25 agosto 2009

No, le pinte di plastica, no...


Uno non fa in tempo a riassestarsi alla tastiera, scuotersi la sabbia di dosso e la sensazione di sale sulla pelle ed ecco che gli tocca commentare la ferale notizia che nel Regno Unito il ministero dell'Interno ha deciso di affidare uno studio destinato a introdurre nei pub la pinta di plastica causa troppi vetri rotti in testa durante le risse tra avventori. A parte il fatto che, nella mia piccola esperienza, ho visto gli inglesi fare a botte solo quando sono all'estero in vacanza o, al massimo, organizzare qualche "simpatica" caccia all'italiano nelle cittadine dove si andava a fare vacanza-studio, ma nutro seri dubbi che la rissa sia pratica endemica tale da richiedere un provvedimento del genere. Vero anche, è che potrei essere io a frequentare pub tranquilli, tradizionali, spesso fuori dai circuiti modaioli e calcistici, ma l'eventuale abbandono del vetro, di quella solida sensazione di tranquillità che si prova a stringere nella mano una pinta colma di ale, verrebbe irrimediabilmente distrutta dalla plastica, per quanto questa possa essere spessa e di design. Insomma, mi rifiuto di credere che la denunciata rissosità delle giovani generazioni britanniche debba essere fermata con questo provvedimento, già i maxischermi e le lager continentali mi intristiscono quando varco la soglia di un pub inglese, figuriamoci se mi mettessero in mano un contenitore in pet. Mi auguro allora che il Camra (http://www.camra.org.uk/) si adoperi per scongiurare questa mossa che sa di declino, di poco rispetto per una nobile bevanda e, in ultima battuta, di "misura all'italiana" di fronte al presunto problema.

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