1 luglio 2008

Sì, viaggiare...


Una delle cose più invidiate dai miei amici non di settore, al secondo posto dopo la ferrea convinzione che io trascorra la maggior parte delle mie giornate bevendo gratis, è il viaggio stampa. Leggenda vuole che i giornalisti scorrazzino come cavallette impazzite lungo tutta la Penisola sorseggiando vini autoctoni e non, masticando produzioni casearie rare e sostando con occhio languido nei pressi di una Berkel. Oppure, sempre aggratis, cenando in ristoranti Michelin per poi stramazzare un po' inebetiti a bordo piscina o sotto i massaggi di una girl asiatica da sogno. Non escludo che per qualche collega possa anche essere così. Ma non sempre e non tutti. Capita invece di essere coinvolti in una fiera locale, magnificata dagli organizzatori come uno scrigno ancora da aprire, e ritrovarsi poi tra stand di istituti di bellezza, banche regionali, produttori di pannelli solari e via di questo passo... Niente da dire su queste encomiabili attività, ma per un giornalista enogastronomico quale mi ritengo ancora di essere, è davvero poco... Se ci aggiungiamo una sfilza di proclami, da parte delle autorità politiche, dall'onorevole di turno al consigliere di quartiere, benedizioni ecclesiastiche, riflessioni di funzionari regionali, tutti rivolti all'ormai quasi stantio motto "valorizziamo il territorio" e poi il territorio non te lo fanno praticamente vedere perché ti coinvolgono in degustazioni a tavolino organizzate in strategica quanto drammatica concomitanza. Beh, ci sarebbe da aprire un bel dibattito.... Come si valorizza un territorio se le visite nelle aziende del territorio stesso sono previste durante l'assaggio dei vini in concorso? Perché si devono ascoltare ore di parole al vento e poi, alla verifica dei fatti, il tutto sembra un bel buco nell'acqua? Quattro produttori di vino fanno una fiera? Se è così, aspettiamoci di assistere e di essere invitati a fiere ogni giorno... Io apprezzo la buona volontà, ma di questi tempi i risultati, e anche i metodi, devono sempre giustificare i costi... Altrimenti.... Però, una cosa la devo ammettere, in quattro giorni di fiera a bordo piscina ci sono stato una mezz'ora buona. Cavoli, adesso sì che mi sento un uomo da invidiare....

6 commenti:

michele BCI ha detto...

Fortunato tu che sei accusato di farlo gratis! A me rinfacciano di essere pagato per bere...

Anonimo ha detto...

aaahhh, i viaggi stampa!! Dove lavoravo io, a volte erano considerati quasi un benefit ("cavoli il direttore ti manda alla conferenza della Feder****!?!? allora se arrivato nelle sue grazie!!"), molto più spesso, erano una necessità: convegno di 3 giorni organizzato da Conf***, Feder°°°°°, Associazione Giovani ^^^^^? Ospitalità gratis? Bene, vai tu, e in tre giorni passi i pezzi per quelli del turno delll'alba, quelli del gr di mezzogiorno e poi quelli della mezza sera. Ah, già che ci sei, raccogli pure il materiale per quello speciale di cui parlavamo...poi lo facciamo doppiare da uno speacker che viene meglio..." Ovviamente tutto materiale che, con il convegno, per dirla alla Di Pietro, "non ci azzeccava niente"...

ciao

Tony

p.s.: ce l'ho ancora la tua registrazione: la tengo in ostaggio per vedere se mi pagano un riscatto :-))). Scherzo ovviamente: spero entro breve di mettere a in rete la puntata di cui abbiamo parlato. Giuro!! :-)))

Maurizio ha detto...

In ritardo, ma ringrazio entrambi per i commenti... Come si dice in queste occasioni: mal comune, mezzo gaudio... La nostra categoria ogni tanto è sbeffeggiata, ma è pur sempre meglio che lavorare in miniera. E poi, pensate ai ginecologi di Hollywood!
Per Tony: non ti preoccupare per la registrazione, immagino che non puoi svelarla prima della cerimonia degli International Radio Awards!!! ;-)

Anonimo ha detto...

...acc.!!! mi hai scoperto!! Speriamo che la giuria non abbia capito :-)))

ciao

Tony

Zio Walter ha detto...

Ogni lavoro credo sia visto dagli altri come pieno di privilegi...nel tuo caso viaggiare per il mondo, nel nostro navigare nella rete...

Maurizio ha detto...

Non so se è per il fatto che sei "zio", ma le tue parole sono sagge. Come, in effetti, non essere d'accordo...