
Posto qui, perché se mai ne avessi avuto intenzione di iscrivermi ora mi è passata del tutto, un topic uscito sul forum del MoBi intitolato "Ligera? Leggera!" dove il vicepresidente chiosa in maniera, a mio modo di vedere insinuante, il fatto che ho descritto la Ligera del Lambrate con le parole "Nel palato scorre, per l'appunto, leggera..." nel numero di luglio del Gambero Rosso. Al che la risposta di un consigliere è stata: "Ma povero Maurizio, Xe veneto, ostrega!". Che dire, avrei davvero preferito non leggerla, il fatto è che purtroppo, per dovere professionale e per curiosità personale, sfrucuglio abbastanza spesso nei forum, newsgroup e blog altrui. Cerco sempre di informarmi o di tenermi aggiornato, includendo nella lettura anche diatribe di cui mi frega poco o punto (questo è un toscanismo montanelliano perché pur essendo veneto di origine, discendo da toscani con "imbarbarimento" lombardo...). Colpa mia dunque, che dovrei fare il mio lavoro parlando con i birrai e stop. Invece cerco di allargare, dove e come posso, lo sguardo alla realtà artigianale nel suo complesso segnalando siti che reputo interessanti come microbirrifici.org e, almeno una volta mi pare di ricordare il MoBi. Ripeto, colpa mia. Il fatto è che della storia della Ligera, nomignolo dato alla malavita milanese di anni fa, sapevo: mi è bastato leggere rapidamente il sito del Lambrate per scoprirlo. Benché forse me l'avesse detto proprio qualcuno di loro, ma non sono sicuro. La frase segnalata dalle alte sfere del MoBi andava letta come un gioco di parole e niente più. A mio avviso era anche simpatico e non credo comunque che i lettori del Gambero mi spareranno per non aver loro rivelato una così preziosa informazione come la vera origine del nome. Invece vengo paragonato a quel tale, portato a esempio da Kuaska, che sbaglia l'origine del nome Golding... Che tristezza, davvero. In contumacia, portato davanti alla Sacra Rota della birra italiana e condannato con sarcastica irrisione. Vabbé ragazzi, prendo atto e memorizzo. Non ho evidentemente i meriti per ascendere alle vette immacolate del Monte Olimpo della cultura brassicola nazionale, lassù l'aria è troppo rarefatta e faccio fatica a respirare. Visti da qua sotto siete bellissimi come gli dei, inavvicinabili come loro, perfetti e luminosi come gli astri che vi hanno creato per portare la luce ai plebei che si infangano sulla terra.


