16 novembre 2010

Beer & Design

Qualche giorno fa avevo sottolineato l'attenzione per la grafica e il design che distingue il lavoro di 32 Via dei Birrai, ricordando come le loro bottiglie fossero apparse sulla rivista britannica "posh" Wallpaper... Qualcuno potrebbe anche rilevare che poco la grafica e il design hanno a che fare con la qualità della birra ma, stante l'indiscutibile talento di Fabiano Toffoli come birraio, proporre al mercato confezioni attraenti è un plus da non sottovalutare. La semplicità minimalista delle etichette di 32 Via dei Birrai era fin dall'inizio un chiaro segnale della strada che il birrificio veneto avrebbe intrapreso, un look che sembra essere piaciuto molto visto che Toffoli e soci godono di buona salute e li si incontra in molti eventi (anche questi selezionati secondo la loro strategia). Ora, le nuove confezioni mantengono l'eleganza e la "presa" estetica, basta guardare qua...


La "piramide" di 32 Via dei Birrai
Ma non è tutto. L'attenzione per l'aspetto esteriore è spesso la premessa per le idee più originali come, ad esempio, il cosiddetto "alveare". Si tratta dell'arcinoto, fondamentale, separatore in cartone che si piazza all'interno della scatola da sei bottiglie. Praticamente quello che hanno tutti: produttori di birra e produttori di vino. I ragazzi di 32 hanno però deciso di personalizzarlo allungandogli pure la "vita". E così il separatore

E il loro "alveare"
diventa anche espositore da piazzare sul tavolo, completo di informazioni sulle birre e perfino di QR Code per accedere in diretta al sito web del birrificio. A me l'idea, dopo aver impiegato dieci minuti a comprendere il meccanismo arcano del QR Code, è piaciuta molto e la trovo intelligente. Presumo sarà anche presto emulata, se non nel mondo della birra, probabilmente in quello del vino... Di certo, un riconoscimento va dato a 32 Via dei Birrai e, immagino, ai loro consulenti per la grafica. Insomma, la dimostrazione che anche la birra, perfino quella artigianale, ha bisogno di costruirsi un'immagine e una comunicazione di prodotto. Non è detto che, per forza di cose, debba assomigliare a quella di 32 (anzi la virtù è distinguersi e non scimmiottare), ma la strada va imboccata assecondando la propria personalità, il proprio stile nel fare la birra, il proprio target... Rimanere con le mani in mano o, peggio, attaccati al palo del "c'era una volta", non porta da nessuna parte.

 

4 commenti:

carillihome ha detto...

Solo per informazione....noi del Toccalmatto siamo appena partiti con il codice QR stampato sulle nostre nuove retroetichette (gradualmente saranno adottate su tutta la gamma). Questo codice permetterà a chi è dotato di telefonino dell'ultima generazione e di accesso ad internet di collegarsi al sito www.infermento.it e di avere tutte le informazioni tecniche sul prodotto/azienda.Sarà possibile anche vedere filmati e/o scaricare files....
Saluti,
Bruno

Maurizio ha detto...

Ciao Bruno, grazie del tuo commento e benvenuto nel blog! Sai bene che ti ritengo parte della pattuglia dei birrai "avanzati" ovvero bravi a fare birra ma anche bravi in tutto il resto! Ci sentiamo nei prossimi giorni che voglio venirti a trovare...

Andrea ha detto...

Queste chicche nel packaging sono sempre ben accette, perché nonostante riguardino elementi collaterali alla birra, dimostrano un attenzione al prodotto finale che - strana coincidenza - spesso si ritrova anche nella resa qualitativa del contenuto. Guardo sempre di buon occhio idee "professionali" come queste: mi fanno pensare che ci sia un'alternativa alla superficialità dilagante nell'ambiente in termini di marketing.

Maurizio ha detto...

"Un'alternativa alla superficialità dilagante nell'ambiente in termini di marketing". Parole sante Andrea!