14 novembre 2008

Ops, mi è caduta la guida


Mi dispiace, ma notizie del genere per un giornalista sono come il miele per le api. Come molte persone ho anche io tra le mani, da qualche giorno, la Guida alle birre d'Italia di Slow Food, prima edizione 2009. Un lavoro che sicuramente mancava nel panorama editoriale di settore. Per la prima volta si è tentato di dare un volto, e soprattutto, un giudizio a centinaia di birre artigianali. I voti, come sempre accade, sono soggetti a commenti, approvazioni e critiche. Ma quando sono attribuibili, ovvero quando qualcuno se ne prende la responsabilità, li si può accettare come opinioni di un gruppo qualificato. Oppure no, vedete voi.
Quello che invece è più difficile capire è quanto è emerso oggi da parte di un birraio assai noto e apprezzato, ovvero Fabiano Toffoli di 32 Via dei birrai, che appare assai adirato nei confronti del team della guida. Il motivo lo si può leggere a pagina 158 della Guida dove al birrificio 32 sono attribuite le birre Hill, Moor e Wood, etichettate Ca' Foresto. Il problema è che Fabiano non produce quelle birre. Che 32 Via dei birrai evita accuratamente, per politica aziendale, di servirsi di distributori. Che Ca' Foresto è proprio un distributore.... Insomma, un errore madornale o una disattenzione pesante. Strano, visto la tradizionale professionalità di Slow Food e visto la competenza, a prova di bomba, degli estensori della Guida...
La possibilità che, una volta dato il "si stampi", in un volume si trovino refusi, piccole dimenticanze, errori di ortografia, è praticamente normale in quasi tutte le case editrici, sia di riviste sia di libri, ma quello di 32 Via dei birrai sembra un eccesso di confidenza, non in Fabiano forse semmai in un sito internet, che si è tramutato in un cono d'ombra sulla Guida. Che, come dice il titolo di questo post, ahimé, mi è caduta...
Come concludere allora... Fabiano che smentisce, e avrebbe ragione anche di andare oltre, la Guida non è una bella cosa. Francamente ha preso in contropiede pure noi ma, eventualmente, siamo qui per accogliere "controsmentite", chiarimenti o, non si sa mai, altre "cadute"...

27 commenti:

Anonimo ha detto...

ma a parte l'errore con il 32viadeibirrai, che ne pensi del libro?
ciao
carmine

amicidellabirra ha detto...

Molto interessante. Qualcuno ha infilato in una guida tutti i produttori e le birre dell'italico stivale. Stivale che mi ricorda il "famoso" bicchiere che provoca il simpatico rigurgito di birra. Magari verrà anche a qualche produttore che leggerà la nuova guida! La acquisterò subito per vedere le valutazioni assegnate ai prodotti di alcuni birrai che ho incontrato proprio ieri a Birranostra. Vediamo se le arie che si danno saranno giustificate da questa guida ( che peraltro come tu ben dici rappresenta un parere). Non voglio far nomi, però devo dire che alcuni sono molto disponibili e simpatici.Poi magari se hai tempo sarebbe molto gradito un commento sulla manifestazione di Rovigo.

Maurizio ha detto...

Ahimé, questa volta niente Rovigo per me... Lo scorso anno, a dire il vero, è stato un pianto greco,come presenze di pubblico, ma forse era il classico incidente della prima volta...
Per quanto riguarda le guide io da anni cerco di spiegare a tutti che non sono il Vangelo, e che come tale non vanno trattate. Anche se in effetti qualcuna, nel vino soprattutto, ha una benefica e immediata ricaduta economica sul prodotto pluripremiato...

Davide Bertinotti ha detto...

Chiariamo: il "sito internet, che si è tramutato in un cono d'ombra sulla Guida" è microbirrifici.org che mi vanto di avere creato e di dirigere. Non capisco perchè non sia esplicitato nel tuo articolo, Slow Food non ha mica fatto misteri: nella guida è ben chiaro il riferimento (c'è anche una pagina dedicata al sito!).
Diceva Andreotti che a pensare male si fa peccato ma ci si azzecca. Toffoli sapeva da tempo (posso fornire testimonianza di terze persone) che sul sito le tre birre incriminate erano listate sotto 32 Via dei Birrai. Mai nessuna comunicazione di smentita o richiesta di rettifica ci è mai giunta in quasi due anni dall'apparizione delle bottiglie Ca Foresto sul sito.
Le bottiglie e le capsule di foggia inusuale sono le medesime e qui non si parla di anonime 66cl da muratore, basta prendere in mano i due prodotti.
La vicinanza geografica tra Ca Foresto e Pederobba ci consente di fare 1+1=2.
Ora, io capisco che bisogna fare quadrare i conti dell'impresa. Parecchi birrifici noti e meno noti fanno "private label" e poi ne se vergognano o vengono colti con le mani nella marmellata dai distributori/agenti ufficiali che notano che il birrificio fa concorrenza con altro marchio.
In sostanza: sono sempre pronto a modificare il mio pensiero e a chiedere scusa di eventuali errori commessi (e che ho fatto commettere a Slow Food) ma Toffoli poteva anche spendere 10 secondi per contattarmi a suo tempo. O microbirrifici.org non è degno di attenzione?
p.s.: altro discorso sarebbe rendere obbligatorio in etichetta il riferimento al produttore. Ma si sa, il consumatore viene buono solo quando deve cacciare la £...

Maurizio ha detto...

Caro Davide,
onestamente non sapevo che il sito incriminato fosse microbirrifici.org. Fabiano non me l'ha detto ma è rimasto sul generico "un sito internet" e io mai avrei pensato che potesse essere il tuo. Pur vedendo i ringraziamenti finali e la pagina pubblicitaria. Per il resto io mi sono basato su una mail di Fabiano e su sue dichiarazioni. Il punto è che queste birre lui non le fa, così scrive, e gli sono state attribuite... Gli errori ci possono anche stare, sono il primo ad ammetterlo (anche perché capita anche a me...), ma se la guida ha preso spunto dal tuo sito vuol dire che non hanno nemmeno richiesto le birre al produttore o non hanno verificato tutte le informazioni...
Perché poi in due anni non si siano svegliati dovresti chiederlo a loro. A me è solo sembrato strano che Slow Food non facesse una verifica incrociata pur prendendo spunto, e chi non lo farebbe, da microbirrifici.org
Infine: ovvio che sono assolutamente d'accordo con te che sarebbe necessario l'obbligo di citazione in etichetta del produttore. A me piacerebbe che fossero specificati anche tutti gli ingredienti (basta con il generico "luppolo")

Davide Bertinotti ha detto...

A me risulta che Slow Food abbia contattato i produttori. Se ha ritenuto di incasellare quelle birre come ha fatto significa anche che ha ritenuto il lavoro di microbirrifici.org degno di fiducia. E di questo mi onoro.
Sfido poi i produttori che fanno private label a dichiarare in modo esplicito le altre etichette. L'unico forse è Ducato con le Bia.
Sempre pronto a cospargermi il capo di cenere, ma il caso Zago/HY - ad esempio - è emblematico.

Anonimo ha detto...

Io posso anche essere rincoglionito...(domani ahimé sono 44)ma mi sembra di ricordare che due anni fa alla fiera ADB di Milano, allo stand del birrificio di Fabiano si presentassero anche le birre in questione.
Al massimo mi faccio passare un po' di cenere da Davide.
Ciao.Schigi.

Maurizio ha detto...

Innanzitutto Schigi, tanti auguri di buon compleanno (sei un giovincello e te lo dico perché avendo io raggiunto i 41 è bene spostare in avanti l'età senile...). Poi, premesso che tengo anche io a disposizione un po' di cenere, che non fa mai male, ho solo espresso pubblicamente la posizione di Fabiano (che a questo punto però invito a intervenire qui per fare chiarezza definitiva...) dopo sua autorizzazione... Infine, per chiarire eventuali dubbi: trovo anche io che microbirrifici.org costituisca una risorsa preziosa e degna di fiducia... Poi, un conto è sbagliare (eventualmente) su un sito internet e un conto su una pubblicazione (sempre eventualmente) che si vende e che è ammantata dell'autorevolezza slowfoodiana. Ovvero "onori e oneri"...

Fabiano ha detto...

Ciao!
Credo sia meglio che ci sentiamo per telefono per chiarire il tutto onde evitare malintesi inutili che potrebbero anche orientarsi verso la mancanza di educazione.
Comunque se dico che non produco Cà Foresto è così e basta! La mia parola non va messa in dubbio! Viene prodotta da Brùton per Astoria.
Non nego che ero venuto a conoscenza dello sbaglio commesso sul sito. Non mi ricordo cosa ho fatto in seguito. Mi ricordo di aver scritto ma non ci metterei la mano sul fuoco. Puoi credere che ho molti pensieri per la testa ogni giorno?
Poi per quanto riguarda la bottiglia! Viene prodotta dalla Thuringer in Germania! Sai quante bottiglie producono! Qualcuno dovrà pure utilizzarle! Anche Manis la usa e sta a Montebelluna! Quindi producono anche Manis! Questo è il calcolo di 1+1=2! Anche Manis mi ha creato problemi perché hanno impostato pure loro l’immagine sui colori!
Concludendo togli l’errore dal tuo sito questa sera, mi sembra il caso!grazie.
Un saluto,
Fabiano

Tyrser ha detto...

Tanto per buttare benzina sul fuoco, sono stato di persona in 2 "birrifici" che avevano in produzione birre di altri "birrifici".
Ovviamente sulle etichette dei secondi c'è scritto "prodotta da noi", mica "fatta da un altro su nostra ricetta".
E ovviamente se lo dico mi fanno scrivere dai legali. ;-)

Maurizio ha detto...

Bene, direi che Fabiano ha, perentoriamente, fatto il punto della situazione... Grazie. Ci tenevo a dirlo, ma non va presa come una chiusura del dibattito...
@Tyrser: eh, lo so che ci sono birrifici che fanno birre per altri. Ed è per questo che preferirei ci fosse l'obbligo di dire in etichetta chi è il produttore (vero), invece il private label non lo vedo come un peccato (vedi Ducato e, mi sembra di ricordare, Torrechiara) ma solo una politica commerciale....

Anonimo ha detto...

Fabiano mi sembra un po' troppo perentorio..."non ricordo se ho scritto, ho molto altro da fare..."
In realtà gliene fregava forse poco, sottovalutando microbirrifici.org, ora che la "svista" e continuo a metterla tra virgolette è finita su un libro di Sf..apriti cielo.
Bertinotti può anche aver sbagliato, e allora?
Secondo me legalmente sul suo sito può scrivere quello che vuole, anche che 32 produce l'Orval... ci sarà un disclaimer da qualche parte che lo tutela.
Ma per curiosità, assodato che la mia memoria fa le bizze, chiedo a Fabiano che birra era quella presentata a Milano in Fiera nel loro stand, ma non con il loro marchio.
Ricordo che aveva un'etichetta dorata.
Ciao.Schigi.

Tyrser ha detto...

Buonasera Maurizio,
non parlo di birra etichetta.
Parlo di birrifici con tanto di sede e indirizzo sull'etichetta (e sito che decanta l'utilizzo di prodotti bio locali etc. etc.) la cui birra pero' viene fatta da altri ed imbottigliata.
Siamo più sulla frode alimentare per me...
E' un po' come se la Bxxk's fosse fatta a Pedavena, parlo per assurdo, ovvio;-)

Davide Bertinotti ha detto...

Prendo atto della smentita di Fabiano e non ho problemi a riconoscere di essere stato in fallo nell'elencare le birre Ca Foresto sotto 32 Via dei Birrai. Mi scuso con te, Fabiano, con Slow Food che ho indotto in errore e con i vari lettori del sito e della guida. Provvederò a modificare le entries oggi stesso.
A mia parziale scusante una serie di indizi che portavano in una direzione ben definita e il fatto che in due anni non ho mai ricevuto nessuna smentita diretta dagli interessati.
Aggiungo che ho una lunga esperienza di frottole raccontate dai vari birrai in giro per il mondo (specialmente belgi..!) e ho imparato a diffidare sempre delle loro affermazioni. In questo caso tuttavia riconosco di avere diffidato erroneamente.
Spero che si possa ritenere chiuso l'incidente.

Maurizio ha detto...

Beh, che aggiungere... Chiarezza è stata fatta e io ringrazio tutti quelli che sono intervenuti e che conosco e apprezzo come "teste pensanti" del movimento (anche se non sempre sono d'accordo con loro).
@Schigi: forse la birra in questione è la Zoobeer, special edition per il Nidaba? Forse...

Anonimo ha detto...

Ricordo poco a parte un'etichetta dorata...

Ciao.Schigi.

Davide Bertinotti ha detto...

è codesta?
http://www.flickr.com/photos/67313591@N00/3041303974/

Maurizio ha detto...

Potrebbe in effetti... Solo mi ricordavo lo sfondo più sul viola... L'età mi fa perdere colpi....

Anonimo ha detto...

None...la bottiglia aveva la stessa foggia delle 32, con un'etichetta d'oro e (mi sembra) viola.
Ciao.Schigi.

Anonimo ha detto...

Flic e floc?

Anonimo ha detto...

Floc!

Maurizio ha detto...

Vabbé dai... floc anche io! Adoro i finali demenziali.... ;-)

Anonimo ha detto...

;-)))

Tony ha detto...

E' inutile che fingi serenità, quando sai di dover pagare un riscatto e ancora non ti decidi a farlo. Ora basta!! Se non avrò quanto richiesto, libererò la tua intervista per sempre, lasciandola al proprio destino....anzi, quasi quasi lo faccio per davvero!! E' questione di giorni ormai....

(questo sì che è un finale demenziale, no? :-))) )

Se ci riesco, provo a chiamarti più tardi...con il numero anonimo ovviamente!

Tony Manzi

Maurizio ha detto...

Ciao Tony,
non ti preoccupare per l'intervista, quando si lavora il tempo per le passioni si restringe inesorabilmente... Comunque me la riascolterò volentieri anche io (onestamente non è che mi ricordo molto di quello che ho detto.... spèrem!) ;-)
A presto

Anonimo ha detto...

Scrivo per rispondere a Schigi, visto che martedì gli avevo accennato questo argomento.
La birra di cui tanto avete discusso in questo post è la "Zoobeer" (ne ha accennato anche Maurizio), prodotta da Fabiano e ne sono praticamente sicuro visto che ne avevo comprata una bottiglia alla fiera ADB mesi or sono. Mi era anche piaciuta per la verità. Tra l'altro da quanto posso capire questa produzione non dovrebbe centrare nulla con Ca'foresto, a parte la solita bottiglia "Thuringer". Non riesco però a trovarne una foto in internet, e non viene riportata sulla guida. Un pò di chiarezza in più in fatto di comunicazione da parte di chi la birra la fa e la commercia, eviterebbe facili fraintendimenti di cui è abbastanza inutile discutere a posteriori.
Saluti a tutti!
Take it easy

Ariele

Maurizio ha detto...

Ciao Ariele,
infatti la birra in questione è la Zoobeer che tuttavia era, non so se la fanno ancora, una birra speciale prodotta esclusivamente per il Nidaba, ristobirreria di ottimo livello a pochi "passi" dal 32 Via dei Birrai. Presumo non sia stata inserita in guida perché, appunto, è prodotta per uno specifico locale in esclusiva e non per il pubblico "generico"...