vincessero tutti.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34671688-3371027721763877760?l=birragenda.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://birragenda.blogspot.com/feeds/3371027721763877760/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34671688&amp;postID=3371027721763877760' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34671688/posts/default/3371027721763877760'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34671688/posts/default/3371027721763877760'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://birragenda.blogspot.com/2011/03/prendila-sfusa.html' title='Prendila &quot;sfusa&quot;...'/><author><name>Maurizio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13295032408835029637</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_k3bLVn67CUg/TEcY0aabAlI/AAAAAAAAATM/q8erfa4Kxx0/S220/P1040872.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='https://lh4.googleusercontent.com/-1jcttxzWSKU/TWzw3xCwh1I/AAAAAAAAAag/noQkE_ClZzY/s72-c/Cartello.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34671688.post-530327133198594289</id><published>2011-02-23T14:30:00.000+01:00</published><updated>2011-02-23T14:30:43.534+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Birra'/><title type='text'>Fenomenologia Del Ducato</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Terzo e, presumo, ultimo post a margine di Selezione Birra e tutto interamente dedicato al &lt;a href="http://www.birrificiodelducato.it/index.html"&gt;Birrificio del Ducato&lt;/a&gt;. D'altro canto credo che i ragazzi di Roncole Verdi se lo siano ampiamente meritato. Non ho mai visto infatti&amp;nbsp;in ambito artigianale una progressione così micidiale di grandi risultati, in Italia ma non solo. Provo brevemente a ripercorrerli perché a volte i numeri dicono molto. Allora, Giovanni Campari, Emanuele Aimi e Manuel Piccoli inaugurano le attività nel 2007 e già a novembre dello stesso anno "sparano" il primo colpo con la AFO che si aggiudica la medaglia d'oro nella sua categoria al Birra dell'Anno, l'anno successivo le medaglie diventano tre, sebbene d'argento, sempre a Birra dell'Anno. I motori sono accesi perchè a novembre la Verdi Imperial Stout guadagna la medaglia d'oro allo European Beer Star. E' la prima affermazione all'estero per il Birrificio del Ducato. Il 2009 è invece l'anno della New Morning: argento allo Stockolm Beer Festival e ingresso nella Top 25 Beers su due riviste statunitensi, Draft Magazine e la prestigiosa Wine Enthusiast. Il 2010 "l'esplosione": il Ducato diventa per la prima volta Birrificio dell'Anno con un oro (Black Jack Verdi Imperial Stout), due argenti (Verdi Imperial Stout e Sally Brown Baracco) e un bronzo (Sally Brown); la Viaemilia guadagna l'argento alla prestigiosa &lt;a href="http://www.worldbeercup.org/"&gt;World Beer Cup&lt;/a&gt; e al più "giovane" &lt;a href="http://www.ibc-awards.com/"&gt;International Beer Challenge&lt;/a&gt; gli ori sono due (Black Jack VIS e Sally Brown Baracco) più due argenti e un bronzo. L'annus mirabilis si conclude ancora una volta con lo European Beer Star e la medaglia d'oro per la Viaemilia, accompagnata sempre da due argenti e un bronzo a testimonianza che Campari è bravo un po' in tutte le categorie. E infine la cronaca di oggi: il secondo titolo consecutivo di &lt;a href="http://www.unionbirrai.it/"&gt;Birrificio dell'Anno&lt;/a&gt; ma questo giro glorificato da una vittoria schiacciante (cinque medaglie d'oro in diverse categorie non credo si fossero mai viste prima).&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;﻿ &lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-HTnIWaRuFkQ/TWULr4OdlZI/AAAAAAAAAac/8oaD4vyzQY8/s1600/topPremi.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="164" j6="true" src="http://4.bp.blogspot.com/-HTnIWaRuFkQ/TWULr4OdlZI/AAAAAAAAAac/8oaD4vyzQY8/s320/topPremi.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Vincenti: Emanuele Aimi, Manuel Piccoli e Giovanni Campari del Birrificio del Ducato&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;﻿L'elenco termina qui, almeno per ora, e sperando di non aver dimenticato nulla nella cronistoria. Ora le riflessioni: sul valore birrario complessivo di Giovanni Campari, Matteo Milan e il team non ci sono dubbi di sorta. Un conto è l'exploit, un conto sono le conferme ripetute, da parte di giurie diverse, tra competitori differenti. Appare chiaro che quelli del Ducato hanno, allo stato attuale delle cose, una marcia in più. Appare chiaro anche che gli piace competere prendendosi i rischi che questo comporta e il risultato sono immagine brillante, report giornalistici (sono contento di aver fatto per tempo un pezzo per il Gambero Rosso in uscita a marzo), vendite. Ecco, le vendite. Se i concorsi servono anche sotto questo punto di vista, e sembra proprio che lo siano, è logico aspettarsi una crescita di attenzione da parte di tutti i birrifici italiani verso questo tipo di competizioni. Il Ducato del resto non è l'unico ad aver tentato la strada dei grandi concorsi internazionali (e, a onor del vero, nemmeno l'unico a essersi tolto delle belle soddisfazioni), ma la mia idea è che gli italiani si daranno ancora più da fare sotto questo punto di vista. Sono anni che i venditori di vino girano i punti vendita con i risultati di guide e concorsi sotto braccio come prova del valore dei loro prodotti. Certo, niente può sostituire l'assaggio in diretta ma, nel mondo del vino, questi elementi hanno indiscutibilmente avuto il loro peso. E sembra proprio che ne avranno in misura sempre maggiore anche nel campo della birra...&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34671688-530327133198594289?l=birragenda.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://birragenda.blogspot.com/feeds/530327133198594289/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34671688&amp;postID=530327133198594289' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34671688/posts/default/530327133198594289'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34671688/posts/default/530327133198594289'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://birragenda.blogspot.com/2011/02/fenomenologia-del-ducato.html' title='Fenomenologia Del Ducato'/><author><name>Maurizio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13295032408835029637</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_k3bLVn67CUg/TEcY0aabAlI/AAAAAAAAATM/q8erfa4Kxx0/S220/P1040872.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-HTnIWaRuFkQ/TWULr4OdlZI/AAAAAAAAAac/8oaD4vyzQY8/s72-c/topPremi.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34671688.post-2252874641533705915</id><published>2011-02-22T17:51:00.000+01:00</published><updated>2011-02-22T17:51:50.695+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Birra'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fiere'/><title type='text'>Selezione Birra - Per chi suona la campana</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sono ormai alcuni anni che racconto la Fiera di Rimini come il triste declino dei "bei tempi che furono". L'anno scorso &lt;a href="http://birragenda.blogspot.com/2010/02/satellite-birra.html"&gt;mi ero permesso di suggerire il cambio di denominazione&lt;/a&gt;, passando da un empireo Pianeta Birra a un più realistico "Satellite Birra". Mi hanno quasi preso in parola, ma la cosa non mi riempie certo di soddisfazione. In parte, lo ammetto, l'amarezza personale era dettata da un ridimensionamento lavorativo e quindi, considerato che sono un freelance, retributivo, ma il dato di fatto era sotto gli occhi di tutti. Scomparsi i grandi gruppi, scomparse le aziende di medie dimensioni. Se nel primo caso la spiegazione più corretta va ricercata nei cambiamenti di mercato, le acquisizioni da parte dei big di distributori di bevande avevano fatto venir meno la necessità di uan fiera B2B, nel secondo caso le ragioni vanno probabilmente cercate nella staticità del mercato italiano (la crescita dei consumi è praticamente ferma) e nei costi elevati dell'Ente Fiera. Certo gli artigiani ci sono, crescono di numero e ci si ritrova tutti quanti appassionatamente a scoprire nuovi birrifici e ad assaggiare nuove birre. Ma, me lo chiedo tutte le volte, quanti contatti utili si fanno in fiera? Quante strette di mano e brindisi hanno un futuro? Probabilmente più di quanti sospetto perchè i bravi birrai non credo si facciano la strada per Rimini solo per una bella bicchierata. Almeno è questo che mi auguro...&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;﻿ &lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-OfsqMqRsi4Y/TWPpJs8rUpI/AAAAAAAAAaU/jW9ECTLPqWA/s1600/02BIG.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="213" j6="true" src="http://3.bp.blogspot.com/-OfsqMqRsi4Y/TWPpJs8rUpI/AAAAAAAAAaU/jW9ECTLPqWA/s320/02BIG.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;La foto è del 2010&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;﻿ &lt;div style="text-align: justify;"&gt;Certo che vedere &lt;a href="http://www.saporerimini.it/fiera/presentazione_pianeta_birra.asp"&gt;Selezione Birra&lt;/a&gt; ridotta a un gramo padiglione con presenza inclusa di distillatori, Bertagnolli, venditori di energy drink, Playboy mi sembra, con uno stand Interbrau ridotto quasi al lumicino (chi si ricorda quello dello scorso anno capirà) e stand vari di editori, fornitori di materie prime e produttori di impianti, mi lascia qualche preoccupazione. Restano i birrai artigiani forti di un loro indubbio successo e di una forte scontistica per l'affitto dello stand. Alcune dichiarazioni degli ultimi "big" sono tuttavia lapidarie: Rimini è ormai considerata una fiera regionale. Quando una volta era la fiera nazionale per eccellenza, una delle più importanti, concretamente importanti, d'Europa. Era normale incontrare amministratori delegati di grandi aziende tedesche, export manager di birrerie spagnole, danesi, britanniche. Oggi manca tutto questo. Restano, è vero, i produttori artigianali con tutto il loro carico di novità e di entusiasmo e il loro desiderio di rosicchiare quote di mercato alle grandi aziende. Probabile che ci possano riuscire, il fatto è però che nessuno, né gli artigiani né i big, riesca a far crescere i consumi complessivi. La trovo una cosa preoccupante perchè potrebbe, ma uso il condizionale, voler dire che neppure gli artigiani riescono a conquistare nuovi consumatori, solo a convertirne dei vecchi. Io non lo so con certezza per chi sta suonando la campana. Solo che ne sento suonare i rintocchi...&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34671688-2252874641533705915?l=birragenda.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://birragenda.blogspot.com/feeds/2252874641533705915/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34671688&amp;postID=2252874641533705915' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34671688/posts/default/2252874641533705915'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34671688/posts/default/2252874641533705915'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://birragenda.blogspot.com/2011/02/selezione-birra-per-chi-suona-la.html' title='Selezione Birra - Per chi suona la campana'/><author><name>Maurizio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13295032408835029637</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_k3bLVn67CUg/TEcY0aabAlI/AAAAAAAAATM/q8erfa4Kxx0/S220/P1040872.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-OfsqMqRsi4Y/TWPpJs8rUpI/AAAAAAAAAaU/jW9ECTLPqWA/s72-c/02BIG.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34671688.post-5673134454507233257</id><published>2011-02-21T17:32:00.000+01:00</published><updated>2011-02-21T17:32:13.808+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Birra'/><title type='text'>Birra dell'Anno 2011 - Prime note sparse e personali</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;﻿Credo di aver seguito, bene o male, tutte le edizioni di &lt;a href="http://www.unionbirrai.it/index.php?option=com_content&amp;amp;view=article&amp;amp;id=192:birra-dellanno-2011-i-vincitori&amp;amp;catid=37:news&amp;amp;Itemid=154"&gt;Birra dell'Anno&lt;/a&gt;, il concorso dedicato alla birra artigianale italiana organizzato da Unionbirrai. Questa volta però l'ho vissuto dall'interno, in giuria, attimo per attimo. Visto che i risultati sono ormai apparsi un po' dappertutto credo sia inutile riportarli anche qui, piuttosto provo a fare qualche riflessione personale sulla manifestazione. In primis dirò che ci sono poche esperienze più formative nella vita di un appassionato birrofilo dell'assaggio ripetuto e ravvicinato di tante birre. Che si faccia o meno parte di una giuria. Certo avere come vicini&amp;nbsp;di tavolo personaggi come Carl Kins o poter dialogare con &lt;a href="http://brewersguild.org.nz/beervana2010/derek-walsh"&gt;Derek Walsh&lt;/a&gt; aiuta e migliora l'esperienza, ma poter mettere a confronto decine di birre assimilabili per categoria ti permette di affinare le tue capacità e sviluppare un certo discernimento. Il concorso in sé è stato ben organizzato, l'appoggio dei ragazzi di non mi ricordo quale scuola professionale ha&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;﻿ &lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-QkzAoHV2DXc/TWKS6Lk4yWI/AAAAAAAAAaM/YKsfq3AYfPA/s1600/P1080683.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="240" j6="true" src="http://2.bp.blogspot.com/-QkzAoHV2DXc/TWKS6Lk4yWI/AAAAAAAAAaM/YKsfq3AYfPA/s320/P1080683.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;La giuria di Birra dell'Anno 2011&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div align="justify"&gt;velocizzato i tempi, purtroppo il forfait improvviso e dell'ultimo minuto di qualche giudice ha un po' complicato le cose ma credo che Unionbirrai stia prendendo in considerazione il problema al fine di risolverlo. Sono convinto che ci sia una soglia umana di percezione oltre la quale si rischia di intasare mucose e palato. Ma, detto questo, non ho rilevato delle criticità organizzative a parte la quantità industriale di grissini torinesi che ho sgranocchiato per "resettare" la bocca (adesso per un paio di mesi non li voglio più vedere nemmeno da lontano). Complessivamente, in base alle birre che ho assaggiato, mi sento di affermare che lo stato di salute della birra artigianale italiana è molto buono, ma non ancora ottimo. Poche birre chiaramente con dei difetti, piuttosto se una critica si può fare, molte birre un po' anonime, deboli in quella caratterizzazione che mi dovrebbe far dire "preferisco un'artigianale". Altre le ho trovate che si "stancavano" presto nel bicchiere, magari dopo un primo assaggio gradevole. Certo, credo sia importante anche sottolineare che un concorso non va preso come "il giudizio di dio" o una sentenza inappellabile, piuttosto come un'occasione da sfruttare. Ci vuole un pizzico di fortuna, e questo magari spiega alcune affermazioni inaspettate, ma si può rischiare soprattutto per chi dà il suo meglio nelle versioni alla spina. I risultati sono stati indubbiamente sorprendenti. Credo anche per tutti i giurati che, ovviamente, hanno assaggiato alla cieca. Del Birrificio del Ducato ci si poteva anche aspettare grandi cose, visto come gli era andata nel 2010 tra World Beer Cup, International Beer Challenge, European Beer Star e, ancora, Birra dell'Anno, ma&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;﻿ &lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-NOsHzVPJlX4/TWKTSzbecpI/AAAAAAAAAaQ/dhQoLAnlsyg/s1600/P1080681.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="141" j6="true" src="http://1.bp.blogspot.com/-NOsHzVPJlX4/TWKTSzbecpI/AAAAAAAAAaQ/dhQoLAnlsyg/s320/P1080681.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Giuria al lavoro&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div align="justify"&gt;onestamente che Campari &amp;amp; Co. fossero un rullo compressore di questa portata non me lo potevo immaginare. Complimenti a loro senza dubbio, credo sia la prima volta nella pur non lunga storia della manifestazione che un birrificio si ripeta per due volte consecutive. Di certo, mi pare chiaro che quelli del Ducato abbiano capito prima e soprattutto meglio degli altri il valore dei concorsi in ottica di ritorno, d'immagine ma anche commerciale, per la loro attività. Dispiace per le assenze (Barley, Birrificio San Paolo, Loverbeer, ...) magari ci ripenseranno quando apparirà chiaro a cosa serve un concorso come Birra dell'Anno. Un concorso che andrebbe più tarato ancora sulla semplice verione "gara". Ovvero trovo francamente ormai un po' superata la questione dei "feedback"&amp;nbsp;ossia le note compilate dai giudici per fornire delle osservazioni utili (?) ai birrai. In primo luogo i feedback portano via tempo prezioso e poi la fase pionieristica è ampiamente superata. I birrai devono fare i birrai, i giudici devono fare i giudici e i consumatori, consapevoli o meno, devono fare i consumatori. In verità, il concorso è un momento, certo importante e certo con delle conseguenze, ma il valore del birraio si costruisce nel tempo. Anno dopo anno, attraverso la critica positiva e il riscontro dei beerlovers. Anche dopo una Birra dell'Anno così speciale per me, non me lo voglio certo dimenticare...&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34671688-5673134454507233257?l=birragenda.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://birragenda.blogspot.com/feeds/5673134454507233257/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34671688&amp;postID=5673134454507233257' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34671688/posts/default/5673134454507233257'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34671688/posts/default/5673134454507233257'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://birragenda.blogspot.com/2011/02/birra-dellanno-2011-prime-note-sparse-e.html' title='Birra dell&apos;Anno 2011 - Prime note sparse e personali'/><author><name>Maurizio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13295032408835029637</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_k3bLVn67CUg/TEcY0aabAlI/AAAAAAAAATM/q8erfa4Kxx0/S220/P1040872.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-QkzAoHV2DXc/TWKS6Lk4yWI/AAAAAAAAAaM/YKsfq3AYfPA/s72-c/P1080683.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34671688.post-192703519794835920</id><published>2011-02-16T17:22:00.000+01:00</published><updated>2011-02-16T17:22:46.094+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Birra'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Locali'/><title type='text'>BQ, atto terzo sui Navigli</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Tutto si potrà dire di &lt;a href="http://paolopolli.wordpress.com/"&gt;Paolo Polli&lt;/a&gt; tranne il fatto che non abbia idee e il coraggio di realizzarle. Quando l’ho conosciuto, lo ammetto, non avevo la più pallida idea di chi fosse se non che quella di un tizio che stava per aprire un beershop dalle parti di via Piero della Francesca. Bene, mi ero detto, andiamo a vedere questa nuova vetrina della birra in città… Da quella volta, l’ineffabile Paolo è diventato rapidamente un protagonista di questo mondo un po’ agitato ma, alla fine dei conti, divertente. La nascita dell’&lt;a href="http://www.degustatoribirra.it/page.php?23"&gt;associazione ADB&lt;/a&gt;, la fiera della birra artigianale, il campionato per birre e per degustatori di birra, la rivista BQ. Una serie di cose che prima erano annunciate e poi realizzate. Onestamente, lo confesso ma Paolo lo sa, trovavo alcune idee di Paolo un po’ strampalate, forse azzardate. Ma più volte mi sono dovuto ricredere. Certo la rivista è naufragata, una ipotetica guida alle birre artigianali non è mai decollata, ma nel frattempo ci sono stati i corsi, alcune delegazioni regionali, &lt;a href="http://www.birrificiobauscia.it/"&gt;il birrificio Baüscia&lt;/a&gt;, la collaborazione con Franco Trentalance e, infine, i locali ad alta vocazione birraria: i BQ, appunto. Mi piace ricordare anche lo stile con il quale era stato accolto nella piccola ma agguerrita comunità di appassionati. Una &lt;a href="http://dailymotion.virgilio.it/video/x281x1_royal-rumble-2007-parti-3_sport"&gt;Royal Rumble&lt;/a&gt;, più o meno, ovvero una fantastica rissa tipica del wrestling americano. Polli, novello Hulk Hogan, a volte provocava, a volte si difendeva, a volte veniva mandato a quel paese per sempre. Sembrava avesse spaccato il movimento in due come una mela. C’era chi indubbiamente lo amava e chi, altrettanto indubbiamente, lo odiava. Ora mi sembra che il clima sia diverso e ogni tanto mi chiedo il perché. È più simpatico Paolo o sono più simpatici i suoi tre locali e le fiere itineranti? Chissà…&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-ShNUeThCPMA/TVv1_xQVT4I/AAAAAAAAAaI/pn3dO9BpTbs/s1600/BQ+Navigli+%25284%2529.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="320" j6="true" src="http://1.bp.blogspot.com/-ShNUeThCPMA/TVv1_xQVT4I/AAAAAAAAAaI/pn3dO9BpTbs/s320/BQ+Navigli+%25284%2529.JPG" width="240" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Il terzo BQ di Milano&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;All’inaugurazione del terzo BQ c’erano comunque alcuni volti noti e forse parecchie “firme digitali”. Sicuramente un discreto numero di persone che fanno ben sperare per il futuro di questa terza “ambasciata” del crescente “impero di Polli”. Tinteggiature dell’ultimo minuto a parte, il locale è spartano (a dir poco) ma le spine sono molte e, per quello che ci interessa, è questa la cosa più importante. Dieci spine normali e dieci pompe con una rappresentanza variegata del mondo artigianale italiano. Io ricordo di aver bevuto un po’ di tutto: la Burocracy di &lt;a href="http://www.brewfist.com/"&gt;Brewfist&lt;/a&gt; (complimenti, bel debutto), la Zona Cesarini di Toccalmatto, la Confine di Bidu, la Bitterland di Doppio Malto, La30 del Baüscia e qualche altra cosa che però mi è sfuggita. Nel complesso molta soddisfazione, molte chiacchiere informali e l’atmosfera scanzonata quando si sta insieme con una birra in mano. Eh sì, sono davvero lontani i tempi in cui Unionbirrai e Polli si guardavano negli occhi con le dita sul grilletto. Ora sembra quasi che l’amore trionfi. Sarà merito de La30?&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34671688-192703519794835920?l=birragenda.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://birragenda.blogspot.com/feeds/192703519794835920/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34671688&amp;postID=192703519794835920' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34671688/posts/default/192703519794835920'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34671688/posts/default/192703519794835920'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://birragenda.blogspot.com/2011/02/bq-atto-terzo-sui-navigli.html' title='BQ, atto terzo sui Navigli'/><author><name>Maurizio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13295032408835029637</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_k3bLVn67CUg/TEcY0aabAlI/AAAAAAAAATM/q8erfa4Kxx0/S220/P1040872.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-ShNUeThCPMA/TVv1_xQVT4I/AAAAAAAAAaI/pn3dO9BpTbs/s72-c/BQ+Navigli+%25284%2529.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34671688.post-6084648649912205240</id><published>2011-02-15T17:43:00.000+01:00</published><updated>2011-02-15T17:43:41.140+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Birra'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Food'/><title type='text'>Rinascente Fast Food</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La serata&amp;nbsp;ci era sembrata invitante, con quel fascino esotico della meta sognata e, non ancora, raggiunta. Così ieri sera eccoci all'ultimo piano della &lt;a href="http://www.rinascente.it/webapp/"&gt;Rinascente&lt;/a&gt;, vista guglie del Duomo, seduti al tavolo del &lt;a href="http://www.rinascente.it/foodandrestaurants/maio.html"&gt;ristorante Maio&lt;/a&gt;. Mauritius Food Festival era scritto in cima al menu che prevedeva: Fondente di cuore di palma e carpaccio di pesce spada affumicato, Composta di pomodori e olio al coriandolo; Ravioli di gamberi e melanzane al curcuma, con salsa di "pommes d'amour" al coriandolo; Spezzato di manzo alla creola, bietole saltate e riso profumato al garofano; Tortino al cioccolato fondente, sorbetto al frutto della passione e peperoncino. Tutto buono e interessante con menzione di merito per il Fondente di cuore di palma e lieve perplessità invece&amp;nbsp;per il dolce dove il sorbetto era gradevolmente rinfrescante fino a quando non ti capitava sotto i denti un pezzo di peperoncino selvaggiamente piccante. A parte quello, l'aspetto invece inquietante è stato un servizio a tratti compulsivo e angosciante con camerieri rapidi come dei ninja nel farti sparire il piatto da davanti non appena deposta la forchetta e, nei momenti di chiacchiera, capaci di aggirarsi nei dintorni dando al tavolo lo stesso sguardo del leopardo che ha individuato una gazzella zoppa...&lt;/div&gt;﻿ &lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-r0w72qkdj44/TVqmbQgMjPI/AAAAAAAAAaA/3prMjNYFafk/s1600/Fondente.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" h5="true" height="240" src="http://3.bp.blogspot.com/-r0w72qkdj44/TVqmbQgMjPI/AAAAAAAAAaA/3prMjNYFafk/s320/Fondente.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Il Fondente di cuore di palma&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;﻿ &lt;div style="text-align: justify;"&gt;Vabbé, dall'atmosfera del Maio mi sarei aspettato un andamento più tranquillo. Comunque il risultato è stato che abbiamo levato le tende abbastanza in fretta, ma non abbastanza per evitare la chiusura dei piani commerciali. Ergo, invece di prendere le scale mobili abbiamo deviato (in realtà ci hanno fatto deviare) verso l'ascensore che ti porta direttamente all'uscita. Ho fatto in tempo comunque a dare un rapido sguardo allo scaffale delle birre, sul quale anni fa c'era stata una lunga discussione in rete, e l'occhio mi è caduto su questa&lt;/div&gt;﻿ &lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-B7dKOLghiJg/TVqqtDJjSJI/AAAAAAAAAaE/O2OFLSk8RqY/s1600/Rinascente.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" h5="true" height="320" src="http://1.bp.blogspot.com/-B7dKOLghiJg/TVqqtDJjSJI/AAAAAAAAAaE/O2OFLSk8RqY/s320/Rinascente.jpg" width="239" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;La preziosa Zoogami&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;bottiglia da 0,75 venduta alla modica cifra di 25 euro. Si tratta della &lt;a href="http://www.zoogami.net/beer/"&gt;Zoogami﻿ Bock&lt;/a&gt;, birra prodotta su commissione dalla austriaca &lt;a href="http://www.schloss-eggenberg.at/it/index.html"&gt;Eggenberg&lt;/a&gt; di cui non posso dire molto, a parte sottolineare il prezzo quasi incredibile, non avendola mai assaggiata. Ho avuto anche il tempo di rabbrividire per un jeroboam di HY alla stupefacente cifra di&amp;nbsp;125 euro e poi ho infilato la porta dell'ascensore con due domande nella testa. Chi compra le birre alla Rinascente? E, quanto pesano i ricarichi dello storico centro commerciale meneghino? Perché, d'accordo che la birra te la compri ammirando la Madonnina. Però poi te la bevi a casa tua...&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34671688-6084648649912205240?l=birragenda.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://birragenda.blogspot.com/feeds/6084648649912205240/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34671688&amp;postID=6084648649912205240' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34671688/posts/default/6084648649912205240'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34671688/posts/default/6084648649912205240'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://birragenda.blogspot.com/2011/02/rinascente-fast-food.html' title='Rinascente Fast Food'/><author><name>Maurizio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13295032408835029637</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_k3bLVn67CUg/TEcY0aabAlI/AAAAAAAAATM/q8erfa4Kxx0/S220/P1040872.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-r0w72qkdj44/TVqmbQgMjPI/AAAAAAAAAaA/3prMjNYFafk/s72-c/Fondente.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34671688.post-4867284228921417584</id><published>2011-02-14T14:43:00.000+01:00</published><updated>2011-02-14T14:43:48.748+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Birra'/><title type='text'>Pelforth Brune: ricordi di Parigi</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Alcune birre hanno una sorta di valore aggiunto, legato a ricordi o esperienze personali. Per me, ad esempio, la Guinness è sempre stata la birra delle prime bevute al pub, il Dubh Linn di Parma, e di un viaggio fatto in solitaria in Irlanda. Se la devo giudicare, faccio fatica a limitarla esclusivamente alle sensazioni di naso e palato. E, onestamente, questa cosa mi piace molto. Altre birre dal "valore aggiunto" sono la Duvel, la Bulldog Pale Ale (che non esiste più), la Courage Best Bitter, la Orval, la Anchor Steam. E la Pelforth Brune. Ora la Pelforth Brune è arrivata anche in Italia, grazie a &lt;a href="http://www.dibevit.com/it/index.php"&gt;Dibevit Import&lt;/a&gt;, e la cosa mi rende felice. E' la birra che ho indubbiamente bevuto più spesso quando mi sono trovato in Francia: a Parigi, a Bordeaux, in Normandia. Di facile reperibilità, la potevo trovare nei caffè e berla ai tavolini all'aperto in qualche piazza&lt;/div&gt;﻿ &lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-lqFt7kQlrNQ/TVksEDkdE8I/AAAAAAAAAZ8/9mAJteRadog/s1600/Pelforth+Brune.png" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" h5="true" height="320" src="http://1.bp.blogspot.com/-lqFt7kQlrNQ/TVksEDkdE8I/AAAAAAAAAZ8/9mAJteRadog/s320/Pelforth+Brune.png" width="196" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Pelforth Brune&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;﻿ &lt;div style="text-align: justify;"&gt;o boulevard. Ha toni caldi, note di miele e di caramello, ma non risultava stucchevole o sdolcinata come altre birre che mi capitava di provare in Francia. Ed era più gustosa da bere rispetto a una normalissima Kronenbourg. Ha una lunga storia alle spalle perché è nata nel 1921, quando la Brasserie du Pélican la lanciò sul mercato. Mi ricorda le serate a Montmartre o le spedizioni alla &lt;a href="http://www.ila-chateau.com/lipp/"&gt;Brasserie Lipp&lt;/a&gt; in Saint-Germain des Prés, dove si andava solo perché Ernest Hemingway l'aveva fatta diventare&amp;nbsp;una specie di&amp;nbsp;suo ufficio quando scriveva. Una specie di pellegrinaggio quindi.&amp;nbsp;Le birre, ma anche i vini o i distillati, sono&amp;nbsp;anche questo&amp;nbsp;per me. Non semplicemente profumi e gusto, men che meno correttezza tecnica e stilistica, ma emozioni. Quindi personali. Quindi poco o niente discutibili. Perché ognuno ha le sue, non siete d'accordo?&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34671688-4867284228921417584?l=birragenda.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://birragenda.blogspot.com/feeds/4867284228921417584/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34671688&amp;postID=4867284228921417584' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34671688/posts/default/4867284228921417584'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34671688/posts/default/4867284228921417584'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://birragenda.blogspot.com/2011/02/pelforth-brune-ricordi-di-parigi.html' title='Pelforth Brune: ricordi di Parigi'/><author><name>Maurizio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13295032408835029637</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_k3bLVn67CUg/TEcY0aabAlI/AAAAAAAAATM/q8erfa4Kxx0/S220/P1040872.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-lqFt7kQlrNQ/TVksEDkdE8I/AAAAAAAAAZ8/9mAJteRadog/s72-c/Pelforth+Brune.png' height='72' width='72'/><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34671688.post-5615631830937125849</id><published>2011-02-11T10:51:00.000+01:00</published><updated>2011-02-11T10:51:32.842+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Birra'/><title type='text'>La bevanda "socializzante"</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ho iniziato a scrivere di birra semplicemente perchè c'è stato qualcuno che mi ha proposto di farlo. Sul finire del 1997, mentre vivevo a Parma e lavoravo nella redazione di un settimanale cittadino occupandomi di cronaca. Ho iniziato per curiosità, poi perché mi offrivano da bere gratis più spesso di prima e infine perché potevo incrementare in tempi rapidi la mia collezione di bicchieri. Talmente rapidi che l'ho abbandonata perché una collezione è divertente se ti costa un po' di fatica. I primi tempi sentivo ripetere in giro, in Italia e in Europa, da piccoli e grandi produttori, che la birra è la bevanda socializzante per antonomasia. Informale, easy, insomma amichevole. Ho finito per crederci, anche se sospettavo fosse un po' un luogo comune... Però era uno degli elementi che mi piaceva, rispetto almeno all'ambiente del vino. Più serioso, più compassato, anche un pelino più ipocrita. Ogni produttore faceva il miglior vino d'Italia, se non del mondo, ogni vignaiolo aveva, sì, visto la grandine durante la vendemmia ma, ogni volta, era caduta sulla vigna del vicino. Sull'altro lato della collina. Nella birra mi era sembrato di capire, salvo qualche eccezione, che non ci fosse tutta questa&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-SDu9Psx2C3I/TVQv7wdGzxI/AAAAAAAAAZ4/JGLoTOgTt9c/s1600/birra_boccali.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" h5="true" height="246" src="http://3.bp.blogspot.com/-SDu9Psx2C3I/TVQv7wdGzxI/AAAAAAAAAZ4/JGLoTOgTt9c/s320/birra_boccali.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;acrimonia. Invece, qualche settimana fa, al telefono con un produttore (no, non è Nicola Perra) mi sono reso conto che i tempi sono cambiati parecchio. E, ritengo, in peggio. Ho lasciato perdere per qualche giorno la lettura del "beerweb", mi ci sono dedicato oggi. Agghiacciante. Le bordate si sprecano in ogni direzione, sembra un po' le partite di pallone che si facevano da bambini: il "tutti contro tutti". Al tempo lo trovavo anche divertente, sebbene il risultato fosse principalmente quello di fare un grandissimo casino a centrocampo e di non vedere la porta nemmeno per sbaglio. L'importante era sudare, schiamazzare, consumare energie (e ce n'erano in abbondanza). Non segnare certamente. Il "tutti contro tutti" aveva però anche un altro vantaggio ovvero quello di permettere di sentirsi "centravanti" anche quando normalmente si era dei brocchi. Perciò destinati alla difesa o alla porta. Invece nella fase casinara era bello, perchè ti impossessavi della palla, anche a gomitate, e non la passavi a nessuno. Nemmeno se ti ammazzavano. Eri tu il protagonista assoluto, magari per pochi secondi, e fanculo al risultato. Certo, il "tutti contro tutti" aveva delle elevatissime percentuali di finire in rissa, molto più elevate che in una partita normale, ma era un pegno che tutti pagavano volentieri. Pur di essere protagonisti per qualche secondo nella baraonda generale. Alla fine io ho scelto il tennis. Sei da solo, ma talmente solo che ti prendi tutto quello che viene dalla partita. I bei colpi e gli errori. Chi ti guarda ti vede chiaramente, non in una selva di gambe e braccia, e ti può giudicare. Sei il responsabile del risultato finale. E un risultato finale c'è sempre.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34671688-5615631830937125849?l=birragenda.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://birragenda.blogspot.com/feeds/5615631830937125849/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34671688&amp;postID=5615631830937125849' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34671688/posts/default/5615631830937125849'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34671688/posts/default/5615631830937125849'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://birragenda.blogspot.com/2011/02/la-bevanda-socializzante.html' title='La bevanda &quot;socializzante&quot;'/><author><name>Maurizio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13295032408835029637</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_k3bLVn67CUg/TEcY0aabAlI/AAAAAAAAATM/q8erfa4Kxx0/S220/P1040872.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-SDu9Psx2C3I/TVQv7wdGzxI/AAAAAAAAAZ4/JGLoTOgTt9c/s72-c/birra_boccali.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34671688.post-989531637668158595</id><published>2011-02-10T15:11:00.000+01:00</published><updated>2011-02-10T15:11:26.979+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Birra'/><title type='text'>Mal di classifica</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-A85WwAxNg2k/TVPXjKs2XTI/AAAAAAAAAZ0/MlDUyFrxvUo/s1600/ratebeer.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; cssfloat: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" h5="true" src="http://4.bp.blogspot.com/-A85WwAxNg2k/TVPXjKs2XTI/AAAAAAAAAZ0/MlDUyFrxvUo/s1600/ratebeer.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;Lo ammetto, non sono un "ratebeeriano", sono arrivato solo a una misera quota&amp;nbsp;nove come recensioni su &lt;a href="http://www.microbirrifici.org/"&gt;Microbirrifici&lt;/a&gt;, tendo a non partecipare a sondaggi e sondaggini, ma le classifiche esercitano un fascino malevolo su di me. Quando escono le guardo, vedo se e quanto mi ci ritrovo, e&amp;nbsp;l'anno scorso, all'uscita dei risultati di Ratebeer che avevano consacrato il &lt;a href="http://football-pub.com/"&gt;Macche&lt;/a&gt; al primo posto assoluto mondiale, avevo anche fatto un pezzo per Il Mondo della Birra. Insomma mi&amp;nbsp;riesce difficile fregarmene del tutto. Ma quest'anno dopo l'intervento di &lt;a href="http://www.movimentobirra.it/forum/forum_posts.asp?TID=3450"&gt;Joris Pattyn sul forum Mobi&lt;/a&gt;, dopo l'uscita delle Top of the "beer" pops, dopo vari interventi critici su alcuni blog, in primis quello di &lt;a href="http://www.microbirrifici.org/"&gt;Martyn Cornell&lt;/a&gt;, il mio entusiasmo si è raffreddato. E mi chiedo quanto servano queste classifiche, quanto pesino e quanta credibilità abbiano. Nei primi due casi sono sicuro che un valore ce l'abbiano, altrimenti non si spiegherebbe la grande partecipazione. Di sicuro però la loro credibilità è stata pesantemente scalfita dalla masnada di recensori che affollano il sito. Mi spiego meglio: sebbene non tutti siano convinti della cosa, quello che si dice acquista valore in considerazione di chi lo dice. Se mia zia astemia mi consigliasse un vino prenderei il suo suggerimento con le pinze, se invece a farlo fosse, chessò, &lt;a href="http://www.porthos.it/"&gt;Sandro Sangiorgi&lt;/a&gt;, la sua proposta avrebbe per me un altro valore. E' una questione di credibilità, di esperienza (che si acquista in anni di assaggi) e, lo ammetto, di talento. Così se vedere il Macche al secondo posto dei &lt;a href="http://www.ratebeer.com/RateBeerBest/table_2011.asp?title=Best+Beer+Bars+2011&amp;amp;file=bars_places_2011.csv"&gt;"best beer bars"&lt;/a&gt; è tranquillizzante (preferisco le conferme agli exploit), resto come dire impressionato dall'apparizione nella categoria &lt;a href="http://www.ratebeer.com/RateBeerBest/table_2011.asp?title=Best+Beer+Restaurants+2011&amp;amp;file=restaurants_places_2011.csv"&gt;"best beer restaurants"&lt;/a&gt; di ben quattro locali romani e in quella dei &lt;a href="http://www.ratebeer.com/RateBeerBest/table_2011.asp?title=Best+Beer+Retailers+2011&amp;amp;file=retailers_places_2011.csv"&gt;"best beer retailers"&lt;/a&gt; di due beershop sempre della capitale. Ne deduco che all'ombra del Colosseo sia spuntata la nuova mecca birraria mondiale oppure che a Roma il giochino delle classifiche stia dando un po' di assuefazione. Poco male, almeno fino all'intervento, questo sì credibile e autorevole, di uno come Joris Pattyn. Il rischio insomma è che nel delirio di onnipotenza, e di "onniconoscenza", tipico delle fiammate di entusiasmo che prendono noi italioti ci si faccia un po' prendere per il culo. Tanto per dire: tra i "best beer bars" del 2008 non compariva nessun italiano tra i primi cinquanta, idem per i "best beer retailers" e deserto anche tra i "best beer restaurants". Stessa cosa nel 2009. Che dire, nemmeno Steve Jobs ha raggiunto i vertici planetari in così poco tempo. La differenza è che lui è riuscito a restarci fino a oggi, chissà se ne saranno capaci anche gli "scalaclassifiche" birrarie "de noantri"...&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34671688-989531637668158595?l=birragenda.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://birragenda.blogspot.com/feeds/989531637668158595/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34671688&amp;postID=989531637668158595' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34671688/posts/default/989531637668158595'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34671688/posts/default/989531637668158595'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://birragenda.blogspot.com/2011/02/mal-di-classifica.html' title='Mal di classifica'/><author><name>Maurizio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13295032408835029637</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_k3bLVn67CUg/TEcY0aabAlI/AAAAAAAAATM/q8erfa4Kxx0/S220/P1040872.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-A85WwAxNg2k/TVPXjKs2XTI/AAAAAAAAAZ0/MlDUyFrxvUo/s72-c/ratebeer.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34671688.post-9199463596761310480</id><published>2011-02-08T15:47:00.001+01:00</published><updated>2011-02-08T15:47:35.730+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Birra'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Personale'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Food'/><title type='text'>Identità di Birra</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un blog di taglio più o meno giornalistico, sebbene di "settore", andrebbe aggiornato quotidianamente. Basta infatti lasciar passare una settimana e le cose di cui mi piacerebe parlare si accumulano "effetto valanga" e d'un tratto mi ritrovo a dover inseguire argomenti, notizie, eventi e chi più ne ha più ne metta. Mi avrebbe fatto piacere, ad esempio, parlare della prima edizione della &lt;a href="http://www.settimanadellabirra.it/"&gt;Settimana della Birra Artigianale&lt;/a&gt;, una bella pensata di &lt;a href="http://www.cronachedibirra.it/"&gt;Andrea Turco&lt;/a&gt;, che sta riscuotendo un indubbio successo. Avrei voluto anche dire qualcosa di mio sui risultati delle varie, e variopinte, classifiche uscite da &lt;a href="http://www.ratebeer.com/"&gt;Ratebeer&lt;/a&gt;, sito dalla grande popolarità ma sempre più oggetto di discussioni. Infine avrei voluto in qualche modo tirare le somme sulla conversazione avuta qui su Birragenda a proposito delle categorie decise per l'imminente &lt;a href="http://www.unionbirrai.it/index.php?option=com_content&amp;amp;view=article&amp;amp;id=183:birra-dellanno-2011-chiusura-iscrizioni&amp;amp;catid=37:news"&gt;Birra dell'Anno&lt;/a&gt;. Al momento però, non riesco a fare nulla di tutto ciò tranne pensare di poterne scrivere "a posteriori", per usare un gergo da ufficio stampa... Tuttavia, considerato che il blog è soprattutto uno spazio personale, ho deciso per ora di raccontare la mia esperienza a &lt;a href="http://www.identitagolose.it/"&gt;Identità Golose&lt;/a&gt;, congresso italiano di cucina d'autore, che si è tenuto a Milano qualche giorno fa. Identità Golose è da sette anni a questa parte un appuntamento difficile da perdere per gli appassionati di cucina. Una via di mezzo tra la notte degli Oscar (per le celebrità dei fornelli che si incontrano) e un campus universitario temporaneo (per le lezioni di cucina che si tengono a ritmo forsennato). A me è capitata l'incombenza di condurre un mattinata un po' speciale, definita "Identità di Birra" durante la quale tre chef, che prima conoscevo solo di nome e di fama, hanno dato prova del loro talento applicato alla birra, per l'appunto, in cucina. Evento fortemente voluto da &lt;a href="http://www.birramoretti.it/home.htm"&gt;Birra Moretti&lt;/a&gt;, che di Identità Golose è sponsor da qualche anno, Identità di Birra ha fotografato la crescita d'interesse che la birra, generalmente intesa, riscuote presso la giovane, soprattutto, generazione di chef. Il primo a brillare è stato Luigi Taglienti, regista&lt;/div&gt;&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_k3bLVn67CUg/TVFQ8WO3jpI/AAAAAAAAAZo/4QofhgdWaCs/s1600/Luigi+Taglienti.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" h5="true" height="213" src="http://2.bp.blogspot.com/_k3bLVn67CUg/TVFQ8WO3jpI/AAAAAAAAAZo/4QofhgdWaCs/s320/Luigi+Taglienti.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Luigi Taglienti, Delle Antiche Contrade, Cuneo&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;del ristorante &lt;a href="http://www.antichecontrade.it/"&gt;Delle Antiche Contrade&lt;/a&gt; di Cuneo. Il suo piatto, "Testa sgombra e... a tutta birra!", composizione a base di sgombro, testina di vitello e gel di birra, è stato una enunciazione di principio verso la birra fin dal nome. Che rivelava, appunto, mentalità aperta e una buona dose di coraggio. Ancora più coraggiosa, e dai risultati entusiasmanti, la tecnica adottata dal fiorentino&amp;nbsp;Marco Stabile, cucina a l'&lt;a href="http://www.oradariaristorante.com/"&gt;Ora d'Aria&lt;/a&gt;, per donare tutti gli aromi della birra alle sue animelle. Le ha lasciate marinare sottovuoto, con la birra&lt;/div&gt;&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_k3bLVn67CUg/TVFTwK1fCtI/AAAAAAAAAZs/vL4bYSIsPpE/s1600/Marco+Stabile+2.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" h5="true" height="213" src="http://3.bp.blogspot.com/_k3bLVn67CUg/TVFTwK1fCtI/AAAAAAAAAZs/vL4bYSIsPpE/s320/Marco+Stabile+2.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Marco Stabile, Ora d'Aria, Firenze&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;e un po' di miele di rododendro, per ventiquattro ore e poi le ha cotte a bassa temperatura per mezz'oretta. Risultato: profumi birrosi riportati nelle animelle nella loro interezza e complessità. Quella del sottovuoto è una tecnica che mi ha davvero convinto. Così come mi ha convinto la chef pasticcera &lt;a href="http://www.identitagolose.it/italiano/relatore.php?id=373"&gt;Loretta Fanella&lt;/a&gt;. Considerata da qualcuno la migliore d'Italia, anni alla corte di Ferran Adrià e poi da Pinchiorri, sono rimasto basito non appena ha confessato di essere astemia. Però deve essersi fatta ben consigliare perchè la sua meringa al miele, parte della ricetta "Mela alla birra con meringa al miele e gelato alla crema", esprimeva&lt;/div&gt;﻿ &lt;br /&gt;&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_k3bLVn67CUg/TVFV8yl4v-I/AAAAAAAAAZw/ER2ORtDzdBE/s1600/Loretta+Fanella.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" h5="true" height="320" src="http://4.bp.blogspot.com/_k3bLVn67CUg/TVFV8yl4v-I/AAAAAAAAAZw/ER2ORtDzdBE/s320/Loretta+Fanella.jpg" width="213" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Loretta Fanella mostra la meringa al miele&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;un profumo che, in buona misura, tracciava un parallelo perfetto con la birra usata. E' la cosa che mi colpito maggiormente, oltre alle macchine mirabolanti che gli chef d'oggi usano, oltre alla loro incredibile vena artistico-compositiva﻿ e alla loro sana curiosità verso il mondo delle birre. Perché in effetti Identità di Birra è stato soprattutto un seme gettato in un solco, quello della grande ristorazione, e un seme che avrà certamente modo di crescere e di ramificarsi. Secondo l'estro degli chef, d'accordo, ma anche secondo la varietà di birre che questi chef andranno a conoscere nel prossimo futuro. A patto, ovviamente, che ci sia qualcuno intenzionato a fargliela conoscere questa varietà.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34671688-9199463596761310480?l=birragenda.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://birragenda.blogspot.com/feeds/9199463596761310480/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34671688&amp;postID=9199463596761310480' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34671688/posts/default/9199463596761310480'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34671688/posts/default/9199463596761310480'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://birragenda.blogspot.com/2011/02/identita-di-birra.html' title='Identità di Birra'/><author><name>Maurizio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13295032408835029637</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_k3bLVn67CUg/TEcY0aabAlI/AAAAAAAAATM/q8erfa4Kxx0/S220/P1040872.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_k3bLVn67CUg/TVFQ8WO3jpI/AAAAAAAAAZo/4QofhgdWaCs/s72-c/Luigi+Taglienti.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34671688.post-4384740613993590884</id><published>2011-01-28T13:40:00.005+01:00</published><updated>2011-01-28T13:59:12.020+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Birra ai Fornelli'/><title type='text'>Birra ai Fornelli - La rubrica di Salvatore Garofalo</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;Oggi è una buona giornata: sono sopravvissuto alla lezione ADB di ieri sera a Milano (sarebbe forse meglio dire che sono sopravvissuti quelli che sono stati ad ascoltarmi) e adesso posso finalmente inaugurare la prima rubrica "esterna" di questo blog. Ci ho girato intorno per un po' ma alla fine Salvatore Garofalo, brillante chef de &lt;/em&gt;&lt;a href="http://www.laratera.it/"&gt;&lt;em&gt;La Ratera&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;em&gt; di Milano e persona che stimo da quando ho avuto modo di conoscerlo, ha accettato. Salvatore si è fatto le ossa con celebrati maestri dei fornelli italiani come &lt;/em&gt;&lt;a href="http://www.gualtieromarchesi.it/"&gt;&lt;em&gt;Gualtiero Marchesi&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;em&gt;, &lt;/em&gt;&lt;a href="http://www.anticaosteriadelponte.it/"&gt;&lt;em&gt;Ezio Santin&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;em&gt; e &lt;/em&gt;&lt;a href="http://www.joia.it/noflash.htm"&gt;&lt;em&gt;Pietro Leemann&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;em&gt; ed è oggi,&amp;nbsp; mio avviso, l'uomo che maggiormente si confronta con la cucina alla birra. Ho sempre trovato i suoi piatti delle felici intuizioni, stimolanti per il palato quanto per il cervello. E, nel momento in cui ho pensato di avviare una rubrica, appunto Birra ai Fornelli, non potevo che pensare a lui. Ecco dunque il suo primo contributo: ricetta, ingredienti e procedimento. Buon appetito!&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;strong&gt;M.M.&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;﻿ &lt;br /&gt;&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_k3bLVn67CUg/TUK2tbUybsI/AAAAAAAAAZY/Wx-wGXX7fzM/s1600/SALVATORE+GAROFALO.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="320" s5="true" src="http://3.bp.blogspot.com/_k3bLVn67CUg/TUK2tbUybsI/AAAAAAAAAZY/Wx-wGXX7fzM/s320/SALVATORE+GAROFALO.jpg" width="224" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Salvatore Garofalo&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;﻿ &lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;TORTELLI DI FARINA DI CASTAGNE E PORCINI SECCHI PESTATI,&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;RIPIENI DI VERZA E SALSICCIA ALLA SCHLENKERLA&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;﻿ &lt;br /&gt;&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_k3bLVn67CUg/TUK4cgaA8uI/AAAAAAAAAZc/nT5PQ4JC62Q/s1600/Tortelli+di+Salvatore+Garofalo.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="320" s5="true" src="http://2.bp.blogspot.com/_k3bLVn67CUg/TUK4cgaA8uI/AAAAAAAAAZc/nT5PQ4JC62Q/s320/Tortelli+di+Salvatore+Garofalo.jpg" width="308" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;I Tortelli di farina di castagne e porcini secchi pestati, ripieni di verza e salsiccia alla Schlenkerla&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;﻿ &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;INGREDIENTI&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;u&gt;Per la pasta:&lt;/u&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Farina bianca g 140&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Farina di castagne g 50&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Porcini secchi g 10&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Uova 2&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sale 1 pizzico&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Olio extra vergine d’oliva 1 cucchiaino&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;u&gt;Per il ripieno:&lt;/u&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una piccola verza&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Salsiccia 3 hg&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Scalogni 2&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Schlenkerla 33 cl&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sale q.b.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;u&gt;Per il condimento:&lt;/u&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Burro 1 noce a porzione&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Salvia 3 foglie a porzione&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14pt; line-height: 115%; mso-ansi-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language: IT;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #444444; font-size: small;"&gt;PROCEDIMENTO&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #444444;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14pt; line-height: 115%; mso-ansi-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language: IT;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;In un mortaio pestare finemente i porcini secchi (in alternativa, utilizzare un frullatore). &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Mescolare la farina bianca e quella di castagne; unirvi la polvere di porcini secchi. Sulla spianatoia formare con le farine una fontana, al centro rompervi le uova, aggiungere il sale e l’olio. Impastare energicamente fino ad avere una palla di pasta liscia; avvolgerla nella pellicola e lasciarla riposare almeno mezz’ora.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #444444; font-size: small;"&gt;A parte sfogliare la verza, lavarla accuratamente e tagliarla grossolanamente.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #444444; font-size: small;"&gt;Pelare e tritare gli scalogni; porli in una casseruola con un filo d’olio e fare “appassire” dolcemente. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #444444; font-size: small;"&gt;Sgranare la salsiccia.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #444444; font-size: small;"&gt;Una volta appassito lo scalogno, unire nella casseruola la salsiccia sgranata e lasciar rosolare bene; aggiungere alla salsiccia la verza e continuare a far cuocere il tutto.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #444444; font-size: small;"&gt;Quando la verza comincerà a intenerirsi, bagnare con la birra; coprire con un coperchio e lasciar stufare dolcemente per 20 minuti circa.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #444444; font-size: small;"&gt;Scoperchiare, regolare di sale (e pepe se gradito) e sminuzzare il tutto con l’aiuto di un frullatore o di un cutter. Avremo così ottenuto il ripieno per i tortelli.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #444444; font-size: small;"&gt;Stendere la pasta con la macchina apposita. Ricavarne, con l’aiuto di un cerchio tagliapasta, dei dischi di circa 8 cm di diametro. Al centro dei dischi porre un cucchiaino colmo di ripieno e richiudere i dischi di pasta formando delle mezze lune. Unire i due angoli di pasta e spingere verso l’alto il centro della mezza luna col ripieno. Nel caso la pasta non fosse umida e si faticasse a tenere uniti gli angoli del disco di pasta, aiutarsi con dell’acqua, giusto una goccia d’acqua che farà da collante. Si saranno così preparati i tortelli.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #444444; font-size: small;"&gt;Riempire una pentola d’acqua e portarla a ebollizione. Cuocervi i tortelli avendo cura che l’acqua non bolla troppo violentemente per evitare che la pasta fresca ne patisca e i tortelli si aprano. Cuocere per 3 minuti circa.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #444444; font-size: small;"&gt;A parte porre una padella sul fuoco, farvi sciogliere il burro, unirvi le foglie di salvia e lasciar colorare il burro fino ad avere un colorito nocciola.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #444444; font-size: small;"&gt;Scolare i tortelli e versarli nella padella col burro e la salvia. Condirli bene e impiattarli.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="color: #444444; font-size: small;"&gt;&lt;strong&gt;Salvatore Garofalo&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34671688-4384740613993590884?l=birragenda.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://birragenda.blogspot.com/feeds/4384740613993590884/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34671688&amp;postID=4384740613993590884' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34671688/posts/default/4384740613993590884'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34671688/posts/default/4384740613993590884'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://birragenda.blogspot.com/2011/01/birra-ai-fornelli-la-rubrica-di.html' title='Birra ai Fornelli - La rubrica di Salvatore Garofalo'/><author><name>Maurizio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13295032408835029637</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_k3bLVn67CUg/TEcY0aabAlI/AAAAAAAAATM/q8erfa4Kxx0/S220/P1040872.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_k3bLVn67CUg/TUK2tbUybsI/AAAAAAAAAZY/Wx-wGXX7fzM/s72-c/SALVATORE+GAROFALO.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34671688.post-2652450722828947822</id><published>2011-01-27T10:54:00.000+01:00</published><updated>2011-01-27T10:54:20.718+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Birra'/><title type='text'>Birra dell'Anno - La risposta di Nicola Perra</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://www.barley.it/"&gt;&lt;em&gt;Nicola Perra&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;em&gt;, come immaginavo e speravo, ha risposto ai commenti fatti sul post relativo a Birra dell'Anno e, considerando che è stato lui a far partire la discussione con le sue, legittime, critiche e l'altrettanto sua legittima non partecipazione al concorso ho ritenuto più opportuno, anche in termini di visibilità, lasciargli uno spazio su questo blog esattamente come avevo fatto per Claudio Cerullo. La discussione ovviamente può proseguire: in questo o nel precedente post....&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;em&gt;M.M.&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_k3bLVn67CUg/TUFANx4Y-zI/AAAAAAAAAZU/ovw2AMaMbl0/s1600/N.Perra.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="320" s5="true" src="http://4.bp.blogspot.com/_k3bLVn67CUg/TUFANx4Y-zI/AAAAAAAAAZU/ovw2AMaMbl0/s320/N.Perra.jpg" width="266" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Nicola Perra: niente Barley a Birra dell'Anno 2011&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Chiamato in causa da Maurizio tramite il suo post e da altri indirettamente (tramite le loro risposte) in questo blog, mi permetto di chiarire il mio punto di vista che, sia chiaro, non vuole essere offensivo nei confronti del lavoro di nessuno ma solo un invito alla riflessione.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Le categorie così come strutturate quest'anno non mi trovano d'accordo per vari motivi:&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;- mettere insieme nella stessa categoria birre fatte a bassa con birre fatte ad alta fermentazione&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;- distinguere in base al colore (chiara, ambrata e scura)&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;- distinguere le categorie in modo non preciso(basso o alto grado alcolico), anzichè usare il grado alcolico o quello saccarometrico, ponendo dei confini numerici&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;- mettere tutte insieme in unica categoria le birre affinate in legno (ce ne sono in Italia molto alcoliche così come poco alcoliche)e le differenze sono a mio avviso enormi tra loro in termini aromatici e gustativi e lo stesso dicasi per le categorie 17,18,19 e 20.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A mio avviso questi sono motivi più che sufficienti per pensare che non abbia senso far partecipare le mie birre a questo concorso.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Se poi UB attirerà molte più birre dello scorso anno e così potrà fare cassa tanto meglio, ma così si calpesta parecchio la corretta informazione e cultura birraria che proprio Unionbirrai ha mandato avanti decorosamente per tanti anni.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Mi spiace, ma non posso partecipare in un concorso strutturato su basi in cui non credo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Se poi partecipare ad un concorso significa andare a caccia di premi, beh non credo che uno si possa vantare se ad es. la sua birra a bassa fermentazione ha vinto contro una ad alta o viceversa.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sulla compilazione delle schede come utile feedback, beh...pensate a come sono andate le cose lo scorso anno. So di certo che gli scontenti (per usare un eufemismo) sono stati parecchi!&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Comunque, buon concorso a chi parteciperà!&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;strong&gt;Nicola Perra&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34671688-2652450722828947822?l=birragenda.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://birragenda.blogspot.com/feeds/2652450722828947822/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34671688&amp;postID=2652450722828947822' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34671688/posts/default/2652450722828947822'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34671688/posts/default/2652450722828947822'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://birragenda.blogspot.com/2011/01/birra-dellanno-la-risposta-di-nicola.html' title='Birra dell&apos;Anno - La risposta di Nicola Perra'/><author><name>Maurizio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13295032408835029637</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_k3bLVn67CUg/TEcY0aabAlI/AAAAAAAAATM/q8erfa4Kxx0/S220/P1040872.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_k3bLVn67CUg/TUFANx4Y-zI/AAAAAAAAAZU/ovw2AMaMbl0/s72-c/N.Perra.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34671688.post-7030657365750837445</id><published>2011-01-25T16:53:00.001+01:00</published><updated>2011-01-25T19:11:53.123+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Birra'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Viaggi'/><title type='text'>Il giornalista nella neve</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A scrivere di birra, vino, distillati e ristoranti non è che capita di vivere chissà quali avventure. Il massimo è provare il brivido di soffiare nell'alcoltest, resistere a enne boccali da litro durante le interviste a birrai tedeschi, evitare di addormentarsi sul bancone di qualche pub londinese o sorseggiare impavidi e di prima mattina una Rochefort 10. Ma venerdì scorso, 21 gennaio, ho preso il treno da Milano, sono sceso a Bologna, sono salito in un'auto, ne sono sceso a Fossombrone (Pesaro Urbino), sono risalito in una seconda auto per arrivare infine in quel di &lt;a href="http://www.tecuting.it/c041002/hh/index.php?jvs=0&amp;amp;acc=1&amp;amp;jvs=1"&gt;Apecchio&lt;/a&gt;, paesino di poco più di duemila abitanti ma con ben due birrifici: &lt;a href="http://www.birraamarcord.it/"&gt;Amarcord&lt;/a&gt; e Tenute Collesi. Io ero lì per il secondo, &lt;a href="http://www.collesi.com/"&gt;Tenute Collesi&lt;/a&gt;, e questa è la scena che avevo davanti...&lt;/div&gt;﻿ &lt;br /&gt;&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_k3bLVn67CUg/TT7i-7zd5TI/AAAAAAAAAZM/fgd-Xhq56C4/s1600/Tenute+Collesi.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="212" s5="true" src="http://3.bp.blogspot.com/_k3bLVn67CUg/TT7i-7zd5TI/AAAAAAAAAZM/fgd-Xhq56C4/s320/Tenute+Collesi.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Bufera di neve alla marchigiana&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;﻿ &lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Cinquanta centimetri di neve soffice e&amp;nbsp;un vento che giustamente la sollevava per sbattertela in faccia. Una scena alla Zanna Bianca o, appunto, da Sergente nella neve (entrambi romanzi della mia adolescenza),&amp;nbsp;tuttavia uno scenario fantastico, suggestivo (leggermente rischioso solo nello scendere i gradini). Ma uno scenario che i soci di Tenute Collesi possono ammirare (beati loro) tutti i giorni dalla grande vetrata panoramica. All'interno si trova l'impianto di produzione dal quale nascono, a tutt'oggi, le sei birre firmate Tenute Collesi e distribuite in Italia dalla &lt;a href="http://www.dec.it/"&gt;D&amp;amp;C&lt;/a&gt;, azienda storica nel settore e di comprovata abilità.&lt;/div&gt;&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_k3bLVn67CUg/TT7rH74AlTI/AAAAAAAAAZQ/_UeQn409QZQ/s1600/6+bottiglie+birra+Collesi.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="290" s5="true" src="http://2.bp.blogspot.com/_k3bLVn67CUg/TT7rH74AlTI/AAAAAAAAAZQ/_UeQn409QZQ/s320/6+bottiglie+birra+Collesi.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;La gamma di Tenute Collesi&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Giuseppe Collesi e Roberto Bini sono i due soci che hanno dato vita al birrificio. Come spesso accade l'unione di passione e competenza commerciale permette loro di ottenere buoni risultati ma, visto che l'arroganza intellettuale non abita evidentemente ad Apecchio, a progettare le loro birre hanno chiamato un tecnico belga, quel Marc Knops che lavora da &lt;a href="http://www.achelsekluis.org/english/frame_en.htm"&gt;Achel&lt;/a&gt; e che è stato definito da Roger Protz &lt;a href="http://www.beer-pages.com/protz/features/achel.htm"&gt;"peripatetic brewer"&lt;/a&gt;. Il risultato sono delle birre molto equilibrate, di facile approccio, eleganti e non troppo caratterizzate. Così, insomma, come le avevano pensate Collesi e Bini che puntano dritti alla ristorazione, alle gastronomie gourmet, ai winebar. Tra tutte ho trovato molto interessante la Ego, una chiara da 6% vol con aromi delicati, floreali e un finale bello asciutto, e la Ubi, ambrata (definita Rossa) da 8% vol che lascia intendere il caramello, toni di biscotto, una punta di rabarbaro, mantenendosi comunque sempre beverina. Di recente inoltre è nata la Triplo Malto, una chiara da 9% vol che vede la luce tutti gli anni il 4 luglio (anniversario del birrificio) e a tiratura limitata: sulle quattromila bottiglie. Interessante infine, ma almeno per me da approfondire, l'approvvigionamento del malto che Tenute Collesi ha risolto affidandosi al &lt;a href="http://www.agricolturalternativa.info/index_file/Page672.htm"&gt;Cobi&lt;/a&gt;, una malteria anconetana che produce malto d'orzo per birra. Un segnale, nemmeno troppo urlato a dire la verità rispetto ad altre situazioni, che forse anche in questo campo qualcosa si sta muovendo...&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34671688-7030657365750837445?l=birragenda.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://birragenda.blogspot.com/feeds/7030657365750837445/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34671688&amp;postID=7030657365750837445' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34671688/posts/default/7030657365750837445'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34671688/posts/default/7030657365750837445'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://birragenda.blogspot.com/2011/01/il-giornalista-nella-neve.html' title='Il giornalista nella neve'/><author><name>Maurizio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13295032408835029637</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_k3bLVn67CUg/TEcY0aabAlI/AAAAAAAAATM/q8erfa4Kxx0/S220/P1040872.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_k3bLVn67CUg/TT7i-7zd5TI/AAAAAAAAAZM/fgd-Xhq56C4/s72-c/Tenute+Collesi.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34671688.post-2218555052099001079</id><published>2011-01-22T17:37:00.046+01:00</published><updated>2011-01-22T18:01:14.226+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Birra'/><title type='text'>Birra dell'Anno - Si discute sul concorso...</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Evitato l'ibernamento in quel di Apecchio, nelle Marche, dove sono andato in visita da &lt;a href="http://www.collesi.com/"&gt;Tenute Collesi&lt;/a&gt;, c'era una nevicata&amp;nbsp;più adatta a una&amp;nbsp;&lt;a href="http://www.iditarod.com/"&gt;Iditarod&lt;/a&gt;&amp;nbsp;che a un assaggio sul posto di birre,&amp;nbsp;si riattacca con il blog e con un post che, mi auguro, dia adito a un confronto tra le diverse "anime" della birra artigianale italiana. Allora, qualche giorno fa ho ricevuto un sms da Nicola Perra, birraio di solida e meritata fama del &lt;a href="http://www.barley.it/"&gt;Birrificio Barley&lt;/a&gt;, che muoveva delle critiche alle modalità previste dall'imminente &lt;a href="http://www.unionbirrai.it/index.php?option=com_content&amp;amp;view=article&amp;amp;id=187&amp;amp;Itemid=154"&gt;Birra dell'Anno&lt;/a&gt;, il concorso organizzato da &lt;a href="http://www.unionbirrai.it/"&gt;Unionbirrai&lt;/a&gt; che vedrà la premiazione dei vincitori a Rimini, il 19 febbraio, durante &lt;a href="http://www.saporerimini.it/fiera/presentazione_pianeta_birra.asp"&gt;Selezione Birra&lt;/a&gt;. Nicola, in poche parole, critica la composizione delle categorie che mettono in ballo birre diverse all'interno dello stesso campo di gioco (così, su due piedi, penso alle chiare di ispirazione tedesca, basso grado alcolico ma alta e bassa fermentazione). Il giudizio di Nicola è che "UB ha fatto un brutto passo falso sulla via della divulgazione della cultura birraria di cui, per anni, è stata promotrice".﻿﻿﻿﻿&lt;/div&gt;﻿ &lt;br /&gt;&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_k3bLVn67CUg/TTsGLPRfxpI/AAAAAAAAAZE/E5xkaaA2MRA/s1600/oppoSAR003426.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="320" s5="true" src="http://3.bp.blogspot.com/_k3bLVn67CUg/TTsGLPRfxpI/AAAAAAAAAZE/E5xkaaA2MRA/s320/oppoSAR003426.jpg" width="313" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Nicola Perra e le sue birre&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;﻿ &lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ma è la conclusione dell'sms di Nicola che mi ha allarmato: "Inutile dire che come birrificio non parteciperò a questa farsa e ciò mi spiace giacché la giuria ha tutto il mio rispetto". Niente birre del Barley dunque a Birra dell'Anno? Se così fosse la sua assenza, a mio avviso, sarebbe di quelle pesanti. Ho parlato con Nicola, anche per essere autorizzato a riferire qui i contenuti del suo sms, ed è convinto delle sue posizioni. Conoscendolo, e stimandolo, ho pensato d'accordo con lui di renderle pubbliche qui ma, allo stesso tempo, ho deciso di coinvolgere i vertici di Unionbirrai per ottenere da loro una spiegazione. A me la tecnica del linciaggio, del sasso lanciato o del pubblico ludibrio non piace molto ma so per certo che altri la pensano diversamente da me. Comunque, battute a parte, le risposte di UB sono arrivate nelle persone di &lt;a href="http://hoppy-hour.blogspot.com/"&gt;Alessio Leone&lt;/a&gt; e di Marco Giannasso, responsabile dei corsi di formazione Unionbirrai, entrambi parte del comitato che ha elaborato le diverse categorie. Io mi limito a&amp;nbsp;riproporle nella speranza che in primo luogo si possa discuterne e in secondo, è una mia speranza personale, Nicola ci ripensi.&lt;br /&gt;Ecco, allora, l'opinione di &lt;u&gt;Alessio Leone&lt;/u&gt;: "Mesi fa, al momento dello sviluppo delle nuove categorie, ci si è posti il problema se continuare con la politica fino ad allora intrapresa da UB (ossia definire una categoria mediante i suoi parametri "tecnici") oppure abbracciare la pratica diffusa in quasi tutti i concorsi birrari di chiamare ogni categoria con lo stile di riferimento, e solo dopo aggiungere le descrizioni tecniche. La seconda opzione sarebbe risultata più semplice sia per i giudici, sia per i birrai che per tutti quanti; secondo UB però questo avrebbe compromesso la nostra libertà rispetto alle tradizioni birrarie, e si è quindi optato per la prima opzione.&lt;br /&gt;Posto quello, c'era la necessità di far fronte a una quantità notevole di birra iscritte nel 2010: si è pensato ad un primo ampliamento delle categorie, che è quello che avremo al campionato in arrivo. Certamente ci sono delle categorie "ibride", nelle quali confluiscono birre con parametri non esattamente uguali, ma certo neanche completamente divergenti: per esempio, poteva esserci una categoria "Kolsch", ma con due/tre birre iscritte quale sarebbe stata la credibilità della premiazione? Queste 20 categorie sono state poi testate con simulazione basata sulle 300+ birre iscritte l'anno passato.&lt;br /&gt;L'unico e reale problema che vedo oggi rileggendole è una certa mancanza di immediatezza, essendo definite appunto da parametri tecnici e non nomi di stili conosciuti e condivisi. Ma davvero è l'unico difetto che vedo, in un lavoro svolto in diversi mesi da un gruppo preparato che si è trovato ad affrontare le problematiche di un mercato in continua fase di crescita come il nostro.&lt;br /&gt;Credo che il lavoro, positivamente o negativamente, possa e debba essere giudicato solo alla fine del concorso".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;﻿ &lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_k3bLVn67CUg/TTsLuKqVskI/AAAAAAAAAZI/a5wOOKlgXD4/s1600/birra-anno-2011.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" s5="true" src="http://3.bp.blogspot.com/_k3bLVn67CUg/TTsLuKqVskI/AAAAAAAAAZI/a5wOOKlgXD4/s1600/birra-anno-2011.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Birra del'Anno 2011&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;﻿ E di seguito, le parole di &lt;u&gt;Marco Giannasso&lt;/u&gt;: "Leo ha espresso perfettamente le motivazioni e le modalità che ci hanno condotto a queste categorie. Vorrei solamente aggiungere che anche queste ultime si potrebbero ancora definire delle "macro categorie" in quanto sono stati accorpati diversi stili in ognuna di esse. Gli accorpamenti sono stati fatti in modo da avere diverse birre con parametri di produzione e sensazioni degustative i più simili possibili. E' chiaro che la situazione ottimale sarebbe, probabilmente, avere una categoria per ogni stile, ma, come ha già detto Leo, il numero non ancora grandissimo di birre in concorso non ci permette di fare ciò. Con l'aumentare delle partecipanti si renderanno necessarie ulteriori modifiche e nuovi ampliamenti e questo lo si farà al momento opportuno. Quest'anno abbiamo fatto già un grosso passo in avanti rispetto alle passate edizioni. Infine un'ultima considerazione: grazie ai nostri birrai, caratterizzati da fantasia ed inventiva, questa catalogazione risulterà sempre abbastanza complicata in quanto ci presentano spesso prodotti che si potrebbero definire unici. Ma del resto se anche si volessero iscrivere queste birre "particolari" ad un altro qualsiasi concorso internazionale credo che non si troverebbe neanche lì la categoria che calza a pennello per tutte le partecipanti".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco, queste sono le dichiarazioni, avallate anche da Simone Monetti, di Unionbirrai. Ho già chiesto a Nicola di replicare come meglio crede (anche sul modello dei post di Claudio Cerullo); l'argomento mi sembra serio e "profondo" e Birra dell'Anno è concorso nazionale che, da sempre, per giurie e qualità ha saputo distinguersi nel panorama nazionale. Metterlo in crisi potrebbe essere un errore grave, metterlo in discussione invece è sempre legittimo. Soprattutto quando gli argomenti, e chi li esprime, merita il rispetto di tutti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34671688-2218555052099001079?l=birragenda.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://birragenda.blogspot.com/feeds/2218555052099001079/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34671688&amp;postID=2218555052099001079' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34671688/posts/default/2218555052099001079'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34671688/posts/default/2218555052099001079'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://birragenda.blogspot.com/2011/01/birra-dellanno-si-discute-sul-concorso.html' title='Birra dell&apos;Anno - Si discute sul concorso...'/><author><name>Maurizio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13295032408835029637</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_k3bLVn67CUg/TEcY0aabAlI/AAAAAAAAATM/q8erfa4Kxx0/S220/P1040872.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_k3bLVn67CUg/TTsGLPRfxpI/AAAAAAAAAZE/E5xkaaA2MRA/s72-c/oppoSAR003426.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34671688.post-6641171760504416163</id><published>2011-01-14T16:40:00.001+01:00</published><updated>2011-01-14T17:42:53.285+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Birra'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tasting'/><title type='text'>Hipster e Rudolph: tecniche di depistaggio...</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ohibò, riprendiamo la sana (o forse insana) abitudine di scrivere sul blog e lo facciamo mantenendo la promessa di raccontare le nostre impressioni delle due birre arrivate dal birrificio &lt;a href="http://badattitudebeer.blogspot.com/"&gt;Bad Attitude&lt;/a&gt; di Lorenzo Bottoni &amp;amp; Company qualche giorno prima della roulette russa (gastronomicamente parlando) delle festività natalizie. Allora, iniziamo con il dire che&amp;nbsp;ricevere le&amp;nbsp;birre a casa in assaggio da parte di un birrificio artigianale&amp;nbsp;è pratica quasi del tutto sconosciuta in Italia (primo applauso per Bad Attitude) il che potrebbe far concludere che chi scrive di birra non serve a nulla oppure che ai birrifici artigianali non gliene frega niente. Boh, fate voi. Tuttavia l'iniziativa di Bottoni è lodevole anche perchè si espone consapevolmente a critiche, eventuali e si spera ovviamente motivate, e perché legittima il piccolo popolo di blogger italiani. Le due birre in questione si chiamano Hipster e Rudolph, immortalate qui sotto poco prima della stappatura....&lt;/div&gt;﻿ &lt;br /&gt;&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_k3bLVn67CUg/TTBnRB8uvAI/AAAAAAAAAY0/X2GFDh4e6w8/s1600/H+e+R.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="320" n4="true" src="http://4.bp.blogspot.com/_k3bLVn67CUg/TTBnRB8uvAI/AAAAAAAAAY0/X2GFDh4e6w8/s320/H+e+R.JPG" width="247" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Hipster e Rudolph by Bad Attitude Craft Brewing&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Partiamo con la confezione, perchè sono convinto che l'occhio voglia la sua parte. Formato della bottiglia in stile "muratore anni Cinquanta"﻿, ma reso simpatico dalle etichette: una in stile "summer of love" e l'altra che rivisita la renna dal naso rosso che guida la slitta di Babbo Natale. A me sono piaciute entrambe perchè mi hanno messo allegria e mi è pure piaciuta la dizione "birra artigiana" invece di artigianale (che sia questa la chiave di volta della sfuggente quanto inflazionata definizione?). Alleluia finale per la citazione dei luppoli. La trovo una cosa buona e giusta e suggerisco a Lorenzo di inviare un campione anche a quelli della Splugen scrivendogli "ecco, i tre luppoli. Li trovate nella retroetichetta". Perplessità invece sulla Hipster presentata come una Pilsener Organic Wine. Vero che la presa per i fondelli è già nella dizione, ma la parolina pilsener ai più dice una cosa (luppolo, luppolo e ancora luppolo) mentre al naso la realtà è un'altra. Insomma, a parte qualche nota così così ma che presto scompare, la birra sembra pensare in ceco ma parlare in belga. Io, ad esempio, ho sentito un fruttato di albicocca e un cenno di miele e dopo ancora qualche minuto una sottilissima speziatura, più un'articolazione del profumo che un sentore vero e proprio. Al palato il corpo c'è e &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;﻿ &lt;br /&gt;&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_k3bLVn67CUg/TTBqC7PJsLI/AAAAAAAAAY4/zA6dsl-FP20/s1600/Hipster.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="320" n4="true" src="http://2.bp.blogspot.com/_k3bLVn67CUg/TTBqC7PJsLI/AAAAAAAAAY4/zA6dsl-FP20/s320/Hipster.JPG" width="221" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;La Hipster nel bicchiere&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;﻿ &lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;si sente (7,62% vol). Un bell'equilibrio, una bella aromaticità che lascia uscire un piacevole amaro (adesso sì) e&amp;nbsp;che termina molto bene nel retrogusto, lasciando la bocca piva di acidità e pronta per bere ancora. Insomma, una birra che mi ha convinto con qualche smagliatura (il naso iniziale), ma che ti porta un po' fuori rotta... Discorso diverso invece per la Rudolph, presentata come "winter warmer" categoria che si presta maggiormente alle interpretazioni sul tema. Il colore è ambrato con tonalità che ricordano il rame, schiuma davvero imponente (un po' debole nella Hipster), compatta e persistente. Profumo complesso, speziatura subito immaginabile anche se, non avendo letto prima le note, ho imbroccato solo la cannella. Dello zenzero e del ginepro ho avuto la sensazione solo&amp;nbsp;a posteriori, per cui vale quello che vale. Cioè niente.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;﻿ &lt;br /&gt;&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_k3bLVn67CUg/TTBtUvEvMWI/AAAAAAAAAY8/Yi5cey0g0Jg/s1600/Rudolph.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="320" n4="true" src="http://3.bp.blogspot.com/_k3bLVn67CUg/TTBtUvEvMWI/AAAAAAAAAY8/Yi5cey0g0Jg/s320/Rudolph.JPG" width="210" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;La Rudolph nel bicchiere&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;﻿ &lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ma è una birra affascinante sebbene l'avrei forse preferita con un corpo ancora maggiore, più solido e più "caldo". Sempre al naso ho scritto di getto "miele di castagno e frutta esotica (datteri?), caramello e cannella". Cannella che torna a farsi sentire anche in bocca. Ma senza risultare eccessiva; solo quel tanto che basta per farti tornare in mente certi dolci natalizi anglosassoni e la voglia di accendere un fuoco (il che essendo circondato da libri e carta in genere comporta un certo rischio). Comunque birra più che piacevole. La riberrei volentieri (anche la Hipster), perché il finale di entrambe non te le incolla al palato ingolfandolo. Il che vuol dire che mi rimane la sete. E attacco le seconde bottiglie...&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34671688-6641171760504416163?l=birragenda.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://birragenda.blogspot.com/feeds/6641171760504416163/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34671688&amp;postID=6641171760504416163' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34671688/posts/default/6641171760504416163'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34671688/posts/default/6641171760504416163'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://birragenda.blogspot.com/2011/01/hipster-e-rudolph-tecniche-di.html' title='Hipster e Rudolph: tecniche di depistaggio...'/><author><name>Maurizio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13295032408835029637</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_k3bLVn67CUg/TEcY0aabAlI/AAAAAAAAATM/q8erfa4Kxx0/S220/P1040872.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_k3bLVn67CUg/TTBnRB8uvAI/AAAAAAAAAY0/X2GFDh4e6w8/s72-c/H+e+R.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34671688.post-5206140447504433250</id><published>2010-12-28T12:27:00.000+01:00</published><updated>2010-12-28T12:27:58.027+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Birra'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Comunicazione'/><title type='text'>L'anno che verrà</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Si chiude un 2010 difficile e si apre un 2011 non facile. Già questo dovrebbe far riflettere un po' tutti sul fatto che, anche in termini birrari, ci sarà da stringere la cinghia e ci&amp;nbsp;si dovrà aspettare che la selezione sui birrifici e sulle birre da loro prodotte aumenterà. Non che il mercato sia saturo, questo non lo credo, ma i "pesci" abboccheranno con minore facilità. Non tutto ciò che è artigianale è buono&amp;nbsp; e pure la parola "artigianale" sta un po' rompendo le scatole visto che tutti, o quasi, se ne sono appropriati senza colpo ferire. Ergo prevedo che la birra artigianale avrà qualche sofferenza in più rispetto al passato, soprattutto l'avrà chi è convinto che questo settore sia ancora così fertile per le start up. I segnali preoccupanti arrivano sui prezzi, certo, della birra artigianale italiana ma pure sul pressapochismo di alcuni produttori. E nel frattempo scendono in campo i "pezzi da novanta" che, ovviamente, fanno il loro mestiere. Fanno accordi con le mele migliori del cesto, acquisiscono quote, si preparano insomma al futuro che sarà meno Far West di quello di oggi e un po' più Nuova Frontiera. Qualche giorno fa ho letto di un distributore di Bergamo che sta per lanciare sul mercato la sua birra artigianale: l'anno chiamata &lt;a href="http://www.italiaatavola.net/articoli.asp?cod=17962"&gt;Cuvèe Millesimata&lt;/a&gt;. Nome da "notte degli Oscar" ma è una birra chiara venduta a prezzo competitivo perché, come ammette il titolare nell'intervista, "non possiamo costare sempre più degli altri". Sintomatico, a mio avviso. Così come sono sintomatici i rumors che danno per operativo dal primo gennaio un accordo tra un big player della distribuzione e uno storico commerciante bolognese di beverage (birre incluse). E così si nota, sul web, che il leggendario Teku, il calice risolutivo per la degustazione della birra, è finito nelle confezioni natalizie di Birra Moretti Grand Cru. Insomma, ogni tanto ho idea che il mondo della birra artigianale italiana assomigli un po' a quelle scene dove le carovane sono strette a cerchio per resistere all'attacco degli indiani. Una politica che potrebbe pure avere successo ma che comporta l'immobilismo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;﻿ &lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_k3bLVn67CUg/TRnHosyhHoI/AAAAAAAAAYw/QzosuV6O4vc/s1600/Eccellenza+Birra_6.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="213" n4="true" src="http://3.bp.blogspot.com/_k3bLVn67CUg/TRnHosyhHoI/AAAAAAAAAYw/QzosuV6O4vc/s320/Eccellenza+Birra_6.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Just a decent pint of beer&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;﻿ &lt;div style="text-align: justify;"&gt;Questo il mercato prossimo futuro e mentre il mercato cambia e si trasforma, le associazioni (forse) si moltiplicano, gli appassionati di nicchia si arrampicano sempre di più sulle specialità da "fuori di testa" e le lotte di quartiere, come l'esilarante querelle di &lt;a href="http://www.ratebeer.com/"&gt;Ratebeer&lt;/a&gt; sui voti ai locali italiani letta sul &lt;a href="http://www.movimentobirra.it/forum/forum_posts.asp?TID=3449"&gt;forum di Mobi&lt;/a&gt;, mi portano a pensare che la bussola possa definitivamente impazzire. Che la cosa riguardi i consumatori, o un certo tipo di consumatori, poco importa, ma se questo avvolgesse anche i produttori e i titolari dei punti vendita potrebbe essere catastrofico. Il fatto è che la rivoluzione artigianale italiana è una fiamma che brucia impetuosamente. Nel giro di pochi anni sembra che da bevitori di Beck's e Corona ci siamo tutti trasformati in esteti del luppolo, vivisezionatori del lievito, ricercatori del vintage o della barrique o di quello che vi pare. Purtroppo, la massa del mercato è ancora su Beck's e Corona e avvicinarla con il gusto di certe birre, anche italiane, mi sembra un po' complicato. Comunque continuiamo così: sbraitiamo e litighiamo, nella costante ricerca dell'iperbole sia essa lessicale o birraria e, spesso, cadendo in contraddizione pure con noi stessi. Come credo di aver già scritto, siamo a metà strada tra il primo amore stile Il Tempo delle Mele e lo stato di permanente belligeranza alla ragazzi della Via Paal. Ma, io credo, questo non è uno stato permanente, che può insomma durare per sempre. Prima o poi la gente cresce, si stufa, trova altre cose di cui appassionarsi o sulle quali litigare. Ripeto, gli amanti della birra non corrono nessun rischio. I cosiddetti operatori sì.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34671688-5206140447504433250?l=birragenda.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://birragenda.blogspot.com/feeds/5206140447504433250/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34671688&amp;postID=5206140447504433250' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34671688/posts/default/5206140447504433250'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34671688/posts/default/5206140447504433250'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://birragenda.blogspot.com/2010/12/lanno-che-verra.html' title='L&apos;anno che verrà'/><author><name>Maurizio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13295032408835029637</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_k3bLVn67CUg/TEcY0aabAlI/AAAAAAAAATM/q8erfa4Kxx0/S220/P1040872.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_k3bLVn67CUg/TRnHosyhHoI/AAAAAAAAAYw/QzosuV6O4vc/s72-c/Eccellenza+Birra_6.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34671688.post-4292206588052023943</id><published>2010-12-22T19:21:00.000+01:00</published><updated>2010-12-22T19:21:18.459+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Birra'/><title type='text'>Unionbirrai: la riunione vista da Claudio Cerullo</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;Visto che questa è la seconda volta che cedo il ruolo di scrivente a Claudio Cerullo ci tengo a sottolineare che tra noi non ci sono intese di alcun tipo. Non ci sono conflitti di interesse: non mi regala la birra e io non gli faccio da ufficio stampa. Meglio precisare, non si sa mai... Trovo i suoi interventi stimolanti e d'attualità e se qualcuno volesse replicare, ben venga. Il momento del resto è evidentemente particolare: UB alla svolta, l'annunciata nascita di una nuova associazione, birrifici indipendenti e birrifici meno indipendenti di una volta, big players che si avvicinano nell'ombra (ma mica tanto). Insomma, molta carne al fuoco per un 2011 che si preannuncia davvero interessante. Ma ne riparleremo. Adesso, tocca a Claudio....&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;em&gt;M.M.&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right" style="text-align: justify;"&gt;﻿&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;IL MONDO CHE VORREI&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Chi sarà così benevolo da mettersi a leggere, sappia che la lettura solo di alcune parti potrebbe essere fuorviante, per cui o legge tutto o cerca un momento più idoneo. In ogni caso grazie di cuore per il tentativo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Venerdì, come precedentemente annunciato in questo spazio gentilmente concessomi da Maurizio, ho partecipato alla riunione &lt;a href="http://www.unionbirrai.com/"&gt;Unionbirrai&lt;/a&gt;. Per la cronaca non era la prima riunione a cui andavo e devo dire che si è parlato in modo più costruttivo e leale di altre volte.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Pur non essendo abituato a riunioni gremitissime (segno che qualche problema di qualsiasi natura esso sia, esiste, nel legame anche con gli stessi associati) ho trovato persone in buona forma, per cui credo che chi dice che Unionbirrai agonizza e presto passerà a miglior vita, sottovaluta l'ambiente. Ci sono idee, strategie e progetti. Purtroppo (e non per demeriti di Simone, ma per com'è nata la cosa) manca una gestione manageriale moderna, fatta di obiettivi, definiti, dichiarati e misurabili, di strategie e tattiche comunicate agli Associati. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Al di là delle mail informative, che arrivano o non arrivano, manca una modalità di rapporto con l'associato più stretta e personale. In una lettera a Simone di un anno fa, proponevo un assetto macroregionale per ovviare a questa grave lacuna, che poi di fatto crea una sensazione diffusa di aver pagato un obolo per essere su un sito e per partecipare ad un concorso, (come se avessi messo un banner su un sito birrario) piuttosto che aver creato e di sostenere attivamente qualcosa di comune e di utile. Da qui probabilmente un certo assenteismo e disinteresse da parte dei "sottoscrittori". Unionbirrai viene da molti vista come troppo Lombardocentrica.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Detto questo, per evitare di scrivere i soliti 5-6 soliti tomi, andiamo al dunque: cos'è Unionbirrai? Da ciò che ho capito e se sbaglio correggetemi, è&amp;nbsp;un'associazione allargata a diversi soggetti (professionali e non), che ha a cuore lo sviluppo della birra artigianale. Come si può sviluppare questa bevanda? Attraverso la promozione e la formazione sia del birraio che dell'esercente e del consumatore. Visto che comunque l'anello più debole della catena è il birrificio, senza il quale non ci sarebbe più birra artigianale, il 50% del direttivo è costituito dai produttori e si cerca di tutelarne l'esistenza, attraverso accordi con CNA o partecipazione ad es. ai tavoli delle accise, per evitare che il mercato crei delle forzature che rendano impossibile la vita dei microproduttori in senso generale. Ma di fatto la formazione attraverso corsi di degustazione e corsi di imprenditoria birraria o come i futuri corsi ASCOM etc. sono le attività fondamentali. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Uno dei punti dell'assemblea era la variazione sullo statuto della tipologia di socio, per permettere l'ingresso di distributori e publican, in modo da creare un tavolo interno e delle attività esterne che allarghino la conoscenza del mondo birrario artigianale.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A mio avviso questo può essere utile, a patto che ciò sia gestito managerialmente, se corroborato da un ufficio stampa adeguato, se supportato da un panel di esperti nazionale ed internazionale, che elaborino contenuti facilmente fruibili, se aperto a tutti coloro che, da associati, alzino la mano per dare un contributo. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Per inciso, chi da associato professionale critica Unionbirrai dicendo che non fanno nulla, o che sono troppo Lumbard, sappia che ci sono 3 posti nel direttivo disponibili (su 4 totali) e che quindi proponendosi può… "provare per credere". Chi critica perché tanto è facile, divertente e distruttivo, sappia che non è un atteggiamento costruttivo da comunità associativa.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_k3bLVn67CUg/TRJBB9Hx-wI/AAAAAAAAAYo/KcWUOcdO6no/s1600/unionbirrai1.gif" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" n4="true" src="http://2.bp.blogspot.com/_k3bLVn67CUg/TRJBB9Hx-wI/AAAAAAAAAYo/KcWUOcdO6no/s1600/unionbirrai1.gif" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Fin qui uno spot sul nuovo corso di Unionbirrai? No, una presa visione qui riassunta, e in attesa di eventuali smentite o integrazioni.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Veniamo adesso alle considerazioni personali, spero costruttive.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;u&gt;a) Formazione&lt;/u&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ovviamente non ci si inventa formatori, sappiamo tutti da esperienze scolastiche che non sempre saperne vuol dire saper trasmettere la conoscenza. Se questo è il focus per UB, per garantire la massima qualità occorre che vengano predisposti dei piani di offerta formativa certificati da chi vive facendo formazione, (se no, chi forma i formatori, non solo sui contenuti, ma anche sulle tecniche per far apprendere i concetti espressi?). Unionbirrai ha fatto molto e spesso si è affidata a relatori del mondo Universitario, ma questo deve essere uno stimolo a crescere ed organizzarsi. (Nota: Sarebbe auspicabile, specie per la formazione degli aspiranti birrai, confermare un panel di docenti "esterni" ai microbirrifici associati (seppur con difficoltà varie, dalla disponibilità alla lingua) per garantire univocità ed imparzialità e non far sentire come esclusi molti altri associati). &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In definitiva ogni "mission" ha una sua peculiare organizzazione, se la formazione è la mission principale, la struttura deve essere ottimizzata e certificata allo scopo. Questo chiaramente vale per tutti coloro che da domani abbiano la volontà di fare i formatori in qualsiasi settore&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;u&gt;b) Comunicazione&lt;/u&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Unionbirrai non si è mai distinta per velocità e strategia comunicativa. Purtroppo oggi serve un organismo che comunichi e che dica le cose come stanno, contrastando chi parla a nome di tutti, non preoccupandosi delle ricadute che certe parole possono avere per tutti, anzi a volte sfruttando la divisione esistente. Un esempio concreto che ho fatto in riunione è stata la conferenza a Prato per Eccellenza Birra. Il relatore che parlava a nome dei birrai ha detto che tra un anno sarebbero rimasti più o meno 12 birrifici, in quanto gli altri non avrebbero potuto sopravvivere in un regime di calo dei prezzi. La cosa è finita sui giornali e mi ha chiamato un operatore finanziario per sapere se la previsione era realistica, visto che molti birrifici hanno impegni finanziari per periodi maggiori di un anno. E' solo un esempio, ma credo che possa mostrare quanto la comunicazione possa influenzare molte cose, compreso l'accesso al credito! Comunicare costa e drena le poche risorse dell'associazione. Però è importante ed utile, non solo a scopo difensivo, ma maggiormente a livello propositivo e di sviluppo del settore&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;u&gt;c) Volontariato&lt;/u&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E' ovvio che un proposito culturale consente di reclutare più volontari rispetto a propositi meno nobili. In UB i volontari hanno fatto molto ed a loro va un grande encomio. Ma la crescita dal punto manageriale obbliga a far ricorso a persone che abbiano capacità ed esperienze, che si facciano carico degli obiettivi e lavorino incessantemente per raggiungerli. I volontari possono avere competenze utili, ma non possono lavorare stabilmente e soprattutto portare a termine incarichi nei tempi giusti. Il volontariato va incanalato su attività anche importanti, ma di breve respiro. Ed un'associazione come UB non può lavorare solo su progetti di breve respiro, almeno non più, nell'attuale mercato, con gli attuali player. Deve avere un piano di sviluppo a 5 anni. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non voglio sminuire l'operato di tanti pro e non, che negli anni si sono prodigati, ai quali deve essere fatto un plauso da parte di tutti. Vorrei dare dei suggerimenti per il presente o meglio per l'immediato futuro.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;u&gt;c) Tutela di gruppi ristretti&lt;/u&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In un tavolo di lavoro così ampio e variegato, ci possono essere minoranze da tutelare? E la tutela di queste minoranze può essere a danno di altre minoranze rappresentate all'interno dell'associazione? Un esempio attuale: posso tutelare un microbirrificio dall'azione di un distributore che importa "birra artigianale" dall'estero a basso prezzo? O dalla concorrenza sleale di microbirrifici agricoli che potrebbero avere agevolazioni fiscali, magazzini e prezzi delle materie prime agevolati, una rete di vendita già su scala nazionale o internazionale? Agostino Arioli e Giovanni Campari (per citarne 2 che rappresentano 2 fasi distinte della vita di UB) sono le nostre glorie birrarie, sono conosciuti in tutto il mondo e ragionano come il mondo, ossia "craft beer" nel senso di sostegno alla birra artigianale attraverso il sostegno dei microbirrifici locali. Per questo la loro "visione" è così allargata. Ma purtroppo per noi la realtà è dei microbirrifici di paese che cercano di campare con una popolazione di 10 mila&amp;nbsp;anime, di cui il 30% disoccupati, di un mercato che d'inverno non ti paga neppure l'affitto del capannone e non di realtà strutturate. Non si può non avere a cuore la loro esistenza ed il loro sviluppo. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Si è detto su molti siti web che ci sono dei microbirrifici "carbonari" nel senso che si sono incontrati per verificare se hanno bisogni comuni, quanto tali bisogni siano forti e pressanti e se è necessario costruire qualcosa insieme per la tutela degli stessi, che più che carbonai definirei indipendenti. A costoro sarebbe molto utile un organismo in grado di tutelare il proprio operato e la propria sopravvivenza in un contesto di possibile concorrenza sleale (che si è creata o potrebbe crearsi). Serve una tutela nei confronti di chi dice che la maggior parte delle birre inglesi o belghe sono artigianali, da chi fa un brewpub con un impianto da 50 litri e poi vende tutt'altre birre e da altre mille storture di mercato che possono esistere. Serve una regia per massimizzare e sfruttare certe opportunità. Questo Unionbirrai non può farlo, in quanto da propria "mission" raduna con potere di voto ogni birrificio che faccia birra non pastorizzata, indipendente e non, agricolo, rurale e non.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Serve dunque ai microbirrifici indipendenti, una cellula associativa, un microuniverso rispetto a quello Unionbirrai, perché non tutti i produttori sono uguali e non hanno le stesse problematiche (al di là dei grandi temi comuni). &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Potrà non essere l'unica, nel senso che un domani potrebbe formarsi come cellula indipendente l'associazione dei birrifici agricoli e rurali o delle cantine sociali o il club dei birrifici VIP che producono o fatturano oltre una certa soglia. Tutto ciò è assolutamente legittimo e non potrà essere essere direttamente Unionbirrai (che come detto, oggi è un'altra cosa, a meno di non tentarne una scalata e sconvolgere tutto).&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Qualcuno potrebbe dire: ma se allarghiamo insieme il mercato, c'è spazio per tutti, senza dover creare nulla di nuovo, lasciando lo status quo. Chi ha interesse a questo si associ ad UB, collabori alla vita associativa, senza pensare a creare barriere e distinzioni.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sarebbe bello, ma purtroppo questa è una visione giusta per un arco temporale come quello delle fasi da pionieri, in cui i problemi ed i mezzi erano gli stessi per tutti così come le capacità di investimento.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Con questa crisi dilagante, in un mercato in crescita, ma ancora poco strutturato come quello della Birra Artigianale, dove è quanto mai attiva la legge di Pareto (che dice che il 20% degli operatori fanno l'80% del mercato) e dove questo ha già stimolato gli appetiti di mercati in decremento (vini, prosecco etc.), potrebbe portare all'ingresso o alla strutturazione di gruppi industriali che con pochi mezzi (in senso assoluto, ma molto superiori a quanto possibile per un microbirrificio di medio livello), acquisiscano una posizione dominante nel mercato artigianale. Per UB questo non è importante, nel senso che se viene prodotta birra in conformità all'allegato A, non ci sono problemi, avrà sempre l'appoggio dell'associazione e si tratterà di un semplice assestamento del mercato. Però avere un mercato dominato da logiche prettamente affaristiche, di sinergie distributive e commerciali più che di passione nel produrre una birra buona e genuina, non porterà frutti né ai consumatori né ai distributori o publican. Si ritornerà ad una selezione ristretta di birre non pastorizzate, fotocopia di ciò che il consumatore medio chiede, senza più fantasia, passione ed inventiva, tipica dei piccoli produttori indipendenti. Io fossi il direttivo di UB mi interrogherei se i professional che fanno parte del 50% dell'assemblea dovrebbero essere semplicemente i produttori o più nello specifico i birrifici indipendenti, più vicini allo spirito iniziale e con maggior passione e determinazione a fare un certo tipo di birra?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Volendo chiudere, stringo: UB ha scelto di proseguire la stessa via tracciata dai fondatori, consapevole che il problema principale è la crescita del mercato. Con qualche modifica strutturale e qualche certificazione si riuscirà nell'intento. Ma poi di questo mercato, cosa andrà a chi ha creduto ed investito con passione nel settore?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Chiedo pertanto ai soci UB:&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non è il caso che UB collabori con i produttori indipendenti portando un'esperienza, un marchio comunque riconosciuto e delle progettualità in tutte quelle aree in cui ci possano essere delle sinergie? Ma soprattutto accetti la nascita di queste cellule senza ostilità e condizionamenti, senza gridare a lesa maestà o a separatismo, ma accettando e collaborando con chi ha comunque a cuore la Birra Artigianale?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Chiedo a chi era alla riunione carbonara di Fidenza:&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non è il caso che chi ha necessità e bisogni specifici, come gli indipendenti, esprimano le proprie istanze in un meeting di confronto con UB e restino comunque in un'area di collaborazione con chi ha portato avanti il movimento per diversi anni e si cerchi assieme di trovare il maggior numero di punti di contatto e di sviluppo comune? &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In Italia ciò è molto difficile. siamo molto individualisti, gelosi, ambiziosi, ma alimentare divisioni, creare barriere statutarie, che impediscano ad un indipendente di associarsi ad UB oppure ad Unionbirrai di sbattere fuori gli indipendenti porterà solo fenomeni distruttivi del settore.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E' ora invece di spronare la collaborazione tra tutti gli attori, UB, Mobi, ADB e chiunque abbia a cuore la Birra Artigianale, comprese realtà in possibile divenire, serve un grande festival comune per trovare fondi, serve una grande piattaforma di formazione degli esercenti e della popolazione, servono seminari e stage per birrai, servono spot televisivi, comunicati stampa, occasioni in cui raccontare le proprie birre, specie quelle di nicchia e non solo per vantare le grandi operazioni commerciali o markettare. Servono teste, iscrizioni e soldi per un grande piano comune.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Se qualche giorno fa volevo salvare Unionbirrai, oggi sono ancor più motivato a stimolare tutto l'ambiente per creare attraverso opportune sinergie, del valori condivisi e tangibili, che facciano veramente il bene del movimento birrario artigianale italiano, attraverso il coinvolgimento di UB e di tutti gli altri attori.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sogno un "Monte Rushmore" con le effigi di Kuaska, Monetti, Giacu, Faraggi, Bertinotti, Polli e Carilli, a memoria di una grande collaborazione ed un grande risultato non del singolo, ma della birra artigianale italiana.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;strong&gt;Claudio Cerullo&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34671688-4292206588052023943?l=birragenda.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://birragenda.blogspot.com/feeds/4292206588052023943/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34671688&amp;postID=4292206588052023943' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34671688/posts/default/4292206588052023943'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34671688/posts/default/4292206588052023943'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://birragenda.blogspot.com/2010/12/unionbirrai-la-riunione-vista-da.html' title='Unionbirrai: la riunione vista da Claudio Cerullo'/><author><name>Maurizio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13295032408835029637</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_k3bLVn67CUg/TEcY0aabAlI/AAAAAAAAATM/q8erfa4Kxx0/S220/P1040872.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_k3bLVn67CUg/TRJBB9Hx-wI/AAAAAAAAAYo/KcWUOcdO6no/s72-c/unionbirrai1.gif' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34671688.post-1350123392245674153</id><published>2010-12-20T15:18:00.000+01:00</published><updated>2010-12-20T15:18:58.484+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Birra'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tasting'/><title type='text'>Anteprima: Theresianer Coffee Stout</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;﻿Non mi capita tutti i giorni di fare un assaggio in anteprima assoluta. Quando arriva, ben venga. Questa volta l'occasione mi è capitata grazie all'amicizia con &lt;a href="http://www.comune.cavaso.tv.it/socideabira/What_s_New/Tullio_ZANGRANDO/tullio_zangrando.html"&gt;Tullio Zangrando&lt;/a&gt;, una delle persone più competenti e affabili che conosco nel gran circo della birra italiana, consulente da qualche anno a questa parte di &lt;a href="http://www.theresianer.com/"&gt;Theresianer&lt;/a&gt;, l'azienda di Martino Zanetti (più noto al grande pubblico come Mr. &lt;a href="http://www.hausbrandt.com/it/home.html"&gt;Hausbrandt&lt;/a&gt;), nella quale Christian Romano svolge il ruolo di mastro birraio. L'anteprima è allora&amp;nbsp;il debutto non ufficiale della prima&amp;nbsp;Coffee Stout mai realizzata da un'azienda italiana (tra quelle medie e grandi), una&amp;nbsp;birra che avevo anche io suggerito con cautela allo stesso Zangrando un paio d'anni fa e che mi sembrava quasi obbligatoria considerato i due campi d'azione di Zanetti. La birra e il caffè appunto. Ora la birra è pronta, una piccola quantità prodotta su scala&lt;br /&gt;﻿ &lt;br /&gt;&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_k3bLVn67CUg/TQ4_Hfu4gLI/AAAAAAAAAYg/u-UnIGTHi6E/s1600/Hausbrandt.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" n4="true" src="http://1.bp.blogspot.com/_k3bLVn67CUg/TQ4_Hfu4gLI/AAAAAAAAAYg/u-UnIGTHi6E/s1600/Hausbrandt.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Dal caffè...&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;pilota, rifermentata in un serbatoietto ma non filtrata, pensata, riportando le parole di Zangrando "attenendoci ai canoni "classici" delle stout, puntando sulla leggerezza e sull'amaro"﻿. La Coffee Stout, nome ancora non definitivo, è annunciata sul mercato per il prossimo anno e si presume che, anche nella sua versione definitiva, sarà non filtrata. Versata nel bicchiere ha un bel colore mogano, con dei riflessi rubino se lo si avvicina a una fonte di luce diretta. La schiuma è abbastanza persistente, colore nocciola o caffelatte, ma fine e compatta.&lt;br /&gt;﻿ &lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_k3bLVn67CUg/TQ9j-tz9dPI/AAAAAAAAAYk/YN5Eb79QjbI/s1600/theresianer.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" n4="true" src="http://4.bp.blogspot.com/_k3bLVn67CUg/TQ9j-tz9dPI/AAAAAAAAAYk/YN5Eb79QjbI/s1600/theresianer.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;...alla birra.&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;L'aroma è senza dubbio l'aspetto che mi ha intrigato maggiormente. D'accordo, la nota di caffè è evidente e dominante, ma pulita, non invasiva o esagerata. A seguire si avvertono tutte le declinazioni "caffettose": cappuccino, pocket coffee. Perchè, dopo qualche secondo, si sente anche il profumo del cioccolato al latte, una nota di biscotto e, a mio avviso, un cenno che ricorda il crème caramel. Belle sensazioni. Confermate anche all'assaggio quando la birra rivela la sua, effettiva, leggerezza e bevibilità (4,8% vol e 20 Ibu) lasciando alla fine un piacevole gusto di torrefatto e di amaro molto netto. Insomma, è una birra che mi è piaciuta&amp;nbsp;molto e che a mio parere fotografa l'attenzione di una realtà aziendale non piccola verso le birre "originali" e caratterizzate. Non credo sia un'anticipazione di una svolta epocale, forse solo un segno dei tempi che, come cantava Bob Dylan, stanno cambiando. O, per lo meno, a me piace pensarla così...&amp;nbsp;﻿ &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34671688-1350123392245674153?l=birragenda.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://birragenda.blogspot.com/feeds/1350123392245674153/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34671688&amp;postID=1350123392245674153' title='9 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34671688/posts/default/1350123392245674153'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34671688/posts/default/1350123392245674153'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://birragenda.blogspot.com/2010/12/anteprima-theresianer-coffee-stout.html' title='Anteprima: Theresianer Coffee Stout'/><author><name>Maurizio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13295032408835029637</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_k3bLVn67CUg/TEcY0aabAlI/AAAAAAAAATM/q8erfa4Kxx0/S220/P1040872.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_k3bLVn67CUg/TQ4_Hfu4gLI/AAAAAAAAAYg/u-UnIGTHi6E/s72-c/Hausbrandt.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>9</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34671688.post-1495801790811363636</id><published>2010-12-16T13:02:00.000+01:00</published><updated>2010-12-16T13:02:39.621+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Birra'/><title type='text'>Gardini, la birra e i video</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;﻿Nella solita frenesia lavorativa che raggiungo alla fine dell'anno (ho il sospetto che molti si aspettino la fine del mondo ogni dannato 31 dicembre) ho inserito una veloce intervista al neo campione del mondo dei sommelier Luca Gardini. Argomento, ovviamente, il ruolo delle birre nel ristorante, le loro potenzialità, il loro reale interesse da parte di chi fa la cantina e lavora in sala e la "risposta" dei consumatori. Va detto che, pur conoscendo da anni Luca, avevo nei giorni precedenti avuto modo di vedere il video realizzato da Paolo Polli nel suo &lt;a href="http://paolopolli.wordpress.com/2010/11/10/recensione-della-guida-le-tavole-della-birra-ditalia/"&gt;blog&lt;/a&gt; omonimo nel corso della fatidica presentazione della Guida dell'Espresso Le Tavole della Birra. Ergo, qualche perplessità covava nella mia mente. Ma di Luca, che non ha certamente bisogno di nessuna difesa da parte mia, conoscevo anche l'adrenalinica vitalità, la curiosità verso qualunque cosa si possa bere e la mostruosa capacità di concentrazione, durante il lavoro e i concorsi, unita a una sana e giovanile propensione al cazzeggio quando invece si trova in fase di, chiamiamolo così, relax. E allora, il difensore delle "rosse" in realtà ha dimostrato una buona conoscenza sul prodotto birra, ha ammesso che tutto il suo curriculum è tuttavia centrato sul vino (come la quasi totalità dei sommelier Ais) e ha mostrato, con una mia malcelata invidia, le birre che sta assaggiando in questi giorni. Lista preziosa dove appariva la Xyayu di Le Baladin, la Simcoe Single Hop Ipa di Mikkeller, la Hemel &amp;amp; Aarde di De Molen e altre amenità non proprio da Bar Sport. Il ragazzo, ha ventinove anni, insomma ha forse qualche conoscenza in più rispetto alle "rosse".&lt;/div&gt;﻿ &lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_k3bLVn67CUg/TQn8ZEJ7tkI/AAAAAAAAAYc/AAr9fOkZan8/s1600/Luca-Gardini.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="320" n4="true" src="http://1.bp.blogspot.com/_k3bLVn67CUg/TQn8ZEJ7tkI/AAAAAAAAAYc/AAr9fOkZan8/s320/Luca-Gardini.jpg" width="292" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Luca Gardini&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Con questo non sto dicendo che sia completamente d'accordo con la scelta del premio "Abbinamento" a Carlo&amp;nbsp;Cracco﻿. Da una guida sulla Tavole della Birra mi sarei aspettato più coraggio e meno "copiaincolla", tuttavia è vero che, a livello di grande ristorazione, Cracco e Gardini hanno cominciato a pensare alla birra prima di molti altri. E prima della moda che, chissà poi per quanto, sta adesso galoppando. Quindi a loro va dato qualche merito anche perché, a proposito della moda, Gardini ha ammesso che, se non la si salvaguarda, è fragile. Ovvero passeggera. Un po' come i rosati che, a lungo evitati da gourmet e psuedogourmet, sono improvvisamente ritornati in auge per, dopo qualche anno, riassestarsi nel loro consueto&amp;nbsp;angolino (bollicine a parte). Allora il punto non è farsi qualche allegra risata&amp;nbsp;per delle castronerie dette in un video, il punto è capire come fare a intrecciare un rapporto organico con il mondo della ristorazione. Che non vuol dire solo Cracco, Bottura, Cedroni e il resto dei "galacticos", ma tutta la ristorazione italiana. Decine di migliaia di tavole da avvicinare e, possibilmente, "colonizzare". Mica con tutte le birre immaginabili, solo individuando quelle più "acconce" a quel mondo. Che è importante sotto tutti i punti di vista: economico-commerciale, ovviamente, ma anche in termini di immagine e di diffusione del Verbo tra un target che, spesso e volentieri, non metterebbe piede in pub e birrerie.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34671688-1495801790811363636?l=birragenda.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://birragenda.blogspot.com/feeds/1495801790811363636/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34671688&amp;postID=1495801790811363636' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34671688/posts/default/1495801790811363636'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34671688/posts/default/1495801790811363636'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://birragenda.blogspot.com/2010/12/gardini-la-birra-e-i-video.html' title='Gardini, la birra e i video'/><author><name>Maurizio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13295032408835029637</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_k3bLVn67CUg/TEcY0aabAlI/AAAAAAAAATM/q8erfa4Kxx0/S220/P1040872.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_k3bLVn67CUg/TQn8ZEJ7tkI/AAAAAAAAAYc/AAr9fOkZan8/s72-c/Luca-Gardini.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34671688.post-8072610149330026850</id><published>2010-12-10T12:21:00.000+01:00</published><updated>2010-12-10T12:21:24.353+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Birra'/><title type='text'>Unionbirrai: la posizione di Claudio Cerullo</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;Le righe che seguono dovevano essere un commento al mio post "Unionbirrai: ripartire o perire". Ma considerato l'autore, Claudio Cerullo di Birra Amiata, e le cose che scrive ho deciso, dopo aver avuto il suo "via libera", di farne un post specifico. E' la prima volta che su questo blog succede. Se ci saranno&amp;nbsp;validi motivi, non sarà l'ultima. E' ovviamente una questione di visibilità ma anche di maggior disponibilità alla discussione...&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;em&gt;M.M.&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Concordo sul fatto che la birra artigianale italiana è come un ragazzo cresciuto in fretta, preda di amori, idoli e passioni sempre diverse e talvolta l'una in contrasto con l'altra. E' il momento di fare chiarezza, ordine, di passare da un idea del birraio meno bohemienne, genio e sregolatezza e più con idee chiare, obiettivi specifici ed una strategia reale e lineare. Come dici giustamente, che uno scelga con chiarezza che birra vuol fare e per quale segmento.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Questo non vuol dire che le immagini sognanti di birrai che attraversano campi di orzo verranno sostituite da immagini impersonali di business, ma significherà il passaggio a qualcosa di più strutturato, ad una seconda generazione, come è già avvenuto in altri settori artigianali.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Per fare questo occorre che gli artigiani con un DNA comune si uniscano non in Assobirra, la casa degli industriali, ma sotto un tetto costruito su misura per i loro bisogni e cerchino di crescere essi stessi al loro interno e che diano un contributo alla crescita del settore, magari collaborando con altre realtà su obiettivi comuni. Questo il mio pensiero. Peccato per Unionbirrai, ma chi vuol dare chances a chi non ha mai scelto da che parte stare? Dopo l'ingresso in Assobirra c'è stata una mobilitazione di molti (me compreso) per spingere UB a posizioni più critiche, ma senza successo. Pensa che sono associato dal 2006 e nell'ultima newsletter non si cita la mia birra di Natale, mentre però si citano altre di birrifici non associati...ma fosse solo questo. Nessuno mi aveva informato dell'ingresso di Lelio, o del presidente UB e ad una settimana dall'assemblea non ho ancora potuto leggere le modifiche allo statuto che si vorrebbero apportare. Simone è un amico ed ha tutta la mia stima, ma si è trovato a lavorare nelle sabbie mobili delle decisioni non prese e dei fondi insufficienti. Nelle aziende si dice che è più semplice partorire un altro bambino che resuscitare un morto, in pratica è più facile fare una nuova associazione che resuscitarne una che ormai brancola nell'asfissia.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;﻿ &lt;br /&gt;&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_k3bLVn67CUg/TQILeOH5lvI/AAAAAAAAAYY/WCEtlVt__5s/s1600/Claudio+Cerullo+Foto.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" n4="true" src="http://1.bp.blogspot.com/_k3bLVn67CUg/TQILeOH5lvI/AAAAAAAAAYY/WCEtlVt__5s/s1600/Claudio+Cerullo+Foto.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Claudio Cerullo - Birra Amiata&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;﻿ &lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Però proprio per il fatto che ho versato quote dal 2006, che ho nell’etichetta il logo Unionbirrai, per il fatto che ci siano dei soci benemeriti a vita, per il volontariato, per il sentore dei padri fondatori, che ancora si percepisce, per il nome, benché usato anche per personalismi anziché solo ed esclusivamente per il bene comune, noto a molti operatori internazionali, mi dispiacerebbe veder perire Unionbirrai, anche perché credo che possa essere ancora utile. Infatti gli artigiani possono darsi regole e servizi di utilità quotidiana, però necessitano di partner credibili ed organizzati nell'opera di formazione non tanto e non solo dei consumatori, ma anche degli operatori (esercenti, camerieri, barman etc.) che poi dovranno spiegare e far conoscere i prodotti da loro selezionati ai clienti. Credo che dopo la migrazione di molti HB su Mobi ed il possibile travaso di molti birrai, l’ultimo treno, seppur onorevolissimo (e comunque la storia già oggi gli riconosce questa attività), possa essere quello della formazione, della creazione di una cultura birraria, non solo ristretta alla degustazione fine a se stessa, ma alla conoscenza degli stili e delle origini, dei possibili abbinamenti in cucina, del bere responsabile, e perché no, della storia del movimento in Italia. Per far questo anche qui servono piani, obiettivi, fondi, mandati. Non si può candidarsi senza avere i requisiti. Io sarò all’assemblea, nella speranza che si possa lavorare per creare una struttura utile e propositiva per la formazione, che veda persone retribuite e volontari lavorare fianco a fianco per organizzare qualcosa di serio ed importante, ma soprattutto visibile all’esterno dai media e dai consumatori. Questa a mio modesto parere è la strada, il senso di marcia da percorrere, per evitare che UB muoia o che sia strumentalizzata da qualcun altro che potrebbe volerla usare per distruggere ciò che potrebbe nascere e non per far crescere il movimento come necessiterebbe.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Claudio Cerullo&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34671688-8072610149330026850?l=birragenda.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://birragenda.blogspot.com/feeds/8072610149330026850/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34671688&amp;postID=8072610149330026850' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34671688/posts/default/8072610149330026850'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34671688/posts/default/8072610149330026850'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://birragenda.blogspot.com/2010/12/unionbirrai-la-posizione-di-claudio.html' title='Unionbirrai: la posizione di Claudio Cerullo'/><author><name>Maurizio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13295032408835029637</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_k3bLVn67CUg/TEcY0aabAlI/AAAAAAAAATM/q8erfa4Kxx0/S220/P1040872.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_k3bLVn67CUg/TQILeOH5lvI/AAAAAAAAAYY/WCEtlVt__5s/s72-c/Claudio+Cerullo+Foto.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34671688.post-7166454755252162657</id><published>2010-12-08T13:08:00.000+01:00</published><updated>2010-12-08T13:08:48.636+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Birra'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Viaggi'/><title type='text'>Remember Hawaii</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In una giornata paciosa, benché gelida, come quella odierna la mia mente vola alle Hawaii e il mio cuore si strugge. Dopo questo attacco da libro Cuore (sic) proseguo segnalando a chiunque avesse l'opportunità di sciropparsi un numero notevole di ore di volo (ma da San Francisco sono solo cinque) la possibilità di godere delle favolose birre della &lt;a href="http://www.konabrewingco.com/"&gt;Kona Brewing Company&lt;/a&gt; a Ohau, l'isola principale dell'arcipelago. Quella, tanto per intendersi, con Honolulu, la spiaggia di Waikiki e Pearl Harbour. E' qui infatti che, seminascosto in un'area commerciale, si trova il secondo &lt;a href="http://www.konabrewingco.com/our-pubs/koko-marina-pub"&gt;flagship pub&lt;/a&gt; del birrificio hawaiiano più celebre. Solo birre Kona &lt;/div&gt;&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_k3bLVn67CUg/TP9wdbr-enI/AAAAAAAAAYM/yY1j7LK9VGo/s1600/Kona+Logo.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="306" n4="true" src="http://4.bp.blogspot.com/_k3bLVn67CUg/TP9wdbr-enI/AAAAAAAAAYM/yY1j7LK9VGo/s320/Kona+Logo.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;L'insegna a Koko Marina&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;alla spina,&amp;nbsp;e qualche referenza disponibile anche in bottiglia, ovviamente e una cucina che mescola cibo da pub con contaminazioni isolane. Come spesso accade negli Usa, la scelta migliore è quella di avventurarsi nel cosiddetto "sample", bicchierini monodose che permettono di fare un giro quasi completo di tutte o quasi le etichette. D'accordo, è più triste che avere una pinta in mano ma si rischia meno all'uscita e quando ci si rimette in auto. Complessivamente va detto che quelli di Kona sanno il loro mestiere, nel senso che tutte le loro birre sono più che corrette con punte di notevole interesse soprattutto per le specialità "creative"....&lt;/div&gt;&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_k3bLVn67CUg/TP9xicG3EmI/AAAAAAAAAYQ/7lqmmdycyD4/s1600/Tasting.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="240" n4="true" src="http://4.bp.blogspot.com/_k3bLVn67CUg/TP9xicG3EmI/AAAAAAAAAYQ/7lqmmdycyD4/s320/Tasting.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Il "sampler"&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dalla Longboard Island Lager, luppolata ma equilibratissima lager da bere a qualsiasi ora della giornata, alla Fire Rock Pale Ale, una delle migliori a mio avviso, passando per, appunto, le più caratterizzate Wailua Wheat, birra di frumento con frutto della passione che le dona un tocco vagamente esotico e per niente stucchevole, alla morbida Pipeline Porter dove appare, tra gli ingredienti, una percentuale di caffè Kona coltivato su Big Island (dove si trova lo stesso birrificio). Birre dunque, anche in un posto vacanziero come sono le Hawaii, che non si rivelano mai blande o semplicemente beverine ma che sanno differenziarsi dalle, sempre presenti, grandi marche industriali. Ma, oltre alla qualità, mi piace sottolineare la grande attenzione che i birrai di Kona dedicano all'immagine dei loro prodotti. Etichette colorate e sgargianti, immagini quasi fumettistiche e sempre legate all'immaginario hawaiiano (le onde, il surf, le fanciulle che ballano la hula, le cascate...), merchandising (magliette, cappellini, portabottiglie, minitavole da surf) e via dicendo. Segno evidente che, da queste parti, la qualità del prodotto va di pari passo con l'immagine. Parola non demonizzata per ipocrite crociate pauperistiche o per, come nella maggior parte dei casi, menefreghismo da artigiano irsuto, ma colta nelle sue potenzialità di vendita e di successo. Certo, la qualità costituisce le fondamenta della casa, ma senza il tetto non ci entrerà mai nessuno. Detto questo, mi posso pure godere il tramonto...&lt;/div&gt;﻿ &lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_k3bLVn67CUg/TP90wsMEHbI/AAAAAAAAAYU/mxte9RToA38/s1600/P1070173.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="240" n4="true" src="http://4.bp.blogspot.com/_k3bLVn67CUg/TP90wsMEHbI/AAAAAAAAAYU/mxte9RToA38/s320/P1070173.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Tramonto a Waikiki&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;﻿ &lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34671688-7166454755252162657?l=birragenda.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://birragenda.blogspot.com/feeds/7166454755252162657/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34671688&amp;postID=7166454755252162657' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34671688/posts/default/7166454755252162657'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34671688/posts/default/7166454755252162657'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://birragenda.blogspot.com/2010/12/remember-hawaii.html' title='Remember Hawaii'/><author><name>Maurizio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13295032408835029637</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_k3bLVn67CUg/TEcY0aabAlI/AAAAAAAAATM/q8erfa4Kxx0/S220/P1040872.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_k3bLVn67CUg/TP9wdbr-enI/AAAAAAAAAYM/yY1j7LK9VGo/s72-c/Kona+Logo.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34671688.post-4269867080524142874</id><published>2010-12-06T23:57:00.000+01:00</published><updated>2010-12-06T23:57:59.855+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Birra'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fiere'/><title type='text'>Pianeta Birra? E' a Milano...</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Vabbé si fa per dire, ma se avrete la pazienza di guardare le foto in questo post e, allo stesso tempo, siete dei veterani della fiera birraria riminese, troverete delle inquietanti similitudini con quella che una volta era la fiera di tutte le fiere, l'evento birroso più importante e più atteso dell'anno. Almeno fino a quando non ha deciso di abbassare il vessillo e autodefinirsi "Selezione Birra". Ignorando, dannazione,&amp;nbsp;la mia molto più brillante &lt;a href="http://birragenda.blogspot.com/2010/02/satellite-birra.html"&gt;definizione alternativa&lt;/a&gt;, che avrebbe almeno mantenuto una connotazione "stellare" al tutto. Comunque sia, l'&lt;a href="http://www.artigianoinfiera.it/ita/visit_home.php"&gt;Artigiano in Fiera&lt;/a&gt; è, da quando la frequento, la fiera più "mostruosa" che abbia mai visto. D'accordo l'ingresso è gratuito, d'accordo siamo praticamente sotto Natale e, sempre d'accordo, si mangia e si beve (a pagamento però) e si trova qualunque regalo dell'ultima ora vi possa venire in mente. Il risultato tuttavia si riassume&amp;nbsp;in questa foto: una scena quasi "oceanica" che nemmeno al Salone del Gusto di Torino...&lt;/div&gt;﻿ &lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_k3bLVn67CUg/TP1ickF3tVI/AAAAAAAAAYA/A0kaA9McOtw/s1600/Folla.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="320" ox="true" src="http://3.bp.blogspot.com/_k3bLVn67CUg/TP1ickF3tVI/AAAAAAAAAYA/A0kaA9McOtw/s320/Folla.JPG" width="240" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Un popolo in cammino&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Anzi, visto che ci siamo, anno dopo anno l'Artigiano presenta sempre più similitudini con il Salone. Volete comprarvi della vera bottarga di&amp;nbsp;muggine&amp;nbsp;? Nessun problema negli stand sardi. La N'duja? Raggiungete il padiglione calabrese. Biscotti al burro made in Normandy? Ci sono, ci sono.&amp;nbsp;Idem per salumi di ogni dove e un sacco di altre cose buone da riempire dieci dispense. Ah, beh, manca spesso, ma non sempre, la dizione "Presidio" ma l'atmosfera da food hall c'è tutta. Tuttavia, gironzolando per i corridoi il déjà vu non era tanto con il Salone torinese, quanto appunto con la Fiera della Birra della Riviera Romagnola. Mi è venuto quasi un colpo quando, girato un angolo, mi è apparso, come il monolite di 2001 Odissea nello spazio, questo enorme boccale di birra. D'accordo, ero nell'area tedesca ma gli stand birrari costituivano quasi una Bier Strasse...&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;﻿ &lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_k3bLVn67CUg/TP1ktLj3QLI/AAAAAAAAAYE/wLotfXutfKY/s1600/Boccale.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="320" ox="true" src="http://1.bp.blogspot.com/_k3bLVn67CUg/TP1ktLj3QLI/AAAAAAAAAYE/wLotfXutfKY/s320/Boccale.JPG" width="240" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Ein Prosit&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;﻿ &lt;div style="text-align: justify;"&gt;Poche chiacchiere "lavorative" certamente, ma tanta birra. Dalla Baviera, dalla Franconia.... Aktien e Beckbrau, Maisel's e Kulmbacher. A questo ultimo stand, tra l'altro, ho avuto modo di registrare un'altra defezione per la prossima Rimini. Ma tant'è...&amp;nbsp; Nel 2011 chi ci sarà? I birrai artigiani italiani? Ovvio, ma alcuni sono già qui. All'Artigiano di Milano.... Camminando senza bussola ho visto: SorA'laMA', Birrificio Abbà, Birra di Fiemme, Teddy Bier, l'Officina della Birra, il Birrificio Lariano e so che anche qualche altro aveva il suo stand. Aggiungeteci una specie di Guinness Pub e l'orchestrina da Oktoberfest e, ripeto, l'aria da&lt;/div&gt;﻿ &lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_k3bLVn67CUg/TP1oRt4NAxI/AAAAAAAAAYI/HowGX1Qv9GM/s1600/Birra+Abb%25C3%25A0.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="320" ox="true" src="http://1.bp.blogspot.com/_k3bLVn67CUg/TP1oRt4NAxI/AAAAAAAAAYI/HowGX1Qv9GM/s320/Birra+Abb%25C3%25A0.JPG" width="240" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;L'artigianale di Vercelli&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Pianeta Birra di una volta ci sta tutta. O quasi. Perché, ovvio, questo è un post leggermente "tirato", ma visto che non so davvero cosa attendermi dalla Selezione Birra﻿ di Rimini, sparo la mia "ultima cartuccia". Ovvero, visto che a Rimini per la birra non ci va quasi più nessuno (e non mi riferisco agli appassionati, parlo di stampa e operatori), in Unionbirrai sono sempre convinti che fare la cerimonia di Birra dell'Anno sulla Riviera sia proprio una buona idea? Secondo me, a Milano uno spazio lo si trova.... Magari proprio all'Artigiano in Fiera!&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34671688-4269867080524142874?l=birragenda.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://birragenda.blogspot.com/feeds/4269867080524142874/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34671688&amp;postID=4269867080524142874' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34671688/posts/default/4269867080524142874'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34671688/posts/default/4269867080524142874'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://birragenda.blogspot.com/2010/12/pianeta-birra-e-milano.html' title='Pianeta Birra? E&apos; a Milano...'/><author><name>Maurizio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13295032408835029637</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_k3bLVn67CUg/TEcY0aabAlI/AAAAAAAAATM/q8erfa4Kxx0/S220/P1040872.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_k3bLVn67CUg/TP1ickF3tVI/AAAAAAAAAYA/A0kaA9McOtw/s72-c/Folla.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34671688.post-7613425199154155571</id><published>2010-12-05T15:34:00.000+01:00</published><updated>2010-12-05T15:34:16.780+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Birra'/><title type='text'>Unionbirrai: ripartire o perire</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Qualche giorno fa mi è arrivata la notizia della nuova uscita di &lt;a href="http://www.unionbirrai.it/images/newsletters/ub1210.pdf"&gt;UB News&lt;/a&gt;, un numero digitale coordinato da &lt;a href="http://www.birradio.it/"&gt;Tony Manzi&lt;/a&gt; con articoli a cura di Simone Monetti, &lt;a href="http://leliobottero.blogspot.com/"&gt;Lelio Bottero&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://www.mondobirra.org/"&gt;Marco Tripisciano&lt;/a&gt;. Una buona notizia anche perché da tempo mi sembrava che Unionbirrai fosse rimasta un po' al palo nell'effervescente mondo della birra artiginale italiana. Certo l'impegno sull'argomento accise, il concorso Birra dell'Anno, i corsi: in effetti non sarebbe giusto parlare di immobilismo,&amp;nbsp;piuttosto di poca comunicazione e, forse, di poco coinvolgimento della stampa specializzata e non. Ora, UB News potrebbe essere un primo passo per uscire dal bozzolo. Almeno me lo auguro vivamente. Perchè, per quanto onestamente nemmeno io abbia fatto ultimamente molto riferimento a Unionbirrai, di un'associazione la birra artigianale italiana ha sicuramente bisogno. Un'associazione di produttori però: capace di fare fronte comune, di esprimere posizioni pubbliche, di sviluppare magari una centrale d'acquisto e, certamente, di fare corsi e concorsi. Tuttavia il periodo attuale non so quanto stia sorridendo a Unionbirrai: da un lato infatti nascono consorzi regionali, come riporta il sempre aggiornatissimo &lt;a href="http://www.cronachedibirra.it/notizie/3517/consorzi-di-birrifici-un-nuovo-fenomeno-nel-panorama-italiano/"&gt;Cronache di Birra&lt;/a&gt;, dall'altro si organizza una riunione in quel di Fidenza tra produttori (visto che se ne è parlato nel &lt;a href="http://www.movimentobirra.it/forum/forum_posts.asp?TID=3327"&gt;forum di Mobi&lt;/a&gt;, la ritengo una notizia di pubblico dominio) e infine la stessa Unionbirrai convoca &lt;a href="http://www.unionbirrai.it/index.php?option=com_content&amp;amp;view=article&amp;amp;id=181:assemblea-straordinaria-dei-soci-bologna-17122010&amp;amp;catid=37:news"&gt;un'assemblea straordinaria dei soci&lt;/a&gt; con "proposta di modifiche statutarie" all'ordine del giorno (un caso?).&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_k3bLVn67CUg/TPuik0TmE9I/AAAAAAAAAX8/JlhWb5DkCKc/s1600/unionbirrai1.gif" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" ox="true" src="http://3.bp.blogspot.com/_k3bLVn67CUg/TPuik0TmE9I/AAAAAAAAAX8/JlhWb5DkCKc/s1600/unionbirrai1.gif" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ergo, qualche problema sotto ci deve essere. Se la spaccatura tra consumatori e produttori non mi è mai sembrata un dramma, i produttori sono a mio avviso in mezzo al guado. Qualcuno ha pensato bene di aderire ad Assobirra, qualcuno fa consorzi locali e altri indicono una riunione... E Unionbirrai? Sia chiaro, io non faccio il tifo per nessuno. Dialogherò con chiunque trovi interessante, rappresentativo&amp;nbsp;e, possibilmente, disponibile ma certo avere due associazioni di produttori, più le locali, forse è un po' troppo anche per un mercato, come quello italiano, che visto all'estero sembra la Disneyland della birra (nel senso di entusiasmante, sorprendente e un po' pazzo) e che invece, visto da dentro, assomiglia un po', almeno dal mio punto di vista, a un ragazzino cresciuto troppo in fretta, in preda a crisi ormonali e veloce a menare le mani. Una specie di incrocio tra Il tempo delle mele e I ragazzi della via Pal (o Paal che dir si voglia). Un mercato, e parlo solo di quello della birra artigianale, dove esistono le superstar e le "vorrei ma (per ora) non posso", i puri e duri (ma anche un pelino invidiosi) e quelli perennemente incazzati perché nessuno li considera (ma poi magari non ti rispondono manco a una mail), quelli innamorati della birra, ma anche del bersela tra amici, e quelli che sperano nel business d'inizio secolo. Io non so se Unionbirrai saprà sopravvivere o se una fantomatica nuova associazione nascerà sulle sue ceneri o se, ancora, avremo due associazioni di produttori. Credo che sia però arrivato il momento che ogni singolo produttore, ripeto singolo nel senso di ognuno per conto suo, si faccia un bell'esame di coscienza. Rifletta non tanto su che stile di birra vuole produrre, lo so che qui non ci sono problemi, ma su come e dove vuole collocarsi nel mercato: vuole conquistare il mondo o rifornire la sua provincia? Vuole stare nella ristorazione o nei pub? Vuole fare una birra "del popolo" o una birra per sommelier? Produzioni limitate esigono scelte radicali. E non è detto che una scelta sia meglio dell'altra. Solo sono diverse. Una volta chiarite le proprie idee, potrebbe anche essere più facile decidere se e quale associazione mantenere in vita, che cosa pretendere da quell'associazione e, naturalmente, che cosa offrire in cambio.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34671688-7613425199154155571?l=birragenda.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://birragenda.blogspot.com/feeds/7613425199154155571/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34671688&amp;postID=7613425199154155571' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34671688/posts/default/7613425199154155571'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34671688/posts/default/7613425199154155571'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://birragenda.blogspot.com/2010/12/unionbirrai-ripartire-o-perire.html' title='Unionbirrai: ripartire o perire'/><author><name>Maurizio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13295032408835029637</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_k3bLVn67CUg/TEcY0aabAlI/AAAAAAAAATM/q8erfa4Kxx0/S220/P1040872.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_k3bLVn67CUg/TPuik0TmE9I/AAAAAAAAAX8/JlhWb5DkCKc/s72-c/unionbirrai1.gif' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34671688.post-6060408576004216932</id><published>2010-12-02T11:27:00.000+01:00</published><updated>2010-12-02T11:27:59.954+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Birra'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tasting'/><title type='text'>Born to Randall</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Back to La Ratera. Incredibilmente, conoscendo i miei standard, dopo nemmeno un paio di settimane. Tuttavia l'occasione era troppo ghiotta per non mancare. Il debutto della nuova &lt;a href="http://www.birrificio.it/extrahop.htm"&gt;Extra Hop&lt;/a&gt; del Birrificio Italiano, una birra che è sempre stata tra le mie preferite e che purtroppo, e solo per colpa mia, non bevo tutte le volte che vorrei. E che la EH meriterebbe. Così, anche con la consapevolezza di non poter essere a Lurago Marinone il prossimo 7 dicembre, la Extra Hop prima la ammiriamo, spillata con il consueto carisma da Marco Rinaldi, e poi la sorseggiamo meditabondi. Perfetta la schiuma, da sciarci sopra, soliti profumi freschi di luppolo e di fiori, un amaro deciso ma elegante, un taglio finale bello secco, un retrogusto abbastanza lungo. Birra che toglie la sete, toglie la fatica e toglie pure qualche incazzatura quotidiana. Il che depone ulteriormente a suo favore...&lt;/div&gt;﻿ &lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_k3bLVn67CUg/TPdxtylRzHI/AAAAAAAAAXs/Ul_db9emg5Y/s1600/P1130350.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="320" ox="true" src="http://1.bp.blogspot.com/_k3bLVn67CUg/TPdxtylRzHI/AAAAAAAAAXs/Ul_db9emg5Y/s320/P1130350.JPG" width="224" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Davvero "Extra"&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;﻿ &lt;div style="text-align: justify;"&gt;Se proprio vogliamo trovare una pecca è il bicchiere. Davvero troppo piccolo per togliere la sodisfazione. Così eccoci al secondo, questa volta però spillato tramite Randall. E la Extra Hop evolve di conseguenza. Profumi ancora più netti e marcati, amaro che inizia a sverniciare il palato lasciando goduriose sensazioni di resina. A patto, ovviamente, che nella birra vi piaccia l'amaro. Se non è così, beh insistete perchè l'amaro nella birra&amp;nbsp;è come certa musica di Tom Waits: al primo ascolto ti può anche lasciare perplesso, poi ti conquista per sempre. Infine, pronti per il bicchiere della staffa: servito direttamente versandolo dal Randall...&lt;/div&gt;﻿ &lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_k3bLVn67CUg/TPdzKdBGOSI/AAAAAAAAAXw/ER9_R6NublI/s1600/P1130371.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="320" ox="true" src="http://1.bp.blogspot.com/_k3bLVn67CUg/TPdzKdBGOSI/AAAAAAAAAXw/ER9_R6NublI/s320/P1130371.JPG" width="219" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Marco "Randall" Rinaldi&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Che dire? Ok, non è ortodosso bere birra con foglioline flottanti nel bicchiere. Magari fa un po' antichi Sumeri﻿, ma basta mettere gli incisivi o i baffi in posizione "diga" e berrete una birra che è rimasta a lungo con il luppolo in macerazione. Con il risultato di sembrare quasi una spremuta di luppolo. Già al naso, ma soprattutto in bocca. Esagerata forse, ma tuttavia fantastica, sbilanciata sicuramente, ma tuttavia affascinante. Pensavo di berne un sorso e invece l'ho terminata. E me ne sono andato con l'aroma di luppolo sulla lingua e nella memoria. Quasi fosse stato un primordiale imprinting...&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34671688-6060408576004216932?l=birragenda.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://birragenda.blogspot.com/feeds/6060408576004216932/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34671688&amp;postID=6060408576004216932' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34671688/posts/default/6060408576004216932'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34671688/posts/default/6060408576004216932'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://birragenda.blogspot.com/2010/12/born-to-randall.html' title='Born to Randall'/><author><name>Maurizio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13295032408835029637</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_k3bLVn67CUg/TEcY0aabAlI/AAAAAAAAATM/q8erfa4Kxx0/S220/P1040872.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_k3bLVn67CUg/TPdxtylRzHI/AAAAAAAAAXs/Ul_db9emg5Y/s72-c/P1130350.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34671688.post-2787031089889466131</id><published>2010-12-01T18:50:00.000+01:00</published><updated>2010-12-01T18:50:36.300+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Libri'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Food'/><title type='text'>Lo chef è un dio... minore</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Riprenderò nei prossimi giorni a scrivere di birra, ma non riesco a non buttare giù due righe su un libro che sto, con fatica, terminando di leggere in questi giorni. L'ho acquistato quasi per dovere, per colpa di letture fatte &lt;a href="http://www.dissapore.com/primo-piano/lo-chef-e-un-dio-il-libro-che-fa-tremare-le-cucine-italiane/"&gt;qui&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://www.dissapore.com/primo-piano/lo-chef-e-un-dio-di-ilaria-bellantoni-parla-carlo-cracco/"&gt;qui&lt;/a&gt; e perché mi ero animato delle migliori intenzioni. Cavoli, ho pensato un libro che mette alla berlina l'aureo mondo degli chef, che descrive con stile tagliente l'intoccabile&amp;nbsp;circolo dei fornelli stellati, va letto assolutamente. Beh, quando poi l'ho avuto in mano e presentato come un libro dalla scrittura brillante e molto pop, "Lo chef è un dio" di Ilaria Bellantoni l'ho trovato un po' deludente, noiosino e tristanzuolo. Giudizio personale ovviamente, da me che sono un paria del giornalismo gastronomico, ma avrei sperato in
